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 Oggetto del messaggio: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: mercoledì 24 aprile 2013, 15:57 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
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Premetto che questo Topic NON ha nessun valenza morale, ma è solo il risultato di alcune riflessioni...
Ripeto, evitando inutili discorsi sulla moralità di chi pratica esperienze sessuali con degli sconosciuti, vorrei puntare l'attenzione sul fatto di come molte volte questo bisogno di avere rapporti sessuali non protetti sia un po' come giocare alla roulette russa con la propria salute...

Riflettendo su questo argomento mi è venuto in mente che, non solo attraverso le chat, si possono avere incontri con perfetti sconosciuti, ma anche in appositi locali. Vi porto un caso estremo, le dark room, per chi non sapesse cosa siano, vi lascio alla definizione che c'è su Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Dark_room.
Quello che mi chiedo è: “Come è possibile avere rapporti sessuali con un perfetto sconosciuto di cui non riesci neanche a vedere la faccia??? ” O meglio: “Come fai a fidarti ad avere rapporti sessuali con un perfetto sconosciuto di cui non riesci neanche a vedere la faccia???”
A parte il fatto che penso che difficilmente una persona in questi posti si porti un preservativo, e quindi... Sono sincera... ma io queste cose non le riesco a capire... e sinceramente trovo tutto questo al limite della follia... la cosa che mi lascia senza parole è che sanno anche i sassi che non usando protezioni il rischio di “sputtanarsi” la salute è elevato, eppure molte volte si usa più quello che si ha in mezzo alle gambe che quello che sta parecchio più su...
La domanda che mi faccio,e che vi faccio è: “Perché le persone non usano delle protezioni quando hanno rapporti sessuali con perfetti sconosciuti? ”

Ho trovato alcune risposte in rete. Questo articolo, datato 2009:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/06/niente-condom-siamo-teenager-tre-su-quattro.html
ve ne riporto alcuni stralci che fanno veramente cadere le braccia…
“Dicono che usarli è difficile, complicato, poco sexy. Spiegano che l' amore va colto, preso dove e quando arriva, se ci si può "proteggere" meglio, altrimenti pazienza, cercheremo di stare attenti.”
[…]
“tre giovani su quattro non usano alcuna protezione durante i rapporti sessuali, perché il «partner è contrario» (22%), o perché non li hanno «a portata di mano».”

E altri che fanno riflettere su come siamo messi in Italia…
“Da quasi un decennio infatti le campagne sulla contraccezione sono scomparse dai media e dalle priorità del ministero della Salute. Chi oggi ha tra i tredici e i diciassette anni non ha vissuto gli anni dell' emergenza legata all' Hiv, da cui erano scaturite stagioni di informazione capillare e battente sulla sessualità sicura, con una conseguente diffusione dell' uso del preservativo.”

Il problema è che queste risposte non mi bastano, perché non riesco a concepire come si faccia ad avere una così poca considerazione di sé, perché se decidi di prendere così poco sul serio la tua salute, significa che ritieni che la tua vita vale meno di zero...

Riflettendo su queste cose mi è venuto in mente che forse l’aver rapporti senza preservativo è una “forma distorta” di autolesionismo… L’autoesionismo (Wikipedia, http://it.wikipedia.org/wiki/Autolesionismo) è: “è un atto che implica il procurare, consciamente o meno, danni rivolti alla propria persona, sia in senso fisico che in senso astratto.” L’avere rapporti sessuali senza protezione con sconosciuti, può provocare danni alla tua persona, in “senso fisico” perché c’è il rischio di prendersi le malattie.


Dopo queste ricerche in rete mi sento svuotata… nonostante l’articolo che ho letto, non riesco a trovare una logica dietro questo tipo di comportamento… Ma c’è dietro una logica??????
Mi sembra assurdo leggere il menefreghismo per la propria salute e per quella degli altri… perché se tu hai una malattia e se il tuo patner occasionale non ha protezione c’è il rischio di infettare pure lui…

Isabella



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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: giovedì 25 aprile 2013, 2:38 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5126
Beh, capire perché non è una cosa facile e di motivi ce ne sono tanti e molto intrecciati tra di loro. Bisogna tenere presente che la sessualità esiste e che la sua importanza viene continuamente ribadita. Il problema sta nel come è possibile vivere la sessualità. Per qualcuno è possibile vivere la sessualità nell’ambito di un rapporto affettivo importante, o almeno nell’ambito di un rapporto caratterizzato da rispetto reciproco, è evidente che la sessualità in queste situazioni non crea problemi perché si integra profondamente nel complesso della vita di una persona, cosa che la demitizza e ne fa una modalità di scambio affettivo.

