La Solitudine dei Numeri Primi

La letteratura a tema gay e non
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riverdog
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La Solitudine dei Numeri Primi

Messaggioda riverdog » venerdì 2 marzo 2012, 15:26

'La Solitudine dei Numeri Primi' di Paolo Giordano come molti sapranno non è un romanzo prettamente a tematica gay, ma sinceramente mi ha sorpreso anche in tal senso. Mi ha fatto riflettere sul fatto che pochissimi dei romanzi che ho letto presentano riferimenti omosessuali, se non semplicemente di contorno, e quando sono presenti non sono altro che il solito campionario di luoghi comuni a noi noti.
Invece questo romanzo mi ha stupito per la presenza di un personaggio -secondario, ma comunque di un certo rilievo- non di certo stereotipato, anzi, sembra estrapolato da molti dei post pubblicati qui su PG. :roll:
Si tratta del classico 'amico' omosessaule, più o meno segretamente innamorato del protagonista del romanzo (etero). Questo ragazzo omosessuale, Denis, è il tipico non dichiarato, ed in tal proposito Giordano scrive (riferendosi all'omosessualità del ragazzo): "A dirla tutta, Denis pensava che fosse la sola cosa di lui che valesse davvero la pena di conoscere e per questo non l'aveva mai detto a nessuno".
Inoltre esprime per bene in seguito la difficoltà, la paura di questo ragazzo gay, che considera ciò una sorta di condanna, ma perlopiù in quanto vittima di condizionamenti sociali, visto che poi accennando al primo episodio dove la sua sessualità è venuta fuori in tutta la sua forza (un normale contatto col suo insegnante di pianoforte) dirà che "per tutta la vita (Denis) avrebbe pensato a quel momento come all'amore vero e avrebbe esplorato a tentoni ogni angolo della sua esistenza, alla ricerca dello stesso calore di quel contatto".
Parla poi della masturbazione, seguita però da pressanti sensi di colpa; del tentativo di parlare chiaro con l'amico, desistendo poi e lasciando che a parlare fosse soltanto la sua presenza costante e silenziosa, divenendo l'ombra dell'oggetto del suo desiderio; e del duro colpo inferto dalla vista del suo amico mano nella mano con l'altra protagonista della storia. :cry:
A quel punto Denis uscirà dalla scena, per farvi un breve ritorno in un paragrafo soltanto in seguito, quando si saprà che nel corso degli anni il rapporto col protagonista si era trasformato in una saltuaria telefonata; e che il suo amore "si era consumato da solo, come una candela dimenticata accesa in una stanza vuota".... da lì la caduta nel baratro dei locali gay, le prime nauseanti esperienze, per poi rinchiudersi ancor di più nella propria negazione. Soltanto in seguito, andando a studiare in Spagna aveva trovato l'amore, effimero sì, ma in grado di infondergli la fiduca per lasciarsi andare, una volta tornato in Italia, a nuove storie.... delle quali non c'è dato sapere.... ma affrontate sempre utilizzando il suo primo amore come termine di paragone, perché in fondo della presenza (in sé) del suo amico non se ne sarebbe mai liberato del tutto.

Mi sembra che questo Paolo Giordano sia stato in grado di dare una rappresentazione piuttosto seria e veritiera dell'omosessualità (invisibile), al punto che mi viene da pensare che certe dinamiche deve averle conosciute dal vero.... per carità, nessuna insinuazione.... ma non mi sembra di certo di aver letto ciò che viene solitamente propinato dai media in merito all'omosessualità.
L'unico appunto, magari realistico, ma che mi ha fatto masticare amaro è stata una considerazione, dell'autore per bocca di Denis, che -nel periodo della frequentazione dei locali- capì (conoscendo suoi 'simili') che c'era una sorta di percorso comune da seguire, e che tale percorso prevedeva di immergersi, di andare sotto con tutta la testa fino a toccare il fondo e solo dopo di tornare su, a riprendere aria.
Non so.... mi sembra una visione molto pessimistica questo dover forzatamente passare per l'inferno per poter vedere il paradiso.... mah! :roll:

Gasp! ....è venuto fuori un poema! Vabbè, perlomeno sarà stato un modo per metabolizzare quanto letto. ;)

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progettogayforum
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Re: La Solitudine dei Numeri Primi

Messaggioda progettogayforum » venerdì 2 marzo 2012, 17:34

Posso dire che ne ho riportato più o meno le stesse impressioni, Certo la necessità di passare attraverso i locali e la vita spericolata per trovare il senso di una vita gay non mi sembra un messaggio realistico e anzi è anche pericoloso, ma direi che il ritratto del personaggio gay di Denis è tratteggiato in modo molto significativo, sarei propenso a pensare che Giordano più che essere gay abbia avuto accanto un amico simile a Denis e ne abbia capito le logiche. Giordano è giovane, è del 1982, ma sembra che il romanzo ritragga un ambiente ancora pre-internet. Sottolineo per la cronaca che fuori dal Progetto, molte persone mi hanno parlato del libro ma trascurando del tutto la presenza di Denis, che per il lettore medio, nella migliore delle ipotesi, è un elemento di maniera.

Alyosha
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Re: La Solitudine dei Numeri Primi

Messaggioda Alyosha » venerdì 2 marzo 2012, 17:50

E' da tempo che mi riprometto di leggerlo e visto che ho un pò di tempo libero se me la consigliate come lettura vado... Che mi dite?

