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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: UN RAGAZZO GAY 21ENNE RACCONTA LA SUA STORIA
MessaggioInviato: mercoledì 30 maggio 2012, 20:19 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5112
Ringrazio sentitamente il ragazzo che ha postato l'intervista che risporto qui di seguito. Si tratta di una testimonianza serissima e importante.

Ricordo che è possibile leggere tutte la 115 interviste pubblicate alla pagina:

http://progettogaysito.altervista.org/newint/index.php


Scheda n. 115 - identificativo cronologico 2012-05-30 07:14:33


1) Di che nazionalità sei? Quanti anni hai?

21

2) Il mio orientamento sessuale e la sua evoluzione

Sono gay da sempre. Alle elementari legavo molto più facilmente con le bambine, i primi anni avevo anche una fidanzatina ma era una cosa puramente infantile e innocente. Fino ai 12 anni e all'inizio delle scuole medie non mi ero mai posto alcuna domanda riguardo il mio orientamento, anche perché ho avuto un'educazione di stampo cattolico in cui il sesso era considerato tabù.

3) Quando e come ho capito di essere gay

Verso i 12-13 anni, durante l'inizio dello sviluppo fisico, ho cominciato ad esplorare la mia sessualità. I media sono pieni di allusioni più o meno esplicite sul sesso ed anche a scuola e tra gli amici era un argomento centrale. Non facevano altro che parlare di ragazze e io non capivo davvero cosa ci trovassero di così interessante. Col tempo infatti realizzai che erano solo i maschi che mi interessavano dal punto di vista sessuale e cominciai a fare uso di materiale pornografico prima televisivo e poi cercandolo su Internet. Non avevo nessuna ragazza e nemmeno m'importava di avere alcun tipo d'esperienze con loro, le vedevo solo come amiche. A 13 anni è capitato qualche volta che con un mio compagno di classe ci toccassimo le parti intime reciprocamente (con tutti i vestiti addosso) e, almeno da parte mia, ciò creava molta eccitazione. Erano degli atti che però non premeditavo e a cui, una volta terminati, la mia mente non tornava mai, nemmeno durante la masturbazione.

4) Quando e come ho accettato di essere gay

Il mio percorso di accettazione è stato particolare, nel senso che fino ai 20 anni inoltrati sono rimasto cristallizzato in una parvenza di "normalità" esterna, negazione totale e repressione che sfogavo con la masturbazione e la visione di materiale pornografico gay. Solo negli ultimi mesi ho iniziato, quasi senza rendermene conto, questo percorso di accettazione che mi ha portato velocemente ad un modo completamente nuovo di rapportarmi con me stesso e con la mia sessualità, accettandomi per la prima volta della mia vita.

5) Le difficoltà che ho incontrato nell'accettazione della mia identità gay

Sono convinto che i fattori esterni siano stati gli ostacoli più spinosi che si sono contrapposti alla mia accettazione. Il fatto di andare più d'accordo con le ragazze e di non mostrare nessun tipo di attrazione verso di loro fecero in modo che già alle scuole medie venissi additato come frocio, finocchio e quant'altro. Caratterialmente ero abbastanza introverso e non ero assolutamente pronto ad affrontare attacchi di bullismo. Spesso mi succedeva di uscire di casa e di vedere ragazzi anche di alcuni anni più grandi di me che non avevo mai visto fermarmi per strada e prendermi in giro per la mia "presunta" sessualità. I miei genitori, e mia madre in particolare, soffrivano molto per questa situazione, non perché potessi essere potenzialmente gay (non me l'hanno mai chiesto ma mi hanno sempre esortato e rimproverato al fine di avere comportamenti più virili in modo da smentire "dicerie infondate"). Quello che più mi ha colpito è che non si sono mai seduti vicino a me chiedendomi cosa provassi io o se fossi davvero gay, si sono sempre comportati come se non ci fosse nessun dubbio sulla mia eterosessualità e che una volta adottati atteggiamenti tipici dei maschi della mia età sarebbe andato tutto benissimo. Fino a cinque mesi fa non mi passava neanche per la testa il fatto che in futuro non mi sarei sposato con una donna creando una famiglia tradizionale e che avrei invece accettato la mia omosessualità.

