Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

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Totoro
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Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda Totoro » martedì 15 aprile 2014, 23:07

Volevo condividere una riflessione, visto che è un tema che sta tanto a cuore a molti ragazzi qua dentro, e magari ne può anche nascere un dibattito. leggo spesso frasi come "tutti hanno bisogno di amore", non solo qui, ovunque, ed io che questo "bisogno" non lo sento proprio mi sono ritrovato a riflettere sulla sfumatura che c'è tra il termine bisogno e desiderio. Sembra una differenza minima ma che in realtà è abissale se applicata al contesto. Il bisogno è qualcosa di fisiologico, qualcosa in mancanza di cui si potrebbe anche morire, mentre il desiderio è qualcosa che si vuole al fine di stare meglio, o stare bene, ma senza cui si potrebbe vivere lo stesso. Non metto in dubbio che tantissimi sentano effettivamente un bisogno fisiologico d'amore, quello che mi chiedo è se sia davvero salutare. Leggendo in giro ho trovato una definizione di bisogno e desiderio secondo cui il primo è necessario per sopravvivere mentre il secondo è necessario per crescere. Ora, secondo me che sono un profano il senso dell'amore dovrebbe essere il secondo e non il primo. Mi chiedo se non ci sia alla base un fraintendimento per cui alla radice non ci sia il bisogno comune a tutti gli esseri umani di stare bene, e che venga spesso identificato nella figura dell'amore. Non so, ditemi voi cosa ne pensate.
 


"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossalle, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti."

barbara
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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda barbara » martedì 15 aprile 2014, 23:29

Ogni tanto tiri fuori uno di quei quesiti che hanno il potere di lasciarci come sospesi. A prima vista ci sembra di avere una risposta, ma se proviamo a formularla, ecco che ci incartiamo. :mrgreen:
Per tentare di offrire un mio contributo , ho trovato questa intervista di uno psicoterapeuta che ultimamente ha scritto molto sul "desiderio" e si chiama Recalcati.
http://www.youtube.com/watch?v=4IdaRkiWc80

in questo video lui propone diversi significati possibili, che rimandano a teorie diverse .
Secondo lui la distinzione tra desiderio e bisogno è un'acquisizione recente.
Mi pare che lui propenda a un significato della parola che è vicino alla parola "vocazione". una vocazione che orienta e guida l'esistenza. Inseguirla rende la vita degna di essere vissuta. Negarla fa ammalare le persone.
Assecondare il nostro desiderio è riuscire ad essere noi stessi pienamente.
Il desiderio non è un capriccio, ma una forza che mi rende migliore , oltre che farmi stare meglio. Qualcosa che rende degna la mia vita.
Ultima modifica di barbara il martedì 15 aprile 2014, 23:42, modificato 1 volta in totale.

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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda Totoro » martedì 15 aprile 2014, 23:36

Anche a me pare di avere risposta ai miei quesiti ma poi mi ci incanto quando non mi ci impantano proprio, adesso lo guardo il video, grazie.

Edit: non mi vuole aprire il link.
 


"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossalle, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti."

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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda barbara » martedì 15 aprile 2014, 23:43

prova adesso..

Totoro
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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda Totoro » mercoledì 16 aprile 2014, 5:58

barbara ha scritto:prova adesso..


Ora funziona, sono andato a guardarmi l'etimologia delle parole italiane "bisogno" e "desiderio", a quanto pare la prima significa "cura" e la seconda "mancanza delle stelle".
 


"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossalle, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti."

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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda barbara » mercoledì 16 aprile 2014, 7:39

esattamente il termine "mancanza delle stelle" rimanda alla cultura militare romana e a un episodio del De bello gallico.
Project magari mi viene in soccorso, ma posso riportare una cosa che ascoltai in una conferenza di Recalcati
Il De Bello Gallico ricompare nell’ultimo libro di Massimo Recalcati :”Ritratti del desiderio” (Raffaello Cortina 2012). “La parola “desiderio” porta già nel suo etimo la dimensione della veglia e dell’attesa, dell’orizzonte aperto e stellare, dell’avvertimento positivo di una mancanza che sospinge la ricerca. Nel De Bello Gallico di Giulio Cesare i desiderantes erano i soldati che aspettavano sotto le stelle i compagni che non erano ancora tornati dal campo di battaglia. Più precisamente l’etimologia della parola “desiderio” deriva dallo stare sotto il cielo a osservare le stelle in un atteggiamento di attesa e di ricerca della via. Sidera significa infatti, in latino, stelle. Mentre il de privativo indica l’ impossibilità di seguire la rotta segnata dalle stelle e quindi una condizione di disorientamento, di perdita di riferimenti, di nostalgia, di lontananza, ma anche l’avvertimento positivo della mancanza di ciò che è necessario alla vita, l’attesa e la ricerca della propria stella.”

