NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Approccio dei ragazzi gay verso la sessualità
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NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da progettogayforum » martedì 10 agosto 2010, 11:36

Caro Project,
sono entrato in una situazione insostenibile e ne voglio uscire, dico che lo voglio ma non ci riesco, è per questo che ti scrivo, perché forse altre cose del genere ti saranno capitate. Ti dico che sono proprio incapace di uscirne. Ho 24 anni, quasi 25, adesso mi sento gay, dico mi sento perché non lo so se è proprio così ma il punto non è questo. Forse è meglio che ti racconto le cose per ordine. Mi sono sentito etero fino a 22 anni, anche qui dico che mi ci sono sentito perché non so se lo ero veramente, però dai 18 anni ho avuto due ragazze anche se per me non era il massimo, che non era il massimo lo capivo ma non pensavo di essere gay. Con le due ragazze ho avuto anche rapporti, pure quelli, magari più per la curiosità ma mi piacevano, cioè quando succedeva non stavo a disagio ma quando non succedeva non mi mancavano. Mi masturbavo pensando alle ragazze, anche lì niente di travolgente ma mi sentivo normale e poi le ragazze di cui ti ho parlato penso si fossero proprio innamorate di me, io di loro forse, ma forse non seriemente. Fino a 22 anni con l’università le cose andavano bene, gli esami li facevo e pure con voti buoni, poi a 22/23 anni è cominciato il disastro. Ora ti spiego. Ho conosciuto un ragazzo che è venuto da noi per fare la laurea magistrale e abbiamo cominciato a studiare insieme e così mi sono accorto che mi piaceva moltissimo stare con lui. Lui è etero e di questo non ho il minimo dubbio. Ho letto quello che pensi dell’innamorarsi di un etero e lo capisco ma io non riuscivo a togliermelo dalla testa, lui poi aveva molte attenzioni per me e penso che “a suo modo” mi volesse anche bene. Comunque sono andato totalmente in crisi. Mi veniva duro anche solo a pensare a questo ragazzo e poi ci vedevamo tutti i giorni mattina e pomeriggio per studiare. Quando stavamo insieme lui studiava e io no. Lo studio insieme è durato un semestre poi lui ha fatto gli esami ed è andato avanti, io non ho fatto nulla e in pratica ho perso il primo anno della magistrale ma questo sarebbe ancora una cosa relativa. Da quando mi sono innamorato di lui ho cominciato a masturbarmi pensando a lui, ed era una cosa che mi piaceva moltissimo, tutta di fantasia ma mi sentivo soddisfatto, ho capito che sono gay e questo fatto non mi ha nemmeno creato problemi, se lo avevo vicino a me ero felice. Quando poi mi ha lasciato per studiare da solo perché non combinavo più niente ci sono stato proprio male. Non andavo all’università per non vederlo perché avevo capito che tra noi non ci poteva essere niente. I miei andavano a lavorare e io me ne stavo da solo a casa a vedere film porno dalla mattina quando i miei uscivano fino alle due quando tornavano, a loro dicevo che ro andato all’università ma non ci andavo. Quando la sera andavano a dormire mi rimettevo al computer a vedere porno fino alle ore piccole. Quando ero più padrone di me mi sentivo un deficiente a buttare la vita così ma poi non riuscivo a staccarmi dai porno, ne avevo riempito il computer. Non c’erano pericoli perché i miei non sanno nemmeno come si accende un computer ma la mia vita girava tutta intorno ai porno e alla masturbazione che, tra l’altro, ormai mi sembrava una cosa molto stupida. Ho cominciato a rimpiangere il tempo quando ero etero magari a metà ma avevo una vita normale. Non ne posso proprio più di andare avanti così. Il mio amico prenderà la laurea magistrale a novembre e io non ho concluso nulla, ho fatto solo due esami e di quelli più stupidi. Devo dare assolutamente una svolta alla mia vita. Tra l’altro ho cominciato a bere un po’ troppo e devo smettere prima che diventi un problema, anche se ancora non lo è. Project io vorrei una vita da ragazzo gay, perché quello sono, ma una vita normale. Quando ero etero le ragazze mi cercavano loro perché mi dicono che sono un bel ragazzo ma come gay mi sento intorno il vuoto totale. Che sono gay non lo sa nessuno, ma essere gay è snervante, se ti innamori di un ragazzo molto probabilmente è etero e non glielo puoi nemmeno dire e allora o hai una volontà di ferro o finisci sui porno come me. Io vorrei essere un gay normale, vorrei avere un ragazzo che mi vuole bene, ma tutto questo finisce per essere difficilissimo e poi comincio ad avere l’incubo dell’età che va avanti e quello delle depressione. Fino adesso non mi sembra di essere depresso ma se vado avanti così il rischio c’è. Ho quasi una paura ossessiva di non riuscire più a uscirne e di buttare via così tutta la vita. Puoi immaginare quanto ho girato i siti gay su internet e ovviamente sono finito parecchie volte su progetto gay, lo scartavo sempre perché non ci sono foto e roba simile poi sono capitato su un post del forum, di un 32enne dipendente dalla pornografia. Per lui le cose sono diverse ma l’ossessione della pornografia in effetti è simile. Io sono un ragazzo molto riservato e per me raccontare certe cose è imbarazzante ma non ce la faccio più ad andare avanti, sta per ricominciare l’università e non voglio buttare via il terzo anno di seguito. Ho bisogno di qualcuno che mi dia un po’ di voglia di ricominciare e mi dica che per uno come me ci può essere un futuro di normalità. Tu dici che per un gay ci può essere una possibilità di vivere come vuole, ne sei convinto, lo dici in tutti i modi ma io vedo davanti a me come un muro di impossibilità. Lo so che devo tornare a una vita normale, è quasi una settimana che mi sono imposto di non vedere più porno e di non bere ma poi mi sembra una grande stronzata e ho paura che ricomincerà tutto come prima. Rispondimi in privato se vuoi, ho bisogno di un confronto serio.
Matteo

