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 Oggetto del messaggio: Rapporto tra donne e fidanzati gay
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 13:28 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
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Prima di cominciare preciso che quello che dirò è il semplice risultato della mia esperienza e delle riflessione che nel corso di questi anni ho fatto. Le mie storie con le ragazze sono state del tutto particolari, perché se è pur vero che ho vissuto una lunga omosessualità latente è altrettanto vero che ci ho convissuto per anni sapendo di esserlo. Però le mie donne sono state tante. Non immaginatemi un latin lover, sono riuscito a fare durare una “storiella” quasi due anni senza mai tradirla (anche se c'eravamo detto esplicitamente che potevamo farlo). E' solo che prima di attraccare all'ipotesi dell'omosessualità, è sempre stato più facile dirsi che “lei” non era quella giusta. Solo dopo aver provato tutte le possibili alternative e molta stanchezza e frustrazione per i ripetuti fallimenti sono arrivato a riprendere la tesi della mia possibile omosessualità ( e pure con molte resistenze, nonostante sappia con assoluta certezza da quanto ho 17 anni che i ragazzi e nello specifico certe regioni del loro corpo mi piacessero). Preciso infine (fatto secondo me rilevante) che, a parte qualche raro caso, le mie donne hanno sempre saputo della mia omosessualità, il che la dice già lunga sull'approccio che ha il gentil sesso sull'omosessualità maschile. Si sono sempre assicurate che certe cose funzionassero zompandomi addosso. Accertatosi di quello, il problema letteralmente spariva. Ho sempre ragionato sul perché fosse così. Adesso le discussioni avute su questo forum mi spingono a dire la mia, sperando che possa servire a fare un po' di luce su cose che oggettivamente complicate da capire.

