La prima casa per gay in pensione

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IsabellaCucciola
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La prima casa per gay in pensione

Messaggioda IsabellaCucciola » giovedì 6 marzo 2014, 19:33

Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.

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progettogayforum
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Re: La prima casa per gay in pensione

Messaggioda progettogayforum » giovedì 6 marzo 2014, 20:46

Questa è la conclusione del primo articolo: "Sulla lista d’attesa ora c’è il numero 201. Ma gli appartamenti sono molti, e, con un po’ di pazienza, il posto arriva. Un pittore, Nicolaus Motz, è stato fortunato. Un bell’attico si è appena liberato. Inaspettatamente. Chi l’aveva ottenuto ha appena dato la disdetta. A 75 anni si è innamorato e ha deciso di andare a vivere con il compagno." Solo che, a parte i prezzi, ben al di sopra di quelli accessibili alla grande maggioranza della popolazione, nelle case di riposo, qualsiasi sia il nome con il quale le si chiama, i posti si liberano ben una ragione ben diversa. Per un vecchio ci vorrebbe una dimensione familiare con persone di un'altra generazione, le case di riposo possono essere una soluzione temporanea finché non si è veramente vecchi, cioè finché si è autonomi e si gode di un livello di salute discreto. Francamente queste case di riposo mi ricordano "la montagna incantata di Mann": splendidi posti dove i ricchi vanno a soffocare la loro disperazione e a morire sostanzialmente soli.


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