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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: I libri sul comodino
MessaggioInviato: martedì 30 dicembre 2014, 20:10 
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Iscritto il: giovedì 11 aprile 2013, 18:46
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Ho deciso oggi di mettere sul comodino Pascoli, un autore che non ho mai ben studiato né conosciuto. Molto semplice e impressionante ho trovato questa sua poesia, Speranze e Memorie. A voi piace?

Paranzelle in alto mare
bianche bianche,
io vedeva palpitare
come stanche:
o speranze, ale di sogni
per il mare!

Volgo gli occhi; e credo in cielo
rivedere
paranzelle sotto un velo,
nere nere:
o memorie, ombre di sogni
per il cielo!


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 Oggetto del messaggio: Re: I libri sul comodino
MessaggioInviato: lunedì 1 febbraio 2016, 19:13 
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DONNE DAGLI OCCHI GRANDI, di Ángeles Mastretta.
“La zia Leonor aveva l’ombelico più bello che si fosse mai visto. Un piccolo punto affondato proprio al centro del ventre piattissimo. Aveva la schiena lentigginosa e le natiche rotonde e sode come le brocche da cui beveva da piccola.”
La malattia di una bambina, l’incombere della morte, del vuoto, l’impotenza della scienza, spingono una madre a narrare, come nelle antiche fiabe orientali, le vicende delle sue antenate nel tentativo di dare alla figlia una ragione di vita. Questo è l’espediente che Ángeles Mastretta escogita per dare libero sfogo a immaginazione e sensibilità nel rappresentare il lato intimo e nascosto di una società tradizionale dove donne esemplari, educate alla passività e al matrimonio, vivono e fantasticano nell’ombra delle loro case. Tutte le protagoniste di questi racconti sono colte per incanto in momenti cruciali della loro vita. Fotografate in quell’attimo fuggente, impercettibile, in cui interi destini vengono decisi per sempre.
Con la semplicità e l’eleganza di uno stile dolce e profondo, l’autrice crea un mondo compiutamente “femminile” le cui immagini e sensazioni crescono e si sedimentano come in un sogno nella mente del lettore.”

Qui è possibile leggerne alcune pagine: https://books.google.it/books?id=Hnpm0nIlZn8C&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false.

LA SOMMA DEI GIORNI, di Isabel Allende.
Sono gli anni che seguono la morte della figlia Paula e Isabel Allende adotta la forma del ‟diario” per fare la cronaca della famiglia, faticosamente riunita in California. I ricordi si intrecciano alle riflessioni sulla vita, sulla sua opera e sul mondo contemporaneo. Due leitmotiv danno coesione all’insieme: la relazione amorosa con il secondo marito Willie e l’ansia di costituire e difendere una grande tribù familiare. Isabel tiene letteralmente insieme un clan variegatissimo e lo governa come una vera patriarca. Dopo La casa degli spiriti come dubitare di questa inclinazione? E se talora la generosità travalica in esercizio di potere, in deliberato controllo delle altrui vite per modificarne il corso, è pur vero che da questo movimentato ritratto emergono gli indiscutibili pregi della famiglia allargata, come luogo dell’affetto e della comprensione. Se le avventure della tribù e della sua ‟regina” la fanno da padrone, non mancano le riflessioni sull’incombere del tempo, sulle debolezze di un carattere forte, sulla rivincita del buon senso, sulla capacità di cambiare e in ultima analisi, sul dono di sapersi prendere in giro che dovrebbero sempre accompagnarci nella fatica di vivere. Si esce dalla lettura con la sensazione di aver attraversato una grande galleria di ritratti familiari, di aver vissuto una cronaca di affetti che ci riguarda da vicino. Con intelligenza e autoironia Isabel ci mostra le difficoltà di tenere insieme un clan variegatissimo e di dominarlo; mettendo a nudo le proprie inclinazioni, la scrittrice de La casa degli spiriti ci dice che l’eccessiva generosità rischia di sconfinare nell’invadenza.



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Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: I libri sul comodino
MessaggioInviato: giovedì 18 febbraio 2016, 1:06 
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Com'è la Allende? Non l'ho mai letta ma son curioso. A te piace, Isabella?


