Tyler sa solo passeggiare

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holden78
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Tyler sa solo passeggiare

Messaggioda holden78 » sabato 22 giugno 2013, 20:38

E' uno di noi il protagonista di questa storia, è uno di quelli che il mondo chiama diversi e che io ho chiamato Tyler, perchè è giusto dare un nome a questo povero cristo, d'altronde non si è mai visto il protagonista di un racconto privo di un nome; Non chiedetemi perchè l'ho chiamato così, non saprei che cosa rispondere, quello che posso dirvi e che vi dirò è che Tyler è un ragazzo, uno come tanti, e che all'inizio di questo racconto sta camminando tranquillo lungo la via della propria cittadina, cammina e sospira, fa tenerezza a guardarlo, o almeno la fa a me, forse perchè mi ricorda qualcosa di me stesso in quel suo modo imbarazzato di muoversi, con la testa bassa e i piedi che passeggiano frettolosi, ma non è per questo che vi ho riunito qui, non certo per ascoltare la storia di come passeggia uno alle sette di sera, o almeno non solo per questo; se siamo qui insieme è per un'altra ragione, fate attenzione a al modo di guardare di Tyler, al suo sguardo, a ciò che sta guardando; non c'è niente di particolare dite? non è così, osservate un pò meglio, vi do una mano perchè sono un cantastorie gentile e non mi va di lasciarvi impazzire a trovare il senso di quello che sto raccontando, e cosa più importante il protagonista di questo racconto è Tyler e non di certo il mio ego da menestrello; dunque, dove eravamo arrivati? ma si certo, al modo di guardare di Tyler, e a ciò che Tyler sta guardando, lo vedete anche voi come fissa il suo sguardo sulle donne che gli passano accanto? niente di strano direte voi, un ragazzo che guarda delle ragazze, non c'è cosa più normale, ma non è proprio così, quello che voi non potete vedere è il perchè Tyler sta guardando quelle ragazze, e qui le cose si fanno complicate, andiamo con ordine! Ecco, guardate quella donna che sta per passargli accanto, quella bionda formosa con annessi occhi da cerbiatto che qualsiasi uomo vorrebbe acquistare insieme al proprio materasso, ecco adesso Tyler la sta guardando, la guarda perchè la trova bella, e fin qui tutto normale direte voi, ma c'è un però, ed il però è che Tyler prova ribrezzo all'idea di avere un rapporto fisico con lei, una vera sensazione di schifo; Non è paradossale? Non riesce a staccargli gli occhi di dosso perchè la trova bellissima ma vorrebbe suicidarsi alla sola idea di sfiorarle le tette per non parlare di altre parti più intime; E' malato? E' quello che si domanda mentre passeggia, ma che malato dirà qualcuno di voi, e mi starete accusando di avervi fatto perdere tempo, del tempo prezioso solo per mettervi al corrente di questa sciocchezza, e questo perchè secondo voi Tyler è semplicemente omosessuale, uno a cui non piacciono le donne ma che è attratto da altri uomini, ma non è così semplice... osservate! Adesso che di fronte a lui avanza quel gruppetto di ragazzi che hanno più o meno la stessa età il nostro Tyler li guarda in modo meticoloso, osservatelo, quasi li seziona nella sua mente, ma non accade nulla, intendo nulla che ecciti la sua sessualità; ed allora vi starete domandando quello che mi sono chiesto io quando ho deciso di scrivere di Tyler, da chi o che cosa è attratto questo benedetto ragazzo? E la risposta, ammesso che così si possa chiamarla, è tutta in ciò che deve ancora accadere; Tyler sta ancora passeggiando, questo potete vederlo anche voi, ma quello che non potete vedere è ciò che sta avvendendo nella sua mente. Mentre si appresta a passare al fianco di un uomo di mezza età, un bell'uomo ma non certo un adone, lascia che la sua mente inizi a fantasticare e che cosa va a pensare? Qui viene il bello, immagina di essere una donna, si non avete capito male, proprio una donna, una ragazza dai capelli lunghi e dal fisico minuto e poi fissa i propri occhi sull'uomo che sta per passare oltre, e non potreste mai immaginarlo, prova una voglia matta di essere scopata da quell'uomo, di essere con lui in un letto e di stare di sotto mentre la penetra con tutta la forza che ha in corpo; ma il povero Tyler non sa che pesci pigliare, non sa che cosa significhi questa cosa di provare desiderio per un uomo a patto di immaginarsi donna, e francamente non lo so nemmeno io; non ridete, lo so che state pensando, "ma come questo scrive una storia senza sapere di che caspita stia scrivendo"?, ma è la pura verità, io mi limito ad osservare Tyler mentre cammina, ed il resto, il resto è un'altra storia;

