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 Oggetto del messaggio: STORIE E REALTA’ GAY
MessaggioInviato: lunedì 27 dicembre 2010, 23:39 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Il 19/4/2008 pubblicai sui blog di Progetto Gay una riflessione sulla letteratura gay, che riporto qui sotto, aggiungendo poche altre considerazioni.
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Ma perché tutte le storie gay che leggo sono piene di ragazzi bellissimi e disponibilissimi? Perché l’ottimismo verso il futuro è una merce così abbondante? Sono tutti giovani, tutti belli, tutti in perfetto stato fisico, tutti innamorati persi e per di più proprio della persona giusta! … Queste storie gay non sono storie ma fantasie, nessuno racconta la sua vita ma tutti si limitano a raccontare i loro sogni… anche la poesia vive di sublimazioni, ma la narrativa troppo sublimata ha uno strano sapore… è bella, se vuoi, ma irreale, in fondo si tratta solo di belle favole in cui le cose finiscono sempre bene… ma la realtà? La realtà che fine ha fatto? La realtà del quotidiano, dei sogni che rimangono sogni proibiti, dei desideri che non si realizzano, delle dichiarazioni fatte alla persona sbagliata, delle delusioni, della solitudine, dei ragazzi mezzi mezzi, gay e non, o troppo magri o troppo grassi, dei ragazzi non californiani, non palestrati, dei ragazzi qualunque di cui è piena la vita? Quando rivedo qualche vecchio film di Pasolini resto sconvolto proprio dal realismo, dalla crudezza, in qualche modo dalla verità di quello che vedo, ma oggi, nella narrativa gay, se ha un senso chiamarla così, di verità ne trovo pochissima, io stesso sento la tentazione di scrivere inventando e lanciandomi a sognare cose lontanissime dalla realtà. L’alienazione e la fuga dal reale sono divenute un rifugio costante anche per me. In internet c’è tanta narrativa a sfondo gay (ma proprio tanta) ma la dimensione realistica è costantemente messa da parte. Ho trovato un bel sito di narrativa gay con tantissime storie ma sono anche in questo caso lontanissime dal mondo reale, si tratta di un sito creato da un anziano che, evidentemente, ha fatto dell’ottimismo la sua missione, scrive cose molto belle, anche commuoventi ma, purtroppo, non realistiche, se vogliamo, propone modelli “facili” a persone giovani che avranno delle strade molto “difficili” da percorrere e che nella stragrande maggioranza dei casi si adatteranno a vivere una vita di “serie b”. Mi chiedo talvolta se l’ottimismo sistematico non sia in effetti una spia del contrario, spesso la letteratura ha un valore sostitutivo della vita reale. Ciò che mi lascia perplesso è che praticamente quasi tutta la narrativa a sfondo gay non ha nulla a che vedere con la realtà, nella vita della maggior parte dei gay di eros ce n’è veramente poco, la fuga nel mondo irreale non è di un singolo ma di tutti, sembra quasi che le favole premino più della realtà, che guardare in faccia le cose come sono sia deprimente, che, tutto sommato, nessuno voglia riflettere sulla vita che realmente fa.
E se invece scrivessi un romanzo diverso? Un romanzo reale… una storia di delusioni, di fallimenti, di vecchiaia incombente o già arrivata? Se cercassi di dire che cosa si prova e non che cosa si sogna? Un romanzo con un titolo semplice “banalità della vita quotidiana”, la storia di un vecchio depresso, deluso, un poco rincoglionito, che si droga talvolta con le letteratura ma che alla fine resta comunque nel suo buco, la storia del non concludere nulla, del lasciarsi andare senza drammi e con mille rimpianti, ma rimpianti stupidi, cose da stupidi, da delusi del mondo e della vita, che hanno passato sì qualche momento bello ma che in fondo non sono mai stati se stessi… questo romanzo sarebbe reale, coerente, non un manifesto ideologico ma un documento reale, qualcuno leggendolo potrebbe sentirsi meno solo… e sarebbe già molto, forse.
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A distanza di quasi tre anni penso che la letteratura gay sia ancora qualcosa di molto individualistico, anche se realistica, e che ci siano molte altre cose da fare: in primo luogo ricordare i rischi dell’aids dei quali si parla meno ma che sono terribilmente reali, oggi non meno di 10 anni or sono, in secondo luogo insistere sulla dignità dell’essere gay che non è una condanna ma un modo di amare che può portare enormi soddisfazioni morali e umane.



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 Oggetto del messaggio: Re: STORIE E REALTA’ GAY
MessaggioInviato: lunedì 27 dicembre 2010, 23:55 
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Iscritto il: giovedì 25 giugno 2009, 0:27
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Per me la letteratura gay non esiste se non quella fatta apposta per le nicchie ossia per le "caste" che partecipano alle mostre gay, ai festival di film gay etc etc.

L'unica cosa che esiste per me sono libri, film, mostre con riferimenti o a tematica omosessuali/e, parziali/e o integrali/e.

Tant'è vero che ho chiamato il post "Omosessualità nella letteratura" perché ho esplorato la presenza dell'omosessualità nella letteratura senza nessuna velleità di chiamare tale letteratura omosessuale.

La dicitura "Libri gay" andrebbe inoltre revisionata in "Libri" o "Libri a tema gay" in ripresa del bellissimo "Film a tema gay" perché non esistono libri gay, ma solo libri a tematica parziale o integrale gay.

