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 Oggetto del messaggio: RAGAZZI GAY E RAGAZZI DISPONIBILI CON OMOSESSUALITA’ LATENTE
MessaggioInviato: mercoledì 26 ottobre 2016, 20:09 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Accade spesso che un ragazzo gay crei un rapporto affettivo forte, talvolta con risvolti sessuali, con ragazzi che si presentano come etero, ma non hanno verso i gay i comportamenti tipici degli etero, cioè con ragazzi che dimostrano nei confronti dei gay une certa disponibilità sessuale; mi riferisco agli etero curiosi, ai bisessuali, ai gay latenti e ai gay repressi. L’ordine di queste quattro categorie non è casuale: gli etero curiosi, che sono molto numerosi, sono propriamente etero che, a causa di forti frustrazioni nella loro sessualità etero, vanno in cerca di avventure esclusivamente sessuali in campo gay; i bisessuali, molto meno numerosi dei gay, presentano una vera sessualità gay e una vera affettività gay, bene integrate, ma presentano anche una vera sessualità etero e una vera affettività etero, la bisessualità può presentare le due componenti, etero e gay, in tutte le proporzioni possibili; i gay latenti, che sono oggi in numero molto ridotto, si considerano esclusivamente etero e si comportano a tutti gli effetti come etero al 100%, anche nella masturbazione, che è sempre in chiave etero, le loro tendenze omosessuali si manifestano in comportamenti di notevole disinvoltura con altri ragazzi, e anche con altri ragazzi gay, la libertà di comportamento arriva al punto che un gay latente, ritenendosi etero al 100% non prova alcun disagio nel lasciarsi coinvolgere in giochi apertamente sessuali con amici gay, fino a farsi masturbare, e questo accade perché questi comportamenti non sono visti dal gay latente come comportamenti gay ma come cameratismo sessuale; i gay repressi sono invece pienamente gay a livello cosciente, con masturbazione esclusivamente in chiave gay, che si sono adattati a vivere anche relazioni con ragazze, sesso compreso, perché pressati dalle famiglie e dall’ambiente sociale, questi ragazzi sono in sostanza costretti a recitare la parte dell’etero.

Quando per un ragazzo la sessualità è separata dall’affettività o quando l’orientamento sessuale non è univoco si possono manifestare segni di disagio.

Dobbiamo tenere ben presente che l’unione di affettività e sessualità in un rapporto in cui tra due ragazzi vi sia reciprocità affettiva e sessuale porta al benessere psico-sessuale e alla soddisfazione nella sessualità. Quando manca una vera reciprocità in un rapporto di coppia si prova quel tipico senso di frustrazione che i ragazzi gay che si innamorano di ragazzi etero conoscono molto bene. In quel caso il disagio viene da una oggettiva “impossibilità di coppia”. Quando manca invece la complementarità di affettività e sessualità in uno dei due componenti della coppia il disagio non è originariamente interpersonale ma si crea in prima istanza all’interno al soggetto, un soggetto chiaramente irrisolto. Ci sono ragazzi che in ragione delle pesantissime influenze subite attraverso l’educazione, che ha veicolato profondi tabù sessuali, pur provando pulsioni omosessuali, continuano a vivere una vita sessuale etero. Per questi ragazzi l’omosessualità rimane sotto il limite del pensiero cosciente, si parla in questi casi di omosessualità latente.

Soffermiamoci ora in particolare sui ragazzi con omosessualità latente; essi hanno in genere dei tratti caratteristici:

1) Hanno una vita sessuale etero frenetica, hanno tante ragazze e le cambiano spesso, e ciò aumenta la fama di questi ragazzi come eterosessuali, ma non hanno mai avuto una ragazza fissa per lunghi periodi (anni) cosa tipica degli eterosessuali. In altri termini vivono una sessualità frenetica con le ragazze ma senza costruire rapporti affettivi realmente significativi., la loro affettività è rivolta altrove. La sessualità etero vissuta dai ragazzi con omosessualità latente è spesso insoddisfacente per impotenza erettiva o per difficoltà nel raggiungere l’orgasmo. Va sottolineato che i ragazzi con omosessualità latente si masturbano pensando alle ragazze cosa che li conferma nella loro presunzione di eterosessualità. Questi ragazzi non hanno in genere nemmeno parzialmente fantasie masturbatorie gay, la loro omosessualità è totalmente latente. Cioè non è vissuta a livello cosciente.