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 Oggetto del messaggio: Re: I libri sul comodino
MessaggioInviato: domenica 13 marzo 2016, 13:44 
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e^ip+1=0 ha scritto:
Com'è la Allende? Non l'ho mai letta ma son curioso. A te piace, Isabella?

Come al solito arrivo con un mega ritardo :oops: ...
Della Allende non mi sono piaciuti tutti i libri che ho letto, e tieni presente che ne ho letto solo una parte, quello che ti consiglio sono quelli della “trilogia”, La casa degli spiriri, La figlia della fortuna, e Ritratto in seppia, e anche Eva Luna e Eva Luna racconta. Di questi che ti ho citato ne ho un buon ricordo, mentre di Inés dell'anima mia e, Il regno del drago d'oro, non ne ho proprio un ricordo bene preciso, diciamo che forse mi sono rimasti “indifferenti”... La somma dei giorni, in alcuni punti non era male, ma verso la fine mi aveva un po' annoiato.



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 Oggetto del messaggio: Re: I libri sul comodino
MessaggioInviato: lunedì 14 marzo 2016, 13:16 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
MI CHIAMAVANO SPEED QUEEN, di Stewart O’Nan.
“Marjorie Standiford - a cui i giornali hanno affibbiato il nome di Speed Queen, intendendo con “speed” non solo l’anfetamina ma anche la velocità - è chiusa nel braccio della morte di un penitenziario dell'Oklahoma, a poche ore dall'esecuzione, e detta a un registratore la storia della sua vita. Non è una semplice, estrema testimonianza autobiografica: a chiederle i diritti per trasformare la sua vita in un romanzo è stato nientemeno che Stephen King. Il re dell'horror le ha mandato un questionario con 114 domande, e il libro che abbiamo tra le mani è proprio costruito con le risposte a queste domande. Lo scopo di Marjorie, nell'accettare l'offerta di King, non è stato solo venale, sebbene con quei soldi voglia assicurare un futuro all'adorato figlio Gainey: sua intenzione è raccontare la propria verità sulla terribile catena di delitti nella quale è stata coinvolta insieme al marito Lamont e all’amante di entrambi. Natalie, la quale ha già scritto sull’argomento un bestseller pieno di bugie che Marjorie intende rettificare. L’infanzia di Marjorie, piena di gioco e tenerezza e poco differente da quella di altre bambine destinate a ben altro fato; l’incontro con Lamont, l’amore condiviso per le automobili e la velocità; la breccia che la droga apre gradualmente nella loro vita, trasformandoli da consumatori in piccoli trafficanti; l’incontro con Natalie durante il soggiorno in un penitenziario femminile; l’esperienza dell’amore omosessuale e la creazione del pericoloso rapporto a tre – lei, Natalie, Lamont; infine, il lungo e allucinante viaggio sulla Route 66, costellato di incidenti, maldestri tentativi di rapina e un crescendo di omicidi ed efferatezze, fino alla morte di Lamont, al ferimento di Natalie e all’arresto di Marjorie, a cui viene strappato il figlio. Il tutto in un universo in cui la ricerca della felicità odora di benzina e patatine fritte, e l’omicidio sembra trascendere la volontà di chi lo perpetra, la crudeltà pare compiersi automaticamente, quasi da sé, in un quadro generale di drammatico smarrimento del valore della vita.
Quando cala il sipario sulla vicenda umana di Marjorie, che in carcere incontra la fede e le sue consolazioni, la sua condanna a morte è ormai diventata la condanna di una furia di vivere a tutta velocità (sulla strada, nell’amore, nel lavoro, nei rapporti) che ha toccato tutti, che ha disumanizzato ognuno di noi, colpevole o innocente.”

Qui è possibile leggere alcune pagine dell’edizione tascabile:
https://books.google.it/books?id=g5XYhKlbbPIC&printsec=frontcover&dq=mi+chiamavano+speed+queen&hl=it&sa=X&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false

