Anziani: non maturi?

La vera vita dei gay anziani, Gay e problemi della terza età, Gay anziani e ricordi di vita.
cesare52
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Anziani: non maturi?

Messaggioda cesare52 » martedì 20 ottobre 2009, 23:03

Gli anziani... gay? Già! Sono a mio credere, tanti e solitari e vero, ma e anche vero che molti di essi, non vogliono cambiare la loro abitudune per reclutare, "occasioni di svago" vuoi per mancanza di mezzi, vuoi perchè il fisico non regge più certi affanni, vuoi perchè son pigri, ed infine; vuoi perchè non sanno interagire con altre persone. Sta di fatto che gli anziani gay, soffrono il distacco che li separa dai giovani ma anche dai loro stessi coetanei, in altre parole però voglio dire che sono essi stessi, per la maggior parte, ad isolarsi, non curandosi del nuovo tipo di conversazione che dovrebbero intraprendere, vedi internet, vedi cellulari; la maggior parte di anziani non sanno usare la nuova tecnologia o se la usano lo fanno male, inconsapevoli e non, di ignorare le diverse peculiarità offerte appunto, dal mondo tecnologico.
A parte quanto detto fin quì, in verità ho voluto scusare giustificandone la motivazione derivante dall'isolamento dei gay anziani, ma non e proprio così, ultimamente, io stesso mi sto aggiornando fin dal 2000, anno in cui andai a scuola di computer, per arrivare ad oggi che il sistema me lo reistallo io stesso, con tanto di impostazioni anche dentro il regrdit (registro di sistema = cuore del p.c.) essere soli per buona parte di anziani e dovuto alla diffidenza, che per contro, non posso biasimarli, ma il vero punto di tutto questo, e che anche una grandissima parte della popolazione (Italiana) si diffida l'uno dall'altro, c'è in giro sempre piu gente arrabbiata, sempre piu scontenta, ed i giovani di oggi sempre piu insoddisfatti; quandi a mio avviso, il tema andrebbe discusso e rivolto non solo agli anziani, ma se si volge il riferimento solo ad essi, beh non si puo esludere il resto della popolazione, in quanto e la stessa che li emargina.
Ho descritto questo problema in base alla mia sincera buonafede e per diretta esperienza che tutt'ora vivo, ho 57 anni non ho potuto conseguire studi, ed autoistruendomi mi sono regalato il dono della serenità interiore, il mio mondo del lavoro, oggi come in passato, si e sempre svolto nel contesto socialmente bubblico, (alberghi, ristoranti, bar, commercio fisso ed ambulante, trasportatore, istituti tecnici e industria del cibo.) ecco che dalle mie esperienze vissute direttamente col pubblico di ogni età; ne traggo realmente una mera grigia visione del comportamento popolare.

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konigdernacht
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Re: Anziani: non maturi?

Messaggioda konigdernacht » mercoledì 21 ottobre 2009, 1:03

In questo “semplice” intervento si trattano temi e tematiche di discussione infinita e di profondità altrettanto sconfinata. Effettivamente, la generazione oggi degli “anta” è la generazione che più di tutte ha subito (e molti sono periti sotto) la rivoluzione tecnologica di massa, prospettando l’idea di continuo studio e di continuo aggiornamento che non è stato congeniale se non a pochi delle passate generazioni, differentemente dalla mia generazione, per esempio, che col computer è nata e cresciuta e ben conscio che tra qualche decennio, quando sarò io sugli anta, l’uomo si inventerà qualche nuova tecnologia ed allora finalmente capirò (forse) la difficoltà degli anta dei giorni nostri… Anche se spero di conservare la tendenza a mettermi sempre in gioco.
Mi piace molto il suo spirito, caro cesare52, perché incarna il continuo ed infinito anelito ad imparare e migliorarsi, a mio avviso uno dei punti saldissimi della vita umana.
Mi viene in mente un’affermazione di Akiba, rabbino:
“Non è necessario che completi il lavoro, ma non sei nemmeno libero di lasciarlo a metà”.
Anche se non saremo mai perfetti, non dobbiamo mai rinunciare ad aspirare alla perfezione.
Ti faccio i complimenti per la tua maestria col computer; io purtroppo, lavorandoci tutti i giorni, ho innescato quel meccanismo di odio/amore, con misto di rabbia/angoscia quando devo imparare ad usare nuove applicazioni: il che è del tutto irrazionale perché si potrebbe affrontare tutto con più calma ed ottimismo! :D
Da giovane, posso dirti che ho una concezione in sunto negativa dell’Italia e del suo sistema civile e sociale; motivo per cui, tenderò ad andare via il prima possibile; se certe cose potevano essere sopportate qualche decennio fa, i tempi ormai sono maturi e piano piano ci si rende conto di averne le tasche piene!
Un saluto carissimo
Zerchmettert, zernichtet ist unsere Macht
wir alle gestürzt in ewige Nacht

