I camaleonti

Romanzi, racconti, poesie, canzoni e componimenti di ogni genere scritti dai ragazzi del Progetto
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Alyosha
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I camaleonti

Messaggio da Alyosha » giovedì 9 dicembre 2010, 21:58

Siamo per gli altri senza mai che gli altri siano per noi. CI trasformiamo o perché così non ci vogliamo o perché è così e basta. Troppo fragili per essere noi, troppo impazienti per aspettare un poi. Poco certi non sentiamo nostre le nostre ragioni. Non siamo legati ad ideali, come prigionieri di principi morali, ma non siamo neanche liberi spenti dalle vostre sentenze. Siete giusti siete rei popolo eletto di eletti o reprobi, vi aspetta salvezza o dannazione eterna, cosa rimane per noi? Assenti e presenti popolo nomade di Camaleonti?

Questa l'ho scritta a 16 anni, me la sono ritrovata tra le carte e adesso rileggendola un certo effetto mi fà.

Felix
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Re: I camaleonti

Messaggio da Felix » giovedì 9 dicembre 2010, 23:28

Boy,
hai da poco scritto questo testo e sembra che io sia il primo a "profferir parola" in merito...

Nessun commento però, perchè mi sembrerebbe di deturparne la bellezza e l'esperienza che in queste parole ha trovato la sua espressione verbale...

Mi piace molto, in particolare il:
"Troppo fragili per essere noi, troppo impazienti per aspettare un poi"...

Mi piace perchè rivedo tanto di me in queste tue parole e suscita emozioni e riflessioni forti...

Grazie per aver condiviso!!!

Felix
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)

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claude86
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Re: I camaleonti

Messaggio da claude86 » giovedì 9 dicembre 2010, 23:50

Non posso che quotare Felix, complimenti per il bellissimo e verissimo testo!

Alyosha
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Re: I camaleonti

Messaggio da Alyosha » venerdì 10 dicembre 2010, 8:48

Grazie ragazzi... L'ho voluta postare perché quando l'ho scritta ricordo che non avevo un'idea chiara di ciò cui mi stessi riferendo. L'ho sempre vista molto rappresentativa della mia persona (è una delle poche che so a memoria), ma non sapevo spiegarmi bene a cosa mi riferivo. Immagino parlassi di una fragilità di fondo, di una insicurezza nel prendere decisioni e di una capacità di mutare che ai tempi leggevo in m aniera negativa (come mancanza di carattere). Oggi a distanza di anni ci vedo ben altro e confesso che rileggendola un certo nodo alla gola è salito....

barbara
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Re: I camaleonti

Messaggio da barbara » venerdì 10 dicembre 2010, 10:24

Sedici anni: il momento più difficile dell'età più difficile, secondo me.
Sei su una fune sospeso nel nulla , come l'immagine del tuo avatar. Non puoi tornare indietro, non sai cosa ti aspetta dall'altra parte e sotto di te c'è il vuoto.
Nel tuo scritto rintraccio questa realtà, che appartiene a tutti noi, poichè tutti l'abbiamo attraversata. Non avevamo scelta: " Ci trasformiamo o perchè così vogliamo o perchè è così e basta".
Un'età in bilico, ma anche intensa. Nella fragilità di quegli anni, c'è una grande profondità di pensieri, che ruotano intorno a un'unica segreta domanda : io chi sono?
Momenti caotici di grande verità. Hai ragione. E' emozionante ricordarli.

Alyosha
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Re: I camaleonti

Messaggio da Alyosha » venerdì 10 dicembre 2010, 14:26

Sei su una fune sospeso nel nulla, come l'immagine del tuo avatar. Non puoi tornare indietro, non sai cosa ti aspetta dall'altra parte e sotto di te c'è il vuoto.
... L'hai detto bene tu. Un abbraccio Barbara in gamba come sempre!!!:)

Alyosha
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25 Agosto 2001

Messaggio da Alyosha » domenica 12 dicembre 2010, 19:52

Questa neanche ricordavo di averla scritta. Un vecchio quaderno sepolto di polvere. L'ho scritta molto a ridosso di quella famosa e unica esperienza con quel ragazzo. Mentre nel frattempo ero ritornato con la mia ex ragazza. Avevo 19 anni e le idee, ancora tanto confuse... o forse no? A volte ho la sensazione che avevo le idee più chiare allora che adesso...