editore
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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da editore » martedì 10 agosto 2010, 12:17

Se fossi in questo ragazzo cercherei subito il supporto di una terapia psicologica per uscire, fin che è in tempo, dalla dipendenza della pornografia e anche da quella dell'alcol, visto che sta per incominciare. Naturalmente può benissimo trovare altre scuse coi suoi genitori per giustificare questo bisogno di un sostegno psicologico professionale, mica deve per forza rivelare la sua omosessualità, ma certamente non gli negheranno l'aiuto se rivela loro di sentirsi stressato, svogliato, e di far fatica nel concentrarsi negli studi, cose peraltro del tutto vere.
Su come vivere serenamente da gay la propria vita, è una cosa di cui si può preoccupare in seguito, l'importante è che si rimetta in sesto e finisca gli studi.

guy21
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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da guy21 » martedì 10 agosto 2010, 15:58

vorrei non dirlo ma mi sa che dalle questa storia credo che diventerò anche io così.
devo ancora cominciare l'università figuriamoci!

barbara
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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da barbara » martedì 10 agosto 2010, 17:59

Come sottolinea Editore, il problema più urgente da affrontare é la dipendenza dalla pornografia, che ha assorbito ogni spazio vitale di questo ragazzo.
Se é arrivato a riconoscere che ha un problema e a scriverne vuol dire che é già sulla strada giusta per risolverlo.
Certamente l'aiuto di uno psicologo può essere determinante. In Inghilterra, dove il fenomeno é iniziato prima che da noi, la terapia psicologica é quella indicata come più adeguata.
Inoltre ogni dipendenza , se non si affontano le cause che la originano, può cambiare forma. Già questo ragazzo parla del suo consumo di alcool.
Quindi é importante che possa approfondire i motivi di fondo che lo hanno portato a questa scelta di vita.
Per la terapia psicologica, se non volesse ricorrere al privato potrebbe rivogersi a un servizio per le dipendenze della sua zona. Prima di tutto perché in effetti già ammette di essere un forte bevitore ( e in genere per quanto riguarda l'alcool, chi lo beve tende a minimizzare il suo problema)
Invece per quanto riguarda l'aspetto della pornodipendenza é vero che non avranno avuto molti casi del genere, ma in ogni servizio di questo tipo c'é uno psicologo che sicuramente può offrire un sostegno psicologico, che in quanto tale, va al di là del tipo di dipendenza, perché si concentra sulla storia della persona, eventuali traumi, difficoltà di relazione con gli altri, ecc.
Poi suggerirei anche di visitare qualche sito dedicato. Qui sotto ce ne sono 2 , più un'altro dove c'é una spiegazione sintetica di cos'é la pornodipendenza. L'autoaiuto é uno strumento in più per riuscire a controllarsi.

