SESSO GAY COME GIOCO

Approccio dei ragazzi gay verso la sessualità
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SESSO GAY COME GIOCO

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 17 giugno 2020, 11:19

In questo post cercherò di affrontare un tema che ritengo particolarmente importante, ossia il sesso gay come gioco.

Parto da una puntualizzazione. La parola gioco assume i significati più vari, da quelli più negativi, come in “prendersi gioco di qualcuno” o “gioco d’azzardo” a quelli più neutri e legati al gioco infantile. Il gioco, nel senso che intendo dare qui a questa parola, deve essere assolutamente spontaneo e non deve avere alcuna finalità se non il gioco in se stesso e i contatti interpersonali che esso crea o promuove. In altre parole il gioco non è una recita nella quale c’è un copione già scritto da interpretare, e meno che mai un modo per confrontarsi con gli altri al fine di ottenere un premio. Il gioco è improvvisazione. Nel vero gioco tra adulti, come nel gioco tra bambini, tutto è improvvisazione e spontaneità. Il gioco è liberatorio. Il bambino che non si fa coinvolgere dal gioco è un bambino che ha paura, che si frena o, peggio, è un bambino depresso.

Il gioco ha molto in comune con la vera sessualità, cioè con una sessualità non programmata e non imitativa. Vivere il sesso vuol dire prima di tutto sentirsi assolutamente a proprio agio col proprio partner, perché la sessualità si può vivere bene solo in una condizione di autentica disinibizione, cioè quando si è se stessi e si vede da parte del partner una corrispondenza profonda.

Mi disse un ragazzo in chat: “Ma il sesso è ripetitivo, è sempre la stessa cosa!” Questa affermazione è il segno più tipico della insoddisfazione sessuale. Quando si vive bene la sessualità il sesso non è affatto ripetitivo proprio perché subentra la dimensione del gioco, del ridere, dello scherzare, del non prendersi troppo sul serio. Non c’è niente di più bello in un contatto sessuale del vedere la spontaneità e il coinvolgimento del proprio partner e del rendersi conto che si sente totalmente a suo agio.

Il sesso non è mai un dovere da compiere col massimo impegno o peggio un esame da superare, non ha alcun copione a cui ci si debba attenere, se acquisisce i connotati del dovere o dell’esame, anziché essere rilassante, finisce per promuovere l’ansia da prestazione e per creare disagio. Il gioco consiste proprio nell’allontanarsi dal copione e nel creare situazioni sempre diverse, il gioco sconfina nel riso e il riso favorisce la disinibizione e permette di mandare anche messaggi molto seri, senza che siano troppo sottolineati, e quando due partner sono veramente affiatati, i messaggi inviati in questo modo morbido non cadono affatto nel nulla. Il gioco, nella sessualità, è un mezzo utilissimo per fare arrivare il messaggio che il sesso è una dimensione ordinaria della vita e va vissuto con leggerezza.

Il sesso non è trasgressione ma libertà, i due termini manifestano due diversi atteggiamenti: chi vive il sesso come trasgressione non può sentirsi realmente libero e non vive il sesso come parte della vita ordinaria ma come eccezione e ribellione ad una regola oppressiva. La libertà non consiste nell’infrangere le regole ma nel non sentirsi vincolati da nessuna regola al di là della propria regola morale. Il gioco è libertà e anche il sesso, vissuto bene, è libertà, è manifestazione di interesse, di rispetto, di affetto, di attenzione all’altro. Il gioco come il sesso è condivisione e ascolto. Fare l’amore è un modo di esprimersi, di comunicare, di non avere paura di essere quello che si è e di mostrarsi per quello che si è.

Nel sesso il linguaggio del corpo assume un valore speciale che qualche volta va ben al di là delle parole: un abbraccio, un sorriso, un gesto di complicità, uno scambio di occhiate, una strizzatina d’occhio al momento giusto veicolano messaggi tranquillizzanti e di incoraggiamento come: “Sono felice di stare con te!” oppure “Non avere paura di me!”