2) Hanno una vita affettiva concentrata su un numero ristrettissimo di amici, tutti o quasi maschi, e spesso hanno un solo amico di lunghissima data che è il loro vero punto di riferimento a livello affettivo. Questa amicizia determinante ha un peso tale che le stesse scelte sessuali del ragazzo portatore di omosessualità latente, pur essendo in direzione etero, sono strettamente collegate all’amicizia dominante nel senso che il ragazzo tende a scegliersi la ragazza nel gruppo frequentato dal migliore amico, in questo modo nelle occasioni in cui incontra la ragazza in pubblico non perde comunque contatto con il suo amico. Va sottolineato che spesso i ragazzi portatori di omosessualità latente scelgono ragazze molto amiche del loro amico speciale o addirittura si innamorano delle ragazze o delle ex-ragazze del loro amico.

3) Il rapporto di amicizia tra un ragazzo con omosessualità latente e il suo amico speciale “etero” va spesso molto oltre i confini tipici di una comune amicizia tra due ragazzi etero. Si tratta di una amicizia affettuosa o anche amorosa i cui limiti sono dettati essenzialmente dal ragazzo etero e sono tranquillamente accettati dal ragazzo portatore di omosessualità latente. Se i limiti sono stretti, il rapporto, visto dall’esterno, non ha alcuna valenza sessuale, cioè l’omosessualità resta totalmente latente.

4) Un rapporto di amicizia tra un ragazzo con omosessualità latente e il suo amico speciale “gay” presenta invece una dinamica completamente diversa ed è di questo che intendo occuparmi nel seguito.

Consideriamo ora due situazioni tipiche non infrequenti.

Caso A
Due amici di vecchissima data (più che 30enni) hanno avuto entrambi esperienze sessuali etero, si sono ritenuti entrambi eterosessuali per anni e hanno vissuto una forma di complicità affettiva sempre e solo in chiave eterosessuale. Poniamo che uno di essi, chiamiamolo Marco, arrivi alla coscienza della propria omosessualità attraverso la via più naturale, cioè innamorandosi del suo amico, chiamiamolo Andrea, il quale continua a manifestare solo una sessualità etero (omosessualità latente). In questo caso, il vecchio rapporto di amicizia, dal lato del ragazzo gay, acquista una nuova valenza e viene vissuto come un rapporto d’amore e tutti i momenti di intimità che possono intercorrere tra due amici etero, come la nudità nelle docce della palestra, o il dormire nello stesso letto, avranno per Marco una valenza sessuale che non avranno tuttavia per Andrea. La dimensione di intimità potrà comunque aumentare almeno entro certi limiti perché l’attaccamento affettivo di Andrea verso Marco porterà Andrea ad accettare senza troppe difficoltà comportamenti particolarmente liberi di Marco, segno di un suo esplicito interesse sessuale. Nelle situazioni reali di questo tipo si arriverà a veri giochi sessuali in cui Andrea accetterà “in forma di gioco” comportamenti anche scopertamente sessuali di Marco. Andrea e Marco potranno fare la doccia insieme anche andando in erezione e ridendo di questo fatto, potranno coccolarsi per ore sul divano o anche a letto senza gesti scopertamente sessuali, potranno vivere sostanzialmente la vita tipica di una coppia gay con una limitazione: la sessualità, che deve rimanere latente.

Caso B
Di due ragazzi giovani (18/20enni), amici dall’infanzia, uno (Marco) arriva a riconoscersi gay l’altro (Andrea) resta in uno stato di omosessualità latente. Marco si innamora di Andrea la disinibizione reciproca è forte più a livello di gesti che a livello di parole. Marco e Andrea non parlano mai di sesso in modo esplicito. Marco avverte la resistenza di Andrea ad ammettere che il rapporto che si è instaurato può avere delle valenze omosessuali, d’altra parte Andrea si dimostra molto disponibile verso Marco, lo cerca, gli manda sms, passa serate intere con lui in chat, gli dice frasi affettuose che esplicitamente sono nel limite di una tenera amicizia ma che Marco tende ad interpretare in un’altra chiave. Accade in modo del tutto imprevisto che Andrea si lasci andare a una deriva di situazioni sempre più marcatamente gay fino ad accettare anche contatti sessuali (carezze intime) senza alcun imbarazzo, ma senza alcun tentativo di reciprocità. L’intimità sessuale può diventare addirittura abitudinaria e in questi termini non crea particolari problemi ad Andrea che l’accetta come cosa ormai normale (amicizia sessualizzata). Andrea si innamora delle amiche di Marco cercando di creare un gruppo in cui Marco sia sempre coinvolto e coniuga senza apparente contraddizione una sessualità di coppia etero con l’amicizia sessuale verso Marco. La sessualità etero di Andrea è un assunto di principio e Andrea, pur vivendo contatti sessuali quotidiani con Marco, si masturba solo pensando alle ragazze.