http://liberodalporno.splinder.com/post ... volontaria

http://www.opsonline.it/forum/psicologi ... 12655.html

http://www.noallapornodipendenza.it/

Se sapessimo in che zona vive , magari si potrebbe dare qualche informazione più specifica. Magari nella sua zona c'é qualche servizio che si é specializzato in questo. Gli auguro comunque di mantenere nel tempo la stessa forza di volontà che lo ha convinto a scrivere qui. Deve mettere in conto che un pò di impegno da parte sua ci vorrà per poter vedere dei risultati.

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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da Purnio90 » martedì 10 agosto 2010, 21:15

Questo ragazzo ha 24 anni e dice di iniziare a preoccuparsi per il futuro, dell'avere una vita da gay normale. Qui non si tratta di avere 24 anni. Io ne ho 20 e spesso ho pensato le stesse identiche cose e posso assicurare che ci sono ragazzi e ragazze di tutte le età che le pensano. Ho avuto modo di vedere sedicenni preoccuparsi del 'tempo che passa' e la ritengo una cosa comprensibilissima. Quello che secondo me però è importante fare capire è che a 24 anni si è giovani. E' vero, rispetto ad altri magari possiamo aver avuto meno, soprattutto se abbiamo scoperto la nostra sessualità un po' in ritardo. Ma quando il momento arriva pensi a viverlo, non al fatto che non l'hai vissuto prima. Sessualità: in questo caso, mi pare di capire che il problema non sia assolutamente questo e lui lo dice abbastanza chiaramente. Se legge e sbaglio spero che mi corregga ma a ma sembra di aver capito che il problema non è la sua sessualità ma la sua emotività. In questo ragazzo è nato un legame fortissimo con un altro e l'impossibilità di dare vita a questo amore lo ha spiazziato come accadrebbe a moltissimi etero. Penso che questa sia la motivazione che lo ha portato ad immergersi nella pornografia e, almeno in un secondo tempo, a trascurare lo studio. Mi trovo d'accordo con chi dice che l'aiuto psicologico per combattere la dipendenza dalla pornografia può essere molto importante ma secondo me il problema non è da centrare su questo discorso. Io vivo una situazione simile: faccio uso abituale di pornografia per tentare (invano ovviamente) di compensare le mie carenze emotive. Sempre a causa delle carenza emotive, ho trascurato l'università perdendo un semestre. Questo ragazzo dice che mentiva ai genitori e rimaneva a casa invece di andare a lezione; io mentivo ai miei perchè prendevo la macchina, parcheggiavo davanti all'uni e rimanevo là invece di entrare. Un po' ascoltavo musica, un po' fantasticavo, un po' piangevo. So che è difficile, infatti io che parlo mica ci sono ancora riuscito, però sarebbe importante vedere la cosa dal punto di vista logico e agire di conseguenza. Sto tentando di farlo e mi sta aiutando. Se siamo gay e ci innamoriamo perdutamente, è vero, possiamo rimanere spesso delusi. Ma se a causa della delusione ci rifugiamo nelle nostre case davanti ad uno schermo, siamo noi stessi a limitare ulteriormente la possibilità di trovare quella storia felcie. Quindi io dico, va bene l'aiuto psicologico ma ad esso affianchiamo anche il realismo, per quanto possa sembrarci antipatico e difficile visto l'argomento e quello che sentiamo. Può una semplice presa di coscienza essere utile? Sappiamo che dobbiamo studiare e che dunque una parte del nostro tempo va dedicata a quello. E' un dato di fatto. Sappiamo che rinchiuderci in casa non ci servirà e che vivendo normalmente abbiamo la possibilità che ci accada quello che accade normalmente. Anche questo è un dato di fatto. Per quanto brutale possa sembrare, per chi ci riesce, la cosa più semplice sarebbe prendere atto di ciò, e agire di conseguenza. L'uomo è artefice del suo destino: frase fatta, anche piuttosto relativa ma spesso verissima.