Molto dipende innanzitutto dal fatto che il rapporto delle donne con l'omosessualità è profondamente diverso. Non parlo delle donne lesbiche di quelle so nulla o quasi, mi riferisco a quelle assolutamente etero (anzi nello specifico di quelle innamorate di me). Il gentil sesso, per tutta una serie di motivi, fa molta meno fatica ad accettare la componente omosessuale di sé (componente che secondo me chiunque anche l'etero più etero ha, sopratutto in età adolescenziale). Le ragazzine per strada si tengono spesso per mano, entrano in bagno assieme e in genere fanno molta meno fatica a scambiarsi coccole ed effusioni sentimentali anche e sopratutto in pubblico (classica la battuta maschile, mai negata dalle ragazzine: “Le donne sono tutte lesbiche!”). Le prime amicizie (maschili e femminili hanno sempre una carica fortemente omosessuale. A mio fratello straetero, per esempio, dicevano, a proposito del suo migliore amico, che se fossero stati uno uomo e l'altro donna sarebbero stati una coppia perfetta e nessuno dei due, ricordo, rifiutava questa affermazione. E' chiaro che a livello sociale le resistenze maggiori sono relative all'omosessualità maschile, quella femminile è semplicemente assente (siamo una società maschilista anche in questo). L'immagine di due lesbiche che si baciano fondamentalmente eccitano l'uomo non lo inorridiscono affatto. Questo porta una ragazza etero (e solo quelle etero che non hanno la minima idea di cosa si passi ovviamente) a ritenere l'omosessualità una componente del tutto secondaria in una relazione. Le mie, nello specifico, se ne sono semplicemente fregate. Sembra una cosa bella da dirsi, l'immagine della tolleranza e dell'apertura assoluta. Ma se ci si riflettete un attimo è esattamente il contrario; la negazione assoluta dell'altra persona e della sua omosessualità.
Il problema che ne deriva da tutto ciò è che una donna non ha la ben che la minima idea del travaglio che comporti tirare fuori la propria omosessualità e più si dispone ad accettarla teoricamente nel proprio uomo e più la nega nei fatti. Non ragiona per esempio sul fatto che se un ragazzo dichiara i propri dubbi sull'orientamento sessuale, mentre sta con la propria ragazza e direttamente alla propria ragazza, per il fatto stesso che ha una ragazza li sta già assolutamente censurando qualunque cosa dica (anche se è il più aperto e tollerante uomo di questo mondo). Trascura in particolare il fatto che il proprio ragazzo di se stesso non sa proprio nulla e che in effetti nulla ne vuole sapere visto che è corso nelle braccia di una donna. Non riflette sul fatto che, se certe cose le ha confessate, è per sgonfiare la tensione che in lui s'è creata e non perché sono cose che non ritiene fondamentali (agli antipodi ci sta invece chi alla ragazza non dice nulla, ma nel frattempo ha storielle omosessuali o addirittura una doppia vita, quello è un caso ancora diverso). Non considera in altre parole il fatto che la storia che ha creato con la ragazza, serve da un lato per tamponare l'emorragia di un sentimento e desiderio d'amore che non si sa proprio dove riversare, dall'altro lato che proprio quel rapporto serve da scudo e protezione. Mentre un ragazzo gay ha la fobia di farsi “scoprire”, un gay represso che ha la fidanzato da sto punto di vista sta proprio apposto. Può permettersi di difendere la causa della omosessualità a spada tratta per esempio (sapete quante liti pubbliche sull'argomento ho fato?), fingendo la parte dell'aperto tollerante, mentre di fatto è un gay non dichiarato. Di fronte ad attacchi omofobi un omosessuale che non vuole dichiararsi sta semplicemente zitto un gay represso no. Io stesso adesso comincio a tacere. A tutto ciò si aggiunga che per lui la componente fondamentale è quella sentimentale per ovvi motivi e questo fa perfetto pan-dane con l'esigenza intrinseca della donna.
Va considerato infine che, secondo me, per una donna un gay è molto meglio che un etero in un rapporto. La mia ragazza me lo diceva sempre scherzando, ma so che invece era molto seria: “Alle ragazze piacciono i gay perché sono più predisposti alla donna, i maschi sono troppo diversi da loro”. Mi ricordo perfettamente i problemi che aveva più di una mia ragazza a rapportarsi al sesso (a causa di questa mitologia della verginità). Della fatica che oggi fa una donna a gestire questa contraddizione. L'uomo da un lato le vuole sante e dall'altro zoccole. Difende il mito della verginità, ma se poi in contra una ragazza vergine scappa a gambe levate per la paura che la storia diventi subito seria e questa “responsabilità” di essere il primo proprio non la vuole proprio avere (dicono di scappare perché non possono aspettare, ma scappano solo e soltanto per quel motivo). Le ragazze che in età postadolescenziale arrivano vergini o comunque fortemente inibite (anche molto carine a volte, non immaginatevi per forza delle racchie) sembrano quasi avere la peste addosso ed è complicato per loro gestire un rapporto con un ragazzo che ha la testa solo a quello (anche perché nel frattempo la loro bellezza attira i ragazzi come le api col miele). Bene un gay tutti sti problemi li risolve a monte perché tanto il sesso è l'ultima cosa che gli interessa, non ha fretta e sa ascoltare. Un gay non ha neanche “fretta” nel rapporto sessuale, anzi è bel lontano dal farne. Credo che una donna così “capti” questo disinteresse per la sua fisicità e si lasci ammaliare esattamente da quello. Un gay represso infine è spesso molto più “generoso” a letto e sta molto più attento a cosa nel frattempo sta provando l'altra persona. Insomma se non è di quelli che per principio odiano la patata, credo che ci sappia fare molto di più di un giovane focoso che ha in mente il mito del maciste e che associa la mascolinità alla brutalità e al selvaggiume. Tutto ciò secondo me predispone la donna (o almeno un certo tipo di donne non vorrei generalizzare troppe). Ragionandoci bene e riflettendo sulle mie donne credo che non sia proprio un caso che tutte avessero qualcosa in comune. Quella che definivo “purezza”, anime belle innocenti e fondamentalmente buone. L'aspetto fisico per me era fondamentale se la storia doveva essere una storia “seria” (in un altro post magari vi spiegherò perché), ma non ero attratto da loro se non vedevo questa sorta di bellezza interiore, che per me era il discrimine fondamentale comunque, anche quando si trattava di storielle. E credo quindi che un gay dall'altro lato sceglie apposta ragazze di un certo tipo (per farla breve predisposti ai gay) e costruisce apposta rapporti diciamo più “spirituali”, fatti di tante parole discorsi e confessioni. Preferisce in altri termini l'intimità dell'anima, sia perché solo se arriva a quel livello di conoscenza può concedersi di andarci a letto senza stare proprio male, sia perché il suo mondo è talmente complicato che ha bisogno di tante parole per comunicarlo.
Non so se quello che ho scritto può servire, mi piacerebbe che chi ha esperienze simili alle mie, commentasse per integrare. Ritengo questa mia ricostruzione grossolanamente incompleta, perché già da alcuni post ho avuto modo di vedere che ci sono omosessuali latenti che invece hanno costruito un rapporto sentimentale (e a volte anche sessuale) pieno e soddisfacente (tanto da sposarle), cosa che a me per esempio non sarebbe passata neanche per l'anticamera del cervello. Dall'altro lato scommetto poi che ci sono molte donne che non ci si ritroverebbero affatto in questa ricostruzione che ho fatto di loro. Insomma mi piacerebbe si aprisse uan discusisione sul tema.
Un saluto affettuoso a tutti