Nel caso A non esiste alcun comportamento omosessuale di Andrea, nel caso B Andrea è coinvolto in vere attività sessuali con Marco ma inquadrate nella dimensione dell’amicizia sessualizzata e non della omosessualità. In entrambi i casi il ragazzo conscio della propria omosessualità (Marco) si trova in situazioni di contatto affettivo profondo con il suo amico e di parziale contatto sessuale. Che cosa sostiene Marco (un ragazzo gay) nel proseguire il suo rapporto con Andrea (un ragazzo con omosessualità latente)? Le risposte possibili sono molteplici:

1) Marco aspetta che Andrea prima o poi prenda autonomamente coscienza della situazione, che agli occhi di Marco è inequivocabile.

2) Marco spera di poter portare, a piccoli passi, Andrea verso una sessualità esplicitamente gay.

3) Marco è innamorato di Andrea ed è disposto a sacrificare la sua sessualità pur di rimanere vicino ad Andrea del cui calore affettivo non sa fare a meno.

L’esperienza, a questo proposito insegna alcune cose delle quali è sempre bene tenere conto:

a) L’omosessualità latente non è in genere uno stadio che prelude alla omosessualità cosciente. L’omosessualità latente può durare e spesso dura tutta la vita. L’uscita dalla latenza è legata nella maggior parte dei casi a fattori assolutamente nuovi e imprevisti che pongono in modo rapido un ragazzo di fronte alla realtà, si tratta in genere di incontri con persone non conosciute in precedenza o di episodi imprevisti a sfondo omosessuale che cominciano a essere oggetto di fantasie mastubatorie. Questa è spesso la prima scintilla che porta all’uscita dalla omosessualità latente. In genere il ragazzo gay che si innamora di un ragazzo in stato di omosessualità latente è estremamente prudente per paura di perderlo e questo rende ancora più improbabile l’uscita dalla latenza.

b) I ragazzi gay che si innamorano di ragazzi con omosessualità latente affermano spesso di sentirsi totalmente soddisfatti del rapporto che vivono ma, andando più a fondo, ci si rende conto che le frustrazioni sono molte in primo luogo perché un ragazzo gay, in questa situazione, avverte la necessità di frenare la propria sessualità e poi perché manca ogni possibilità di affrontare il discorso in modo esplicito. Un ragazzo con omosessualità latente ragiona in tutto e per tutto come un etero, in altri termini la sua omosessualità è sconosciuta anche a lui stesso e si manifesta solo nell’amicizia amorosa che egli interpreta esclusivamente come semplice e profonda amicizia. Le frustrazioni dei ragazzi gay implicati in rapporti del genere durano anni e costringono a una sublimazione della sessualità e a uno sforzo costante di autocontrollo.

c) All’interno di una coppia costituita da un gay e da un ragazzo con omosessualità latente, proprio perché manca la possibilità di un dialogo esplicito in tema di sessualità, le possibilità di fraintendimento e di false interpretazioni sono enormi. In sostanza i due ragazzi decodificano i gesti e i comportamenti sessuali in modo completamente diverso, ma la situazione è nettamente più complicata di quella che si crea tra un gay e un etero perché il ragazzo con omosessualità latente dimostra una larghissima disponibilità affettiva e in qualche modo anche una certa disponibilità sessuale che confonde il gay. Questi rapporti, proprio in ragione della disponibilità del ragazzo con omosessualità latente, sono inizialmente assai invitanti e gratificanti per un ragazzo gay che si aspetta che il suo amico manifesti in brevi termini una sessualità nettamente gay, tuttavia ben raramente le aspettative del ragazzo gay hanno l’evoluzione che il ragazzo gay desidera. Per quanto sopra è bene tenere conto del fattore tempo, considerando che molti ragazzi gay hanno aspettato per molti anni e inutilmente che il loro amico uscisse dalla omosessualità latente.
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È forse un gay latente?

