Stanco, annoiato, solo

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Aster
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Stanco, annoiato, solo

Messaggio da Aster » lunedì 7 marzo 2011, 16:29

Tanto per sfogarmi un po', è un periodo un po' brutto (dal mio blog):

Eppure c’è gente felice, triste, entusiasta, sveglia, arrabbiata, divertita… io sono soltanto stanco e annoiato. Al mattino mi sveglio e mi giro dall’altra parte a letto, pensando che se sonnecchio altre due o tre ore avrò meno tempo inutile da far passare. Non c’è caffè che mi tiri su, non c’è passione da seguire o sport da fare o chitarra da suonare che mi dia un po’ di energia, né festa a cui partecipare né amico che posso chiamare. Sono solo. Ci ho provato eh, io ci provo ad avvicinarmi a qualcuno, ma mi sembra che non ci sia nulla di interessante nella maggior parte delle persone. Di certo la gente pensa lo stesso di me, si vede. Quando sono a casa dei miei ho gli amici storici: persone con cui mi sono ritrovato ad uscire per caso, per esclusione, ma con cui non condivido nulla. Non me ne frega niente di loro. [Nella città dove studio] c’è qualcuno con cui sto bene: persone che non mi cercano, che hanno altri giri e interessi, che non sono libere per me e cui pare di non aver niente da dirmi. All’arcigay pure mi annoio a morte, ma se non ci andassi passerei mesi senza vedere nessuno. Poi c’è il mio ragazzo, ovviamente. Lui è davvero tutto quello che ho, è l’unico che mi capisce, mi ascolta, l’unico a cui interessa quello che faccio e come mi sento. Lui è la mia vera famiglia, con lui mi sento a casa, felice e sereno, è come una parte di me e gli voglio un bene dell’anima. Ma non ne sono innamorato, non lo sono mai stato e non so se potrò mai diventarlo. Che dovrei fare? Mollarlo? Forse. Lui ne sarebbe distrutto e io anche, solo per davvero. Tanti sono quelli che vorrebbero che una persona si innamorasse di loro; io vorrei innamorarmi di una persona, ma non succede. Nulla mi succede: non piango, non rido… mi sto per laureare e non me ne frega assolutamente nulla, non sono teso, né agitato, né ottimista, né pessimista, non sono niente, sono solo stanco e annoiato. E solo. Vorrei che fosse diverso, vorrei essere diverso io.

Gimeco
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Re: Stanco, annoiato, solo

Messaggio da Gimeco » lunedì 7 marzo 2011, 20:58

posso quotare tutto ad eccezione del ragazzo e dell'arcigay? :( :( :(

barbara
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Re: Stanco, annoiato, solo

Messaggio da barbara » martedì 8 marzo 2011, 0:44

A volte mi chiedo di cosa sia fatta la felicità. Se sia il momento in cui ti prefiggi una meta, o piuttosto quello che precede un traguardo. Oppure ancora uno di quegli istanti , rari, in cui possiedi la consapevolezza di ciò che hai e non hai bisogno di tendere a qualcosa. Me lo chiedo spesso, come mi chiedo se darmi uno scopo dopo l'altro non sia in fondo una rinuncia a vivere l'attimo presente. Mi chiedo se non sarebbe meglio apprezzare la vita che ho piuttosto che inseguire un domani che si sposta sempre più in là. Questa sensazione che tu descrivi un po' la riconosco e un po' la rinnego. Quando mi sento così me ne vergogno. Penso che non avrei il diritto di provarla , che è un insulto a chi non ha nulla.
Pensieri contorti che si avvolgono su se stessi . Boh....Capire come siamo fatti ..è complicato, caro Aster. Ma tu, ripigliati, eh...Che tra poco diventi pure Dottore Magistrale! Oh! Devi essere in stra-forma per quel giorno! ;)

barbara
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Re: Stanco, annoiato, solo

Messaggio da barbara » martedì 8 marzo 2011, 8:01

Chiedo scusa per il doppio post, ma pensavo alla solitudine.
La solitudine chiede di essere compresa, anche se non è facile. Per farlo bisogna starci dentro, sopportarla, resistere alla tentazione di soffocarla e invece darle voce, come hai fatto tu. A quel punto puoi chiederti se dipenda da ciò che ti circonda o se provenga da molto lontano. Se ti prenda solo di tanto in tanto oppure se sia come un'ombra in agguato, che ti insegue anche quando non la vedi.
Ci sono solitudini che sono come le nuvole e altre invece, tenaci come un parassita. A qualcuno basta un gesto d'affetto per scacciarla a qualcun altro basta un gesto insofferente per farla ritornare.
Come i terreni sabbiosi che non si dissetano mai , per alcune persone la fame di affetto sembra non avere tregua.
Se ci rendiamo conto che la nostra solitudine è più come un'ombra, forse bisogna conviverci invece che combatterla.
Come? Bella domanda. (mi faccio le domande e mi rispondo da sola: sono proprio fusa :mrgreen: ).
Forse sarà un esempio sciocco, ma mi viene in mente il film Casper. All'inizio ci sono dei fantasmi; sono così paurosi e assillanti che diventano un'ossessione; ma tu resisti e non te ne vai. Li guardi in faccia e misuri la loro potenza; ti rendono la vita impossibile , ma quella è la tua casa e resti lì. Provi ad addomesticarli , inizi a dargli un nome, rintracci la loro storia (sono dei fantasmi quindi un tempo erano persone). Ora che li conosci meglio, ti pare di poter prevedere le loro mosse; sai cosa li infastidisce e cosa li placa; ci prendi confidenza e "vissero felici e contenti". THE END. :)
Dai,perfino con la solitudine-ombra ce la possiamo fare! Ci vuole tempo, ma si può.

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