SESSO GAY: MAI SOTTOVALUTARE LA PREVENZIONE

HIV e AIDS, contagio, prevenzione, test - malattie sessualmente trasmissibili
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progettogayforum
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SESSO GAY: MAI SOTTOVALUTARE LA PREVENZIONE

Messaggio da progettogayforum » sabato 25 luglio 2020, 12:34

Caro Project,
sono un ventunenne del Nord Italia, innamorato perso di un ragazzo di un anno più giovane (qui lo chiamerò Maxi e non ti spiego il perché! Ma non si chiama Massimo) che pure lui è innamorato perso di me. Mi dirai che se è così non c’è problema e invece di problemi ce ne sono tanti. Lui ha avuto tante avventure anche con ragazzi molto più grandi e con quei ragazzi ha fatto di tutto anche senza preservativo. Lui queste cose me le ha raccontate un po’ per vanteria, perché queste cose le fa, ma mi ha messo addosso mille paure e mi ha frenato moltissimo. Lui a me piace proprio tanto, cioè mi eccito proprio anche solo a pensarlo, però non mi posso mettere a rischio, perché fino adesso non sono mai stato con nessuno e quindi non ho alcuna paura di avere preso l’hiv, ma se faccio sesso con lui poi c’è il rischio che vado in paranoia, e al limite mi potrei pure mettere veramente nei guai, e io non voglio rischiare perché non sono matto. Ho fatto leggere a Maxi un paio di articoli di Progetto sulle malattie sessualmente trasmesse e mi ha risposto brutalmente: “Sono tutte stronzate! Se tutti quelli che scopano si prendessero l’hiv il mondo sarebbe già finito.” Questa risposta non mi è piaciuta per niente e mi ha fatto pensare ancora di più che lui ha fatto sesso senza preservativo e che quindi devo stare molto attento. Capisci bene che questo pensiero del rischio, che si è introdotto tra noi, mette in crisi un sacco di cose. Io da quando sto con lui faccio fatica a tenerlo a distanza, cerco di incontrarlo sempre per strada e dove c’è gente, lui ha insistito tanto perché io andassi a casa sua, in modo da poter stare solo con me, ma non ci sono mai andato. Mi ha proposto di venire lui a casa mia, ma a casa mia per fortuna c’è sempre qualcuno, quindi dal suo punto di vista non è nemmeno pensabile. Quel po’ di sesso che abbiamo fatto lo abbiamo fatto solo in cam, che non è mica poco, ma è chiaro che di persona è tutta un’altra cosa. Io ho la macchina e lui no, e mi ha proposto tante volte di uscire con lui in macchina, ma la sera, non di giorno, quindi lui mi propone di uscire per fare sesso in macchina e io fino adesso ho inventato tutte le scuse possibili, che poi in parte erano anche vere. Project, io lo tengo a distanza, ma non vorrei proprio tenerlo a distanza, perché a forza di tenerlo a distanza rischio di perderlo. A parte quello che facciamo in cam, stiamo ore al telefono e sempre in erezione, poi, prima di chiudere la telefonata ci sfoghiamo mentre parliamo ma ciascuno per conto proprio, non è una cosa da poco perché sento che lui partecipa veramente, però la sua presenza fisica mi manca moltissimo e penso che per lui sia lo stesso. Quanto potrà durare tutto questo? Tu pensi che a uno come lui si possa proporre di andare a fare il test? O pensi che mi considererebbe un caso patologico, uno fissato con la paura delle malattie, però, in fondo sarebbe il solo sistema per togliersi le paure. Se no che possiamo fare? Solo toccarci insieme, beh, a me forse andrebbe pure bene così, ma per lui credo che non basterebbe proprio. Lui non è un tenerone di quelli che amano le coccole e fanno poco sesso, lui del sesso ne ha proprio fisiologicamente bisogno. Che fare? Abbassare la guardia sull’hiv e poi quello che succede succede? Però è un’idea che non mi piace proprio. Oppure quando stiamo insieme lo devo fermare quando gli viene in testa di andare oltre i limiti di sicurezza? Ma se faccio così faccio male anche a me stesso e soprattutto lui mi potrebbe mandare a quel paese. Oppure