Se sono ancora umano

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holden78
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Re: Se sono ancora umano

Messaggio da holden78 » domenica 5 aprile 2020, 19:00

E' da molto che non entro dentro questa pagina, ma questo forum per me è magico. Siete stati accanto a me quando
avevo perso la speranza di guarire dai miei problemi mentali… Scrivere è una delle cose che mi ha tenuto a galla,
e che mi ha aiutato a ritrovare la parte migliore di me. Grazie.

Sono i luoghi come questo che fanno la differenza nella vita delle persone.





Lettera ai miei genitori


Cari Mamma e papà,


Perdonatemi...

Sono in ritardo, sono un passo indietro al vostro amore, all'aver scelto di darmi la vita e di mettere me al di sopra delle vostre stesse esistenze. Sono in ritardo, mi dispiace, vi amo fin dal primo ricordo della mia vita, ma la nostra storia ha sepolto vivo l'amore dentro una bara di rabbia e dolore. Ti ricordi mamma? Ti ricordi le tue urla mentre venivi trascinata sul pavimento sin dentro la camera da letto? Io ero il bambino che tentava di chiamare aiuto al telefono senza riuscirci, quello impotente in un corridoio che aspettava di riavere indietro la sua famiglia. Papà, sei sempre stato il mio eroe, l'uomo d'acciaio che ho sempre rimpianto di non poter eguagliare. Ma in quel corridoio della nostra casa ho iniziato a perderti, perchè è lì che l'odio ha fatto breccia dentro di me... Ogni tuo atto violento ha rinforzato quell'odio e gli ha perfino donato un pensiero, quello che mai nella mia vita avrei potuto perdonarti. Mamma cara, tu eri la casa dentro cui entrare per guardare in faccia l'amore... Ma io non sono più entrato lì dentro dal momento in cui il terrore di perdermi ha preso in ostaggio la mia vita. Hai fatto di me un pupazzetto da manovrare, sento ancora la stretta delle tue catene intorno ai polsi e persino dentro la mia testa. Ho sognato fin da bambino del giorno in cui sarei riuscito a fuggire, per non voltarmi più indietro. Vi ho odiato entrambi per gran parte della mia vita.

Oggi ho quarantuno anni, è trascorso appena un anno dalla fine della lotta contro la mia malattia mentale. Una battaglia con la mia mente iniziata in silenzio tra i banchi di scuola e poi degenerata alla metà dei miei vent'anni. Papà, al tuo funerale non c'era più tuo figlio, ma solo un corpo che lo ricordava vagamente. Ho perduto me stesso per quindici anni, sospeso in un limbo fuori dalla vita, ma se mi trovo qui a scrivere questa lettera è grazie a ciò che sono diventato lottando ferocemente per ritornare ad essere una persona. Non vorrei un passato differente, ritornerei indietro per rivivere lo stesso inferno se mi fosse data l'opportunità di poter scegliere. Perchè oggi sono una persona diversa, migliore di quella che ha spento la propria esistenza a venticinque anni, l'uomo che non sarei mai diventato senza lottare per tornare ad esistere, senza pagare un prezzo per realizzare il desiderio di un'intera esistenza. Ti voglio bene mamma, ci sarò sempre per te . Scusa il ritardo, non avrei mai voluto smettere di confessartelo. E tu papà, sei il mio eroe, starti accanto negli ultimi giorni mi ha mostrato che nemmeno la morte può spezzare un uomo, non te almeno.
Il mio sguardo è mutato, io rivedo il mio passato, e non trovo più le ceneri di una casa, ma la storia della mia famiglia, la mia storia. Vedo il vostro amore per la mia vita, che ha intrecciato le vostre esistenze anche quando avete smesso di chiamarvi marito e moglie.
In fondo non avete mai smesso di amarvi perchè eravate entrambi innamorati pazzi di me, ed io lo sono di voi due. Perdonatemi se ero troppo impegnato a cercare la famiglia perfetta per rendermi conto che noi tre saremo legati per sempre.

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Re: Se sono ancora umano

Messaggio da progettogayforum » lunedì 6 aprile 2020, 0:43

Caro Holden,
non immagini quanto mi faccia piacere rivederti qui! Sei stato un pilastro morale di questo forum, hai dato una speranza a tante persone. Hai insegnato che si può uscire anche dallo strazio e dal dolore più profondo, hai fatto vedere che c’è sempre una luce in fondo al tunnel e che si può rimanere umani anche attraversando i paesaggi più spaventosi. Hai insegnato che possiamo essere molto migliori di come ci hanno fatto e che dietro la disperazione c’è la speranza, che l’odio altrui non ci potrà portare via la nostra umanità e quello nostro prima o poi tramonterà, che bisogna guardare sempre avanti e che alla fine si può sempre scegliere quello che si vuole essere. Sono messaggi morali profondi, sono una spinta seria verso la vita, verso una vita intesa come sforzo, talvolta titanico, per essere se stessi e per migliorare se stessi.
In fondo anche in questa lettera ai tuoi genitori si ritrovano quegli stessi valori. Il male subito è stato grande ma il rapporto con chi ha commesso quel male imperdonabile non è comunque dominato dall’odio ma dal permanere di un legame che è stato costrittivo e oppressivo ma appare pian piano in un’altra luce, nella luce di chi si è lasciato quel male alle spalle e non è più capace di odiare.
Mi sento felice e onorato delle cose che hai scritto di Progetto e te ne ringrazio di cuore.

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