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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da progettogayforum » martedì 10 agosto 2010, 21:51

Ho pubblicato questo post su esplicita richiesta dell’autore, ero molto titubante e pensavo che potesse accadere quello che poi è realmente accaduto e che accade non solo qui ma spessissimo in ambiente familiare. Quello che intendo dire è in senso opposto agli interventi che ho letto finora, a qualcuno potranno sembrare affermazioni gratuite ma sono invece il risultato di quello che vedo tutti i giorni.

Facciamo degli esempi concreti, per capirci meglio.

A - Un ragazzo gay si decide a fare coming out con suo padre. Il padre, che non sa nulla dei gay, lo ascolta e gli dice: “Cerca di farmi capire che cosa vuol dire esattamente essere gay perché voglio arrivare ad avere con te un dialogo serio, voglio capire le cose dalla parte tua.”

B - Un ragazzo ha problemi di studio con la scuola e con l’università, la madre lo vede in difficoltà e gli dice: “Dai, vediamo che cosa si può fare,non ti buttare giù, vedrai che la cosa si supererà, noi siano tutti con te. Tu come pensi che si possa affrontare la questione?”

C - Un ragazzo ha problemi di droga, si rivolge al padre e il padre gli dice: “Non lo avevo capito, sono stato un padre superficiale ma se mio figlio mi parla di queste cose vuol dire vuol dire che mi vuole bene.”

D - Un ragazzo gay si decide a fare coming out con suo padre. Il padre, che non sa nulla dei gay, lo ascolta e gli dice: “Nessuno ti può dare una mano meglio di uno psicologo, domani mattina ti predo un appuntamento.”

E - Un ragazzo ha problemi di studio con la scuola e con l’università, la madre lo vede in difficoltà e gli dice: “Nessuno ti può dare una mano meglio di uno psicologo, domani mattina ti predo un appuntamento.”

F - Un ragazzo ha problemi di droga, si rivolge al padre e il padre gli dice: “Nessuno ti può dare una mano meglio di uno psicologo, domani mattina ti predo un appuntamento.”

Gli esempi D, E, F non sono un modo di dare una mano ai figli ma un modo di lavarsi le mani dei figli. La maggior parte dei problemi ai quali si cerca di dare risposta attraverso la medicalizzazione di certi fenomeni deriva dal totale disinteressamento ai problemi dei figli, disinteressamento che si dimentica facilmente affidando i figli alle cure di altri.

Ho visto personalmente gli effetti devastanti della medicalizzazione della omosessualità su ragazzi giovanissimi che avrebbero richiesto un po’ di affetto piuttosto che essere mandati in terapia.

Ho visto come le sedute con professionisti realmente competenti abbiano portato risulti positivi ma ho visto ahimè anche il contrario.

La medicalizzazione della omosessualità, come quella delle dipendenze è il tipico gioco dello scarica barile. Ci possono essere certamente casi in cui il supporto di uno specialista è indispensabile, ma parlo più di uno psichiatra (parola che non deve spaventare nessuno) che di uno psicologo, quando sembra indispensabile ricorrere all’uso di farmaci. Se un ragazzo ha problemi di adattamento scolastico nessuno si sognerebbe di tentare di risolvere il problema con gli psicofarmaci, mentre il supporto psicologico sembra sempre utile. In realtà spesso è vero il contrario. L’affidarsi allo psicologo diventa un’altra forma di passività e crea spesso dipendenze non meno gravi di quelle che si intendeva curare.