Ancora a proposito di stelle poi c'è la famosa frase di Nietzsche che prediligo:
"Bisogna avere del caos dentro per generare una stella danzante"
Comunque non divaghiamo ...

I desiderantes sono persone in attesa ma anche disorientate. Sono persone in campo (non in casa) e, dunque, necessitate di trovare una strada ed organizzare un viaggio. Sanno che il tempo dell’attesa terminerà con la luce dell’alba che farà “scomparire” le stelle. Che tuttavia torneranno a palesarsi con la notte. E’ l’ambivalenza del desiderio. Nella notte accentua il sentimento della mancanza che stimola l’attesa per sospendersi, trovare soddisfazione nel sonno sognante. Durante il giorno prevale la ricerca attraverso un progetto e l’attività per realizzarlo.
In ogni caso i desiderantes sono tali, di notte come di giorno, perchè vivono l’assenza di altre persone, non di cose. Il desiderio, dunque, configura tanto la dimensione di un progetto individuale che quella di un progetto di socialità. Per realizzarsi necessità tanto della notte stellata che del giorno solare.
Il desiderio è vita, perchè è nella mancanza e nel disorientamento che ne segue che c’è lo spazio per la scintilla del movimento, della ricerca.

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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda project » mercoledì 16 aprile 2014, 13:30

La parola che mi viene in mente leggendo il post di Totoro è “semplificazione”. La dimensione problematica di certe situazioni risalta quando su quelle situazioni si concentrano i riflettori e si comincia a ragionare a ruota libera e lì i distinguo e le arguzie della mente di sciolgono in una specie di gioco infinito. È un po’ questo uno dei difetti della cultura, cioè proporre sempre problemi e mai soluzioni, continuare a porre domande che sono prive di risposte oggettive. La dimensione reale di un problema si coglie solo in rapporto ad un altro problema. Più è pesante il termine di paragone più il problema originario sfuma fino a scomparire del tutto. Essere gay è un problema? In effetti è un problema molto relativo. Non vivere in coppia è un problema? Anche questo in effetti è un problema molto relativo. Certo se assumiamo come metro di paragone il mondo delle favole dove c’è il principe azzurro e dove si finisce con un bel “vissero sempre felici e contenti”, allora qualunque cosa sarà insoddisfacente, ma lo sarà solo perché il metro assunto per valutare le cose è puramente mitico, se invece si guardasse alla realtà della vita degli etero, e ci si sforzasse di capirla nei suoi veri problemi, che sono connessi a quelli che a noi sembrano vantaggi derivati dal favore sociale, si capirebbe che anche essere etero è molto complicato e problematico, così se si guardasse il fatto di non vivere in coppia assumendo a metro di paragone le tante copie anche gay che vanno avanti a litigi e a mezze misure, probabilmente il non vivere in coppia ci apparirebbe come una forma sostanziale di libertà. La conquista di fondo della filosofia del ‘900 è il relativismo e varrebbe la pena di applicarlo anche alle concezioni della vita. È ovvio che tutti cerchino il benessere, ma che il benessere si identifichi col fare coming out o col vivere in coppia è solo un postulato puramente teorico e privo di qualunque riscontro, sul quale si costruiscono le delusioni dei gay, tanto più delusi quanto più illusi in precedenza. Se poi guardassimo questi problemi con un’ottica ancora diversa e cioè, per esempio con quella di chi deve fare i conti con un problema di salute veramente grave, quei problemi, che ci apparivano così angoscianti, ci sembrerebbero veramente cose di cui sorridere. Perché non proviamo a semplificare le cose e a non farci troppe domande? Se penso a me stesso, adesso vedo la felicità nel vivere in campagna da solo e nel dedicarmi a coltivare la terra, se ci riuscissi credo che starei davvero meglio. Quanto mi condiziona l’essere gay? Francamente nemmeno un po’. Quanto mi condiziona il non avere un compagno? Anche qui la risposta è la stessa: nemmeno un po’. Sono felice? Rispetto alla “felicità possibile” direi quasi di sì.