Spesso il gioco, nella dimensione sessuale, assume un aspetto particolare, consiste cioè nel non fare quello che il partner si aspetta, per disorientarlo un po’, risolvendo poi il tutto con un sorriso, come per dire: “Ti sto prendendo in giro!” Spesso il gioco assume la forma del gesto intimo inaspettato ma mai inappropriato. Il gioco è sempre un richiamo ad allontanarsi dal copione e a sentirsi liberi. Se il mio partner scherza con me mentre siamo in intimità sessuale questo vuol dire che si sente veramente a suo agio e che non ha paura delle mie reazioni.

Perché la sessualità sia veramente gratificante due sole condizioni sono necessarie: il conoscersi a fondo e il mantenere un livello di parità tra i partner. Per vivere bene la sessualità bisogna superare la dimensione individuale per cominciare a ragionare il termini di coppia, fosse anche una coppia con ristrettissimi limiti temporali. In una coppia che funziona, come in un gioco che funziona, non ci sono leader e non ci sono gregari perché il rapporto deve essere paritario: le scelte si fanno in due, devono essere condivise, perché solo così si possono evitare le forzature che sono una manifestazione del disamore.

Se il sesso è l’unico momento di incontro dei due partner finisce per identificarsi con la vera finalità del rapporto, il mezzo si trasforma in fine e la persona del partner assume solo un ruolo strumentale: si desidera il sesso più della persona e si toglie alla sessualità il suo significato più profondo, che è comunicativo.

La sessualità non si progetta, perché è spontanea, le aspettative che ci portano ad immaginare nel partner il perfetto coronamento delle nostre fantasie sono in genere l’anticamera di delusioni, esattamente come, nel gioco, l’aspettarsi che l’altro abbia solo il ruolo di stare al nostro gioco, mentre l’altro è un soggetto di dignità pari alla nostra. La conoscenza profonda dell’altro riduce tutte le aspettative ad una soltanto, cioè al desiderio di poter condividere col partner la propria intimità sessuale, nel modo in cui si arriverà a farlo, fermo restando che quel modo deve essere espressione della libertà di coppia e mai l’imposizione di un singolo, cioè deve essere condiviso.

Durante i contatti sessuali possono emergere complessi o aspetti problematici della sessualità del partner dei quali ci accorgiamo facilmente ma non ci rendiamo conto altrettanto facilmente che, in modo perfettamente simmetrico, anche i nostri complessi e gli aspetti problematici della nostra sessualità, dei quali spesso non siamo coscienti, si fanno palesi al nostro partner. La dimensione giocosa della sessualità consente di evitare che il prendere atto dei problemi dell’altro apra la porta ad un possibile rifiuto dell’altro, proprio perché il gioco stempera, scioglie, distrae da aspetti troppo specifici e crea un clima di gradevolezza e di reciproca complicità che disinnesca sul nascere i possibili conflitti.

Il sesso è spesso caricato di significati che non gli sono propri e diventa talvolta una patente di vita adulta, e quindi non farlo diventa uno stigma di sfigato, il sesso può diventare un vero status sociale che sembra creare una gerarchia tra gli individui, quando questo accade, il sesso perde il connotato di semplicità e spontaneità che gli è proprio e viene piegato ad usi strumentali.

Come tutti gli individui sono diversi uno dall’altro per caratteri genetici, per costituzione fisica e per atteggiamento psicologico, così sono diversi uno dall’altro anche nel modo di concepire e di vivere la sessualità. Due ragazzi, per quanto possano essere simili, avranno comunque due modi diversi di concepire e di vivere la sessualità, il che vuol dire che anche all’interno della coppia più affiatata ci sarà sempre bisogno di una mediazione per trovare un equilibrio tra due sessualità comunque diverse. Questa mediazione si può raggiungere col dialogo ma si può raggiungere in modo molto meno formale con il gioco, che può assumere in modo del tutto spontaneo anche una valenza esplorativa degli orizzonti possibili della sessualità di coppia. Il gioco esplorativo permette di fare un passo indietro quando è necessario e di comunicare i propri desideri al partner evitando la verbalizzazione che su certi contenuti crea talvolta imbarazzo anche nelle coppie più affiatate.

