Modelli di relazione e discriminazione

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Hurdler

Re: Modelli di relazione e discriminazione

Messaggio da Hurdler » lunedì 30 gennaio 2012, 7:43

E' un brutto tasto dolente quello che tocchi. Ti faccio io a te una domanda. E se Hitler avesse vinto al guerra, oggi che diremmo di lui? Questo è un brutto, brutto problema per le morali universalistiche contemporanee e non è uno scoglio facile da superare in effetti (secondo me il nodo è a tutt'ora irrisolto). Diciamo che l'unica legittimata ad avere "potere" dovrebbe essere la ragione, che si pone (ciò si dà per assunto, senza dimostrarlo) che sia universale, ma anche concedendo che essa lo sia per davvero, tutti gli esseri umani dovrebbero essere disposti ad assoggettarsi alla forza delle buone ragioni e non a quella dei propri interessi (che in realtà abbiamo detto poco fa sono dei "disinteressi
Il tasto dolente è proprio la prova che il bene e il male non possono minimamente stare nel giudizio.
La terra gira intorno al sole solo rispetto ad un sistema di coordinate dato e considerato immobile. E' giusto per avere rispetto del tuo amato Galilei che costruì apposta per il nuovo modello eliocentrico il "principio di relatività del moto " e che a quanto pare la pensa come te (non mi permetterei mai di dire che se tu che la pensi come lui per carità!). L'altra condizione perché una nuova teoria scalzi la vecchia è che essa deve riuscire a spiegare un numero maggiore di dati, compresi quelli che spiegava la teoria precedente. Questo vuol dire che per quanto la teoria geocentrica sia stata superata è ancora possibile dire che il sole gira attorno alla terra, se si precisa che il sistema di riferimento del moto è la terra (moto apparente) e comunque si ovviamente era Thomas Kuhn .
La terra gira attorno al sole è questa l'inconfutabile verità, tutto il resto sono solo quegli inutilissimi, stupidissimi, vacui giochetti in cui spesso si divertono i filosofi ed evidentemente anche tu. Se sei minimamente interessato a parlare con me non giocare. Comunque non è Galilei che la pensa come me ( non ti permettere assolutamente di prendermi in giro ) anche perché nella vera scienza non c'è proprio nulla da pensare, la vera scienza mette davanti a dati di fatto, certo le sue sono verità parziali, frammentarie ma comunque sempre verità. Nella vera scienza le teorie rimangono tali finché non vengono inconfutabilmente dimostrate, la filosofia è totalmente, radicalmente diversa proprio perché invece di cercare la verità ha, spesso e volentieri, solo l'intento di falsificare la realtà, come del resto anche tu vuoi fare.

Hurdler

Re: Modelli di relazione e discriminazione

Messaggio da Hurdler » lunedì 30 gennaio 2012, 7:55

Ti faccio solo notare che "ammettere" è un atto verbale ed è per l'appunto un giudizio. La falsità è una discrepanza tra ciò che uno fa e ciò che uno dice di fare. Mi rendo conto di averla fatta complicata l'ultima volta, ma ti avevo già risposto. Mi piace proprio questa definizione che dai della falsità, è la mia preferita. L'unica vera "colpa" che l'altro giudica è "l'ipocrisia" che è per l'appunto il dire una cosa, con la malvagia intenzione di farne un altra. In questo caso, cosa si sta giudicando? L'unica risposta possibile è la malvagità delle intenzione. Se uno per esempio uccide un'altra persona con l'intenzione di salvarla (il caso di molti medici per esempio) è certamente "responsabile" della morte di quest'ultimo e a seconda delle leggi e delle situazioni legalmente perseguibile ma mai moralmente imputabile (in questo caso l'intenzione era buona addirittura!); allo stesso modo se qualcuno uccide "per sbaglio" qualche altro (caso di incidente stradale), ma gli ha prestato soccorso prima non è moralmente imputabile (esiste in questo caso l'atto malvagio, ma non è accompagnato dall'intenzione). Dall'altro lato posso anche non ucciderti nei fatti, ma averci seriamente provato e in quel caso da un punto di vista morale è esattamente come se lo avessi fatto sul serio.
Succede allora che la coscienza giudicante addita le intime intenzioni della coscienza agente e ne rivela l'intima falsità. Il piccolo problema è che le intenzioni sono "interne" ovvero non si vedono e quindi sono a sola disposizione della coscienza agente, che mentre agisce non le dichiara come malvagie, bensì come buone. Chi è che svela l'inganno allora? Esattamente la coscienza giudicante. Dove sta il male? Esattamente nel giudizio della coscienza giudicante che lo rivela, come tale. In definitiva il male è negli occhi di chi lo guarda.
Aggiungo un'altra cosa. Se il male sta nell'ipocrisia, la coscienza che confessa la sua colpa e dice "si è vero" di fronte alle accuse della coscienza che giudica, scioglie perciò stesso la sua contraddizione e il male che con essa aveva prodotto (la colpa è infatti nella contraddizione e non nell'atto). Ecco perché il male nella misura in cui si rende manifesto è perciò stesso risolto. Per dirla con categorie cristiane la confessione della colpa è in se stessa una remissione del peccato.
Se tu mi dici che mi ami ma vuoi uccidermi e io lo capisco il male non sta minimamente nei miei occhi ma in te che lo stai attuando. Te lo ripeto per l'ennesima volta: se sei minimamente interessato a parlare con me non giocare.