cesare52
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Re: Anziani: non maturi?

Messaggioda cesare52 » mercoledì 21 ottobre 2009, 2:02

konigdernacht ha scritto:In questo “semplice” intervento si trattano temi e tematiche di discussione infinita e di profondità altrettanto sconfinata. Effettivamente, la generazione oggi degli “anta” è la generazione che più di tutte ha subito (e molti sono periti sotto) la rivoluzione tecnologica di massa, prospettando l’idea di continuo studio e di continuo aggiornamento che non è stato congeniale se non a pochi delle passate generazioni, differentemente dalla mia generazione, per esempio, che col computer è nata e cresciuta e ben conscio che tra qualche decennio, quando sarò io sugli anta, l’uomo si inventerà qualche nuova tecnologia ed allora finalmente capirò (forse) la difficoltà degli anta dei giorni nostri… Anche se spero di conservare la tendenza a mettermi sempre in gioco.
Mi piace molto il suo spirito, caro cesare52, perché incarna il continuo ed infinito anelito ad imparare e migliorarsi, a mio avviso uno dei punti saldissimi della vita umana.
Mi viene in mente un’affermazione di Akiba, rabbino:
“Non è necessario che completi il lavoro, ma non sei nemmeno libero di lasciarlo a metà”.
Anche se non saremo mai perfetti, non dobbiamo mai rinunciare ad aspirare alla perfezione.
Ti faccio i complimenti per la tua maestria col computer; io purtroppo, lavorandoci tutti i giorni, ho innescato quel meccanismo di odio/amore, con misto di rabbia/angoscia quando devo imparare ad usare nuove applicazioni: il che è del tutto irrazionale perché si potrebbe affrontare tutto con più calma ed ottimismo! :D
Da giovane, posso dirti che ho una concezione in sunto negativa dell’Italia e del suo sistema civile e sociale; motivo per cui, tenderò ad andare via il prima possibile; se certe cose potevano essere sopportate qualche decennio fa, i tempi ormai sono maturi e piano piano ci si rende conto di averne le tasche piene!
Un saluto carissimo


Ringrazio per la risposta caro konigdernacht, sono estremamente felice di aver suscitato il tuo interesse, ed intervenendo, hai contribuito a farmi ben sperare. tante parole sono state dette e altrettante ne verranno apostrofate, leggendole fra affermazioni, aneddoti e Perifrasi, torveremo sempre quelle che danno in cuor nostro, forza e vigore allo spirito umano. Cordialmente cesare52

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progettogayforum
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Re: Anziani: non maturi?