Ciao Project
Ho appena letto il tuo articolo sui ragazzi gay che hanno un’amicizia sessuale con ragazzi con omosessualità latente cioè che non ammetteranno mai di essere gay. Mi ci sono trovato parecchio, nel senso che ho questo amico addirittura fidanzato con una ragazza, con cui mi vedo ogni estate in vacanza, ed è grazie a lui che sono uscito io dalla mia latenza, anche se che cerco di darmi da tre anni una definizione di me steso e non riesco nemmeno a darmela, mi sono definito bisex, ma solo perché comunque mi è capitato di avere sensazioni e sentimenti amorosi verso ragazze, nonostante le mie masturbazioni siano in chiave gay e poco in chiave etero. Cioè durante la masturbazione tendo ad avere in modo spontaneo fantasie etero, ma ho bisogno di concludere in chiave gay. Comunque dicevo che mi ci sono ritrovato nell'articolo perché è da tre estati che finisco a letto con questo mio amico, in crescendo, si è iniziato con la masturbazione reciproca e ogni estate si aggiunge qualcosa in più, ma sono proibiti i baci, le coccole ecc. Ogni volta c’è poi una denigrazione nei miei confronti perché comincia a dire frasi del tipo, ah sta diventando troppo piacevole, ci sto tanto a venire, sono venuto poco, con la mia ragazza è più piacevole, sei una cilecca, non lo dobbiamo fare più. Ed ecco "non lo dobbiamo fare più" … però intanto la cosa si ripete sempre, lui dice di essere etero, però per sms mi chiede se io sono attivo o passivo, sonda il terreno, mi fa inviti di venirlo a trovare nella sua residenza universitaria dove vive da solo. E ogni volta che lo facciamo, poi, lui fa finta di niente, cerca di farmi capire che è solo un amico, mettendosi in mostra con la fidanzata, non calcolandomi se io lo guardo. Come se non fosse accaduto niente, perché tanto per lui è solo una cosa così. Perché lui non si può permettere di essere gay. Questo settembre ho scelto di non farmi sentire, e lui si è lamentato che non mi facevo sentire mai. Gli ho detto che avevo bisogno di riflettere, e lui stranamente è stato molto comprensivo e mi ha detto: va bene, quando vuoi mi chiami tu. Dopo due mesetti ho deciso di ricontattarlo ma perché gli voglio bene e vorrei veramente essere suo amico, ormai non mi aspetto più che lui si svegli e stia con me, perché ormai ho perso la speranza. Il problema è anche questa volta, se cerco io di fare l'amico, lui cominci a parlare di sesso e mi faccia domande per sondare il terreno, flirtando anche. Ogni volta che ci vediamo si fa trovare mezzo nudo, e io lì, vedendolo a petto nudo, non resisto, non capisco più niente e ci ricasco sempre. È un’amicizia che dura veramente da più di 10 anni, e ci starei male a dovere troncare di netto la cosa e non sentirlo più. E non so più che fare, perché questo rapporto, dove non ci sono coccole ma solo denigrazioni, non mi va più; preferisco a questo punto una normale amicizia. Tu cosa mi consigli di fare?
Un abbraccio
Richard
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Ciao Richard.
La prima domanda che sorge spontanea è se ci troviamo realmente di fronte a un ragazzo con omosessualità latente, cosa possibile, o ad un ragazzo che ha veramente coscienza della sua omosessualità o almeno di una reale bisessualità, magari a forte prevalenza etero. L’elemento discriminante (che però conosce solo l’interessato) sono le fantasie masturbatorie: se quel ragazzo fosse realmente un omosessuale latente la sua masturbazione sarebbe esclusivamente in chiave etero, se invece ci fossero “anche”, magari episodicamente, fantasie gay, allora la categoria dell’omosessuale latente dovrebbe essere proprio scartata, perché, in pratica, la latenza dell’omosessualità significa che lo stesso soggetto non ne ha coscienza; e in buona sostanza nella totalità dei casi la coscienza del proprio orientamento sessuale si ottiene proprio dalla masturbazione e, paradossalmente, non dal sesso di coppia. Aggiungo un corollario al teorema di base: se il sesso che ha fatto con te NON è diventato oggetto delle sue fantasie masturbatorie allora c’è in pratica la certezza che si tratta di un omosessuale latente ma, nota bene, l’omosessualità latente è una cosa rara. Nell’altra ipotesi, se il ricordo di quello che ha vissuto con te è invece oggetto delle sue fantasie masturbatorie, magari episodicamente, allora si può pensare che siamo di fronte ad un ragazzo che è almeno parzialmente bisessuale e che si trova in condizioni di forte repressione sessuale. Se si tratta veramente di un omosessuale latente… beh.. o si sveglia da sé (cosa improbabile e comunque non prevedibile o controllabile) o c’è poco da fare, la situazione rimarrà quella di un’amicizia, magari episodicamente sessualizzata. Se invece una componente omosessuale c’è veramente… beh, allora avrebbe senso, più per il suo bene che per il tuo, arrivare ad un discorso chiaro, perché il matrimonio per un bisessuale significa dover rinunciare all’altra metà del cielo, cosa per niente semplice, a meno che non si tratti di una bisessualità quasi etero; se poi la sua componente gay fosse importante (e il fatto di avere una ragazza, in condizioni di obbligo sociale è veramente poco significativo), cioè se fosse bisex con una forte componente gay se non addirittura un gay che si adatta ad avere rapporti con una ragazza (cose che esistono eccome), allora il matrimonio sarebbe proprio da evitare, perché sarebbe come farsi chiudere in una gabbia con la prospettiva di rimanerci tutta la vita.

