vecchiaia

La vera vita dei gay anziani, Gay e problemi della terza età, Gay anziani e ricordi di vita.
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vecchiaia

Messaggioda progettogayforum » venerdì 27 luglio 2012, 14:16

La vecchiaia all’inizio non l’avverti neppure, giorno dopo giorno trasforma la tua vita dall’interno, ti abitua a dare meno peso alle cose, a ridurre gli orizzonti, a proiettarti meno lontano, a non concepire progetti per il futuro. Il tempo della vecchiaia è il presente perché il futuro è dei giovani e il passato non è più di nessuno. La vecchiaia, ti abitua alle piccole cose, alle piccole soddisfazioni fisiche dello stare meno peggio, della poltrona comoda, dell’ombra, della moderazione nel cibo, ti abitua a sentire in un altro modo le risposte del corpo, paradossalmente ti allontana dalla metafisica e di abitua a dare valore alla fisicità nelle minime cose, l’acqua fresca, l’odore del caffè. La vecchiaia cambia anche i rapporti con le persone, alcune le allontana altre le avvicina, avvicina quelle la cui risposta è immediata e istintiva, allontana quelle con le quali non c’è immediatezza. La vecchiaia non tollera i fenomeni di lungo periodo, i dialoghi che hanno bisogno di anni, fosse anche per dire cose profondissime. Un vecchio ha bisogno dell’oggi, di un impegno non totale, di scelte non definitive, di sentimenti non travolgenti ma stabili, manifestati in modo chiaro, di cose che non necessitano di interpretazioni. Un vecchio, finché può, non guarda né avanti né indietro, ma si guarda intorno per cercare risposte evidenti e immediate. I vecchi non fanno calcoli sul futuro, si rendono conto, se vogliono rendersene conto, che il mondo è andato avanti senza di loro prima di loro e che andrà avanti senza di loro dopo di loro. La vecchiaia porta alla consapevolezza fisica, cioè per esperienza diretta, della precarietà, dell’equilibrio instabile. Tutto quello che ho scritto in effetti non riguarda i vecchi, dei quali non so nulla, ma solo me stesso, quella lenta evoluzione che mi rende progressivamente estraneo a quello che sono stato. Ho riletto quello che scrivevo all’inizio degli anni ’70, è in realtà il pensiero e la storia di una persona che non esiste più, ma non mi ritrovo più neppure in cose che scrivevo anche solo 10 anni fa o addirittura 5 anni fa. Quante trasformazioni! Quando mutare conforme del corpo e dello spirito che invecchiano insieme!

Alyosha
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Re: vecchiaia

Messaggioda Alyosha » venerdì 27 luglio 2012, 15:21

No scusami Project ma neanche su questo posso tacere. Critico sono critico ma cazzate non te ne posso far dire. Sei vecchio ok, non si può negare la vecchiaia, ma sai che coraggio ci vuole alla tua età a tuffarsi in un'esperienza del genere? Confrontarsi con le nuove generazioni? te l'ho detto in privato e te lo scrivo anche qua, penso che ognuno di noi senta l'esigenza di lasciare le proprie cose alle nuove generazioni, questo è l'unica vera cosa che posssiamo fare per vincere la morte. Sai quanti padri non sanno un cazzo dei loro figli e quanti di loro invece sistematicamente e giornalmente parlano con te? A quante coscienze hai tramandato il tuo pensiero? Sai che farò esattamente questa cosa alla tua età finché non troverò un ragazzetto rompiminkia come me a tirami giù il morale? Stai facendo quello che farebbe ogni buon nonnino, raccontando la tua esperienza, certo che è diversa dalla nostra e meno malee, vuol dire che le cose cambiano Non si può vivere per sempre inutile fare i rincoglioniti e parlare a vanvera sei fin troppo consapevole di questa cosa, però sul serio hai determinato il futuro di molti in positivo. Le critiche le ricevi perché fai e fai pure tanto. Suvvia se te lo dico io ti puoi fidare! Me lo hai detto tu non si può essere d'accordo al 100%. C'arrivassi io alla tua età, tra grafici, teorie, mail e tutto il resto. Titieni abbastanza al passo con i tempi e il cervello ce l'hai bello sveglio. Certo non si può vivere per ssempre, ma finché dura si fa in tempo a fare esperienze. Le esperienze sono le persone che uno incontra e tu ne hai incontrato talmente tante. Dai che infondo in mezzo a tutto sto casino che abbiamo combinato ci vogliamo bene e per volere bene non c'è età!