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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 14:13 
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Iscritto il: giovedì 25 giugno 2009, 0:27
Messaggi: 939
Tre note negative:
1. post lungo - a metà avevo perso già la concentrazione :geek:
2. attenzione alla punteggiatura :P causa la stanchezza nel leggere
3. tenendo conto che queste riflessioni si basano sulla tua esperienza, ho trovato dei punti un po' generalizzanti e con "soliti" luoghi comuni.

Nota di premessa: al momento sto vivendo una relazione (bellissima) con una ragazza.
Non so ora dirvi se sono omosessuale, eterosessuale, bisex o cosa, fatto sta che ho avuto dei punti di riflessione comuni a te, caro boy.

Procediamo all'analisi :mrgreen: :
1. rapporto delle donne con l'omosessualità
questo è tendenzialmente vero: le donne sono più "portate" ad accettare con minori problemi l'omosessualità maschile, dovuto anche al fatto che forse gli omosessuali si espongono di più verso di loro e quindi fa apparire questa affermazione vera; ossia, se in passato avessi dovuto scegliere se dire che mi piacevano i ragazzi ad una donna o ad un uomo, avrei scelto una donna; ma come in ogni caso, non è importante il sesso, religione, etc. ma la testa a cui lo dici! :D
Detto questo, la mia ragazza ha accettato i miei trascorsi; mi ha chiesto chiaramente di esserle fedele e di non ingannarla, ma detto questo non si è più parlato del mio passato per il semplice fatto che in una relazione del momento è irrilevante a mio vedere; ogni tanto c'è qualche battuta, ma ormai è un passato: il mio presente ora è lei.
Quindi non sono d'accordo sul fatto che le donne "negano" la personalità di una persona: semplicemente tralasciano fatti tralasciabili (cosa che facciamo tutti d'altronde). A me sta benissimo perché ad ora il mio passato non è un problema, però se mai dovessi rendermi conto che lei non mi basta e mi piace un uomo, allora lì piuttosto che rimanere a tirare scuse "non è adatta", millantando per anni, le direi "le cose stanno così: mi piacciono i ragazzi" e finito lì!

2. difesa della causa omosessuale
devo dire che ora è molto più facile farlo :P scherzi a parte, difendo la causa omosessuale ora come prima però c'è questa leggera differenza, che mentre magari prima qualcuno chiedeva se ero omo, ora omnis tacet!

3. relazione della donna col sesso e dell'omo col sesso
questa devo ammettere è la parte più pregiudiziale che ho letto.
Nel mio caso personale, il sesso è un componente importante nella mia vita ma non principale, sia con i ragazzi avuti sia con la mia ragazza adesso: con lei sto vivendo una intesa tranquilla e naturale senza problemi di sorta come descritti da te, caro boy :mrgreen:
che poi un omo non abbia fretta e un omo represso sia più generoso non corrisponde affatto alla mia esperienza, ed anzi certi (pochi per fortuna) utenti che bazzicano nel forum/chat e che sono l'esatto contrario dovrebbero darti una idea di come ciò non sia!
Credo fortemente che ciò dipenda infatti solo ed esclusivamente dalla persona :D

Cmq voglio ringraziarti per queste tue riflessioni che mi hanno dato modo a mia volta di riflettere! :mrgreen:



