RAGAZZI GAY E CRISI OVER 30

Approccio dei ragazzi gay verso la sessualità
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RAGAZZI GAY E CRISI OVER 30

Messaggio da progettogayforum » venerdì 18 settembre 2020, 23:12

Caro Project,
ho letto talmente tante delle cose che hai messo nel forum, tue e di altri, che mi sembra di capire come ragioni. Mi sono piaciute soprattutto le storie vere. Capisco che c’è anche bisogno di catalogare, ma il mondo umano è quello delle individualità e non quello delle categorie. Mi sono piaciute soprattutto le storie “non standard” come le chiami tu, anche se, te lo dico schiettamente, a me non sono mai capitate cose di quel genere, che sono certamente eccezioni piuttosto lontane dal diventare regola.
C’è un problema al quale penso spesso in questi giorni ed è la perdita dei valori affettivi col progredire dell’età, non sto parlando della vecchiaia, in cui se mai si perde la sessualità o l’impellenza della sessualità, ma penso che l’affettività in un certo senso resti. Io mi riferisco alla trentina e ai primi anni dopo la trentina che per me sono l’età più complicata della vita degli altri ragazzi, in cui l’affettività si affievolisce a vantaggio della sessualità. Io ho 40 anni e onestamente, intorno ai 30 anni e subito dopo non ho attraversato un raffreddamento dell’affettività perché la mia affettività è stata sempre molto frenata dall’educazione e da mille impossibilità oggettive. Nei ragazzi che ho conosciuto molto da vicino, invece, la crisi dell'affettività dopo i trent’anni l’ho vista praticamente sempre. In genere mi rimproverano di non dare spazio alla sessualità e di “fare troppe chiacchiere” ma anche di essere depresso, di mettere le persone di cattivo umore, deprimendole e spegnendo i loro entusiasmi, soprattutto sessuali, con discorsi troppo malinconici. I ragazzi che ho avuto, dopo il periodo iniziale dell’innamoramento, non cercavano di costruire un rapporto solido con me, anzi tendevano ad allontanarsi ogni qualvolta la dimensione affettiva diventava o rischiava di diventare prevalente. C’è stata una situazione ricorrente che mi ha messo sistematicamente in crisi e cioè il fatto che quando un ragazzo era depresso, arrabbiato, frustrato, nero, non per motivi dipendenti da me ma per altre ragioni, mi diceva: “è stata proprio una giornata di merda!” ma poi il discorso finiva lì, cioè non mi permetteva di entrare nel mondo delle sue frustrazioni e delle sue malinconie private. A me sarebbe piaciuto un dialogo vero e invece tutto il discorso o si riferiva strettamente al sesso e solo a quello o diventava così accademico e teorico che poi, per me, perdeva interesse. Io con quei ragazzi avevo una intimità sessuale, ma solo quella, per il resto erano mondi chiusi nei quali non potevo entrare. Ad alcuni ragazzi ho voluto veramente bene, perché dei periodi in cui non si era soltanto una coppia di estranei che si incontrano per fare sesso e basta c’erano pure stati, poi però, finita la luna di miele, cominciava il distanziamento affettivo, non quello sessuale, che in genere era molto più lento. Io ho sempre pensato di poter essere molto più attraente sul piano affettivo che sul piano sessuale e invece per quei ragazzi era esattamente il contrario. Mi sono chiesto tante volte che cosa ci potessero trovare in me e non l’ho mai capito. Però se con un ragazzo non solo fai sesso ma ti rendi conto che lui ci tiene, non a te, ma a fare sesso con te, che valore ha il sesso che facciamo insieme? Qualche volta, e lo sottolineo, solo qualche volta, mi sono sentito usato. Capiamoci bene: anche a me stava bene fare sesso con quei ragazzi, ma non sopportavo che tutto finisse lì, e invece succedeva sempre così. Andavamo a letto insieme ma non eravamo nemmeno amici, perché con un amico ci parli e lo stai a sentire, mentre noi andavamo avanti a prestazione. Potevano avere paura dei legami affettivi? Forse ci erano rimasti scottati malamente qualche volta? Anzi mi ricordo