Purtroppo ci sono situazioni in cui la sessualità non ha realmente modo di integrarsi nella vita di una persona e allora assume i caratteri dell’attività necessariamente invisibile, sotterranea e in questi casi accade spesso che ci si rivolga a persone sconosciute per un contatto sessuale che sembra essere una liberazione rispetto alla compressione della sessualità cui si è sottoposti. La sessualità percepita come separata dal complesso della persona deve trovare modo di realizzarsi con modalità del tutto separate da quelle della vita ordinaria. Va tenuto presente che l’impossibilità di vivere la propria sessualità per quello che è crea sofferenza profonda e spinge a risolvere il problema anche in modi pericolosi.

Cerco di spiegarmi con un esempio. Un ragazzo di famiglia alto-borghese di fine ‘800 doveva piegarsi a un matrimonio combinato, in cui la componente sessuale era considerata poco più di un dovere. E’ ovvio che in situazioni del genere, nonostante il rischio della sifilide, quel ragazzo cercasse di avere rapporti sessuali con una prostituta.

Ma veniamo ai gay. Prima dell’era di Internet un gay, per vivere anche a livello minimo una sessualità di coppia, aveva in pratica un’unica scelta e cioè frequentare i luoghi della prostituzione maschile con tutti i rischi connessi alle malattie sessualmente trasmesse.

Oggi c’è internet e questo comporta che la prostituzione maschile nel senso tradizionale tende a diminuire, perché, per fare sesso senza impegno ci sono i siti di incontri che hanno almeno il vantaggio di salvaguardare l’immagine pubblica delle persone, chiaramente anche lì c’è il rischio delle malattie sessualmente trasmesse. Per certe persone, parlo di quelle che hanno preferenze sessuali poco comuni, trovare un appagamento reale è difficile anche nei siti di incontri e proprio per questo aumenta la tendenza ad accettare dosi di rischio maggiore.

Potrei dire che in generale quanto più è difficile per una persona trovare un modo per vivere la sua sessualità, tanto più alta è la dose di rischio che quella persona è disposta ad accettare. Si è disposti a pagare con alti rischi forme di appagamento sessuale che è quasi impossibile ottenere senza correre quei rischi.

C’è da considerare che la sessualità vissuta in questo modo è associata a bassi livelli di autostima, elemento, questo, correlato con l’idea che non abbia senso investire sul proprio futuro e che si debba giocare, come alla roulette, il tutto per tutto.

Al di là di queste motivazioni sociologiche e psicologiche che possono affievolire l’istinto di conservazione, resta però il motivo fondamentale dei comportamenti pericolosi e cioè l’ignoranza o la sottovalutazione del rischio. Non siamo abituati neppure all’igiene alimentare e abusiamo spesso sconsideratamente del cibo perché non ci rendiamo conto dei danni che produciamo al nostro organismo e, a maggior ragione, nella sessualità, data la completa assenza di una educazione sessuale, ci esponiamo a rischi perché non siamo informati e non ci rendiamo conto della pericolosità dei nostri comportamenti.

Si discute molto spesso di sessualità e di morale, ma sarebbe indispensabile, prima ancora di discutere, informarsi seriamente circa la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse. L’educazione sessuale non solo aiuta a vivere meglio ma può letteralmente salvare la vita. La salute è un bene troppo grande per poterlo esporre a inutili rischi. Un preservativo può valere la vita!