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Zerchmettert, zernichtet ist unsere Macht
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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne: riflessioni di un gay seduttore
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 15:02 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2351
Konig mai stato più serio di cosaì... te la senti di mettercela tu a che ha fatto la fatica di legegre e rispedirmi il tutto. Mi rendo conto di non saperla usare bene, sopratutto quando sto davanti al pc e ancora peggio quandso parlo di ste cose. Molto la foga di scrivere e mi rendo conto che appesantisco molto le frasi:):):)


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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne: riflessioni di un gay seduttore
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 15:22 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
ma non è vero konig si legge benissimo non rompere dai! :lol: :lol:
io ho letto tutto con interesse e appoggio molte riflessioni fatte da boy-com.
ne ho sentito parlare di questo mito che le ragazze stanno bene più con i gay che con gli etero però a livello di amicizia a livello proprio di coppia o sessuale credo poco. premetto che io non ho mai avuto ragazze e quindi relazioni.
ma anche con ragazzi. a livello sessuale invece ho fatto cose con ragazzi e basta.
per cui non posso rispondere dal mio punto di vista perchè non ho esperienza in questo campo. posso solo dire che i ragionamenti fatti da boy-com possono essere veri forse condivido il ragionamento di konig sul fatto che i gay repressi e non siano generosi o meno, questo dipende da persona a persona.
purtroppo certe cose si possono generalizzare altre no sennò tutti i nostri problemi sarebbero risolti no?ciao!


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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne: riflessioni di un gay seduttore
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 15:44 

Iscritto il: sabato 4 dicembre 2010, 17:13
Messaggi: 34
In un certo senso mi riconosco...
Ho sempre dato più importanza all'intesa affettiva,alla vicinanza emotiva che al sesso(chi conosce la mia storia lo sa bene,eh eh!);anche se ho sempre sofferto per non aver mai avuto completamente il mio compagno,mi sono sempre detta:è vero,l'aspetto sessuale non è del tutto soddisfacente,ma per il resto sono la donna più felice del mondo!! Probabilmente alla base di ciò ci sta altro,che ora dovrò scoprire in me stessa...una predisposizione a dare e non a ricevere,ad annullarsi per l'altro,a non volersi bene davvero..

Inoltre ritengo assolutamente vero che noi donne siamo più capaci di accettare l'omosessualità,mentre voi uomini fate veramente una fatica tremenda,probabilmente per questioni culturali.Mi rendo conto che il mio ex(che fatica definirlo così!)sta malissimo perchè si fa realmente schifo,quello che sente per lui è inaccettabile su di lui(sugli altri non ha nessun problema),si sente sporco e indegno...E invece per me resta una persona meravigliosa,che merita di essere amata al massimo!
Questo vorrei dire a tutti voi:ognuno di voi è una persona meravigliosa,indipendentemente dall'identità sessuale!Non vergognatevi,sentitevi degni di amare e essere amati! Perchè è così che ora vorrei far sentire il mio ex ma non lo posso fare...


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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne: riflessioni di un gay seduttore
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 15:56 
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Iscritto il: martedì 19 maggio 2009, 19:33
Messaggi: 1003
grazie shila, ho letto la tua presentazione e altre discussioni.
mi son dimenticato di darti il benvenuto, ormai siamo veramente tanti che stare dietro ai nuovi arrivati è un'impresa ardua! :D
purtroppo non ho risposto ad altri tuoi post perchè non saprei cosa dirti non ho avuto mai relazioni e storie con ragazze per cui non so come aiutarti.
grazie per quello che dici di noi davvero lo apprezzo come dici tu magari potessimo essere non giudicati insomma liberi da ogni vincolo.
purtroppo non è così, io ancora non riesco ad accettarmi, mi pesa troppo troppo.
poi ci sono tutta una serie di fattori che complicano le cose e questo non giova alla mia vita per quanto possa essere felice (è un' illusione). spero tu possa risolvere tutto con chi ami e ti piace e farli capire che tu esisti e che vuoi aiutarlo e per qualunque cosa ci sei. ciao!