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Re: vecchiaia

Messaggioda progettogayforum » venerdì 27 luglio 2012, 15:43

Sì, è vero, ci vogliamo bene e mi fa piacere leggere il tuo post.

gianni
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Re: vecchiaia

Messaggioda gianni » venerdì 27 luglio 2012, 16:18

Ciao Project , ho letto attentamente la tua analisi sulla vecchiaia , è un esame lucido e quasi perfetto , una fotografia in 3d del problema , ho sentito questi discorsi quando trentenne conobbi il mio Amico , ed allora cominciò la mia battaglia contro questi lamenti che stanno tra il semidepresso e la stanchezza di vivere , siamo stati insieme 24 anni e per fortuna c’ero io a stringergli la mano quando è andato via , mi ha ringraziato per essergli stato vicino per tutto quel tempo ed io ringraziavo Lui per avermi dato tanto tantissimo , in un rapporto tra due persone di diversa generazione , c’è davvero uno scambio di conoscenze meraviglioso ,ricco e mai silenzi imbarazzanti , non era un rapporto morboso basato sul sesso , era un rapporto tra due persone mature assetate di affetto , di voglia di vivere , di stare insieme senza nulla chiedere all’altro ,ma presenti in qualsiasi momento , mi ricordo i primi mesi che lo conoscevo andai ( dopo aver passato il sabato sera a teatro ) a vedere la prima prova speciale del rally , in giacca e cravatta , poi il giorno dopo ne parlammo e tutto si risolse in una grande risata . Abbiamo superato insieme problemi di salute , sono convinto che Lui , da solo si sarebbe arreso , la prima volta che entrò in casa mia , mio fratello , con un tatto da elefante , andò nel suo studio e tornò con una foto in bianco e nero , dove c’era il mio Amico che aveva portato in gita a Napoli una classe nella quale c’era anche mio fratello , un momento di imbarazzo e tutto finì in una risata liberatoria , scusa se mi sono dilungato , tutto questo per dirti che non sei vecchio , te lo assicura un coetaneo ... Per fortuna che non dovevo scrivere !!! Gianni
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Re: vecchiaia

Messaggioda IsabellaCucciola » venerdì 27 luglio 2012, 18:46

Ciao Project, mi ha molto toccato quello che hai scritto… Mi fa strano leggere questo parole scritte da un uomo come te... Un uomo che ha la forza e la voglia di vivere come un ragazzo di vent'anni :P ...
progettogayforum ha scritto:Il tempo della vecchiaia è il presente perché il futuro è dei giovani

Finché si vive esiste il futuro...
progettogayforum ha scritto: il passato non è più di nessuno.

Il passato è di ogni persona, con quello che ha imparato dalla vita e che può dare a chi è più giovane e con meno esperienza...

Un grandissimo abbraccio Project, :)
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.

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serpentera
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Re: vecchiaia

Messaggioda serpentera » sabato 28 luglio 2012, 17:57

Ammetto che questo post mi ha fatto scendere qualche lacrimuccia...
Però,Project,ogni volta che sei tentato di mollare pensa a quanti di noi vorrebbero ringraziarti di persona e abbracciarti per quello che dai/fai per non farci sentire soli.
Sappi che anche tu non sei solo,noi siamo con te! :)
Si è detto tante volte di quanto sia unico nel genere questo forum ma è unico anche chi lo ha creato...
Grazie di tutto,nonnino! :)

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Re: vecchiaia

Messaggioda progettogayforum » sabato 28 luglio 2012, 20:44

Grazie Isabella, grazie serpentera!! Beh, tutto sommato, vecchio sono ma non mi sento solo.