di uno che avevo visto un pomeriggio e dopo che avevamo fatto quello che dovevamo fare, quando gli ho chiesto di restare da me un po’ di più ma, nota bene, a sesso finito, mi ha risposto che non poteva perché doveva uscire con gli amici. Ma perché vieni a fare sesso con me se poi uscire con gli amici è più importante che stare con me? Ma ovviamente una domanda del genere non gliela potevo fare. Tante volte ho cercato di mettermi nei panni di quei ragazzi e mi è sembrato di capire che in fondo possono avere le loro motivazioni, perché non sono mica stupidi, però alla fine mi rendo conto che anche il mio interesse per quei ragazzi è andato via via affievolendosi nel corso degli anni. All’inizio li vedevo come figure centrali nella mia vita, ripeto, nella fase di innamoramento e di luna di miele, poi le cose cambiavano e io pure cominciavo a prendere le distanze, non che non me ne importasse più niente, ma quell’interesse forte, quel bisogno fisico dei primi tempi svaniva. Prima ci si sentiva molto spesso, loro mi chiamavano e io li chiamavo, poi io smettevo di chiamarli e loro continuavano, ma nemmeno mi chiedevano come stavo, andavano subito alla proposta concreta: “Vengo da te e facciamo …. Che ne dici?” Dunque, Project, diamo pure per scontato che questi ragazzi finita la luna di miele si siano stancati della mia affettività e mi continuino a cercare solo per il sesso, cosa che non mi sconvolge affatto, perché piano piano ci si abitua a tutto, ma, mi chiedo, si potranno mai innamorare seriamente, cioè stabilmente, di qualcuno? Non sono ragazzini, sono adulti e non più giovanissimi. È vero che siamo tutti diversissimi e che non ci sono regole generali, però a forza di svalutare l’affettività si resta soli e non si costruisce nulla. Tu mi dirai che loro hanno svalutato la mia affettività e magari si sono presi una cotta tremenda per altri ragazzi, e potrebbe anche essere vero, però io questi ragazzi non li ho persi di vista del tutto e ti posso dire che non mi sembrano realizzati per niente. Non legarsi, ok, mi sta bene, lo posso capire ma prima o poi bisogna pure cominciare a mettere dei punti fermi. Uno una volta mi fece un discorso serio su questo e mi aprì gli occhi su una cosa che ho sempre molto sottovalutato perché l’ho data per scontata, quel ragazzo mi ha detto che ero stato fortunato ma non dovevo permettermi di giudicare gli altri, perché se uno vince una lotteria non deve permettersi di giudicare quelli che non l’hanno vinta. Ho pensato spesso che tante mie certezze di fondo sono tali perché non si sono mai misurate con la realtà. In fondo io faccio ragionamenti molto astratti perché mi sono trovato sempre dalla parte di quello che è trascurato sotto il profilo affettivo. In teoria mi lamento di questa cosa ma in fondo mi fa comodo e se certi ragazzi si affezionassero a me come io mi affezionavo a loro, alla fine sarei io a scapparmene. Quindi: fuoco di paglia! Tutto il ragionamento in fumo! In effetti non mi dispiace che in qualche modo si allontanino e che comunque ci resti per parecchio tempo un interesse sessuale, in teoria mi sembra una cosa sciocca ma in pratica ha la sua logica: Salvare la propria libertà! Tutti vogliono un compagno, ma lo vogliono come e quando lo vogliono loro, se non è secondo il loro modello, ne cercano un altro che si avvicini di più al loro modello e soprattutto il compagno lo vogliono quando lo vogliono, perché in altre occasioni diventa un freno, un legame, un peso da portarsi appresso e che ti toglie la libertà. Se fa freddo, tutti vogliono la coperta la sera in campeggio, ma di giorno non si vogliono portare appresso lo zaino. È comprensibile ma incoerente. Non capirò mai il senso del sesso solo per il sesso eppure fino adesso ho trovato solo quello. Nei trentenni che ho conosciuto vedevo la tendenza all’allargamento dell’orizzonte dei possibili rapporti ma non quella all’approfondimento. Mi sono chiesto spesso perché, nonostante tutto, l’interesse