continuare a fingere senza parlare chiaro come ho fatto fino adesso? Che però mi sembra da vigliacchi. Io ho paura di perderlo ma non posso nemmeno pensare che per non perderlo devo accettare di correre rischi, potrei accettare di limitarmi solo a cose non a rischio, ma a lui non andrebbe bene e in fondo nemmeno a me. Certe volte mi dà ai nervi il fatto che su queste cose lui sia così superficiale, passava ore sui siti di incontri, dice che adesso non lo fa più, ma io non ne sono così sicuro. Sul suo telefono ho trovato quella famosa app e gli ho detto di toglierla, lui mi ha detto che non la usa più e pensava che finisse lì, ma io ho insistito, lui era di buon umore e l’ha tolta, però ce la può rimettere quando vuole. Comunque mi dà fastidio che lui metta in circolazione delle sue foto privatissime, Passi per le parti di sotto, ma la faccia non ce la puoi mettere, perché se no ti riconoscono pure per strada e diventi la favola del paese. Quando gli dico queste cose si mette a ridere e mi rinfaccia che noi ci siamo conosciuti proprio con quell’app e io adesso gli faccio la predica. Comunque non credo che mi tradisca, perché stiamo così tanto tempo al telefono a fare le cose nostre che tempo per pensare a altre storie gliene resta poco, e il tempo che gli resta lo passa all’università e a studiare perché è pure molto bravo, prende tutti voti alti e non me li rinfaccia mai mentre potrebbe perché io non sono bravo come lui, anche se studio e i miei esami li faccio. Lui non mi rinfaccia che è più bravo di me e questo è un punto a suo favore, ma ce ne sono parecchi altri, prima di tutto mi fa ridere, cioè mi mette di buon umore, non è mai musone, sorride a tutti e li incanta col sorriso, poi non mi dà buca, se dice una cosa la fa, una cosa importantissima è che non dice bugie, certe volte mi racconta delle cose che preferirei non sentire ma lui me le racconta lo stesso anche a rischio di perdere la faccia, perché lui non racconta balle. Della sua famiglia non parla né bene né male, non ne parla proprio mai e non parla mai di soldi, non porta abiti firmati o cose costose, è un ragazzo normale e questo mi piace moltissimo. Non è fissato con la psicologia come uno che avevo conosciuto prima, che appena aprivi bocca ti psicoanalizzava a partire da tre parole e pensava di capire le persone solo guardandole, ma io non mi sono fatto incantare. Maxi non fa come un altro che avevo pure conosciuto che a me diceva di essere gay e alle ragazze giurava di essere etero, che cosa fosse non lo so ma non mi piaceva proprio nemmeno fisicamente. Maxi non dice parolacce, bestemmie e cose del genere, parla anche di cose sessuali ma in modo educato anche se molto diretto, poi una cosa importantissima non fuma, non beve e ovviamente non si è mai drogato, non va in disco a caccia di ragazzi, o meglio non ci va più, a quanto dice. È sportivo ma non fissato, va a fare nuoto una volta alla settimana, però nonostante tutto le sue esperienze se le è fatte e questo mi rode un po’ anche se forse è solo invidia. Ma adesso il problema mio è quello di fargli fare il test, che poi, se lo fa, e se dopo gli capita l’occasione, almeno ci pensa due volte prima di fare qualche stronzata grossa. Lui con la salute si sente invincibile, dà per scontato che lui sta benissimo e starà sempre benissimo mentre mettersi nei guai seri è facile. Io sarei per proporgli di fare il test insieme proprio come condizione aut aut, se non lo fa allora vuol dire che di me se ne frega del tutto ed è meglio che lo mollo, se lo fa, dopo siamo proprio liberi. Non pensavo mai che avrei avuto questo tipo di problemi, avevo sempre pensato che avrei trovato un ragazzo come me alla prima esperienza e quindi senza rischi e invece mi sono trovato Maxi e ci devo fare i conti.
Tu, al mio posto che faresti? Io mi sa che mi gioco la carta del test come aut aut, Secondo me lui molla!
Dan99

