IL NIDO DI VALSIGIARA

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giait
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Re: IL NIDO DI VALSIGIARA

Messaggio da giait » mercoledì 4 gennaio 2012, 0:58

Caro Hugh, ho letto il tuo racconto e l'ho trovato molto interessante. Ben scritto, ben scandito, avvincente.
Ho anche letto alcuni post di critica e devo dire che anche quelli possono essere condivisibili...
Insomma, il punto a cui voglio arrivare è questo: nel racconto ci potrà pur essere, come qualcuno ha sottolineato, qualche imperfezione (intelligenza e bellezza come qualità ideali in una persona, che a mio avviso non si tratta di imperfezione, bensì di sentire soggettivo), ma è interessante che tu abbia affrontato in un solo scritto tante tematiche: l'accettazione di sé, il diverso modo di vivere la propria condizione e l'evoluzione della stessa, il rapporto con i genitori, la religione, l'aiuto dei propri famigliari, sia esplicito (quelli di Lele), sia implicito (quelli di Ugo), il caso che ci aiuta, ecc.
Quindi è facile cogliere degli elementi in cui riconoscersi o riconoscere la propria storia o evoluzione. Io mi sono sentito vicino a entrambi i protagonisti, a Lele nella prima parte del racconto, quando cerca di forzare la sua natura, e a Ugo nella parte centrale, quando rinuncia all'amore di Lele per i suoi principi religiosi e per le regole sociali.
Bello, pieno di spunti. Complimenti!

arrofus
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Re: IL NIDO DI VALSIGIARA

Messaggio da arrofus » giovedì 17 maggio 2012, 19:59

Salve.
Project mi ha consigliato il romanzo ieri sera, e credo di averlo finito in non più di 4-5 ore.

Ci sono tante cose che ritengo molto improbabili, ma questa non è certo una pecca del romanzo, dato che è appunto una storia inventata, non certo uno studio sulla vita delle coppie omosessuali negli anni dal 1990 al 2008.

Quello che mi ha colpito positivamente, e che mi ha portato a leggerlo così velocemente, è il gran numero di temi trattati. Inoltre è avvincente, seppur semplice, ed è molto bello perché ti fa davvero sognare.

Grazie e complimenti.
Ciao!

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Hugh
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Re: IL NIDO DI VALSIGIARA

Messaggio da Hugh » venerdì 25 maggio 2012, 18:46

ringrazio giait e arrofus dei loro commenti al mio racconto :)
La lotta spirituale è dura quanto la guerra tra uomini
(Arthur Rimbaud, Una stagione all'inferno )

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Hugh
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Re: IL NIDO DI VALSIGIARA

Messaggio da Hugh » lunedì 30 settembre 2013, 21:23

Cento anni fa, settembre 1913, E. M. Forster cominciò a scrivere il romanzo Maurice, che concluse nel luglio 1914.

"Cominciato nel 1913
Finito nel 1914
Dedicato ad un Anno più Felice"

Quando iniziai a leggerlo, mi chiesi a quale anno più felice volesse alludere l'autore: ad un amore vissuto e poi finito? No, semplicemente voleva fare riferimento proprio a quell'anno (scarso) in cui riuscì a scrivere questo suo (secondo me) "masterpiece", pubblicato postumo per fin troppo ovvi motivi e, in ogni caso, tuttora non così celebrato come meriterebbe.

Quando scrissi il mio racconto, senza saperlo, avevo in me alcuni degli intendimenti forsteriani: mostrare la normalità di una forma d'amore e - cito sempre lo scrittore britannico - "la perversità di un consorzio civile che si ostina insensatamente a negare una parte essenziale dell'eredità umana" e poi volevo a tutti i costi un epilogo tutt'altro che tragico... ecco, cercavo il lieto fine!

Forster ne era convinto:
" Irresistibile è la tentazione di concedere alle creature della nostra fantasia una felicità che la vita reale non consente".
E ancora:
" Il lieto fine si imponeva perentoriamente: in caso contrario, non mi sarei preso il disturbo di scrivere".

Quanto quoto queste asserzioni di Forster! Ero all'oscuro di esse nel 2010, quando in poche settimane portai a termine "Il Nido di Valsigiara" in un impeto di continua ispirazione di cui mi stupisco ancora adesso! Poco ma sicuro che non avrei mai messo giù una storia condita solo di dispiaceri e senza vie di uscita per i protagonisti!

Evidentemente, era suonata anche per me l'ora di mettere nero su bianco con un breve scritto la certezza (almeno nella fantasia, se non nella vita reale) che l'amore omosessuale è valido.

Pier Ugo e Gabriele "vagano nella macchia", così come Tizio & Caio, come Luca Marco di un nostro paese o di una nostra città, così come Maurice e Alec (Clive ha scelto un'altra strada, è ben noto): citando un'altra volta Forster - perdonate l'eccesso, ma l'anniversario secolare giustifica tutta questa attenzione - "l'unica ammenda che la società imponga loro è un esilio in cui sono ben lieti di riparare"... come del resto fa la maggior parte del popolo "G", in attesa di tempi migliori.
Certi, però, che "quell'anno più felice", o quel tempo indeterminato, se si vuole davvero, nessuno ce lo può togliere completamente. :)
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progettogayforum
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Re: IL NIDO DI VALSIGIARA

Messaggio da progettogayforum » martedì 1 ottobre 2013, 20:10

Il libro di Forsetr è veramente un piccolo capolavoro. Confesso che la cosa che più mi ha colpito non è tanta la storia d'amore quanto l'atteggiamento di Maurice e Clive di fonte a Scudder, Maurice se ne innamora dal primo momento e dal primo momento mette da parte istintivamente qualsiasi alterigia di classe sociale, Clive non lo fa, per lui Scudder è un subalterno. I valori di Maurice sono affettivi, quelli di Clive sono legati solo alla carriera e al prestigio sociale e quindi è giusto che Maurice viva una vera storia d'amore mentre Clive sposa una ragazza che non ama per motivi di prestigio sociale. (https://sites.google.com/site/progettog ... an-forster)

Il nido di Valsiagiara, che è anch'esso veramente un piccolo capolavoro, risente eccome delle atmosfere del Maurice!!

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