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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 24 marzo 2013, 12:56 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Alice nel paese del lutto

Passo il tempo studiando il mio corpo. Cerco i punti giusti per ferirmi. Passo
il tempo divisa fra il dolore e il piacere di potermi ferire.
Mi ferisco per attirare l’attenzione.
Mi ferisco perché voglio essere amata.
A volte sto di fronte allo specchio. Studio la mia gola. Immagino di infilarci un piccolo spillo. Immagino di infilare tanti piccoli spilli uno vicino all’altro.
A volte guardo il mio corpo per cercare i punti giusti. Senza che rimangano tracce.
In questi momenti sento il bisogno che qualcuno mi aiuti, ma nessuno può aiutarmi.
Continuo a piangere.
Vi prego aiutatemi... Non ce la faccio più a stare così male...

Sento il bisogno di ferirmi...
Vorrei solo non essere sola...
Voglio ferirmi perché mi sento una bambina perversa. Voglio provare il dolce sapore del dolore.
Voglio ferirmi. Voglio infilarmi una mano in mezzo alle cosce e raggiungere il piacere. Il piacere di una vergine insanguinata.
Continuo a cercare l’amore ferendomi,
Continuo a cercare l’affetto ferendomi.
Continuo a cercare attenzioni ferendomi.

Continuo a camminare per le strade. Sporadici lampioni illuminano la strada. A entrambi i lati ci sono case abbandonate. Sono vestita di nero. Potrei confondermi nell’oscurità se non fosse per la luce dei lampioni che mette in mostra la mia pelle bianca.
Continuo a camminare. Guardo la strada che ho davanti a me. Una
strada che non finisce mai. Potrei alzare la testa, ma quello che vedrei è solo
buio. Potrei anche guardare alla mia destra o alla mia sinistra, ma vedrei
solo case abbandonate, magari uno spiazzo di erba fra una casa e l’altra, ma
nulla di più.
Non c’è nessuno con me. Non c’è anima viva. Sono sola.
L’unica cosa che c’è, è una strada che non finisce mai. Puoi camminare,
puoi correre, puoi urlare, puoi piangere, ma l’unica cosa che avrai sempre davanti agli occhi è una strada che si perde all’infinito.
C’è un silenzio totale. Un silenzio che ti entra nelle ossa.
La strada si perde all’infinito da entrambe le parti, puoi scegliere di andare
in una direzione o in un’altra, anche se arrivi al punto in cui non riesci più a
capire dove andare, perché pensi che magari una direzione ti possa far uscire, ma nessuna strada ti porterà mai fuori.
Una volta mi sono messa a piangere, ero talmente disperata che non ce la facevo a trattenermi. Il mio pianto, le mie lacrime si sono disperse in quell’atmosfera, rendendola ancora più angosciante perché senza via di uscita.
Una volta mi sono messa a correre, ma le case sembravano somigliarsi
tutte. Sembrava di continuare a correre non avanzando nemmeno di un centimetro.
Mi sono inginocchiata. Mi sono messa una mano davanti alla bocca e ho pianto. Non so per quanto tempo sono rimasta così. Il tempo non passa mai. Puoi anche cercare di contare i secondi che passano, i minuti, le ore, ma tutto questo rende il senso di tristezza che provi ancora più forte, perché
niente di quello che ti circonda cambia.

La solitudine si respira, ti entra nelle ossa, si fonde in ogni organo, in ogni
tessuto, in ogni cellula, in ogni molecola del tuo corpo.
Oggi ho provato a urlare, ma nessun suono è uscito dalla mia gola, era come se mi avessero tagliato le corde vocali.

Tengo le gambe strette fra le mie braccia.
Continuo a tenere gli occhi chiusi.
Cerco di non pensare a nulla.
Non voglio che la mia mente vada a quel pensiero.
Non voglio pensare a cosa potrei fare.



_________________
Ogni sera quando mi ferisco una parte di me si chiede cosa stia facendo, ma io non so cosa risponderle. Guardo il sangue colare dalla ferita, colare a terra, goccia dopo goccia, come una clessidra.
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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 24 marzo 2013, 16:23 

Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24
Messaggi: 225
Che dire davanti a questo tuo urlo scritto sibilando in un sussurro carico d'angoscia?

L'unica cosa che riesco a fare è tacere e in silenzio ascoltare col cuore: non sei sola Isabella!



_________________
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)
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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 24 marzo 2013, 17:29 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Felix ha scritto:
non sei sola Isabella!

Grazie Felix... non sai quanto mi facciano piacere le tue parole :) ...

