Le prigioni

Romanzi, racconti, poesie, canzoni e componimenti di ogni genere scritti dai ragazzi del Progetto
barbara
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Re: Le prigioni

Messaggioda barbara » mercoledì 9 ottobre 2013, 7:08

Rintraccio in questa poesia il percorso difficile e faticoso verso l'accettazione.
Un camminare estenuante sul vuoto . Un'identità (il nome ) che per lungo tempo è evanescente , appare e scompare , inconsistente come una scritta sulla sabbia. Ma la libertà va conquistata , duramente. C'è un prezzo da pagare per liberarsi da questo genitore che ci ha cresciuti come " frutti da raccogliere" , perché rispondessimo alle sue aspettative e non alle nostre.
"Siamo carne dell'amore": questa è un'espressione davvero forte. A un certo punto c'è una nuova nascita . Si nasce da se stessi , come da un parto , cruento, ma necessario. Questa bellissima poesia ci ricorda che ci vogliono determinazione e lacrime per trasformarsi da uomo della sabbia a carne dell'amore. Molto bravo veramente , Holden!

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875
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Re: Le prigioni

Messaggioda 875 » mercoledì 9 ottobre 2013, 12:29

Sembra interessante!
Cambiare è difficile

Non cambiare è impossibile

Nel cambiare, ti ferisci, rimarrai ferito, rimarrai segnato e non potrai farne a meno

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Essere come il caffè nei momenti più difficili.

holden78
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Re: Le prigioni

Messaggioda holden78 » giovedì 17 ottobre 2013, 21:35

Porto in giro il mio corpo
come fosse un legno da scolpire
Sono in cerca di me stesso
ma tutto ciò che ho
è un urlo pieno di domande
Vorrei che un falegname
si prendesse cura di me

holden78
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Re: Le prigioni

Messaggioda holden78 » martedì 22 ottobre 2013, 0:40

Metto i tacchi e la gonna
perchè sono una donna
Coi capelli raccolti
e un filo di trucco
sono una signora
o forse no
il mio nome è transessuale
Porto il collare di uno schiavo
e non so il perchè
Se guardo il mio corpo
scoppio in un riso
e penso quant'è bravo dio
a creare le sue prigioni
Sono una ragazza dietro la carne
e non c'è uomo
che possa vedere
quanto sono bella quando sorrido
Chiusa in una torre
uso la penna per tornare a vivere

barbara
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Re: Le prigioni

Messaggioda barbara » martedì 22 ottobre 2013, 7:49

Che bella poesia... C'è tutto qui dentro: bellezza e dolore. E la voglia di un sorriso, o meglio di un abbraccio.
Ti dedico una canzone che mi piace molto e che ascolto spesso
http://www.youtube.com/watch?v=eAfyFTzZDMM

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Re: Le prigioni

Messaggioda progettogayforum » martedì 22 ottobre 2013, 9:18

Scrivi cose molto belle che trasmettono sensazioni profonde. Quando leggo quello che scrivi mi fermo qualche secondo a pensare.

holden78
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Re: Le prigioni

Messaggioda holden78 » sabato 26 ottobre 2013, 21:04

Questa è la storia di un ragazzo che ama farsi chiamare holden 78 in omaggio ad uno dei suoi personaggi letterari preferiti; E' un ragazzo come tanti, che non meriterebbe di entrare in questa storia, non più di chiunque altro, se un giorno come tanti non fosse entrato in un manicomio; Quando entri dentro la follia sei solo al mondo e perdi il contatto con tutto ciò che ti circonda, forse sarebbe giusto scrivere che in realtà smetti di vivere, e che la vita diventa la speranza di riuscire a ritornare a vivere come tutti gli altri; Senti le urla dei pazzi ed hai paura che quelle grida in fondo provengano anche da te; Tutto ciò che rimane è la paura di essere già morto e di non poter più ritornare al mondo; Persino camminare lungo un viale alberato diventa un sogno irraggiungibile, e il mare, oddio il mare, guardarlo come facevi un tempo, senza quella sensazione di essere distaccato e di non poter uscire dal tuo cervello, di non poter fare a meno di sentire le voci che ti torturano e che deturpano tutto ciò che ti circonda; Speri che qualcuno provi così tanta pietà verso di te da spararti un colpo in testa e farla finita; Non riesci più a parlare con nessuno e le persone che hanno fatto parte della tua vita man mano scompaiono fin quando un giorno rimani solo e con in mano solamente la pietà dei tuoi genitori che ti guardano come un alieno, che vorrebbero aiutarti in qualche modo ma che non hanno la minima idea di come riuscire a farlo; Quello che mi strazia il cuore di questo personaggio è il modo in cui qualche tempo prima della catastrofe osservava il mondo che lo circondava, come un malato terminale che sa che il tempo a sua disposizione sta per esaurirsi ed allora vorrebbe aggrapparsi come una fotografia a tutto ciò che lo circonda per portarlo dentro di se il giorno che non sarà più in grado di vivere; Amava ripetere alla propria ragazza "ricordati di me, di come sono ora, e non dimenticarti che sono esistito";
Dedico queste parole a tutti quelli che si sono visti strappare la vita dalle mani a causa di problemi mentali, e che hanno lottato con tutto ciò che avevano dentro per ritornare ad essere delle persone normali, a tutti voi un abbraccio fraterno

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Re: Le prigioni

Messaggioda progettogayforum » lunedì 28 ottobre 2013, 0:11

Holden, penso ad Alda Merini e ad alcune sue interviste in cui usciva fuori dal dolore la sua anima poetica. La profondità della poesia viene spesso dalla profondità del dolore, un dolore che diventa strumento per capire anche il dolore degli altri. Posso dirti che ti apprezzo moltissimo e che quando comincio a leggere qualcosa di tuo so in partenza che sarà qualcosa che mi farà pensare. La sensibilità che hai viene da quello che hai passato, da un dolore trasformato in sensibilità e in attenzione all’altro. Sono veramente felice che tu sia qui!

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Re: Le prigioni

Messaggioda holden78 » venerdì 23 maggio 2014, 20:56

Mi fa male il tuo abbraccio
madre del mio dolore
Lasciami andare mammina
o mi soffocherai col tuo amore
Mi dici ti amo ed io piango
E' notte o mio dio,
sai dirmi se la luce ritornerà?
Sono stato l'amante di mia madre
fin dal primo vagito
Ho ottenuto la libertà
quando hanno iniziato a chiamarmi adulto
Ma il colore del mio sorriso
è marchiato dal segno delle catene

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Re: Le prigioni

Messaggioda progettogayforum » sabato 24 maggio 2014, 0:47

Veramente una poesia molto significativa Holden e hai scritto parecchie cose molto belle, se ne potrebbe fare una raccolta e metterle in rete tra le risorse di PG. Se a te sta bene, ordina i testi che vorresti pubblicare in rete e cercherò di formattare il tutto in un volumetto tipo questo: http://gayproject.altervista.org/storia.pdf


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