Questo secondo me è di fondamentale importanza perché poi si vanno a creare certe aberrazioni come la Bibbia femminista in cui i protagonisti solo donne...



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 Oggetto del messaggio: Re: STORIE E REALTA’ GAY
MessaggioInviato: martedì 28 dicembre 2010, 0:22 
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Iscritto il: venerdì 9 luglio 2010, 0:27
Messaggi: 277
Mah..... sinceramente non ci trovo niente di strano.
Leggere storie sfigate per sentirsi meno soli?......
per la serie "mal comune mezzo gaudio".....e che sensa ha?!!
Mica c'è bisogno di un libro per conoscere certe realtà.

Sognare è necessario, è di fondamentale importanza,
ognuno ha bisogno di rincorrere qualcosa per sentirsi vivo,
non importa quante siano le probabilità, l'importante è che ci siano!!
Magari col tempo i sogni cambieranno forma, per assimilarsi
a ciò che realmente potrebbe verificarsi..... ma cibarsi di una
qualche illusione è l'unico modo per prendere le distanze
dalla crudezza della realtà, ed andare avanti conservando
dignità e orgoglio.

..... poi a volte i sogni si avverano!!!..... a volte :roll:

Nulla da ridire sulle ultime due considerazioni ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: STORIE E REALTA’ GAY
MessaggioInviato: martedì 28 dicembre 2010, 0:30 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Beh River, come al solito mi riporti con le quattro zampe per terra! Tutto sommato penso tu abbia ragione!! Terrò presente. Grazie! Mi ci voleva.



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 Oggetto del messaggio: Re: STORIE E REALTA’ GAY
MessaggioInviato: martedì 28 dicembre 2010, 11:15 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Nell'introduzione qualcuno ha scritto : Ho trovato un bel sito di narrativa gay con tantissime storie ma sono anche in questo caso lontanissime dal mondo reale.

La stessa regola credo che valga per il mondo eterosessuale, non solo nella letteratura, ma soprattutto nel cinema. Non parliamo poi delle produzioni più commerciali. Qui la realtà non esiste proprio. Leggevo proprio ieri che la visione romantica dell'amore è relativamente recente e molto occidentale .
Su questo libro che sto leggendo ("L'arte della felicità " del Dalai Lama) si afferma che gli asiatici ad esempio danno molta più importanza nella vita all'affetto nei confronti degli amici. Senza dimenticare che in buona parte del mondo essere felici significa avere la certezza di poter mangiare tutti i giorni.
Siamo soprattutto noi che consideriamo la ricerca dell'anima gemella come elemento fondante della felicità.
In effetti l'amore dei film , così com'è, corrisponde alla stagione dell'innamoramento , quando tutto è idealizzato.
Ma non sarei nemmeno d'accordo nell'esasperare un certo pessimismo che a mio parere c'è nelle storie gay. Nei romanzi che ho letto io, a parte uno, le storie sono molto tormentate e la speranza scarsa.
In una cultura così sognatrice come la nostra riguardo all'amore etero, scrivere solo di storie tristi quando si tratta di amore gay significherebbe dire ai giovani : se sei gay , sarai infelice. Il che è assurdo.
L'infelicità non è appannaggio di nessuno. L'amore etero infelice esiste eccome. Le storie d'amore reali mescolano felicità e infelicità in egual misura, se tutto va bene.
Detto questo, se potessi tornare indietro nel tempo non rinuncerei mai alle emozioni che certi libri mi hanno dato. Teniamo pure i piedi per terra, ma sognare fa bene. Io lo faccio appena posso. :D


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 Oggetto del messaggio: Re: STORIE E REALTA’ GAY
MessaggioInviato: martedì 28 dicembre 2010, 13:22 

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Trovo che abbia ragione Barbara: basta vedere i film a tematica d'amore (che sono ovviamente tutti in chiave etero) per capire che sono sempre irrealistici, possiamo dire che fa parte del genere, e lo stesso vale anche per i libri. Le storie d'amore, etero o gay, se non fanno sognare non hanno praticamente senso, allora sarebbero commedia, ma sarebbe un altro genere, magari nella narrativa dedicate alle donne ci sono anche risvolti strappalacrime e amori falliti (ma anche lì siano ben lontani dal realismo) ma è solo per rispondere a certe esigenze sentimentalistiche del pubblico, sentimentalismo che in un pubblico gay maschile è meno presente.


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 Oggetto del messaggio: Re: STORIE E REALTA’ GAY
MessaggioInviato: martedì 28 dicembre 2010, 13:22 

Iscritto il: giovedì 14 maggio 2009, 21:35
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Trovo che abbia ragione Barbara: basta vedere i film a tematica d'amore (che sono ovviamente tutti in chiave etero) per capire che sono sempre irrealistici, possiamo dire che fa parte del genere, e lo stesso vale anche per i libri. Le storie d'amore, etero o gay, se non fanno sognare non hanno praticamente senso, allora sarebbero commedia, ma sarebbe un altro genere, magari nella narrativa dedicate alle donne ci sono anche risvolti strappalacrime e amori falliti (ma anche lì siano ben lontani dal realismo) ma è solo per rispondere a certe esigenze sentimentalistiche del pubblico, sentimentalismo che in un pubblico gay maschile è meno presente.


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