6) Le situazioni di disagio che ho affrontato e che devo affrontare come gay

Col tempo ho imparato a scherzare sul fatto di essere gay e l'omosessualità, tanto che in molti credono che io sia etero appunto perché ne parlo con così tanta spensieratezza e divertimento come se non fosse una cosa che mi riguarda intimamente (molti gay s'irrigidiscono quando si sente parlare di omosessualità e tentano di cambiare discorso, io invece se si scherza al riguardo rincaro la dose ottenendo l'effetto di spiazzare gli altri che poi sanno che per me non è assolutamente un problema). E' stato proprio quando ho cominciato ad adottare questo atteggiamento, verso la fine delle superiori, che ogni tipo di bullismo contro di me è cessato, rafforzandomi molto e rendendomi indipendente dai giudizi altrui.

7) Chi sa di me

Le mie due migliori amiche lo hanno saputo in queste ultime settimane, ma presto farò coming out con altre persone che mi sono vicino.

8) Il rapporto con i miei genitori

Il rapporto con mio padre è stato praticamente inesistente e negativo durante la mia infanzia e adolescenza, solo recentemente stiamo costruendo un rapporto più solido e mi fa molto piacere. Mia madre ha sempre cercato di compensare la lontananza di mio padre (stava lontano molto spesso per motivi di lavoro) cercando di essere il più presente possibile a modo suo, sfociando troppo spesso nell'oppressione dei figli. Ora finalmente mi tratta da persona adulta e ha capito quali sono i miei spazi.

9) Il mio rapporto con i miei amici

Durante l'adolescenza ero un tipo piuttosto introverso, ma con il tempo ho cominciato ad aprirmi e ad essere meno timido. Non amo le antipatie e il confronto diretto, infatti sono abbastanza diplomatico nei miei rapporti con gli altri e una battuta e una parola la scambio con tutti. Ho la fortuna di avere vicino amici davvero grandiosi che mi sono sempre stati vicino nei momenti difficili e ne ho avuto la conferma dopo il mio coming out.

10) Da dove vengono le mie conoscenze della realtà gay

Ancora oggi ricordo benissimo quand'è stata la prima volta che ho capito consciamente cosa significasse la parola gay (anche se non è stato questo il termine che venne utilizzato). Avrò avuto più o meno 4-5 anni e stavo in spiaggia con altri bambini, quando due fratelli, più grandi di me, cominciarono a litigare e il più piccolo diede del "frocio" al fratello maggiore. Io non avevo idea di cosa significasse quel termine ma avevo capito dal contesto che si trattava di un insulto. Così chiesi spiegazione e mi dissero che un frocio era "un uomo a cui piacciono gli altri uomini". Fino all'università non ho mai conosciuto nessuno dichiaratamente gay, non ho mai avuto rapporti di nessun tipo con uno del mio stesso sesso e tutta la mia conoscenza sull'argomento derivava dalla TV, dal cinema e dalla rete.

11) Il mio rapporto con la nudità mia e altrui


Il mio rapporto con la nudità era strettamente legato con quello della mia sessualità. Sono sempre stato un ragazzo magro e dal fisico asciutto ma ho sempre detestato spogliarmi davanti a chiunque, genitori inclusi. Anche al mare mi sentivo a disagio a stare in costume e ho sempre evitato di fare la doccia negli spogliatoi. Ricordo anche che provavo vergogna a guardarmi allo specchio e non m'interezza affatto curarmi del mio aspetto e del mio corpo. La nudità degli altri mi dava fastidio solo se diventava intima (stare in una stessa stanza con una persona nuda) per il resto trovavo gli uomini nudi eccitanti e le donne erano indifferenti. Ora le cose sono molto cambiate: ho accettato il mio corpo e mi piaccio così come sono.

12) Il mio rapporto con la masturbazione

Le prime volte la vivevo con senso di colpa, con il tempo capii che era l'unico modo in cui potevo sfogarmi sessualmente e quindi non era più un problema praticarla, almeno fino a quando avrebbe contribuito a mantenere lo status quo precario che mi ero costruito.

13) Il mio rapporto con la pornografia

Era la principale forma di contatto che avevo con il mondo gay. La usavo per masturbarmi e, passata la libido, diventava qualcosa di cui dimenticarsi in fretta.

14) Il mio rapporto con i siti i incontri e con le chat erotiche


Mai utilizzati.

15) Come ho cercato di realizzare la mia affettività/sessualità

Trovavo quantomeno impensabile avere qualsiasi tipo di rapporto con un membro del mio stesso sesso e quindi cercavo di trovare un rapporto del genere con le ragazze, senza successo naturalmente.

16) Il mio rapporto con le ragazze

I rapporti più profondi e importanti li ho con delle ragazze. Prima di accettarmi riversavo le mie frustrazioni sulla "fidanzatina" di turno perché trovavo il rapporto insoddisfacente dal punto di vista affettivo e nullo da quello sessuale.