IL SIGNOR LEHMANN, di Sven Regener.
“Frank Lehmann si muove leggero nella quotidianità guardando con ironia alla tragica comicità della vita. È arrivato alla delicata soglia dei trent'anni ed è riuscito ad aggirare tutte le richieste d'impegno di donne, parenti o di chiunque altro; fa il barista con grande soddisfazione e, finito il suo turno, passa il resto della notte peregrinando da un bar all'altro. I numerosi amici che lo circondano cominciano a chiamarlo “signor Lehmann”, in previsione del fatidico compleanno. Ma lui non è come loro: Frank non ha mete. Il suo motto sembra essere “niente sogni, niente frustrazioni”. E così cerca di andare avanti…
Naturalmente, qualcosa gli impedisce di condurre serenamente questa prolungata adolescenza: un cane lo assale, i genitori gli fanno inaspettatamente visita, una sconosciuta lo sconvolge emotivamente, il suo migliore amico Karl, barista per necessità ma scultore “dentro”, entra in crisi alla sua prima mostra.
Tutto ciò accade a Berlino Ovest, tra l’estate e il 9 novembre 1989, data del trentesimo compleanno del signor Lehmann e della caduta del Muro.
Il romanzo guarda con affetto agli eterni adolescenti, non pone un giudizio su quest’allegra brigata che se la spassa senza cura del domani, per poi crollare al primo scossone che arriva dall’esterno. Con levità e leggerezza Sven Regener segue il flusso deli eventi. Prima o poi, almeno così sembra, l’età bussa alla tua porta e ti chiede un tributo, ma ognuno è libero di decidere cosa fare.”

Qui è possibile leggerne alcune pagine:
https://books.google.it/books?id=piAUGGtRQd4C&printsec=frontcover&dq=il+signor+lehmann&hl=it&sa=X&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false



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 Oggetto del messaggio: Re: I libri sul comodino
MessaggioInviato: mercoledì 23 marzo 2016, 0:48 
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Iscritto il: giovedì 11 aprile 2013, 18:46
Messaggi: 286
Grazie Isabella per i consigli sulla Allende. :)

Io ho appena terminato di leggere 'Narciso e Boccadoro' di Hermann Hesse. Semplicemente stupendo.

In un medioevo immaginario la storia segue le vicende di Boccadoro, animo vagabondo d'artista, e di Narciso, spirito contemplativo dedito allo studio e alla preghiera. Una scrittura su più piani, intrisa di riflessioni filosofiche e di momenti d'avventura; un viaggio alla scoperta delle più profonde inclinazioni umane. Ve lo consiglio nel modo più assoluto.


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 Oggetto del messaggio: Re: I libri sul comodino
MessaggioInviato: domenica 17 luglio 2016, 18:41 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
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IL TEMPIO DELLE SIGNORE, di Eduardo Mendoza.
“Per anni dimenticato in un fatiscente manicomio giudiziario, il protagonista/narratore ritrova inaspettatamente la libertà e tenta di sopravvivere nella Barcellona “post-olimpica” dove le illusioni della “transizione” si sono smarrite nella corruzione generale. ieri finto pazzo e ora parrucchiere per caso (il cognato, troppo assiduo dei locali gay per accudire la clientela, gli affida il proprio negozio), l'(anti)eroe, cui ignoti genitori hanno omesso di dare un'identità dichiarata, s'impegna a conquistare il pane quasi quotidiano e il rispetto del vicinato, deciso a evitare gli errori che potrebbero rimandarlo davanti ai giudici. L'irruzione di una seducente bionda nel modesto locale cambia tutto. per galanteria prima, per lo spirito di sopravvivenza poi, il parrucchiere s'improvvisa investigatore cercando di scoprire le ragioni di un omicidio.
Con l'aiuto fraterno di un folcloristico autista nero, il nostro eroe sbroglia la matassa di situazioni grottesche in cui due ragazze con lo stesso nome (Yvette) inseguono scopi contrari, un politico corrotto e svanito offre amicizia in cambio di voti, un avvocato idiota e disonesto perdona alla moglie i peggiori tradimenti e un paralitico assassino si mette a camminare.
Romanzo di satira spietata, mescola, in una crescente frenesia di immagini provocatorie, la descrizione realistica della corruzione politica e della nuova povertà metropolitana (multietnica, inclassificabile, individualista e difficilmente manipolabile) con invenzioni sfrenatamente fantastiche. l'eroe, onesto per caso, trionfa sul nemico senza gloria, per la semplice ragione che deve cavarsela.”

Qui è possibile leggerne alcune pagine: https://books.google.it/books?id=iOO6ig7lhpMC&printsec=frontcover&dq=il+tempio+delle+signore&hl=it&sa=X&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false



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