Lao
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Re: SESSO GAY: MAI SOTTOVALUTARE LA PREVENZIONE

Messaggio da Lao » sabato 25 luglio 2020, 15:21

La situazione non è così difficile, soprattutto se questi due ragazzi sono presi l'uno dall'altro. L'unica via è convincere Maxi a fare il test, perché così non si può continuare. La strada dell'"aut-aut" potrebbe rivelarsi controproducente: mettere alle strette qualcuno, soprattutto con i toni alti, ha come eventuale effetto l'allontanamento dell'interlocutore che, non sentendosi capito, mira a salvaguardare il proprio modo di essere. Consiglio invece di parlare sinceramente e autenticamente con questo ragazzo, esplicitando i propri desideri, i propri sentimenti e le proprie paure in merito alla situazione, con tranquillità e senza alzare i toni. Costringere non è salutare; è molto meglio portare l'altro dalla propria parte creando le condizioni perché voglia entrare.
Sembra un ragazzo serio nonostante la mancanza di cautela e i bollori dell'età. Non deve rinfacciare nulla se la sua carriera universitaria va a gonfie vele, ci mancherebbe altro. Se lo facesse non sarebbe un buon compagno. Ciascuno fa il suo percorso e mette in campo le risorse di cui dispone, pertanto questi paragoni sarebbero fuori luogo e deleteri.
Buona fortuna.

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riverdog
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Re: SESSO GAY: MAI SOTTOVALUTARE LA PREVENZIONE

Messaggio da riverdog » domenica 26 luglio 2020, 0:43

Domanda 1: ma ha senso parlare di test (ndr: io l'ho fatto, non sono affatto contro questo step... ci mancherebbe!!) se non si è una coppia, monogama, con annessa ragionevole fiducia? Secondo me no. Ed occhio... che quello che può sembrare il passo più sicuro potrebbe non esserlo affatto! Tendenzialmente, brutto pensarlo, d'accordo, ma un profilattico tradisce meno di un moroso... :-)

Domanda 2: si può diventare una coppia monogama se non si è prima sperimentata la sessualità? Secondo me no.

Quindi... frequentatevi, conoscetevi, parlate (questa elevata al cubo), sperimentate (precauzioni e/o limitazioni... non si scappa, mi spiace!), poi si vedrà come evolve la cosa e se sarete pronti per qualcosa di più stabile e disinvolto.
Rischio zero non esiste? Okay... ma, ripeto, il test non è affatto sinonimo di rischio zero... ci vuole un pizzico di ragionevolezza, tutto qua.
Onestamente non vi vedo bene... su questo tema, importante a suo modo per entrambi, siete agli antipodi... vi potete trovare solo a metà strada... altrimenti meglio che ciascuno prenda la sua.

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progettogayforum
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Re: SESSO GAY: MAI SOTTOVALUTARE LA PREVENZIONE

Messaggio da progettogayforum » domenica 26 luglio 2020, 15:37

Alla prima domanda di Riverdog vorrei rispondere sulla base di quello che ho visto in più di qualche situazione. Parto da una prima ipotesi: un ragazzo ha fatto sesso con uno di cui non è certo se sia sieronegativo, cosa in fondo molto comune perché le coppie gay strettamente monogame sono poche. In questo caso, dato che il dubbio c’è e ci potrebbero essere problemi veramente enormi, è ovvio che il test va fatto. In una situazione diversa, come quella descritta nella mail in cui uno dei due non ha avuto contatti sessuali con l’altro, cioè con quello che ha avuto in precedenza molte esperienze sessuali, è ovvio che il test va comunque fatto certamente dal ragazzo che ha avuto esperienze a rischio, perché lì il rischio oggettivo c’è, ma anche dall’altro, non fosse altro per non creare in questo una frattura nella coppia che si sta formando. Vorrei aggiungere che il test oltre al valore diagnostico, ne ha un altro assolutamente fondamentale, cioè ha un significato educativo e di prevenzione, perché nell’ipotesi in cui non si riscontri sieropositività, l’avere comunque fatto il test e l’avere atteso i risultati non senza una certa ansia di fondo ha un effetto psicologico che indurrà per il futuro alla prudenza, mentre se ci si limitasse solo al far finta di niente si incoraggerebbero comportamenti irresponsabili. L’HIV non va mai sottovalutato, perché anche se il periodo di sopravvivenza si è allungato di molto, si tratta comunque di una infezione che non si risolve, che può solo essere tenuta sotto controllo con l’assunzione di farmaci tutt’altro che privi di effetti collaterali e per tutta la vita e comunque la speranza di vita ne viene significativamente ridotta. E poi non bisogna mai dimenticare che le malattie sessualmente trasmissibili sono molte e spesso ben più contagiose dell’HIV. Anche se si tratta “quasi” sempre si malattie curabili si tratta di infezioni che possono provocare gravi problemi. Siccome per il sesso al di fuori di una coppia monogama esistono i preservativi, che non azzerano il rischio ma comunque lo riducono nettamente, sarebbe in ogni caso assurdo esporsi a rischi pesanti quando se ne può fare a meno o comunque li si può ridurre nettamente.
Alla seconda domanda: si può diventare una coppia monogama se non si è prima sperimentata la sessualità? Risponderei che diventare una coppia monogamica significa impegnarsi moralmente con il proprio partener, e non si tratta di un impegno da poco. Avere sperimentato la sessualità non basta, direi che ci vuole ben altro, come giustamente dice Riverdog. I veri rischi vengono dalla false coppie monogamiche in cui uno dei due partner dà per scontato che la coppia sia rigidamente monogamica, quando in realtà non lo è affatto. In questi casi non si usano mezzi di prevenzione e il contagio è altamente più probabile se il partner che non rispetta il patto di monogamia pratica sesso non protetto al di fuori della coppia. Se uno non se la sente di rispettare il patto monogamico dovrebbe dirlo apertamente e permettere al suo partner di fare una scelta consapevole, ma purtroppo questo non avviene quasi mai.

