La vita è un dovere, non un diritto

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875
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Re: La vita è un dovere, non un diritto

Messaggioda 875 » sabato 5 ottobre 2013, 21:51

Insomma, fare scelte con intelligente, ma farle da se. Essere libero di scegliere cosa fare nella propria vita e per farlo abbiamo bisogno di vedere il mondo e con scaltrezza seguire un "modello".
Cambiare è difficile

Non cambiare è impossibile

Nel cambiare, ti ferisci, rimarrai ferito, rimarrai segnato e non potrai farne a meno

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Essere come il caffè nei momenti più difficili.

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marc090
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Re: La vita è un dovere, non un diritto

Messaggioda marc090 » domenica 6 ottobre 2013, 15:02

konigdernacht ha scritto:Rispondendo a Nemo, secondo il mio modesto parere, io non ho un diritto naturale di vivere perché se ipoteticamente vivessi in una giungla, sarei sbranato da un animale più scaltro (e non più forte) di me! Vivendo in una società e conformandomi come un ente giuridico, posso avere al massimo il diritto di vivere in pace, tranquillità, etc etc perché qualora non fosse, posso rivolgermi strettamente ad un protettore giuridico che farebbe valere le mie ragioni eliminando il dolo, ma tornando alla situazione primordiale ho il dovere di vivere innanzitutto per me stesso, per esaudire i miei desideri ed i miei sogni in linea con le mie aspettative ed orizzonti umani e culturali, che ripeto non sono comunque un diritto "universale" perché potrei vivere in una dittatura ed essere ammutito: ci sarebbe un diritto umano a poter parlare, ma nei fatti non c'è e non posso!


Quello che non avevo capito io, fino ad ora, era la sfumatura tra diritto e dovere per come li intendevi te konig... Veramente sottile e capisco che intendi... Anche condivisibile.

Il punto è quello alla fine... Diritto perché è giusto che sia così, diritto perché qualcuno lo dovrebbe garantire, o diritto perché, in nome della vita, siamo pronti a dar tutto?

Perché posta al contrario, si potrebbe dire, cosa si è disposti a fare, in nome della vita? Della propria vita... Ragionamento che certo, presenta serie ripercussioni a seconda di come, ma secondo me anche parte importante per affermare se stessi.

(Affermare se stessi nel senso di poter vivere oltre le costrizioni teoriche di uno stato di diritto che potrebbe anche non essere quel che abbiamo chiesto o quel che vorremmo vivere).
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
Martin Niemoller


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