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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: giovedì 25 aprile 2013, 10:59 
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Iscritto il: venerdì 9 luglio 2010, 0:27
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Ciao Isabella, volevo fare qualche riflessione sul tuo topic....
Innanzitutto ovvio che ritengo importantissimo l'argomento, quindi grazie per l'aver affrontato.... però, secondo me, c'è un concetto di fondo che andrebbe chiarito....
Il titolo lo trovo più che idoneo: "rapporti sessuali NON protetti".... ineccepibile direi! Soltanto che nel corso del post "mischi" questo argomento con un altro: "rapporti sessuali con SCONOSCIUTI".... in poche parole se ne può desumere che il rischio, il giocare alla roulette russa, provenga dalla combinazione di questi due elementi: il far sesso non protetto con uno sconosciuto.
Non metto in dubbio che questa rappresenta la possibile combinazione più rischiosa tra quelle ottenibili, sia chiaro.
Ma il messaggio sottointeso che se ne può trarre è che se una persona 'la conosco' si può ridurre la soglia di percezione del pericolo ed abbassare la guardia, tradotto, assumere comportamenti rischiosi.
Penso che le protezioni vadano sempre usate, a prescindere dalla conoscenza, perché quella persona può sì avere avuto fino a quel momento una vita sessuale sobria, ma non si sa mai.... magari ha avuto un'unica relazione, ma con un compagno che ogni tanto si concedeva qualche scappatella.... oppure essersi infettata in modalità non legate alla sessualità e magari non esserne al corrente (fortunatamente al giorno d'oggi cosa rara, ma anni fa....).
Quello che voglio sia chiaro e che nessuna persona è sicura al 100%. Ma questo non vuol dire che bisogna farsi prendere dalle paranoie, altrimenti cavolo non si vive più.
L'uso del profilattico è di vitale importanza qualora si avessero rapporti con degli sconosciuti, ma è bene utilizzarlo anche con persone conosciute. Almeno finché non sboccia una relazione, ed a quel punto si ricorre a qualche analisi e poi si sta tranquilli (....sperando che il partner sia una persona con un briciolo di cervello, ma l'essersi comportato in quella maniera assennata in precedenza mi fa sperare che poi eviti di assumere comportamenti rischiosi con terzi individui.... se non altro per la salvaguardia del partner abituale....).
A dire il vero, qualora la persona la si conosce per bene, e desta una certa sicurezza, un tantino più elastici lo si può anche essere in determinate situazioni.... ma evito di pubblicizzare comportamenti non sicuri al 100%. Anche se una sicurezza al centoxcento non esiste, ed anche il grado di fatalismo dell'individuo ne influenza i comportamenti.
Detto questo, seecondo me, bisogna fare le cose in maniera giusta, con razionalità e informazione.... a quel punto le paure vanno messe da parte, altrimenti si vive male.... tanto si può morire anche andando ad assistere al proprio papà che taglia il traguardo ad una maratona, ed in milioni di altre maniere, anche perché questo mondo pullula di squilibrati.... beato chi almeno confida nell'aldilà....


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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: giovedì 25 aprile 2013, 11:12 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Vorrei ringraziare projct e Riverdog per quello che hanno scritto :) ...
riverdog ha scritto:
in poche parole se ne può desumere che il rischio, il giocare alla roulette russa, provenga dalla combinazione di questi due elementi: il far sesso non protetto con uno sconosciuto.
Non metto in dubbio che questa rappresenta la possibile combinazione più rischiosa tra quelle ottenibili, sia chiaro.
Ma il messaggio sottointeso che se ne può trarre è che se una persona 'la conosco' si può ridurre la soglia di percezione del pericolo ed abbassare la guardia, tradotto, assumere comportamenti rischiosi.

Mentre scrivevo il Topic non ho pensato al rapporto fra persone che si conoscono :oops: ...
riverdog ha scritto:
L'uso del profilattico è di vitale importanza qualora si avessero rapporti con degli sconosciuti, ma è bene utilizzarlo anche con persone conosciute.

Concordo su quanto hai scritto!

Isabella



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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: giovedì 25 aprile 2013, 11:15 
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Iscritto il: venerdì 9 luglio 2010, 0:27
Messaggi: 278
Ma figurati Cucciola! Grazie a Te! ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: domenica 12 maggio 2013, 17:26 
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Iscritto il: domenica 10 luglio 2011, 20:09
Messaggi: 156
io non mi stupisco più di tanto , nè delle motivazioni che spingono le persone ad avere rapporti senza l'uso di profilattici nè che i numeri sono sempre in aumento.... se negli anni precedenti c'erano iniziative finalizzate alla sensibilizzazione della questione "aids -hiv" oggi non si muove foglia...
come se l'informazione andasse a braccetto con la malattia del momento (come fosse una moda)...
qualche anno fa l'attenzione era puntata sulle malattie sessualmente trasmissibili , che tutti identificano con l'aids, ignorando la presenza di tantissime altre....
oggi l'attenzione è puntata sul cancro , sulla sla , sul parkinson ....
e finchè ancora nel 2013 è possibile trovare video del genere dove 2 premi nobel e innumerevoli persone sostengono nella non esistenza dell'HIV e nella inefficienza dei medicinali , ritenendosi quasi cavie umane... beh ...
non mi stupirei più di tanto di trovar tante persone che affollano le dark room etc.etc...

