Non ce l'hai la ragazza?

Che cosa sanno e che cosa pensano gli etero dei gay
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AlbusDumbledore
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Re: Non ce l'hai la ragazza?

Messaggio da AlbusDumbledore » sabato 31 agosto 2019, 12:04

Anche a me lo domandano ogni tanto. Ultimamente mio nonno (94 anni) me lo aveva chiesto due volte nel giro di tre mesi circa.
La cosa mi ha fatto pensare molto perché a un certo punto mi chiede: "ma non c'è nessuna ragazza che ti attira? Neanche una?". Io risposi normalmente di no, e che non ero attratto da nessuna ragazza. Lui mi chiede, allora, "e ragazzo?".
Io rimango due secondi buoni a elaborare la domanda e a capire se dovevo ridere o faceva sul serio... Mi sbrigo comunque a smentire ma mi accorgo della situazione imbarazzante che si è creata. Possibile che mio nonno abbia capito qualcosa e soprattutto accetti la situazione con naturalezza?
Conoscendolo no xD però lascio aperta la porta del dubbio.

La seconda volta che me lo ha chiesto...In realtà non lo ha chiesto a me xD ero presente ma parlava con mia mamma (perché io non so rispondere da solo xD) e la risposta è stata che ormai le ragazze sono cambiate, che non si trovano più le ragazze di una volta, che è difficile trovare quella giusta e una serie di motivi abbastanza sensati per giustificare il mio stato da single. Nel mentre io cercavo di assumere un'espressione quanto meno normale e di reprimere la voglia di gridare "voi non avete capito un cavolo!" xD

Ad ogni modo, se molte persone ancora non riescono a comprendere l'esistenza di più orientamenti, la domanda resta unica indipendentemente dall'interlocutore che si trovano davanti, specialmente con le persone di altri tempi, per intenderci.
Danno fastidio come domande perché ci mettono in una situazione scomoda (e ci fanno pensare di essere stati scoperti) ma il più delle volte sono domande poste solo per fare conversazione. Che poi non si consideri la possibilità di un diverso orientamento e le domande risultano scontate... Beh, chi più chi meno, tutti abbiamo avuto difficoltà ad accettarci no? Immagino che per chi è etero, ha vissuto in una famiglia etero e non è mai entrato in contatto con questa realtà sia più difficile pensare a una possibile omosessualità, per cui personalmente tendo anche un po' a comprenderli senza infastidirmi troppo...

Poi quando la domanda diventa insistente o spunta fuori in circostanze fortemente inadeguate... beh... lì è un problema diverso XDXD
"La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi."

Bertrand Russell

Rayden
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Re: Non ce l'hai la ragazza?

Messaggio da Rayden » sabato 21 settembre 2019, 17:03

Nella sua semplicità e concretezza, è una domanda che a tutti è capitato di sentirsi porre, chi dai genitori, chi dai nonni, chi da fratelli e sorelle, chi da amici, chi un po’ da tutti, con intensità crescente a partire dal tramonto dell’adolescenza e poi calante una volta raggiunti i lidi dell’età adulta, quando la delusione delle aspettative di chi la pone senza mai ricevere la risposta appagante che cerca apre la via ad una più o meno serena rassegnazione che sfuma a poco a poco le ragioni del domandare.

Se guardo alla mia esperienza, il quesito è stato formulato a più riprese e da più voci, soprattutto durante il periodo universitario, passando dall’“Hai già conosciuto qualche ragazza carina?”, pronunciato con apparente nonchalance da mamma all’atto di mondare le verdure per la cena, al “Mah…e le ragazze?” di papà, appollaiato sul divano la domenica pomeriggio in attesa del Gran Premio e desideroso di vedere nel figlio il suo degno riflesso di vero o presunto tombeur de femmes, al “Dimmi un po’…ma la morosa l’hai già trovata?” di questi o quei nonni, ansiosi di inorgoglirsi di fronte a qualche bel nipotino prima che gli acciacchi della vecchiaia sopraggiungano, allo “Stai già con una ragazza?” sussurrato dall’amica che sonda surrettiziamente il terreno per valutare l’opportunità di avanzare la sua candidatura.