C'è poi una terza ipotesi, da non trascurare affatto, quella che si tratti di un etero curioso (e ce ne sono tanti), si tratta di uomini o di ragazzi, in genere frustrati nella loro sessualità etero, che cercano un contatto gay esclusivamente sul piano sessuale, escludendo ogni implicazione affettiva, perché la loro affettività è integralmente dedicata alle donne. Gli etero curiosi sono i più grandi fruitori di pornografia cosiddetta gay. L'ipotesi che si tratti proprio di un etero curioso (che si riterrà sempre etero e considererà le sue avventure sessuali gay solo come avventure) trova sostegno nel fatto che, nei vostri rapporti, da parte sua, sia sistematicamente sottolineato che la sua vera sessualità è quella etero, e anche dal fatto, tutt'altro che marginale, che ti abbia chiesto se sei attivo o passivo, domanda che è tipica degli etero curiosi (di cui sono piene le chat erotiche) e che un vero gay non farebbe perché la sessualità gay non è un'imitazione di quella etero.

Ti riassumo la storia che ho visto da vicino e che meglio configura il rapporto tra un gay e un omosessuale latente. Chiamiamo il gay G e il latente L. L sa che G è gay. G ha avuto diverse ragazze, ed ha fama di saperci fare molto con le donne, lo dicono le stesse ragazze che sono state con lui, ma non è fidanzato e non ha mai avuto una ragazza stabile. Tutte le sue ragazze provengono dallo stesso gruppo frequentato da G. G e L vanno in montagna insieme con le ragazze del gruppo. G e L stanno in stanza insieme. L è molto disinibito, quando sta in camera con G sta in slip, il contatto fisico con G è frequente, prove di forza, fare la lotta, ecc., ma anche coccole nello stesso letto, col passare dei giorni G si fa più intraprendente e L lascia fare e arriva a farsi masturbare da L (ma non il contrario). G pensa che L sia gay e dopo molte incertezze arriva all’idea di farglielo capire in modo esplicito. G parla chiaro e tutta la storia finisce, L parte prima della fine delle vacanze e non si fa più sentire. Per lui il farsi masturbare dall’amico era solo un gioco disinibito perché a livello cosciente la sua sessualità era radicalmente etero ed era proprio questo che gli permetteva comportamenti così liberi con l’amico senza particolari problemi.
Quindi, massima prudenza e soprattutto, piedi per terra e pochi voli di fantasia.

Dunque… tirando le somme…
Forse la mia risposta potrà sembrarti strana, ma io prenderei le distanze da lui, perché ammesso che sia solo un represso, se fosse un gay represso, allora ok, avrebbe un senso … ma se è un bisex represso che vuole restare etero… beh, anche togliendo la repressione non c’è molto di cui essere soddisfatti, perché un rapporto saldo e soprattutto esclusivo con te un bisex non lo costruirà mai. L’ipotesi che sia proprio un gay represso è l’unica che potrebbe darti una motivazione adeguata per andare avanti… ma in quel caso lui dovrebbe anche avere il coraggio per superare le cose che lo reprimono, non dico in pubblico, ma almeno in privato, e dovrebbe cominciare a capire che andare avanti con le ragazze significa cacciarsi in una strada che porta dritta al matrimonio, che per un gay è la peggiore trappola. Se tu prendi le distanze e lui ci tiene veramente… allora non ti farà andare via, ma io non gli correrei appresso, una cosa bisogna volerla in due!

Un abbraccio.
Project



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