Machilosa
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Re: La Solitudine dei Numeri Primi

Messaggioda Machilosa » venerdì 2 marzo 2012, 18:26

A me ha preso molto! E' uno di quei libri che ti catturano e assorbono completamente, da voler finire il prima possibile! Lo stile è molto leggero, poco descrittivo; non è il mio genere, ma è accattivante. Ho avuto l'impressione che a volte esagerasse nell'accostare casi umani; sembra che non si salvi nessuno da una situazione angosciosa e quasi irrisolvibile!
E poi è ambientata nella mia città d'adozione, la bella Turìn!
Vale la pena di leggerlo.
L'ho letto prima di sprofondare nella mia crisi di identità; ricordo che ero rimasto molto turbato da questo personaggio, perchè avevo già compiuto buona parte del suo percorso (dubbi, sensi di colpa, rapporto con una persona che non ti piace per nulla)... poi me ne sono completamente dimenticato, sino ad ora!

lallo
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Re: La Solitudine dei Numeri Primi

Messaggioda lallo » venerdì 2 marzo 2012, 22:32

Anche a me è piaciuto e lo consiglio...l'ho letto qualche anno fa e quello che mi aveva colpito in realtà era il personaggio principale che era completamente sovrastato dalla difficoltà di mettersi in gioco, dai timori, dall'impossibilità di dare voce ai suoi sentimenti fino a quando finalmente non trova quella ragazza che gli fa capire quanto facile e dolce sarebbe stato anche arrivarci prima. Spero di non ricordare male, ma mi sembra che c'era questo tema in buona parte del romanzo
La farfalla che volteggia intorno alla lampada finché non muore è più ammirevole della talpa che vive in un buio cunicolo.

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riverdog
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Re: La Solitudine dei Numeri Primi

Messaggioda riverdog » lunedì 5 marzo 2012, 21:50

progettogayforum ha scritto:Certo la necessità di passare attraverso i locali e la vita spericolata per trovare il senso di una vita gay non mi sembra un messaggio realistico e anzi è anche pericoloso
Sì certo!! Vabbè, ma Giordano non intendeva sponsorizzare certi comportamenti! Questo è semplicemente quanto accaduto a Denis, e non si parla di una necessità, ma di una scelta, ovviamente (per noi, e per l'utente medio di PG) non condivisibile, ma è innegabile che si tratta di situazioni (ahimé) realistiche.
In effetti, ripensandoci, anche la mia valutazione era errata:
riverdog ha scritto:L'unico appunto, magari realistico, ma che mi ha fatto masticare amaro è stata una considerazione, dell'autore per bocca di Denis, che -nel periodo della frequentazione dei locali- capì (conoscendo suoi 'simili') che c'era una sorta di percorso comune da seguire, e che tale percorso prevedeva di immergersi, di andare sotto con tutta la testa fino a toccare il fondo e solo dopo di tornare su, a riprendere aria.
Non so.... mi sembra una visione molto pessimistica questo dover forzatamente passare per l'inferno per poter vedere il paradiso.... mah!
....perché avevo interpretato quella affermazione in senso generale, invece era chiaro il riferimento soltanto agli omosessuali conosciuti da Denis in quel contesto.
progettogayforum ha scritto:sarei propenso a pensare che Giordano più che essere gay abbia avuto accanto un amico simile a Denis e ne abbia capito le logiche.
è esattamente quello che ho pensato io ;)
progettogayforum ha scritto:Giordano è giovane, è del 1982, ma sembra che il romanzo ritragga un ambiente ancora pre-internet.
Il romanzo è collocato dal 1983 al 2007, ma buona parte di esso risale al secolo scorso, quindi penso sia normale.... anche la 'questione Denis' risale al 1998.... quindi l'assenza sulla scena di internet è normale.... altrimenti magari Denis poteva rivolgersi a PG.... ;)
boy-com ha scritto:se me la consigliate come lettura vado... Che mi dite?
A me è piaciuto molto.... ;)

gianni
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Re: La Solitudine dei Numeri Primi

Messaggioda gianni » lunedì 5 marzo 2012, 22:31

Una bella lettura ed un modo per uscire a vedere la realtà ... Anche se può sconvolgere un poco , ma è la vita ... E' un libro che andrebbe letto ...
Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura: è per questo che noi esistiamo.
Oscar Wilde

Stagger_Lee
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Re: La Solitudine dei Numeri Primi

Messaggioda Stagger_Lee » martedì 16 ottobre 2012, 2:09

Mah sinceramente ho detestato questo libro. Magari Dennis non è reso tanto male (anche se rimane comunque rappresentato come lo stereotipo del gay che cerca sé stesso nel sesso: la sua prima cotta infantile è segnata non tanto dall'affetto che prova per il suo insegnante ma dall'eccitazione sessuale che prova nel toccargli le dita, la sua prima esperienza sessuale è in un vicolo con qualcuno che nemmeno vede in faccia, letteralmente il primo che passava, etc... non voglio dire che non esista questo tipo di realtà, ma possibile che sia sempre quella l'immagine che si presenta?) ma le tematiche di anoressia e soprattutto di autolesionismo sono rese da cani. Lo stesso autore ha ammesso di non aver fatto ricerche sul "cutting" prima di creare il personaggio del protagonista, e si vede... (e notare come l'unico effetto collaterale che la ragazza soffre dopo ANNI di anoressia è il fatto di essere sterile... che non s capisce nemmeno se è causato dall'anoressia o dall'incidente che ha avuto da piccola. Ho avuto due zie anoressiche, e posso garantire che il fatto di non poter avere figli è L'ULTIMO degli effetti collaterali di cui preoccuparsi...)

Dato che quelle due tematiche sono centrali alla storia, il fatto che siano rappresentate così male penalizza fortemente il tutto.


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