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Re: vecchiaia

Messaggioda progettogayforum » lunedì 13 agosto 2012, 20:43

Quando gli anni passano cambiano gli equilibri e la solitudine diventa un’esigenza. Desideri che la vita delle persone cui vuoi bene sia felice, non più che sia legata alla tua. Piano piano ti eserciti nel distacco dalle persone e dalle cose. Ti rendi conto di essere avanti nel cammino della vita e di essere ormai vecchio, il tuo primo problema è la consapevolezza, la consapevolezza di essere vecchio, di non dover più fare delle scelte per il futuro, la consapevolezza che il futuro, per quello che sarà, sarà prodotto da un determinismo meccanico, un meccanismo che sfugge alla volontà. Quando sei vecchio guardi il filo d’erba che nasce nel vaso sulla tua finestra e pensi alla disperata voglia di resistere di quel filo d’era, quasi avesse un’anima, al perpetuarsi come esigenza naturale, come caparbietà della natura, poi pensi che sei parte di un gigantesco meccanismo, che il percepirsi come singolo non ha senso, che l’essenza della vita è l’effimero. Guardi nel presente e nel passato in cerca degli errori come se esistesse una libertà. Pensi alle persone che hai vicino, alla ovvietà di un tutto in cui nessuno sbaglia perché chiunque agisce nel modo unico in cui può agire, al fatto che le colpe sono un artificio per rifiutare l’innocenza intrinseca dell’agire. Capire, significa capire che le colpe non esistono, che esiste solo la sofferenza sempre senza colpa, che le scelte sono il nome nobile della necessità. Non ci sono conflitti quando c’è il reciproco capire che l’altro agisce sempre di necessità, più o meno motivata ai nostri occhi ma di necessità, della sua necessità, e che l’illusione della libertà è paradossalmente il valore o l’inganno più comune. Quando sei vecchio e guardi quelli che vengono dopo di te non provi il desiderio di ricominciare da capo, quasi una nostalgia di un nuovo inizio, ma pensi a guardare avanti a quella consapevolezza del futuro che ti aspetta come una necessità per dare senso a ciò che ancora manca, senza porsi domande, senza credere di capire cose troppo grandi. La parola d’ordine del vecchio è: ridimensionare. Bisogna portare le cose al proprio livello, alla portata della propria debolezza. Riporto qui tre vecchi pensieri che sento ancora attuali.

ARTE
L’arte
di non soffrire,
di porsi fuori
dalle cose
prima
che ti si appiccichino
alla carne,
prima
che contino
qualcosa,
l’arte
di ottundere,
di indebolire,
di spegnere,
prima che la
privazione
sia dolore.
3/4/2005

CAPIRE
Ti chiedi a che serve
capire,
se è un bene
capire,
nemmeno se ha senso
o se sia possibile,
ma solo
perché
bisogna capire,
perché capire
sembra un dovere,
perché la vita non basti
ma abbia bisogno
di un senso,
basta
capire
che non ha senso
capire.
15/3/2006

CONDIZIONALE
Sarebbe
è il verbo principale,
il condizionale
caro al pensiero
che fugge
dal mondo.
Sarebbe
è il verbo tipico
dell’irrealtà,
delle ipotesi,
il verbo
che ammalia
i cervelli,
li sublima,
li elimina
dal mondo,
certo è creazione,
quel sarebbe
che non sai scacciare,
certo è fantasia,
ma
t’avvelena,
ti dona l’ebbrezza
tipica
dei parti
verginali
della mente.
Sarebbe,
più sensato
farne a meno.
24/12/2006

gianni
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Re: vecchiaia

Messaggioda gianni » lunedì 13 agosto 2012, 21:28

A VACANZA CONCLUSA

A vacanza conclusa
dal treno vedere
chi ancora sulla spiaggia
gioca, si bagna.
La loro vacanza non è
ancora finita:
sarà così sarà così
lasciare la vita? (Vivian Lamarque ) ........ Caro Project , questa era la piccola Poesia che volle Eugenio sul suo ultimo biglietto ... E' una domanda che ci si pone fino alla fine ...
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Re: vecchiaia

Messaggioda progettogayforum » lunedì 13 agosto 2012, 22:33

Gianni ... certi pensieri te li porti sempre appresso ma li senti ingrandirsi negli anni, diventa una presenza quotidiana con la quale di deve imparare a convivere, però non c'è solo quello.


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