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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: VECCHI GAY E DOLCI MALINCONIE
MessaggioInviato: martedì 15 dicembre 2015, 12:48 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 4821
Caro Project, è bello il tuo forum, peccato che sia poco frequentato. Sono andato soprattutto a sbirciare la sezione riservata agli anziani, i messaggi sono pochissimi e la depressione, più o meno mascherata, regna sovrana. Non so se la mia storia ti potrà interessare, se vuoi mettila nel forum, ma fammi sapere che cosa ne pensi. Potrebbe sembrare una cosa molto strana, e sembrava molto strana pure a me prima di leggere il tuo Essere Gay, che mi ha fatto capire che poi tanto strana non è. Ho compiuto settant’anni, che sono proprio tanti e te li senti tutti addosso perché ormai le prospettive sono corte e devi cominciare ad abituarti all’idea che l’ora della partenza si avvicina, ma non è di questo che voglio parlarti. I gay vecchi come me non hanno vissuto una giovinezza gay, come bene o male può capitare oggi, perché negli anni 60 anche se eri gay non potevi comunque esserlo. Ti risparmio tutta la storia dei rapporti con la religione, con la famiglia, ecc. ecc., perché non è nemmeno di questo che voglio parlarti. Sono arrivato a 60 anni avendo messo del tutto da parte la mia vita vera. Non avevo mai avuto un compagno e nemmeno un’avventura. Alla fine ci avevo proprio rinunciato, mi ero buttato sul lavoro, e con una immensa fatica mi ero costruito un minimo di solidità per affrontare la vecchiaia, anche se la parola stessa mi spaventava. A 60 anni ho incontrato del tutto casualmente un ragazzo molto giovane che si è innamorato di me, francamente non capisco proprio che cosa possa averlo portato a tanto perché, anche se ci ho pensato tanto, non vedo alcuna ragione plausibile. All’inizio tendevo a respingerlo perché non volevo mettermi in situazioni troppo complicate da gestire, ma poi, col passare del tempo ne è nata una relazione vera e molto bella, anche se avevo ben chiaro davanti agli occhi che la cosa non sarebbe durata molto. Ho cercato in tutti i modi di favorire la sua autonomia e addirittura di spingerlo ad avere una sua vita indipendentemente da me ma il nostro rapporto era solido ed è durato nove anni, poi è accaduto quello che aspettavo fin dall’inizio, ha trovato un suo coetaneo e se ne è innamorato, ma tutto alla luce del sole. Io, anzi, l’ho incoraggiato, perché non si facesse scrupoli di andarsene per la sua strada. Adesso è quasi un anno che convive col suo ragazzo. Io mi sono tenuto da parte, mi sarebbe piaciuto conoscerlo, ma mi sono guardato bene dal fare una proposta simile. Il suo privato deve essere esclusivamente suo. Con il mio ex (mi fa una strana sensazione chiamarlo così) ho mantenuto buoni rapporti, all’inizio più frequenti, poi, piano piano ci siamo sentiti sempre meno. Ecco, sono arrivato al punto, Project, non sai come mi sento adesso, per un verso penso di aver fatto la cosa giusta e questo mi conforta parecchio, ma per l’altro mi sento solo e finito dentro. Ripenso alle cose bellissime e prima del tutto inimmaginabili che ho vissuto con quel ragazzo, ce l’ho sempre davanti agli occhi. Forse ho vissuto la sua presenza soprattutto come se fosse quel figlio che non ho mai avuto, ed era proprio una presenza forte, quando ho passato dei momenti brutti a causa di una brutta malattia, lui ha fatto per me quello che non avrebbe fatto nemmeno un figlio. Quando c’era, vedevo anche i suoi difetti, adesso che non c’è mi rendo conto che erano ben piccoli difetti e che mi ha voluto bene veramente, tutto questo è vero ed è bellissimo, ma ormai appartiene al passato. Adesso davanti a me c’è un’immensa malinconia. Guardo fuori delle finestra e vedo il cielo azzurro e mi ricordo di quando partivamo all’avventura e ce ne andavamo a stare tre giorni al mare d’inverno o quando mi svegliava la mattina scarmigliandomi i capelli e facendo entrare tanta luce dalla finestra. Col suo nuovo ragazzo penso sia felice, quando ci siamo visti l’ultima volta si capiva che era contento ed ero contento anch’io di vederlo sorridere. Mi manca moltissimo, mi torna in mente mille volte al giorno, guardo spesso le sue foto e mi sento invadere da un senso profondo di malinconia. Vorrei dirgli che gli voglio bene ma devo essere prudente e mi devo mostrare sicuro di me stesso e sostanzialmente indipendente, lo so, e in fondo non è una recita, è il mio modo ora possibile di volergli bene. Però la malinconia resta, non è una malinconia amara, c’è mescolata la dolcezza di tanti ricordi, ma la malinconia resta. Questo è tutto, Project, ora ti lascio ai tuoi impegni e me ne vado a fare una passeggiata sotto il sole invernale, come quando ci andavamo in due!
Vittorio45



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 Oggetto del messaggio: Re: VECCHI GAY E DOLCI MALINCONIE
MessaggioInviato: lunedì 21 dicembre 2015, 20:36 
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Iscritto il: venerdì 19 giugno 2015, 13:55
Messaggi: 145
Da quello che ho letto, ne derivano due pensieri così di getto.

Questa lettera critica la depressione all'inizio, ma possiamo trovarne una traccia più o meno celata nei suoi contenuti. Se non depressione, almeno malinconia.

Il secondo pensiero è, se tenevi alla persona con cui avevi una relazione, perché l'hai lasciata andare? La domanda in definitiva è, non è che abbia interpretato il tuo lasciarla libera come un non tenere a lei?

Ciò spiegherebbe perché alla fine i rapporti si siano congelati, per quanto tu ancora continui a pensarci. Credo che dire un ti voglio bene non mostri debolezza ma l'affetto che davvero provi, dire che pensi a lui gli fa capire che a lui ci hai tenuto e che non è stata una cosa passeggera, e per quanto tu adesso non possa recuperare il rapporto che avevi, un'amicizia credo sia più che possibile e anche una cura alla solitudine che provi.

Lettera comunque emozionante. Nel leggerla credo di aver letto anche le tue emozioni e averle sentite io stesso. Buona fortuna


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