Dobbiamo rifletterci?

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875
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Dobbiamo rifletterci?

Messaggio da 875 » lunedì 26 maggio 2014, 22:00

Trovata su internet:

Alex quel giorno stava tranquillamente guardando fuori dal finestrino dell'autobus, con le cuffiette nelle orecchie.
Davanti a lui sedeva una signora anziana, il cui volto segnato dagli anni trasmetteva grande tenerezza.
La signora, ad un tratto, richiamò l'attenzione di un giovane, dal look alternativo, che si reggeva alla lunga sbarra gialla di fianco a lei.
"Sai, giovanotto, io ai tuoi tempi oltre a studiare avevo anche un lavoro. So cosa voglia dire lavorare tutto il giorno ed infatti a 30 anni già ero dirigente presso un'importante azienda, a 40 direttrice generale, tutto grazie al fatto che lavoravo oltre tredi..."
Il giovane non era in vena di sentire una morale sull'irresolutezza e la perdizione della gioventù odierna, dunque si mischiò tra la folla e non lasciò proseguire il racconto della signora.
La tenera vecchietta dissimulò un certo dispiacere per il comportamento del ragazzo, dopodiché si mise a sedere compostamente in silenzio, singhiozzando.
Alex si tolse le cuffiette, intuendo che dietro quei singhiozzi c'era più di una semplice predica.
"La prego, signora, continui."
"Oh, va bene."
Nonostante gli anni, il suo cuore era ancora in grado di scaldarsi, perché di fronte alla richiesta di finire la storia, il viso rabbuiato e gli occhi lucidi si illuminarono.
"Stavo dicendo...lavoravo oltre tredici ore al giorno, guadagnavo 10 milioni delle vecchie lire al mese, ma così facendo ho perso tutti: mio marito, i miei figli, i miei nipoti...la mia assenza ha fatto sì che potessero fare a meno di me e li ha allontanati tutti dalla mia vita. Tu non fare il mio stesso errore, o a 75 anni ti troverai sull'autobus a parlare con giovani sconosciuti per colmare il vuoto che hai dentro".


E' una realtà che all'epoca sicuramente aveva un senso, ma oggi allo stesso ritmo si ottiene 1/10 credo.
Dobbiamo rifletterci? Non tanto per la vecchina e il suo stipendio, ma quel vuoto fa riflettere. A volte penso che le capacità di fare 2 cose insieme sia fantastico che arrancare su una per sostenere l' altro peso...ma vabbè, sono solo fantasie!
:?:

barbara
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Re: Dobbiamo rifletterci?

Messaggio da barbara » mercoledì 28 maggio 2014, 7:30

Hai ragione. Il significato del lavoro nella vita cambia molto in periodi di disoccupazione o di piena occupazione. Io che vivo al nord provengo da una cultura in cui il lavoro è tutto : non è solo una questione economica ma di valore delle persone , di identità.
Come la vecchina, mi chiedo spesso se questo non ci faccia perdere di vista altre dimensioni dell'esistenza .
E' anche vero che a volte il luogo di lavoro diventa luogo delle amicizie, e magari è lì che ti trovi realmente al tuo posto, non tanto per quello che fai, ma per chi condivide con te un obiettivo.
Tuttavia sarebbe bello potersi permettere di fare un anno sabbatico vero, almeno per esplorare prima della vecchiaia la possibilità di dedicarsi ad altro, senza il tarlo della disoccupazione o della ristrettezza economica.
Una specie di "sette anni in Tibet" , ma fatti dove si vuole. Ammiro molto (e invidio) chi è riuscito a concedersi questa opportunità-.

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