Messaggioda progettogayforum » mercoledì 21 ottobre 2009, 10:28

Ciao Cesare,
intanto benvenuto in questo forum. Come avrai notato, sei stato il primo a inserire un post nella sezione “gay anziani”. Qui su Progetto Gay ci sono anche alcuni quarantenni ma gli ultra 50enni sono una assoluta eccezione. Certo c’è il gap tecnologico, questo è vero, ma ci sono anche tantissimi ragazzi del tutto disinteressati all’informatica che comunque arrivano al Forum e che ci scrivono. In effetti per un gay anziano della nostra generazione il problema è un altro e cioè un lento scivolamento in una specie di, chiamiamola così, dolce depressione, un lasciarsi andare lentamente. A 20 anni ha certamente senso cercare di costruire un futuro che comprenda una vita affettiva vera, a 30 la cosa si fa urgente, o almeno così sembra, dopo i 50 è proprio il futuro che ha ormai una dimensione meno consistente, l’urgenza sfuma e lo star bene con se stessi finisce per essere il valore di fondo da perseguire insieme con la salute. Con la mentalità di un 20enne l’atteggiamento di ridotto entusiasmo del 60enne o giù di lì appare una rinuncia ma in effetti è solo la costatazione della realtà ineluttabile dello scorre del tempo. Io credo che nella terza età la vita di un gay cambi e cambi in modo sostanziale. C’è chi si illude di non invecchiare e di poter fare concorrenza ai ragazzi di 20 anni, ma poi anche queste ultime illusioni cedono il passo alla realtà e la vita si organizza su altri ritmi e su altri valori in cui l’essere gay resta un elemento importante in termini di identità ma allo stesso tempo si realizza in un modo diverso. Un po’ come accade in una famiglia: si nasce figli, poi si diventa genitori e poi nonni. Così è anche per i gay, da giovani si cerca di realizzare la propria vita affettiva in termini di sessualità, di condivisione affettiva importante, di convivenza, poi lentamente ma inesorabilmente si cerca stabilità affettiva, se è possibile, oppure semplicemente si smette di cercare un compagno perché subentra una forma di stanchezza, di logorio mentale e affettivo. Chi ha avuto la possibilità di costruire una vita affettiva si sente tranquillo, chi non ha avuto questa possibilità ha ormai costruito una sua vita stabile da single. La prospettiva si fa pesante quando la solitudine si accompagna alla malattia, ma finché c’è buona salute, alla fine, si sta bene anche da soli. Che può fare un 60enne gay? La risposta è banale, può fare il 60enne gay, può conoscere altri gay di tutte le età, parlare con loro, avere una sua vita affettiva ma non deve dimenticare di essere un 60enne, con questo presupposto può avere eccome un ruolo nella vita di tante altre persone e, se è single, può comunque avere gratificazioni enormi, di quelle che rendono la vita veramente degna di essere vissuta.

Benvenuto Cesare!

cesare52
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Re: Anziani: non maturi?

Messaggioda cesare52 » mercoledì 21 ottobre 2009, 16:43

Grazie a voi per l’opportunità. I tantissimi ragazzi scrivono qui perché, nel reale, non sanno o non hanno chi per cui confidarsi, il disinteresse per la informatica e dovuto per scelta ed alternativa, se non un rifiuto, per l’insoddisfazione che meramente a mio modo di vedere, va ricercata nei meandri famigliari, ed anche nella cerchia di amici che si frequentano, ho letto il post rif. Alla masturbazione, che per altro, condivido solamente in parte, perché io parlo come già detto, per esperienza diretta e non per istruzione, quello che più mi rattrista, e che ci si ripara nel web quando invece si dovrebbe realmente parlarne con dei famigliari (+ o – “fidati”) o con amici (+ o - “fidati”) che peraltro, si devono frequentare, “famiglia ed amici” coltivandone il rapporto non solo per soddisfare i propri bisogni, il vari problemi, per essere o non voler essere, gay o etero, non si risolvono masturbandosi con “paranoie” varie, ci si masturba e basta, lo sbaglio e proprio qui… non ci si deve masturbare pensando a lei o a lui, o perché si ama l’uno e si pensa all’altro; ma solamente perche arriva l’erezione che e di due tipi (basilari) fisiologica e fisica, fisiologica perché naturale durante la crescita sessuale dell’individuo, fisica perché l’apparato sessuale e nel pieno vigore adolescenziale, che in comune hanno le stesse funzioni naturali… semplicemente lo sfogo sessuale! Va sottolineato che la stragrande maggioranza dei genitori, non parla con i propri figli di sesso… sia esso, sesso gay o sesso etero, in primo luogo… perché non li conoscono dentro il loro io, ed in secondo luogo, perché danno per scontato… che i loro figli già sanno. I figli non hanno bisogno di mance settimanali, non vogliono un sempre… Si! Ne accettano un No! Senza spiegazioni; i figli vogliono ed esigono attenzione anche senza carezze ne abbracci, vogliono sentirsi dentro l’ambito famigliare; parte integrante sempre! Negandogli questo ruolo… li avranno irrimediabilmente persi. Anche se esiste nel vocabolario… la frase, lasciarsi andare, mi indispone, perché io coscientemente ci vivo, Lasciarsi andare anche nella maniera più dolce, lo vedo come una arresa, sentirsi e vedersi perdenti e triste, ma quello che rende più triste e la cecità. Io dopo tutta una vita in ripida salita, mi ritrovo che i miei 57 anni non mi pesano, se mai quello che mi induce ad esser ancora guerriero difensore del mio io, e che in giro non mi si da la giusta osservazione della saggezza acquisita, la stragrande maggioranza delle persone quali colleghi di lavoro ed amici, mi attribuiscono 10 anni di meno, perfino i miei due figli, che con loro parola, non mi cambierebbero per un papà di 35/40 anni. Per quanto riguarda la salute… o ci nasci sotto una buona stella, o nasci sotto una cattiva stella, ma per la maggiore credo sia legata al continuo sottoporsi ad analisi ma non del medico, mi rif. All’analisi dell’io nostro interiore, non a caso si dice “ognuno e medico di se stesso”. La vita Nella terza età si Passa il tempo, a rimpiangersi addosso le proprie colpe, odiare lui o lei, ed odiare la vita che se ne va… beh, sta di fatto che molti anziani, accettano il cambiamento ripiegandolo al bisogno di compagnia, non sapendo come affrontare la solitudine ne l’emarginazione, sentendosi inutili e derisi. La sostanza e tutta qui. Come citata, la differenza tra il 20 enne ed il 60 enne, non esiste nel senso che anche il ventenne affronta quello che affronta il sessantenne, cambiano per differenza le scommesse in essa, ma se la differenza la si addossa al periodo temporale, beh… il discorso paradossale e che, io negli anni 70/80 non avevo le occasioni che ci sono adesso nel 2010, riuscendo comunque a sfruttare le stesse occasioni dei ventenni d'oggi. Resta ancora da sottolineare il fatto che un rapporto, sia esso, con i famigliari, o con gli amici, va COLTIVATO; sempre ché se ne conosca in vero significato, che e ben diverso da contadino, ma paradossale tipo, “contadino scarpe grosse e cervello fino” oppure “al contadino non far sapere quanto e buono il cacio con le pere” Io forse sono andato un po’ fuori dall’argomento gay, penso però di esserci passato dalla cruna dell'ago.