Senonché, tra un equilibrismo e l’altro - alcuni degni dei migliori acrobati - il tempo di fioritura della fatidica domanda è stato particolarmente breve, complici una notevole instabilità del contesto familiare e la sopravvenienza di altre più pressanti preoccupazioni, ma soprattutto il rapido raggiungimento dell’indipendenza dal nido familiare, che fra le altre cose ha avuto il merito di accelerare in misura significativa il processo di rassegnazione di tutti gli attori in campo: i genitori e i nonni hanno capito che la migliore strategia era puntare sui fratelli più giovani e l’amica si è resa conto che il sogno di dare alla luce un certo numero di pargoli avrebbe avuto più speranze di avverarsi se avesse abbandonato i suoi propositi originari e si fosse candidata presso altri partiti.

È curioso, e allo stesso tempo un po’ triste, osservare come la domanda in questione si declini diversamente in chi la pone e in chi la riceve, il primo animato dal desiderio di soddisfare le proprie aspettative, il secondo assalito dal problema di raffazzonare le ragioni credibili, o almeno verosimili, che una risposta negativa potrebbe di volta in volta ragionevolmente richiedere.

Dal lato di chi lo pone, il quesito si nutre – il più delle volte in modo del tutto inconsapevole – di un humus sociale e culturale dove la vita è scandita da rigide tappe prestabilite, ciascuna delle quali va vissuta attenendosi a determinati canoni e perseguendo specifici obiettivi. In particolare, nella finestra ricompresa fra il raggiungimento della maggiore età e la soglia dei trent’anni, il canone a cui qualunque ragazzo si presume doversi conformare prescrive di trovare e “custodire” una ragazza con l’obiettivo di porre le basi per costruire una famiglia, sia pur nelle diverse sfumature che tale obiettivo può presentare in capo alla mamma, al papà, ai nonni e…all’amica.

Da parte di chi lo riceve, il quesito, soprattutto all’inizio, è frequentemente motivo di apprensione e imbarazzo perché, in mancanza di coming out – vuoi per necessità vuoi per scelta – può sopraggiungere, per un verso, l’ansia di poter deludere le aspettative, a volte molto elevate, riposte in buona fede da chi pone la domanda e, per altro verso, l’imbarazzo di dover pescare nella cesta delle giustificazioni più fantasiose per rimediare su due piedi quelle che di volta in volta appaiono le più plausibili o almeno - se il contenuto della cesta è piuttosto scarso - le meno improbabili.

All’ignaro moscerino che ronza nel teatro in cui si svolge la scena, il dialogo fra chi domanda e chi risponde non può che apparire comico, a tratti esilarante, non immaginando che la commedia di cui è spettatore si presta a un livello di lettura più profondo, che attraversa convenzioni ancora piuttosto radicate e un concetto di “famiglia” meno flessibile di quanto l’evoluzione della società potrebbe far credere.

Forse, però, la soluzione migliore è proprio approcciarsi a queste situazioni secondo la prospettiva del moscerino, più superficiale ma certamente più leggera, confidando nel fatto che “Non ce l’hai una ragazza?” è una domanda che, se non riceve una risposta soddisfacente, alla lunga stanca anche le anime più caparbie, che presto o tardi finiranno per alzare bandiera bianca e capitolare.

Rayden

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agis
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Re: Non ce l'hai la ragazza?

Messaggio da agis » sabato 21 settembre 2019, 22:15

zzzzzzz zzzzz zzz zzzzzzzzzz uh? :?

hmm dunque vediamo... che stanno combinando stavolta al piano di sopra? ^ _^

uè Rayden ciao! sei un moscerino nuovo? 8-)

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