sessuale non veniva meno. È chiaro che l’interesse sessuale, se lo distribuisci su più persone, rispetto ai singoli comporta che i contatti si diradano, però, perché non svaniscono del tutto? E qui una risposta ce l’ho. I miei trentenni dei loro contatti finiti male davano giudizi terribili e parlo di giudizi sulle persone e penso che con quelle persone loro cessassero del tutto i contatti anche quelli di sesso, di me dicevano che ero depresso, noioso, che spegnevo il loro entusiasmo, ma non avevano un giudizio negativo e in qualche modo le cose andavano avanti e poi mi dicevano che ero ipocrita perché dicevano che schivavo i discorsi sul sesso e perfino le allusioni sessuali ma poi il sesso mi piaceva eccome, e in un certo senso è vero. Ma con un ipocrita che prima fa il moralista depresso e poi ti dice di sì, ci si può anche stare, mentre con uno che ti manifesta tutto l’entusiasmo e poi quando ne hai bisogno non ti ascolta nemmeno e ti stacca il telefono, beh, è ovvio che le cose sono diverse. Io non ho mai detto di no, o solo pochissime volte, anche perché i miei trentenni con me sono stati onesti e non mi hanno mai preso in giro. In un certo senso sono stato fortunato. Qualcuno di questi rapporti sporadici di solo sesso esiste ancora, si tratta di rapporti sporadici, è vero, apparentemente molto elementari che dopo tutto quello che ho detto, per me dovrebbero essere privi di senso, eppure sono contatti umani che sento importanti. Sono marginali nel senso che non invadono certo tutta la mia vita, non hanno nulla di travolgente, eppure hanno una dimensione umana che ha una sua dignità. Uno mi disse: vengo da te quando sto peggio, ci vengo per fare sesso ma so che se mi gira male e non mi va di fare sesso tu non mi mandi al diavolo e per te è pure meglio. Tu sei disponibile, per gli altri o è sesso o non ha senso, per te è diverso. Mi chiese se gli facevo pena! Gli risposi che mi faceva una tenerezza infinita, perché mi sembrava un’anima persa in cerca di un perché, e lui mi sorrise e finì lì. Sono passati tanti anni e vedo questo ragazzo ancora adesso ma a intervalli molto lunghi, di un mese o anche due, e mi fa piacere quando si ricorda di me. Quando arriva, mi chiede sempre se mi sono trovato un ragazzo e questa cosa mi colpisce molto. Io lo lascio fare, voglio che si senta completamente a suo agio. Di parole tra noi ce ne sono proprio poche. Lui si aspetta che io non gli dica mai di no, ma anche lui si adegua a me e mi chiede solo cose che a me stanno bene. È lui a condurre il gioco sessuale ma lo fa con rispetto, con delicatezza. Queste cose sembrano stupidaggini ma qualificano la persona. Mi piacerebbe se il rapporto con questo ragazzo, al quale penso con tenerezza abbastanza spesso, diventasse non dico stabile ma un po’ più stabile e frequente. In fondo so bene che non succederà. Mi basterebbe che si andasse avanti così, magari vedendosi una volta al mese o ogni due mesi, e invece ho il timore di perderlo definitivamente. Vorrei avere un posto nella sua vita, il posto che vuole lui, marginale quanto vuole lui, ma vorrei che non si dimenticasse di me. So che ha bisogno di altro e questo non è un problema, o meglio non lo sarebbe se lui non finisse per dimenticarsi di me. È una soluzione di ripiego? Sto buttando via il mio tempo in fantasie del tutto stupide? Forse è così, ma alla fine, questo rapporto ha resistito al tempo, è una cosa leggera, fragile, apparentemente di solo sesso, ma forse non solo. Non so che pensare, Project, non mi sono cercato un altro ragazzo, perché lui in qualche modo nella mia vita c’è, non è una meteora che esplode e sparisce, sai che prima o poi lo risenti, o almeno speri che sia così. Al momento non so se lo risentirò ma so che mi piacerebbe.
Che ne pensi Project?
p.s.: ovviamente fai della mail quello che vuoi. Mi piacerebbe sapere se qualcuno dei ragazzi ha avuto esperienze dello stesso genere.

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