barbara
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Re: Tyler sa solo passeggiare

Messaggioda barbara » lunedì 1 luglio 2013, 19:10

Ma guarda un po' questo Holden... Che dire? mi stupisci ogni volta che ti leggo.
Questo dialogo che hai imbastito col lettore è uno degli incipit migliori che abbia mai letto. Niente affatto scontato, così immediato e concreto, ti tiene sulla corda fino alla fine.
Questo riflettere mentre" il povero cristo" cammina, crea una suspence molto efficace e nello stesso tempo ci intriga doppiamente, perché i protagonisti sono ben due : Tyler e il narratore.
Mi fa impazzire quando ad esempio il narratore dice: "d'altronde non si è mai visto il protagonista di un racconto privo di un nome"
Lo sai, io scelgo i romanzi da leggere in base alla prima pagina. Se quella non mi convince , non do mai all'autore la chance di andare alla seconda.
E se trovassi un romanzo che inizia così, stai pur certo che lo sceglierei. ;)

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Re: Tyler sa solo passeggiare

Messaggioda progettogayforum » martedì 2 luglio 2013, 8:56

Veramente bello! Questa è la prima pagina ma aspetto di leggere il resto. Tyler può anche pensare di essere unico ma non sa che non è affatto unico e che la congiura della solitudine è soprattutto mentale.

holden78
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Re: Tyler sa solo passeggiare