Stavamo parlando di discriminazione se ben ricordo e io venivo accusato di discriminare, non è un giudizio questo boy.com ? Il male non è nei tuoi occhi in questo caso ? Non equivale a negare il mio valore ? Non equivale a dire che sono falso ?

Alyosha
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Re: Modelli di relazione e discriminazione

Messaggio da Alyosha » lunedì 30 gennaio 2012, 18:05

Hundler te lo dico con affetto chiudiamo qui questa discussione, nelle baruffe ci sto sempre scomodo. Cerca di maturare toni più consoni ad una discussione serena, si fa proprio una faticaccia a discutere con te. Non è mai stata mia intenzione prenderti in giro comunque, provavo a sdrammatizzare i toni visto il tuo esordio che proprio non brillava per simpatia. Alla proxxima e vedi di stare più sereno ti agiti troppo ;).

Hurdler

Re: Modelli di relazione e discriminazione

Messaggio da Hurdler » mercoledì 1 febbraio 2012, 2:17

Per boy-com
Hundler te lo dico con affetto chiudiamo qui questa discussione, nelle baruffe ci sto sempre scomodo. Cerca di maturare toni più consoni ad una discussione serena, si fa proprio una faticaccia a discutere con te. Non è mai stata mia intenzione prenderti in giro comunque, provavo a sdrammatizzare i toni visto il tuo esordio che proprio non brillava per simpatia. Alla proxxima e vedi di stare più sereno ti agiti troppo .
1) Conserva il tuo " affetto " per qualcun'altro.

2) Tu non puoi chiudere questa discussione perché l'ho già fatto io.

3) Non ti permettere nel modo più assoluto di dire che io faccio " baruffe ", io discuto seriamente e in modo infinitamente più chiaro di quanto tu sia capace di fare, io porto argomenti, argomenti a cui tu, evidentemente, non sei minimamente in grado di replicare seriamente e onestamente.

4) Io non devo maturare proprio nulla, sei tu che devi maturare ( e molto ) una capacità di discutere e comportarti degna di un essere adulto.

5) Che tu faccia una faticaccia a discutere con me l'avevo capito fin dal tuo primo post.

6) Se non sei cosciente di quello che fai e di quando prendi in giro o non prendi in giro è solo un tuo gravissimo problema.

7) Sdrammatizzare ? Evidentemente non hai capito che io, a differenza di te, sono una persona seria e discuto seriamente.

8) Non è mai stata minimamente mia intenzione esserti simpatico.

9) Io sono serenissimo e non mi agito per niente, evidentemente tu chiami " serenità " e " non agitarsi " il coma intellettivo, per quanto possa sembrarti strano io ho un cervello, lo uso e penso.

10) Visto che ti permetti di dare consigli a me ne do pure io uno a te : vedi di essere molto meno presuntuoso e saccente, di avere un po' meno quest'aria di sufficienza e soprattutto di essere molto, molto più leale e onesto.

11) Evidentemente non hai proprio capito: con te non ci sarà mai più una " proxxima ".

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