17) Il mio rapporto con i ragazzi etero

Per molti anni i ragazzi etero non erano altro che i bulli che mi prendevano in giro e non mi sono mai innamorato ne preso una cotta per un etero, al massimo mi poteva piacere ma non avevo nessuna intenzione di approfondire. Col tempo il mio rapporto con loro è migliorato notevolmente e, anche se non è ai livelli dei rapporti che ho con le mie migliori amiche, non ho problemi ad uscire e stare con loro tranquillamente.

18) Il mio rapporto con i ragazzi gay

Inesistente fino all'università. Inizialmente quando vedevo un ragazzo gay ero portato a pensare che fosse una persona che doveva avere per forza un legame molto forte con me per il fatto della nostra sessualità in comune, e quindi lo esaminavo da lontano come se stessi esaminando me stesso. Col tempo ho capito che siamo persone diverse come tutti e questa cosa mi ha fatto capire che l'altro può essere una persona da amare e non solo un elemento nel quale riconoscersi obbligatoriamente.

19) Che cosa mi colpisce di più in un ragazzo

Sarò superficiale ma è l'aspetto fisico. Specialmente la costituzione fisica (alto, basso, magro, muscoloso, ecc.) e il viso (occhi e sorriso). Naturalmente poi se voglio considerarlo come un potenziale partner deve anche piacermi come carattere. Non ho caratteristiche fisiche o caratteriali preferite a priori, dipende moltissimo da come mi prende lui.

20) La mia vita affettiva precedente

Praticamente inesistente. Per le ragazze provavo solo amicizia mentre i miei sentimenti per i ragazzi in carne ed ossa erano completamente soppressi.

21) La mia attuale situazione affettiva

Sono nel pieno del periodo post-accettazione e per la prima volta sento il desiderio degli altri ragazzi come una cosa naturale che non devo reprimere vergognandomi. Per il momento sto cercando di capire meglio il mondo gay lasciando i pregiudizi da parte e soprattutto non vedendo l'altro solamente come "un gay" ma come una persona dotata di centinaia di altre caratteristiche e sfumature ben più rilevanti dal punti di vista umano.

22) Il mio grado di soddisfazione affettiva

Sembrerà banale per molti, ma aver accettato i miei desideri liberandomi dai condizionamenti esterni mi ha già reso molto soddisfatto. Come potrei essere gratificato dal rapporto con un altro se io sono il primo che vive male e con i sensi di colpa i miei bisogni affettivi? Stare bene con me stesso è il presupposto fondamentale per qualsiasi rapporto.

23) Il mio grado si soddisfazione sessuale

La masturbazione è ancora la mia unica attività sessuale ma ora sento di essere pronto ad avere rapporti con gli uomini senza avere problemi di carattere morale.

24) Il peso del sesso nel mio mondo affettivo

Ho pochissima esperienza per quanto riguarda la vita di coppia quindi non posso pensare a niente di più specifico che non sia la ricerca di un certo equilibrio tra sesso e affettività. Credo che per fare sesso con una persona, non dico che ci devi essere innamorato, ma c'è bisogno di un minimo di feeling tra i due.

25) Che cosa vorrei dal mio ragazzo

Vorrei un rapporto sincero, in cui lui mi faccia stare bene e che migliori la mia vita. Gli autolesionismi non fanno per me.

26) Che cosa penso di poter dare al mio ragazzo

Lo stesso, vorrei far parte della sua vita per renderla migliore e per contribuire alla nostra felicità in modo reciproco.

27) I miei desideri in relazione alla mia vita affettiva/sessuale

Basta che ci si faccia stare bene l'uno con l'altro, questo è l'importante. Al principe azzurro che incontri e ti stravolge la vita in meglio non ci ho mai creduto, o per meglio dire semplicemente non saprei che farmene. Le uniche persone che possono davvero cambiare la nostra vita in modo genuino siamo noi stessi.

28) Le mie frustrazioni in relazione alla mia vita affettiva/sessuale

Dopo aver passato un'adolescenza frustrata a causa dell'impossibilità di essere "normale" e avere una rapporto da "normale eterosessuale" con le ragazze l'accettare la mia sessualità è stato un passo avanti che mi ha fatto più bene di come non avrei mai immaginato.

29) Che cosa vorrei conoscere circa la vita affettiva/sessuale degli altri ragazzi gay


Confrontarsi e condividere esperienze esattamente come ogni altro essere umano.

30) Quanto mi ritengo informato circa i comportamenti sessuali a rischio

Ritengo di conoscerli abbastanza affinché eviti di fare sciocchezze.



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