VECCHIAIA DI UN GAY QUALUNQUE

La vera vita dei gay anziani, Gay e problemi della terza età, Gay anziani e ricordi di vita.
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progettogayforum
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VECCHIAIA DI UN GAY QUALUNQUE

Messaggio da progettogayforum » venerdì 21 luglio 2017, 20:06

Ci sono giornate in cui la stanchezza fisica e mentale domina talmente la scena che si avverte una continua tensione, manca proprio il riposo fisico, l’abbandonarsi al sonno, si va a dormire tardissimo si mette la sveglia prestissimo e ci si sveglia prima che la sveglia suoni. Il riposo non è veramente tale, è in pratica solo uno stordimento. Le preoccupazioni sono grosse, la tranquillità non esiste neppure nel breve periodo, bisogna tenere conto di mille cose, prevedere mille cose, non distrarsi, combinare gli orari in modo che tutto quadri, bisogna programmare le scadenza, quelle più serie soprattutto, che sono comunque tante, bisogna decidere che cosa fare e bisogna restare completamente lucidi. Manca del tutto il piacere di affidarsi ad un’altra persona, manca l’idea di una giornata mentalmente non dico libera ma più tranquilla. E l’ansia si fa strada, la pressione sale, si fa fronte con le medicine, ma non è un modo di risolvere il problema. E in tutto questo si finisce per perdere anche la propria soggettività, ci si riduce ad essere un meccanismo, quanto all’agire, ma un meccanismo che è dominato dall’ansia, perché è un meccanismo di carne. In questo stato leggo qualche mail, e mi sembra di poter ancora servire a qualcosa, forse mi illudo, ma mi ritaglio quei minuti che servono a rispondere con un minimo di calma, anche se è solo un minimo. La vecchiaia incombe e con essa l’idea che tutto quello che ho cercato di fare finirà travolto, esito che mi accomuna a personaggi ben più blasonati. Non avrei mai pensato che la vecchiaia fosse così frenetica. Quando avevo 40 anni avevo moltissimo tempo libero e non capivo quanto fosse importante, adesso ho pochissimo tempo per me e mi sento un vecchio in affanno che cerca di inseguire il treno, che puntualmente perderà. Sento molto forte il gap generazionale, mi sento ormai un ex quasi di tutto. Ovunque ormai mi trattano come un vecchio e quando mi guardo allo specchio posso solo concludere che hanno ragione. Mi sono chiesto se quelli che hanno un compagno vivono meglio la loro vecchiaia ma penso che non ci siano risposte generali, certo, la vecchiaia da single non è una bella prospettiva, ma la vecchiaia da single o in coppia è comunque problematica. Il fisico cede e mi dice ogni giorno di non buttare via il tempo, quel tempo di cui posso disporre così poco. Mi sto chiudendo in me stesso, ho ridotto praticamente a zero i miei rapporti sociali, ho archiviato mille cose e mille progetti e più si avvicina il tempo dei bilanci più mi accorgo di non aver concluso nulla. Forse ho preteso troppo da me stesso e devo ridimensionarmi. Prima parlavo di vecchiaia in modo meno consapevole, adesso la vedo molto più da vicino e comincio a capire ad un altro livello di che cosa si tratta.

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agis
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Re: VECCHIAIA DI UN GAY QUALUNQUE

Messaggio da agis » venerdì 4 agosto 2017, 22:51

Frega sega amico mio. Le mozioni degli affetti riservale a miglior bersaglio. Io credo di averti dato numerosi spunti di riflessione. Li hai voluti accettare? No.
Bene. Vai a piatire altrove allora. Tu, per tua stessa ammissione, sei. eri e sarai sempre inadatto ad una vita di coppia. Nulla di cui preoccuparsi ovviamente. Basta riconoscerlo e non farlo pesare agli altri. Un point c'est tout. Adieu.

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