Cordialmente cesare52

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Re: Anziani: non maturi?

Messaggioda cesare52 » venerdì 23 ottobre 2009, 7:07

Cercavo di rivedere la vita quotidiana di un gay anziano… perché “anziani” e non “maturi”? …capito! La forma di discussione, non regge in se stessa, ma regge nel contenuto che oltre ad essere esaustivo, dovrebbe coinvolgere… molti di loro.
Per restare nel tema, non c’è solamente il gap tecnologico, c’è il fatto che molti anziani… anzi la stragrande maggioranza di loro, sono volutamente isolati appunto da quei giovanotti 20enni e 30enni, questi ultimi danno e fanno d’esempio ai primi, in quanto come si e detto… circa la priorità data alla urgenza per costruirsi il futuro, cosi facendo mi chiedo e vi chiedo… chi ci pensa al futuro degli anziani… chi mi dice che per loro, non c’è più futuro? ed a questo punto li metto insieme… gay ed etero… Io non lo vedo il problema dello scivolamento del lasciarsi andare in una dolce depressione, e se c’è, la realtà e da ricercare appunto nei giovani, i quali dovrebbero adoperarsi affinché gli anziani siano presi seriamente in considerazione, non solo perché oramai nonni… ci si ricorda solo di loro quando gli si chiede la mancia, non perché tengono a bada i nostri figli mentre noi siamo impegnati nel lavoro, ed ancora… non solo perché ci aiutano ad estinguere mutui e altre difficoltà, ma per quanto essi abbiano dato e fatto nel passato, si dovrebbe valorizzare l’eredità che essi lasciano ai giovani, senza gli anziani che in passato hanno dato espletando quelle stesse mansioni che oggi espletano i giovani, come potrebbero espletare le mansioni, oggi i giovani, che grazie all’insegnamento ricevuto, gli permettono di guadagnarsi da vivere? Vedi per esempio l’intervento dell’utente: konigdernacht… come finisce: che al più presto se ne va all’Italia, ma con se porterà l’insegnamento ricevuto, e se lui ha 20/30anni chi gli ha impartito l’insegnamento, ne avrà sicuramente 45/50anni o forse più. Non credo possa bastare un “grazie! Ma lei non ci serve più per raggiunti limiti di età” .
Mi scuso con quanti riscontreranno errori ortografici… ma tant’è. Cesrae52


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