Nella grande maggioranza dei casi la drammatizzazione non fa che accentuare la percezione di un problema e la medicalizzazione non fa che creare e sottolineare la dimensione patologica di fenomeni che sono patologici solo per il fatto che oggi l’area della patologia si è allargata a dismisura.

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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da progettogayforum » martedì 10 agosto 2010, 21:58

Non avevo letto il messaggio di purnio ma devo dire che ne condivido il senso.

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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da barbara » mercoledì 11 agosto 2010, 8:10

Eh Project, devo dire che sarebbe bello se tutti i genitori riuscissero ad aiutare i figli. Anch'io sono convinta che é sempre meglio non medicalizzare e fare il possibile per aiutarsi con le proprie forze e sostenere i figli senza drammatizzare. Sull'omosessualità concordo con te , a meno che non siano presenti altri disagi psicologici profondi che con l'omosessualità hanno poco a che fare o altre circostanze che complicano le cose.
Possono capitare traumi gravi a certe persone, che lasciano tracce profonde .
Può succedere poi che il ragazzo non voglia affatto parlare coi genitori di certi problemi, per la pornodopendenza avviene proprio questo. C'é troppa vergona nel farlo e si rimanda continuamente di affrontare la cosa per non doverlo comunicare ad altri.
Oppure capita che il problema emotivo dei figli in un certo senso venga proprio dai genitori e che nel tentare di aiutarli direttamente non facciano altro che utilizzare gli stessi meccanismi inconsapevoli che hanno favorito certi problemi . Potrebbero iniziare a trattare il figlio come un incapace, la pecora nera della famiglia, un debole, proteggerlo troppo, ecc
A quel punto per un genitore ammettere di non essere in grado di aiutare il figlio mi sembra realistico. Un professionista, se é capace di fare il suo lavoro, essendo fuori da certe dinamiche può aiutare tutta la famiglia a comprendersi e può anche lui stesso sdrammatizzare la situazione, può aiutare a capire che ognuno ci ha messo del suo e che quindi la fonte del malessere del figlio arriva anche da qualche trauma o dal rapporto che ha con i genitori . Insomma non é lui che "non funziona".
E' ovvio che c'é anche chi non sa fare il proprio lavoro.
Ciò che é da evitare é anche il coinvolgimento diretto di professionisti amici di famiglia a gestire la cosa.
Sulle dipendenze in particolare non posso concordare con la vostra opinione.
Ho visto troppe storie di ragazzi che hanno aspettato a chiedere aiuto e sono arrivati da noi completamente rovinati.L'avessero fatto prima, gli sarebbe stato più facile uscirne.
Se questo ragazzo riesce da solo a tirarsene fuori, tanto di guadagnato, ma se passa troppo tempo prima che riesca a farlo poi i problemi si accumulano.
Certo, solo lui può capire a che punto é.
Ognuno giudica le cose in base alle storie che ha visto , ovviamente.
Poi chi legge deciderà cosa fare per sé.

clark68
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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da clark68 » mercoledì 11 agosto 2010, 21:27

..leggo l'urgenza di risolvere il problema della dipendenza dalla pornografia che dall'alcool, problema da non sottovalutare e difficile da risolvere Leggo che è gia buono il fatto che ne abbia parlato con qualcuno che lo abbia tirato fuori e che ci sia la volonta di uscirne fuori da questa situazione: Ci vuole forza e grande volontà cosa non facile Sicuramente ha bisogno di aiuto anche perchè da soli è molto piu difficile uscirne fuori.
Sono d'accordo con Project per il fatto che il problema va affrontato in famiglia intendo dire che è giusto che se ne parli in casa o con le persone piu vicine piu care, in cui ci sia un rapporto di affetto e di dialogo che poi assieme si potrebbe anche trovare la soluzione, ben venga che sia risolto in famiglia o anche nel caso di una terapia dallo psicologo.
La solitudine, il bisogno di affetto di comprenzione, di dialogo , il troppo vuoto interno porta alle dipendenze. Credo che la dimostrazione di affetto di comprensione, dialogo da parte di un genitore verso il proprio figlio sia il primo passo verso la soluzione al problema, purtroppo oggi questo accade molto poco......