L’atteggiamento giocoso permette, quando è necessario, di dire di no al proprio partner senza che quel no assuma le caratteristiche di un possibile rifiuto della persona. Le pretese e i rifiuti, se sono vere pretese e veri rifiuti, sono segni di una relazione in crisi.

L’atteggiamento giocoso permette spesso di superare i momenti di imbarazzo legati per esempio alla difficoltà di mantenere per lungo tempo l’erezione o di arrivare all’orgasmo o, per l’altro verso, legati alla eiaculazione precoce.

L’atteggiamento giocoso aiuta a mettere da parte le attese di perfetta reciprocità che talvolta non sono realistiche e che di per sé non dovrebbero minare il rapporto di base tra due persone, anche se talvolta l’aspettativa della perfetta reciprocità sembra produrre proprio questo effetto. Il gioco aiuta a non enfatizzare i problemi, che a livello sessuale possono benissimo esserci ma che non devono essere sottolineati ma accettati nella consapevolezza che non tutti i giorni sono uguali e che amare un ragazzo significa volergli bene e non pretendere che sia la nostra fotocopia.

Amare un ragazzo vuol dire soprattutto amare la sua libertà. Quando in un gioco infantile un bambino vuole definire le regole del gioco in modo da limitare la libertà del suo compagno, il gioco, per il compagno, perde automaticamente interesse, perché non è più libero e creativo.

Molto spesso, nei rapporti di coppia consolidati, si cerca la sicurezza affettiva imponendo regole, ma così facendo si distrugge la spontaneità che alla base della sessualità. Spesso non si fa sesso per amore, ma per abitudine, per passare il tempo o semplicemente perché non si ha di meglio da fare, esattamente come quando si decide di fare una partita a carte o a scacchi per ingannare la noia. È ovvio che in situazioni simili i rapporti si logorano e il sesso si istituzionalizza quasi come prestazione contrattuale. Quando si arriva a questi livelli, recuperare la situazione è molto difficile e talvolta è ancora più difficile risolvere la situazione interrompendo un rapporto logorato, tenuto in piedi solo da obblighi formali.

Quando un contatto sessuale è stato veramente soddisfacente si tende a manifestare al proprio partner il senso di gratificazione che si è provato e qui possono sorgere e sorgono di fatto degli equivoci. Dire al proprio partner: “Sei stato bravissimo!” e simili, è visto da chi lo dice come un complimento ma spesso viene sentito da chi riceve quel complimento come un classico complimento di rito che si fa ad un escort alla fine della prestazione. Ha più senso dire semplicemente: “Ti voglio bene!” il che significa che ti voglio bene come uomo, come persona, per la tua dignità e per il tuo modo di essere non solo per le tue prestazioni sessuali.

Vorrei mettere in guardia chi mi legge da un atteggiamento caratteristico della sessualità prestazionale che può suscitare sconcerto e delusione. Accade talvolta che al termine di un rapporto sessuale, quello dei due partner che è stato a casa del compagno si riveste e esce tirando la porta e dicendo solo. “Ci sentiamo!” Non c’è neppure bisogno di chiarire perché un atteggiamento del genere può essere vissuto come sgradevole. Analogamente sgradevole è l’invito a cena prima di una serata di sesso, che ha tutte le caratteristiche di un tentativo si seduzione, molto più sensato e gradevole è andare a prendere insieme una pizza dopo il sesso, o andare a fare colazione insieme l’indomani mattina, perché questo sottolinea che la finalità è la persona e non la serata di sesso e inquadra il sesso in una dimensione di ordinaria normalità.

AlbusDumbledore
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Re: SESSO GAY COME GIOCO

Messaggio da AlbusDumbledore » lunedì 10 agosto 2020, 15:26

Ti ringrazio enormemente per aver scritto questo testo che reputo bellissimo e pieno di significato.
Approvo ogni parola che è stata scritta e mi auguro vivamente che possa essere d'aiuto a molte coppie per fare chiarezza su sé stessi e sul rapporto che hanno, nonché anche a chi in futuro si ritroverà a includere un compagno nella propria vita.
Il bello di questo testo è che non c'è quasi niente di gay, ma lo trovo molto adatto a qualunque coppia di qualunque orientamento.
"La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi."

Bertrand Russell

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