Il corso dell'acqua

Il mondo attorno prende parte a questo ballo in maschera. L'ipocrisia mi avvolge e dentro la sento, la vivo. Sguardi furtivi mi svelano la mia natura e infondo all'anima paura. Ecco come cade la timida eventualità che dentro me sia tutto normale, quella fragile speranza che ci sia altro da cercare. Il miele attrae l'ape, la mucca il bue, la mosca il ragno, la fede il credente e tu perché mi attrai? Attorno cede la speranza di un futuro normale. Sento vedo guard. Forse no e poi si e infine mi arrendo all'evidenza, ma lui a che pensa? Pensieri e parole, pensieri e pensieri, ma infondo piace, anche se non sono ape, né mucca, né ragno, però il diritto di sognare lo voglio anch'io. E lui soffre e lei piange, di quest'uomo piccolo ed esitante e forse la perdo, per l'ennesima volta. Chi sei? Che hai? Sono io, senza genere. Dentro sento il mondo che mi si contrae. La mia attrazione porta anzia e dolore eppure esiste, che io sia pronto ad ammetterlo oppure no. Il cielo non è sereno stanotte, la prossima ancora pioverà e la volta dopo ancora chi lo sa.
Quando ogni cosa sembra distruggersi è solo che il corso che l'acqua artificialmente ha preso, non regge più. Rispetto per la mia natura.

Alyosha
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Re: I camaleonti

Messaggio da Alyosha » domenica 26 dicembre 2010, 2:48

La forma dell'acqua quelle del bicchiere la forma di chi non contiene e desidera solo farsi contenere. Il desiderio che sale la paura che scende, la voglia di scappare quella di lasciarsi andare. E sei come le onde del mare che ti portano via per farti restare. Sei come le foglie d'autunno pronte a cadere a scivolare lentamente per farsi scoprire. Sei questo continuo andare per poi ritornare. Questa solitudine di sabbia cui serve solo acqua per farsi contenere. Sei le mille forme del tuo vagare questo non sapersi fermare. Sei una stanza cui non entra mai luce, la polvere sottile serve per dimenticare. Sei come l'oceano cui tutto scompare e ancora una volta è l'acqua che ti sa trattenere. Sei un boccone masticano di fretta per la paura che hai di masticare, per la fretta che ti da il tuo continuo mendicare. Sei un pizzicare, un rubare, un piccolo posto. Sei l'impatto forte della diga su l'acqua, questo continuo scorrere che niente ferma, questo flusso dirompente che dentro ti scorre e mai hai saputo trattenere. Sei la paura di sbagliare, l'ostinazione che non ti lascia riposare. La rugiada che si posa sulla foglia, quando l'acqua sente freddo e vorrebbe un posto dove stare. L'umido delle radici il fresco sulla pelle quando soffia il vento. Sei il tuo cadere, separarti e scomporti prima di ticchettare sulla nuda terra. Sei questo dilatarsi che resta sempre uguale, questo frammentarsi e riesserci, convinto come sei di essere tutto te stesso in ogni cosa che fai. Sei il silenzio della sera, l'inganno del cicaleccio, la maschera di un volto che non scopri mai. Sei una lacrima che scorre dalle labbra al cuore, la difficoltà che provi nel trattenere tensioni discordanti. Sei una briciola di pane che assorbe e si sconquassa, che gonfia sul cavo dell'onda e si riabbassa. Sei una matassa che più tiri e più ti soffoca. Sei un laconico lamento pronunciato nel silenzio, il respiro che accanto a te non avrai mai. Sei la colpa, la nostalgia e l'abbandono. Sei solo come la pietra che invidia la foglia per il suo lento cadere. Sei un buco nella sabbia che l'acqua allarga mentre cerca di riempire. Sei ciò che si mostra e ciò che si nasconde. Sei tra le pieghe dei fogli, nascosto bene come le spille. Sei un rinunciare e un non sapersi accontentare, il dramma della sera, l'indifferenza del giorno.

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progettogayforum
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Re: I camaleonti

Messaggio da progettogayforum » domenica 26 dicembre 2010, 3:40

Che cose belle Boy-com!!!

Alyosha
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Re: I camaleonti

Messaggio da Alyosha » domenica 26 dicembre 2010, 13:28

Ahah Project a giudicare dall'orario in cui entrambi abbiamo postato mi sa che il Natale ci mette insonnia :lol: . Meno male che è passata la nottata :). Grazie comunque pe ril tuo apprezzamento

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