Felice chi è diverso

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IsabellaCucciola
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Felice chi è diverso

Messaggioda IsabellaCucciola » martedì 4 marzo 2014, 21:39

Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.

barbara
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Re: Felice chi è diverso

Messaggioda barbara » mercoledì 5 marzo 2014, 8:12

L'articolo fa una recensione un po' negativa dell'ultima opera di Amelio. Arriva a dire che questo film , che denuncia la stigmatizzazione dell'omosessualità specie a partire dagli anni 50, sarebbe come una pugnalata per chi oggi si sente diverso. Non capisco nemmeno bene il senso della critica, che rimane fra le righe e non è esplicitata chiaramente. Forse l'autore dell'articolo pensa che le storie raccontate da Amelio , facendo parte del passato, non andrebbero raccontate? E perché? Sarebbe come dire che un film sul razzismo degli anni 50 danneggerebbe l'immagine o il sentimento delle persone di colore di oggi.
A questo punto sono curiosa di vederlo questo film , per farmene un'idea personale.

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IsabellaCucciola
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Re: Felice chi è diverso

Messaggioda IsabellaCucciola » mercoledì 5 marzo 2014, 20:50

Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.

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Re: Felice chi è diverso

Messaggioda editore » giovedì 6 marzo 2014, 14:01

Qui una recensione che spiega il perché del giudizio critico sul film.

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progettogayforum
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Re: Felice chi è diverso

Messaggioda progettogayforum » giovedì 6 marzo 2014, 15:53

La mia generazione è sostanzialmente quella di Amelio, una clip del film come quella citata da Isabella non è un giudizio politically correct emesso oggi, con il senno di poi, ma è un documento di cose che ricordo benissimo e che hanno condizionato pesantemente la mia adolescenza. Secondo me Amelio non fa che citare e ricordare che cosa era la vita degli omosessuali negli anni 50/80. Le cose che oggi fanno storcere il naso in quell’epoca riempivano i cinema e i giornali di gossip, i toni erano proprio quelli. Io peno che si tratti di una operazione molto importante di recupero della storia non del “movimento gay” ma dei gay. È difficile, per chi non appartiene a quella generazione, capire che cosa quegli spot abbiano significato in un’epoca in cui non c’era internet, non c’erano telefonini, la televisione era censurata e i film e i giornali mettevano in scena spot come quelli. Che cosa avrebbe dovuto fare Amelio? Un’apologia del movimento gay? Ha preferito fare un lavoro di recupero storico per fare capire anche alle nuove generazioni da dove veniamo, che è il primo passo per capire dove stiamo andando. Mi auguro di poter vedere presto il film e ho troppa stima di Amelio per pensare che possa essere una banalità o un’opera apologetica.

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Re: Felice chi è diverso

Messaggioda barbara » giovedì 6 marzo 2014, 21:50

Penso che l'arte è arte e la politica è politica. Un film , come un romanzo, non deve necessariamente preoccuparsi del messaggio che veicola, quando esprime il vissuto autentico di chi lo ha creato.
Non stiamo parlando di una conferenza . Se un pittore facesse un quadro che esprime l'omosessualità degli anni 50 ci sarebbero tutte queste discussioni?

editore
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Re: Felice chi è diverso

Messaggioda editore » venerdì 7 marzo 2014, 15:29

Comprendo quello che dite, però allora bisognerebber presentarlo come documentario. Insomma è una fotografia sul passato, però ciò non toglie che ci vorrebbe anche un aggancio all'età odierna, per far capire che l'omofobia non è una cosa del passato e per far capire che oggi vi è almeno parzialmente un altra visione del mondo gay.


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