PRIMAVERA GAY

La vera vita dei gay anziani, Gay e problemi della terza età, Gay anziani e ricordi di vita.
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progettogayforum
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PRIMAVERA GAY

Messaggioda progettogayforum » mercoledì 15 aprile 2015, 10:39

Torna la primavera. come diceva una famosa canzone del 1929, cantata spesso da Nillla Pizzi, una cantante dei miei tempi:

Son tornate a fiorire le rose
alle dolci carezze del sol.
Le farfalle s'inseguon festose
nell'azzurro con trepido vol.

Ma le rose non sono più quelle
che fiorirono un giorno per me.
Queste rose son forse più belle
ma non hanno profumo per me.

La primavera, col passare degli anni, pur restando sempre gradevole, è il segno del ripetersi di un ciclo: ogni anno nascono nuovi fiori, quelli vecchi non esistono più. La vecchiaia è il tempo in cui si prende fisicamente, cioè autenticamente, consapevolezza del proprio declino, del fatto che ciò che non si è realizzato non è rinviato, ma non si realizzerà più. Per alcuni aspetti la vecchiaia di un gay è simile a quella di un etero. Un gay vecchio vede i segni degli anni trasformare piano piano le fattezze dei ragazzi che ha amato, ragazzi che, anche loro, invecchiano. Un’altra gioventù si affaccia alla vita e anch’essa farà il suo corso e ripeterà ciclicamente il percorso delle generazioni precedenti. Ma per un gay, specialmente per uno della mia età, non c’è la dimensione familiare e questo, se da una parte porta alla soddisfazione di non obbligare nessuno a compiti di assistenza, dall’altra priva il vecchio gay di un contatto con le generazioni successive e gli toglie perfino l’illusione di poter servire ancora a qualcosa. Non si tratta di solitudine ma di senso di inutilità e di fragilità allo stesso tempo. Tutto ciò che si è costruito in una vita si dimostra inutile e privo di senso. Il vecchio, e il vecchio gay in particolare, non serve più a nulla, è un sopravvissuto. Quando poi i malanni si accumulano è le difficoltà della vita quotidiana cominciano a farsi sentire, arriva il tempo dei grandi interrogativi, che non sono filosofici ma esistenziali. Ci si interroga sul senso stesso della vita, non di quella generale, ma della propria. Dopo aver provato in tanti modi a dare un senso alla propria esistenza si percepisce l’assoluta banalità della propria esistenza. Si comincia a vedere se stessi dall’esterno con un disinteresse via via più radicale e con un atteggiamento fatalistico rispetto al futuro, un futuro ormai corto. Certo, avere un compagno sarebbe forse diverso, ma dovrebbe essere quello giusto, e con l’andare del tempo si arriva a pensare che forse nessun compagno è quello giusto e che alla fine anche la vita di coppia è un modo, in prospettiva, per resistere al vuoto. È un po’ l’eterogenesi dei fini. Ci si mette insieme per l’amore, per il sesso, per stare bene e poi ci si rende conto che si sta insieme soltanto per non rimanere soli, che è poi un’altra radicale illusione. Serve a qualcosa un forum? Anche quello è un mezzo per cercare di resistere al vuoto, al progressivo impoverimento della vita. La vita non è un’astrazione mentale, ha bisogno di un corpo in buono stato, ma il corpo, inevitabilmente, si depaupera, si deforma esternamente e internamente, per l’inevitabile fluire del tempo, e la vecchiaia è proprio la fase delle consapevolezza, quando il fisico strilla le sue evidenze ed è gioco forza arrendersi all’evidenza.

soloio5
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Re: PRIMAVERA GAY

Messaggioda soloio5 » mercoledì 15 aprile 2015, 21:02

Bel post, fa riflettere molto, grazie Project.
Eh si la vita è fatta così bellissima ma anche crudele con le sue Creature!

Glosoli
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PRIMAVERA GAY

Messaggioda Glosoli » mercoledì 15 aprile 2015, 23:05

In primavera dovremmo tutti rinnovarci come la natura, smettere vecchie abitudini e cercare nuove idee e soluzioni. La primavera è coraggiosa come la vita e se non lo siamo altrettanto, il confronto ci spiazza. Il senso della vita, forse, è nel coraggio di continuare a cercarlo. Ovviamente cambiando prospettiva, se no che palle!
Un abbraccio project :)


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