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riverdog
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Re: SESSO GAY: MAI SOTTOVALUTARE LA PREVENZIONE

Messaggio da riverdog » domenica 26 luglio 2020, 16:29

Chiarisco un punto fondamentale, io sono per i test come prassi regolare di vita... io la prima volta lo feci prima di iniziare ad avere comportamenti sessuali a rischio all'interno di una coppia monogama. Dopo di allora iniziai a donare il sangue regolarmente, e il check sull'Hiv c'è sempre.
Non posso che consigliare un modo di fare il più possibile responsabile e consapevole.
Poi però esiste anche una realtà più pratica ed una miriade di casi in cui non tutto può avvenire sempre seguendo regole ideali di vita. Visto che questa è la realtà ineluttabile, e manco ha senso mettere la testa sotto la sabbia, trovo pericoloso far passare tutto come "assolutamente rischioso", i rischi vanno distinti, ci sono i grandi, i medi, i piccoli e i piccolissimi. Secondo me è importante, altrimenti di fronte all'occasione alla quale non si vuole rinunciare per niente al mondo, si pensa "vabbè è rischioso, ma per una volta che vuoi che succeda...", non si distingue il rischio, e a quel punto si potrebbe optare per il colpo grosso o medio e si fanno caxxate....
Detto ciò, preferisco non andare avanti su questa tematica; ho delle idee precise in proposito, non di certo fonte assoluta della verità, ma a loro modo consolidate nel tempo, ma non vorrei correre il rischio (tanto per stare in tema...) di dar adito a fraintendimenti su argomenti comunque molto seri, tutto qua.

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progettogayforum
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Re: SESSO GAY: MAI SOTTOVALUTARE LA PREVENZIONE

Messaggio da progettogayforum » domenica 26 luglio 2020, 17:03

Nessun rischio! Condivido al 100% quello che dici.

AlbusDumbledore
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Re: SESSO GAY: MAI SOTTOVALUTARE LA PREVENZIONE

Messaggio da AlbusDumbledore » mercoledì 29 luglio 2020, 13:20

Io sostengo totalmente il parere di Lao.
Leggendo l'email, si nota che questo ragazzo comunque non è stupido, ha la testa sulle spalle, è molto intelligente, ma pecca di furbizia su questa tematica. Pazienza, si può rimediare.
Se c'è paura di affrontare un rapporto non protetto (paura completamente giustificata), non vedo perché non si dovrebbe fare il test solo per un parere personale di uno dei due.
Non ho un ragazzo ma se lo avessi avuto non lo costringere mai a fare qualcosa di cui è terrorizzato. Fare il test non mi costerebbe nulla e darei tranquillità alla persona cui tengo, nonché anche più coinvolgimento nel momento dell'attività sessuale, che potrà godersi anche lui senza avere paura di prendere qualche malattia.
È molto strano che questo ragazzo non si preoccupi non solo della sua salute, ma anche di quella del fidanzato.

Sostengo anche anche io che parlarne tranquillamente sia la soluzione più adatta.
"La causa fondamentale dei problemi è che nel mondo moderno gli stupidi sono sicuri di sé, mentre gli intelligenti sono pieni di dubbi."

Bertrand Russell

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