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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Il peso del frocio
MessaggioInviato: sabato 6 aprile 2013, 22:03 

Iscritto il: martedì 4 settembre 2012, 21:50
Messaggi: 220
E' una tomba vuota che parla
quando vado in cerca di mio padre
Le sue ossa sono un indice puntato
contro la mia natura
E mentre il sorriso di mio padre
gela le mie mani
cado con i fiori in mano,
e mi sento un finocchio
che delude un mondo,
perchè io il mio amore
lo prendo nel di dietro
come un animale
quando penso a mio padre
che si pente d'avere un pervertito
invece di un figlio naturale
Mi manca il fiato
per trovare mio padre,
perchè davanti questa tomba
non sono più un uomo
ma solamente un frocio
E allora dico ciao papà
e vado in giro a fare da padre
a un corpo nato senza padre


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 Oggetto del messaggio: Re: Il peso del frocio
MessaggioInviato: mercoledì 10 aprile 2013, 12:05 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5213
Leggo ora questa poesia, è di una forza lacerante, è una sintesi amara e violenta della sensazione del rifiuto, ci si sente il senso di una constatazione sgradevole, di un disprezzo senza perché, di un dialogo tanto più intollerabile proprio perché impossibile.



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 Oggetto del messaggio: Re: Il peso del frocio
MessaggioInviato: giovedì 18 aprile 2013, 21:46 

Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24
Messaggi: 225
Torno spesso a rileggere questa tua poesia Holden78, ma ogni volta è come un mistero che si rinnova. Non so spiegarmi proprio: da una parte sento che il senso che hai voluto trasmetterci (pur essendo chiaro il messaggio) resti a me precluso, dall'altra vedo che queste tue parole mi attirano come una calamita. E non so, o voglio far finta di non sapere, il perché.

Di sicuro sono sensibilissimo al tema padre-figlio in tutte le sue forme e negli anni ho affrontato interiormente il rapporto con mio padre. Esteriormente non è cambiato molto, ma dentro me ho fatto la pace con lui, con l'immagine che mi portavo dentro e ho smesso di odiarlo, passando al sentimento opposto. Eppure, spesso mi trovo ad immaginare la morte di mio padre, a pensare che finalmente, essendo lui tra le braccia di quel Dio misericordioso in cui con molta semplicità crede fermamente, possa vedere tutto di me e ascoltarmi... E allora immagino di raccontargli tutto quello che gli vorrei dire, ma che non posso per ora. Sì, mi manca questo rapporto con mio padre. Quando ho provato a costruir qualcosa, aprendo un dialogo mai esistito, ho trovato tanta buona volontà, ma anche la consapevolezza mia del fatto che l'abisso culturale che ci divide (lui analfabeta, io con vari titoli di studio) è insormontabile e rende proprio quasi del tutto impossibile il dialogo tranne che sulle cose pratiche. Ma quanto vorrei potergli parlare di tutto ciò che fa parte del mio mondo interiore!!! E non mi riferisco solo all'omosessualità, che ovviamente non capirebbe mai.

Non so perché, ma questa tua poesia mi fa riprendere consapevolezza del fatto che devo elaborare questo mio "lutto" interiore.
Grazie Holden78 per queste tue parole.



_________________
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)
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 Oggetto del messaggio: Re: Il peso del frocio
MessaggioInviato: sabato 11 maggio 2013, 23:57 

Iscritto il: martedì 4 settembre 2012, 21:50
Messaggi: 220
Non siamo liberi di amare
per le strade
ma siamo liberi di lottare
per tenerci per mano,
la vita sta nelle nostre mani
se solo ci alziamo davanti a papà
e urliamo di essere i loro figli,
e che non vogliamo il loro dolore
ma solamente essere uomini
che amano e soffrono per altri uomini,
e che è giunto il momento di pronunciare
la parola che scalda il cuore
e che tutti chiamano libertà


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