HIV una gran balla e un capolinea!
http://www.youtube.com/watch?v=oF0-MwgxHQQ

HIV non esiste: la verità 2013
http://www.youtube.com/watch?v=svSVVw7V5as

io penso che ci sia un errore di fondo : l'associare tutte le malattie sessualmente trasmissibili all' aids... la maggior parte delle persone usano i preservativi per proteggersi dall'aids ignorando tutto il resto ...

cito http://www.perlasalutesessuale.it/conoscere/cifre.htm
"Le infezioni circolano maggiormente in gruppi di popolazione con comportamenti simili, un tempo definiti gruppi “a rischio” mentre oggi si parla più spesso di gruppi “vulnerabili” perché non è una colpa condividere stili di vita. Uno di questi gruppi risulta essere quello degli adolescenti: un terzo delle nuove infezioni registrate ogni anno riguarda giovani con meno di 25 anni, ragazzi alle prime esperienze sessuali che, non avendo ricevuto un'educazione sanitaria adeguata, non avendo facile accesso ai servizi sanitari o non avendo conosciuto le campagne di prevenzione AIDS degli anni ‘90, ignorano o sottovalutano i rischi dei rapporti non protetti con l’uso del preservativo."


Per quanto riguarda la coppia io penso che molte volte il mancato utilizzo del preservativo sia dato dal fattore "vergogna", proprio per la mancanza di educazione sessuale , la richiesta dell'utilizzo di precauzioni viene vista come una cosa NON normale .. come una mancanza di fiducia , e si finisce con il procedere senza con tutti i rischi annessi!!


un saluto a tutti . alessandroNa 8-)



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Non ho il diritto di giudicare o condannare nessuno! Non ho il tempo, né la voglia, né la personalità, per mettermi a pianificare vendette! Mi vendico già continuando ad essere me stesso, sempre, comunque, in ogni modo, e in ogni caso.
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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: domenica 12 maggio 2013, 20:13 

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Beh io ad esempio quando ero fidanzato non ho mai usato protezioni col mio ragazzo. Se una coppia è fedele non c'è nessun rischio.
Se però si parte dal presupposto che non ci sia mai da fidarsi nemmeno di chi si ama... :?


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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: domenica 12 maggio 2013, 20:41 
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Messaggi: 1386
k-01 ha scritto:
Se però si parte dal presupposto che non ci sia mai da fidarsi nemmeno di chi si ama... :?

k-01, penso che almeno all'inizio della relazione il test sia da fare, almeno per essere sicuri che entrambi i patner siano sani... riguardo al non fidarsi di chi si ama... è brutto quello che scrivo, però per come è fatta una parte del mondo gay... Ti lascio questo link, sperando di non offendere nessuno:
http://www.diredonna.it/relazioni-omosessuali-verso-la-monogamia-aperta-33926.html

Isabella



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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: domenica 12 maggio 2013, 23:28 
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Iscritto il: domenica 10 luglio 2011, 20:09
Messaggi: 156
Cita:
Ti lascio questo link, sperando di non offendere nessuno:
http://www.diredonna.it/relazioni-omose ... 33926.html

Non bisogna dimenticare che nell’ambito degli accordi coniugali delle coppie gay non monogame, le regole poste sono volte a limitare la trasmissione di malattie quali l’HIV. Come afferma la stessa Hoff:
“[...] la rottura degli accordi sessuali o se qualcuno non è chiaro con il proprio partner, può rendere entrambi vulnerabili alla contrazione dell’HIV [...] senza un consenso comune, mentre un partner potrebbe essere coinvolto in un comportamento rischioso al di fuori della relazione di coppia, l’altro potrebbe essere inconsapevole del conseguente rischio [...]“.

anche in questo caso si parla semplicemente dell'HIV


Cita:
Beh io ad esempio quando ero fidanzato non ho mai usato protezioni col mio ragazzo. Se una coppia è fedele non c'è nessun rischio.
Se però si parte dal presupposto che non ci sia mai da fidarsi nemmeno di chi si ama...
esistono anche casi in cui le persone non sono affette dalla malattia ma sono portatori del virus... "portatori sani" in quel caso il soggetto potrebbe essere ignaro del fatto che un rapporto senza precauzione porterebbe al contagio del partner .... e la frittata è fatta..!
cito wiki:Si dice portatore sano un individuo contaminato da un agente patogeno o portatore di una malattia genetica recessiva, ma di cui non manifesta i sintomi.
Benché non venga colpito dalla malattia un portatore sano può trasmetterla ad altri individui, se infettiva, o ai discendenti, se genetica. :shock:



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 Oggetto del messaggio: Re: Riflessioni sui rapporti sessuali non protetti
MessaggioInviato: lunedì 13 maggio 2013, 20:19 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
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Isabella, io non ho mai avuto né cercato relazioni aperte. Ovviamente prima di decidere di non usare protezioni abbiamo fatto un test.
Discorso a parte se uno dei due patner è sieropositivo. Le protezioni in questo caso sono d'obbligo.
Non mi sembra giusto però avere sfiducia a priori verso il proprio patner solo perché si pensa che la fedeltà tra gay non esista. ;)


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