Messaggioda holden78 » sabato 12 ottobre 2013, 22:54

Ma guardate che situazione, non si è mai visto un personaggio chiedere aiuto all'autore per risolvere i suoi problemi, che andasse dallo psicologo dico io , sono troppo stanco per prendermi cura di lui, ma d'altronde mi è impossibile lasciarlo solo; Io amo Tyler, ma questo non diteglielo, non amo le smancerie; Dunque, Tyler non sa che pesci prendere, e questo già di per se è strano perchè un personaggio che si rispetti sa sempre quello c'è da fare e come farlo, ma Tyler è pieno di dubbi e di incertezze, non è in grado di arrivare alla fine della storia senza un pò di aiuto esterno, e per questa ragione è venuto da me a chiedere consiglio, ed io che non ho il cuore di abbandonarlo a se stesso gli ho promesso il mio aiuto, per quanto questo mi sia possibile; Se in questo momento Tyler sta suonando al citofono di un noto psicologo è perchè glielo ho consigliato io, mi sembrava la cosa più saggia che potessi fare; Ed eccolo salire le scale che lo separano da questo benedetto incontro e recarsi dietro la porta del noto luminare ad aspettare che qualcuno venga ad aprirgli; Finalmente la porta si apre e il nostro Tyler si trova di fronte un uomo sulla cinquantina che dall'aspetto gli ricorda molto il professor Freud; i due si recano nella stanza adibita ai colloqui e si accomodano su delle sedie, uno di fronte all'altro; Tyler prova un certo imbarazzo, vedete anche voi come continua a muovere nervosamente le mani e a cercare una posizione per le gambe che continua a non trovare; E sino a qui ci siamo arrivati, la seduta sta per iniziare e Tyler in fondo è molto speranzoso sul fatto che il colloquio possa dare qualche buon frutto; Ed in fondo anch'io condivido il suo ottimismo, chi meglio di un luminare può risolvere il suo problema, forse questa è la volta buona che questo benedetto ragazzo riesca a trovare delle risposte, quelle che io non sono stato in grado di dargli; Il professore chiede a Tyler il motivo per il quale abbia deciso di chiedere il suo aiuto, Tyler come avete potuto ascoltare anche voi gli risponde che si trova in uno stato di profonda incertezza, non senza un certo imbarazzo, e facendosi forza espone il problema che lo tormenta, il fatto cioè di immaginarsi nel corpo di una donna e di essere poi oggetto del corteggiamento di un uomo; Detto ciò Tyler che oltre che con me non si era confidato mai con nessuno ha il terrore che una volta finito di dire ciò che ha appena detto possa scatenarsi chissà quale catastrofe per aver solo avuto il coraggio di pronunciare quelle parole; ma non accade proprio nulla, il professore si limita a guardarlo negli occhi ed ad osservare il suo comportamento, sarà perchè è abituato a simili rivelazioni, ma non sembra minimamente turbato da quanto Tyler ha appena finito di dire; dopo essere rimasto in silenzio per qualche istante pone una domanda a Tyler, e per la precisione se sia o meno disposto a vestirsi da donna, a traformare il proprio corpo in quello di una donna, se sia un impulso così forte da spingerlo a prendere una decisione in merito; Tyler non risponde, ci pensa un pò su e poi con gli occhi bassi è costretto a rivelare all'uomo che ha di fronte che mai e poi mai, per nessuna ragione troverebbe il coraggio di fare una cosa del genere; "Bene" dice il professore, la domanda allora è che cosa vuole fare lei della sua vita, chi vuole essere lei... Tyler più confuso che persuaso chiede al professore di essere più chiaro ed allora l'uomo continua il proprio discorso affermando che a prescindere dagli impulsi che percuotono il suo animo, lui è un uomo libero, libero di scegliere chi essere... Tyler è abbastanza indispettito da questo genere di discorsi di cui non riesce a cogliere pienamente il senso e questa è la ragione per la quale lo vedete in procinto di porre una domanda che nella sua mente dovrebbe porre fine all'ambiguità che a suo dire ha caratterizzato il colloquio sino a quell'istante, e la domanda è "Io ho bisogno di conoscere quale sia la mia identità, non posso più vivere senza sapere se sono o meno omosessuale, transessuale o chissà cos'altro, è questa la ragione per la quale sono venuto sin qui, e pertanto vorrei una risposta precisa in merito"; dopodichè nella stanza regna il gelo più assoluto, l'uomo non accenna a rispondere e Tyler sembra seduto su una pentola in ebollizione, poi come per miracolo l'uomo si decide finalmente a dire qualcosa, risponde a Tyler che lui non è in grado di rispondere alla domanda che gli ha posto, perchè la domanda non è corretta, nessuno può rivelargli quale sia la sua identità sessuale, ma è Tyler che deve comprenderlo con un percorso che può anche essere molto lungo; E' a questo punto che Tyler mi manda a quel paese per averlo fatto incontrare con uno psicologo ed io per rimediare ho pensato che la cosa migliore sia farlo distrarre un pò e vedere se in questo modo mi riesce di farlo tranquillizzare almeno un pò;

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Re: Tyler sa solo passeggiare

Messaggioda e^ip+1=0 » domenica 13 ottobre 2013, 0:28

Che racconto! Ha un'intensità davvero fortissima, cattura proprio!

barbara
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Re: Tyler sa solo passeggiare

Messaggioda barbara » domenica 13 ottobre 2013, 11:07

Altro che catturare! E poi è così realistico. cioè mi piace il contrasto fra il realismo di ciò che accade e il senso di irrealtà provocata dal narratore , che ci ricorda che Tyler non è una persona vera, ma un personaggio.
Il fatto che il narratore ci ricordi in ogni istante che è un racconto , ha prodotto in me un senso di indefinitezza molto forte. Intrigante ma anche inquietante, oserei dire.
Forse attraverso la forma che hai scelto nel raccontare, Holden, sei riuscito a farmi entrare nella dimensione dell'incertezza , dell'indefinitezza, facendomi sentire qualcosa di ciò che prova Tyler. E di ciò che provi tu... E' un'ipotesi...


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