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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne: riflessioni di un gay seduttore
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 15:57 
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Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2351
Shila tu sei semplicemente fantastica! Se fossi etero ci proverei senza dubbi, ma sono convintio che di gay represso te ne basta uno :lol:!
Non voglio interrompere i ragionamenti in realtà, volevo solo ascoltarvi. L'unica cosa che volevo precisare è la definizione di "gay represso".
A Konig: non mi riferivo alla bisessualità (o ad un percorso in cui si sta cercando di sperimentarsi in quella direzione). Per questa ragione le tue risposte dovrebbero farti riflettere. Sopratutto sulla componente sessuale. Perchè lì vedo una profonda differenza tra me e te. Considera che io bisessuale dentro non mi ci sono mai sentito veramente. Mi sembra più che dovesse essere scontato che lo fossi perché mi piacevano i maschi, ma stavo con donne, ma questa definizione non l'ho mai sentita mia.
A guy18: Se sei sempre tanto grazioso:). Non ti preoccupare la punteggiatura era tra le cose che i professori non mi hanno mai saputo spiegare. Mi fa piacere se qualcuno mi corregge, dove so di mancare:). Anche il tuo caso è profondamente diverso dal mio. Perché tu di represso non hai proprio niente, visto che sai perfettamente di essere gay e non te lo neghi così violentemente da stare con ragazze. Le nostre storie si somigliano tanto perché tu mi ricordi tanto me alla tua età e forse anche perché io adesso che sto praticamente ricominciando da capo una nuova dolescenza mi rivedo in un giovane della tua età:).
In ogni caso probabilmente è stata la parola represso che ha portato fuori strada e fa pensare ad altro. Non mi riferisco alle difficoltà dell'accettazione ma proprio al negarselo completamente (consapevolmente o inconsapevolmente). Io mi riferivo in particolare a chi non sa di esserlo e si scopre in età adulta.

Per le generalizzazioni, mi dispiace non sapevo neanche più come precisarlo meglio. Sono le riflessioni sulla mia esperienza generalizzate, per poterne parlare in modo da condividerle con voi. Per gay (leggete io) e se vi ci ritrovate bene altrimenti scrivete la vostra:). Sui luoghi comuni invece direi che qualcosa dicono sempre. Un fondo di verità la coscienza popolare lo trattiene sempre per se. Il brutto dei luoghi comuni è che anche quando è così (cioè quando non sono emerite fesserie tuout court) parlano in generale di tutti e nello specifico di nessuno. Ora mi fermo altrimenti rischio di andare fupori topic, con i miei stessi topic :lol: .


Ultima modifica di Alyosha il lunedì 10 gennaio 2011, 0:53, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne: riflessioni di un gay seduttore
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 16:18 
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La generalizzazione nella quale credo molto è quella secondo cui le donne amano molto più con la propria parte emotiva e razionale , che non con il proprio corpo. Almeno nella maggioranza dei casi l'intesa fisica è una conseguenza di altri tipi di intese.
Se è vero questo , allora bisogna chiedersi che differenza c'è per una donna fra il comunicare con un omosessuale e con un eterosessuale.
Secondo me esistono molte più affinità nel primo caso che nel secondo.
Se pensiamo agli interessi ad esempio. Un esempio banale: la maggior parte degli uomini etero è fissata col calcio , cosa non vera per gli omosessuali. Esistono certamente i tifosi, ma non sono la maggioranza.
Fra gli omosessuali potrebbe esserci una maggiore propensione a parlare dei propri sentimenti profondi, cosa che è piu rara fra gli etero e una maggiore sintonia su quali siano gli atteggiamenti che feriscono l'altra persona.
Parlo ovviamente di un certo tipo di omosessuali , quelli a cui può interessare almeno un'amicizia con una donna, perchè credo che esista anche una certa misoginia in certi gay e ovviamente in quel caso tutti questi discorsi vengono a cadere.
L'ultimo aspetto riguarda il maschilismo, che credo sia minore fra gli omosessuali: una donna lo sente quando è trattata come un essere inferiore oppure no.
Poi se ci aggiungi il sesso "piu generoso" nel caso di Boy-com....mi sembra che di vantaggi ce ne siano a sufficienza per spiegare questi meccanismi di negazione di cui sopra.
Perchè una donna dovrebbe fasciarsi anzitempo la testa se pensa di aver incontrato un uomo fantastico? Ovvio che la tentazione ....fa la donna ladra. :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne: riflessioni di un gay seduttore
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 16:30 
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Barbara avevo in mente proprio quel tipo di generalizzazione quando ho scritto "Dall'altro lato scommetto poi che ci sono molte donne che non ci si ritroverebbero affatto in questa ricostruzione che ho fatto di loro". Ho parlato di mitologia della "verginità" e di un prototipo di ragazze ben preciso che a sto punto mi pare sia proprio non casuale che fosse sempre quello che beccavo io. Ci vedo molto maschiliscmo in questa concezione della donna, alla quale è sottratta la sua fisicità e la sua esigenza di un completo e totale appagamento emotivo e sessuale. Tante volte le donne sono portate a trascurare questo aspetto, proprio in nome di una certa formazione del tutto distorta. E' difficile per loro mediare tra la figura di Eva e quella di Maria e troppe volte succede che si perdono nelle due diverse forme di estremismo. Tolto questo (che è il lato negativo del luogo comune) credo anch'io però che una certa sensibilità in più ed esigenza di trasporto emotivo da parte delle donne ci sia. Ed è esattamente a quella che facevo riferimento (che è poi anche quello di cui parli tu nel post, mi pare di capire). Siamo sempre la, i luoghi comuni dicono qualcosa di vero e qualcosa di falso.
ci vedo molto maschilismo nel modo con cui gli etero costruiscono le loro relazioni (francamente stupido). Sul resto del ragionamento che fai credo non ci sia da precisare nulla, mi trovo assolutamente daccordo!:)