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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda Yoseph » lunedì 21 aprile 2014, 1:31

Rispondo non perché creda di essere competente o perché sia conoscitore dell'animo umano, ma in base alla mia esperienza personale di vita.
Io credo che ovviamente si possa vivere senza, e parlo di un'amore esclusivo, quello degli innamorati. La vita va avanti e magari si è circondati da altri tipi d'affetto. Certo è che avere qualcuno da amare che ricambi cambia la vita in meglio. Non tutti gli amori son per sempre però, e quella fonte di benessere potrebbe anche trasformarsi in sofferenza.

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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda xup » lunedì 21 aprile 2014, 13:18

Penso che la differenza tra vivere senza amore e vivere con l'amore equivale alla differenza tra mangiare per nutrirsi e mangiare in compagnia e per piacere, equivale alla differenza tra viaggiare per necessità e viaggiare per crescere, equivale alla differenza tra sopravvivere e vivere.
Ovvio che si può vivere anche bene senza amore, ma l'amore è come il sapore della vita. Ci sono infiniti di tipi d'amore possibile, uno per ogni abitante di questo pianeta ed uno per ogni attimo di vita. Perché l'amore cambia, non è eterno... di amore c'è bisogno. Il desiderio invece è per quel tipo di amore che tutti vogliamo, quello che ci stravolge e che cambia la nostra prospettiva di vita, dove 1+1 non fa più 2, ma 1 :) Dove cambia drasticamente la prima persona, che da "io" diventa "noi". Questo è un desiderio perpetuo, ed autentico: penso che equivale davvero ad un cielo senza stelle.

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Re: Riflessione e possibile dibattito sul tema -Amore-

Messaggioda Totoro » martedì 22 aprile 2014, 7:21

Boh, mi trovo più d'accordo con le parole di project, sono da sempre un sostenitore del relativismo e probabilmente é per quello.. Non si può sapere di cosa si ha bisogno e probabilmente neppure di cosa si ha desiderio, visto che siamo in continuo mutamento. Ciò che mi pare vitale oggi potrebbe non esserlo più domani, perché io non sarò lo stesso domani. Per quello sono diffidente quando mi dicono che tutti hanno bisogno d'amore. Probabilmente il mio pensiero deriva dal fatto che praticamente tutte le mie amicizie sono state spazzate via dal così detto amore, e non ho mai capito di cosa s'innamorino le persone, visto che non so chi sono, e se io non so chi sono, non può saperlo l'altro. E se l'altro non sa chi sono, ed io non so chi é lui, la conclusione logica é che s'innamora di un idea o del fatto che appago in qualche modo un suo bisogno. Anche a me é capitato di "innamorarmi" ed analizzando la cosa ho sempre trovato che "amavo" perché l'altro appagava un mio bisogno egoistico, ovvero quello di sentirmi considerato, molto vivido all'epoca. Ma appunto perché il mutamento é costante, sparito quel bisogno é sparita anche la mia capacità d'innamorarmi ed ora mi rendo conto che il mio modo di provare affetto é molto differente da come era prima. Non so se mi riesce a farmi seguire, é un discorso che a me appare molto semplice ma non mi viene semplice esporlo. Insomma in breve, che "tutti hanno bisogno d'amore" mi pare un dogma inconsistente, ma probabilmente mi sfugge qualcosa. Aggiungo, quel che mi infastidisce di una visione così"dogmatica" é che alcuni soffrono la mancanza d'un amore come se da quello dipendesse la loro vita, anziché prenderla alla leggera. Come dici tu xup, io non lo definisco appunto un "bisogno", ma qualcos'altro.. Una miglioria, un desiderio.
 


"La capacità di stare da soli è la capacità di amare. Può apparirti paradossalle, ma non lo è. E' una verità esistenziale: solo le persone in grado di stare da sole sono capaci di amare, di condividere, di toccare il nucleo più intimo dell’altra persona, senza possederla, senza diventare dipendenti dall’altro, senza ridurla a un oggetto e senza diventarne assuefatti."


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