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Re: NORMALITA' GAY E DIPENDENZA DALLA PORNOGRAFIA

Messaggio da korio » sabato 21 agosto 2010, 13:28

Non sono molto d'accordo con gayproject, questa volta.

Il supporto della famiglia e degli amici è importante, importantissimo, ma non sempre è sufficiente.

Non tutti sono genitori illuminati e che sanno tutto quanto. I genitori sono esseri umani e spesso sbagliano, con amore ma sbagliano, e spesso non comprendono completamente la realtà aliena di un figlio ritenuto bravo, riservato, timido che si scopre essere gay, ubriacone e ossessionato dalla pornografia. Non tutti i genitori sono pronti ad ascoltare realmente i dettagli di una relazione omosessuale che non capiscono, e soprattutto non tutti i figli sono disposti a rischiare di vedere quella scintilla di disprezzo nell'occhio di una persona che si ama.

Faccio il mio esempio pratico: io soffro di disturbo bipolare, il che (almeno fino a quando non è stato diagnosticato e quindi tutto si è, come dire compreso), mi ha reso parecchio eclettico e parecchio difficile da comprendere nei miei comportamenti nei miei 20ties. Ho una famiglia quasi ideale, ci vogliamo bene da morire tutti e siamo abituati a fare clan, a sederci a tavola ogni giorno possibile e a discutere, anche a litigare e a sfotterci tra di noi, ma soprattutto a supportarci, per ogni problema, dal lavoro ai figli/nipoti agli affetti all'acquisto di un paio di pantaloni.
Quando io sono stato investito dalla "grande onda", ho avuto vari problemi sia fisici che soprattutto psicologici e di adattamento all'ambiente e.. beh, non è facile da spiegare, ma vivere una realtà che viene percepita ogni giorno in un modo differente, dal credere di poter spaccare il mondo con un dito a non riuscire ad associare significati alle parole scritte, etc etc, è un incubo che non consiglio a nessuno..
La mia famiglia mi ha sicuramente supportato in ogni modo, ha assorbito le mie crisi, ha preso i miei cazzotti e mi ha curato le ferite.

Ma nessuno in famiglia ha potuto mai comprendere anche solo lontanamente cosa passavo, mi davano spesso con tutto l'amore possibile una forma di aiuto che per loro era un tentativo, per me era tossico e aggravava il mio stato.

Per superare il problema è stato necessario un supporto esterno, nel mio caso non molto efficace (più che altro perchè io sono una capa tosta) ma quanto meno ha stabilito dei paletti, ha dato respiro.

E' come quando a casa tu dici "ho mal di stomaco" e allora arriva la saggezza popolare a dire "prendi questa pasticca, fatti un te, mangia, non mangiare, non farti un te" etc senza però avere realmente le conoscenze per stabilire cosa fare in caso di "mal di stomaco".

Nel caso del ragazzo in questione, ma anche di Prunio90 e di tanti altri, il supporto di uno specialista esterno, uno a cui poter parlare di cose intime per le quali un genitore non è indicato, è fondamentale, altrimenti tanti nodi e tanti piccoli tumori psicologici rimangono li a sedimentare.

C'è bisogno di chi ti aiuta ad abituarti ad essere omosessuale, a rafforzare la tua autostima e la tua volontà, se da solo non ce la fai. A volte, sotto problemi visibili come Alcool e pornografia si celano problemi più importanti, come la depressione.

Per favore, Progettogay. Non dire ai ragazzi qui che l'apporto psicologico è sbagliato e che deve essere evitato. Non togliere loro la possibilità di star meglio affidandosi solamente all'amore di una famiglia che, come ben sai, è tanto ma non è sufficiente, e soprattutto, bisogna dirlo, non sempre è disponibile in maniera così ideale come lo hai descritto tu.

Hai detto bene, ci sono medici che sbagliano. Ma ci sono anche chirurghi che sbagliano, ne sono morti tanti per un semplice intervento di appendicite, eppure non credo che tu, in caso di appendicite cronicizzata, rifiuteresti un intervento chirurgico.

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