Un abbraccio... Isabella



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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 24 marzo 2013, 19:36 
Amministratore
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5066
Sì, ok, questo è un aspetto di Isabella ma io ne ho visti tanti altri. Se non ti conoscessi un post del genere mi metterebbe in ansia. Sì, ok, questi momenti ci sono ma Isabella non è monocolore, ha un cuore, un’anima, un’intelligenza e ha fatto moltissime cose belle per gli altri. Sei sola? No! Non lo sei affatto! Non se isola e lo sai benissimo! Isabella sa che chi le vuole bene non si fa distruggere dalle paure perché sa chi è Isabella! E poi le paure si affrontano insieme, ci si tiene per mano, ci si abbraccia forte perché così si capisce che non si è soli. Isabella, non sono spaventato da queste cose, sono momenti, certo momenti grigi, ma passeranno e piano piano il tempo ti farà vedere queste cose come dei ricordi che appartengono al passato. Sei una grande persona e io so benissimo che non ti farai distruggere da nulla! Un fortissimo abbraccio!



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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 24 marzo 2013, 20:23 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Hai una scrittura potente, Isabella. Ma questo te l'ho gia detto altre volte ;)
Usare il presente come fai tu non è facile, ma è una scelta a volte magica.
Chi legge è proprio lì con Alice ed è forse quello che la protagonista vuole : non restare sola nella propria sofferenza. Le parole possono richiamare l'attenzione e avvicinare le persone più di certi gesti, che shoccano , ma non avvicinano veramente gli altri. Non creano ponti stabili sui quali si possa camminare insieme. Il tuo racconto sì può farlo , nella misura in cui rende possibile parlare del dolore e del pericolo con la necessaria distanza.
A volte la distanza è utile , permette di superare la paura e di vedere una via d'uscita.


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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 24 marzo 2013, 21:24 

Iscritto il: sabato 18 settembre 2010, 10:27
Messaggi: 38
Isabella, concordo sul fatto che hai una scrittura che trasmette con sé una forte sensibilità e intensità di significato. Ma lo stesso posso dire dei tuoi post: capito di rado sul forum, ma ho sempre letto con piacere i tuoi interventi, si vede che ci metti l’anima. Non sei sola, almeno per tutte quelle persone che qui hai raggiunto con le tue dolci parole. A loro volta ascoltandoti non si sono sentite sole, grazie a te e a questo tuo talento... Coraggio!


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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: lunedì 25 marzo 2013, 10:14 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Posso solo dirvi grazie :) ...
Mi rendo conto che forse è solo una parola troppo breve, però è qullo che sento nel cuore...
Molte volte ci si sente soli e si continua a cercare qualcuno che possa farti uscire da questa sensazione... però arrivi a un punto in cui ti rendi conto che esistono delle persone che a te ci tengono... e che non ha più senso sentirsi soli, perché soli non si è...

Grazie :P !!!!!!!!

Isabella



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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2013, 0:58 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
C'è un ragazzo che mi piace, mi fa molta tenerezza... lui non mi conosce, di sicuro se mi conoscesse mi troverebbe patetica... ho preso un ago, l'ho disinfettato, e poi infilato in un braccio... sono andata in iperventilazione e stavo per mettermi a piangere... poi ho provato rifarlo sul collo... ho sentito l'ago penetrare e la pelle tendersi quando lo tiravo fuori... non so perché lo faccio... forse per cercare di tappare il dolore che sento dentro....



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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2013, 15:16 

Iscritto il: giovedì 29 novembre 2012, 23:53
Messaggi: 53
Isabella, ti chiedo scusa in anticipo se ho frainteso ma, tu questo autolesionismo lo metti in pratica realmente ? Ferirsi volontariamente può indicare un forte disagio e sofferenza psicologica, in pratica per alleviare le sofferenze psicologiche si ricorre a quelle fisiche , spero veramente di aver capito male ma se così non fosse credo che dovresti affrontare la questione con un esperto. Spero inoltre di non esserti sembrata troppo brutale nell'esprimerti il mio pensiero....

Un abbraccio :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Alice nel paese del lutto
MessaggioInviato: domenica 3 novembre 2013, 16:20 
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Iscritto il: venerdì 30 marzo 2012, 18:40
Messaggi: 1386
Ciao Elsa, sto passando un periodo non proprio felice e ieri mi sono ferita volontariamente... ieri sentivo di essere vicino al limite... da una parte non vorrei più farlo, ma dall'altra sento ancora la voglia di ferirmi...
Elsa ha scritto:
Spero inoltre di non esserti sembrata troppo brutale nell'esprimerti il mio pensiero....

Non sei stata brutale... ero anche indecisa se scrivere queste cose o meno, ma a volte arrivi a un punto in cui non riesci più a tenerti tutto dentro... arrivi a un punto in cui vuoi parlarne con gli altri, perché hai bisogno di normalità...

Ti ringrazio per quello che hai scritto :) ...

Un abbraccio!!!!

Isabella



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