P.S.: La mia "generosità" dipendeva comuqnue dal fatto che a me i rapporti completi non piacevano, nè in generale come mi sentivo dopo. Quindi preferivo molto più fare che lasciar fare. E comunque il rischio di confondere un gay represso per il ragazzo perfetto c'è e come (peccato che c'è il trucco! :lol: ).


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 Oggetto del messaggio: Re: Io e le mi donne: riflessioni di un gay seduttore
MessaggioInviato: domenica 9 gennaio 2011, 18:01 
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Oddio, mi sto rendendo conto che l'unico a cui sono capitate donne assatanate sono io!! Nelle ragazze che ho frequentato ho sempre trovato ormoni in subbuglio, sono stato sempre (o quasi) preda e non cacciatore, dentro e fuori l'intimità. Non per recitare il ruolo della fanciullina indifesa e violentata, ma la verità è che di dolcezza non me ne è stata mai chiesta molta! :lol: Forse perchè le ragazze sensibili ed emotive (la maggior parte in effetti) sono destinate inesorabilmente ad entrare nella mia vastissima scuderia di carissime amiche! Insomma, secondo me se avessi mai osato dire tipo "cara, mentre ti bacio forse sto pensando a Brad Pitt", sicuramente sarei tornato a casa con un occhio nero. :lol:
Visto che si è molto parlato di luoghi comuni, mi permetto un piccolo excursus: anche io penso, come Boyuccio, che a volte possono essere attinenti al vero. Non sempre, non tutti e soprattutto non per tutti, ovviamente... ma chi di voi, amici gài, può dire di non ritrovarsi in almeno uno degli innumerevoli luoghi comuni su di noi? Io ad esempio non gioco a calcio ed ho gusto nel vestire, ma non mi passerebbe nemmeno per l'anticamera del cervello di comperare un cd di madonna! Voglio dire ognuno ha i suoi di luoghi comuni, non prendiamocela troppo... al massimo facciamoci quattro risate! :D Sono altre le cose che mi danno fastidio!


Konig, sai che stamane mi sono svegliato pensandoti? Sì perchè mio padre, per buttarmi giù dal letto dopo la notte brava di ieri, ha messo a palla il flauto magico! Comunque spero che il mio uso della punteggiatura sia di tuo gusto, altrimenti fammelo sapere che, giuro, riprendo in mano la grammatica del ginnasio! ;)



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"Gran parte delle brutture di questo mondo viene dal fatto che della gente che è diversa, permette che altra gente la consideri uguale!" Harold e Maude

"People are just sexual, the prefix is immaterial" Morrissey(quello vero!)
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