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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: martedì 4 aprile 2017, 7:37 
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Capitolo III

"Piccolino, ti piaccio che mi guardi?
Sei qui pei bagni? Ed affittate là?" "
Si... vedi la mia Mamma e il mio Papà?"
Subito mi lasciò, con negli sguardi
un vano sogno (ricordai più tardi)
un vano sogno di maternità...

Guido Gozzano (Cocotte)


Progettino era cresciuto in quell'atmosfera di silenzi luminosi ma lievi ed ovattati. La tata che, ben più della matrigna, s'era occupata di crescerlo e della casa era stata da sempre a servizio del padre e l'aveva seguito ovunque, fin dai tempi di Francia.
Petunia non s'era mai sposata. Era di natura schiva, poco portata alle chiacchiere ed ai commenti forse per una naturale mancanza di curiosità, un dimesso bisogno di operosa quiete. Ma che non le mancasse il cuore ancor lo rivelavano gli sguardi furtivi d'affetto che, non vista, riservava al suo bambino. Nei lunghi anni passati in casa Scarole-Catalogne, era invecchiata e, spesso, le capitava ormai di scuoter il capo e sospirare.
-Che cos'hai tata Petunia?- le chiedeva ogni tanto Progettino più per darle cenno d'affetto che per conoscere veramente i suoi pensieri. E, per solito, la donna non rispondeva ma, una volta, sollevati gli occhi sul ragazzo:
-Pensavo a te. Pensavo che studiare e lavorare alla tua età non basta. A vent'anni ci vorrebbe qualcos'altro. Capisci bene cosa intendo-.
-Vuoi dire una ragazza, una moglie? Lo so tata ma con le ragazze non ingrano. Ci ho provato qualche volta e non funziona. E poi lo sai che oggi sposarsi è passato di moda-.
-Eppure sei bello, un fiore delicato, come ha detto una volta tuo padre-.
-Ah, davvero? Ha detto proprio così? Strano, i fiori mi piacciono però questa davvero non la ricordavo e non me n'ero mai accorto. Ma lasciamo star mio padre per carità tata. Sapessi come son contento tra le tenere piante dove lavoro! Un giorno avrò anch'io il mio negozio di giardiniere e so già come lo chiamerò: Gaaaayproject... ecco! E allora vedrai!-
-Chissà da dove ti viene questa passione...?- il viso di Petunia s'era velato di una tristezza crepuscolare - non sarà mica perché ricordi...?-
Progettino s'era sentito il cuore in sospeso come qualcosa di strano, mai accaduto prima, dovesse verificarsi e aveva atteso in silenzio che la tata continuasse a parlare.
-Non sarà il ricordo dei tuoi primi anni a Scarole-Catalogne in quella casa?..."
Lui s'era sorpreso a dire: - ...ma tata, non era un castello?-
Petunia ebbe un incerto sorriso che accentuò l'occidente tristezza del suo sguardo.
-La signora Iris, tua nonna, lo chiamava così, ma...forse...sarebbe stato più appropriato dir "petit manoir" o, meglio ancora, "gentil-hommière"-...

Progettino aveva la strana sensazione di insinuarsi, quasi graffiandola nervosamente, al di là di una porta aperta da Petunia con infinite precauzioni.
- Ma non c'erano delle torri... tata? -
- Solo due torrette simmetriche ad ogni lato. Una più grande ed una più piccola -.
-E dentro? Non c'era una successione di stanze dai soffitti di madreperla, dalle poltrone di velluto verde e crema?-
La tata ebbe un gesto improvviso delle mani che s'aprirono come a voler porre una barriera.
-Ma no, stai sognando. E poi magari questa passione per gli ortaggi ti passerà. Da giovani si cambia spesso idea-.
E la porta semi-aperta s'era richiusa.
Di scatto.
Come la porta di una favola proibita.


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: mercoledì 5 aprile 2017, 7:26 
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mmmm e mo e mo? :? :oops:

:idea: Timeout!


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: mercoledì 5 aprile 2017, 7:28 
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Capitolo IV


^_^ “Momenti “Musicali” ^_^

4'33" for any instrument, tacet

John Cage


https://www.youtube.com/watch?v=JTEFKFiXSx4

Pictures at an Exhibition

Modest Petrovich Mussorgsky


https://www.youtube.com/watch?v=DXy50exHjes


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: giovedì 6 aprile 2017, 21:24 
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Non aprire quella porta.


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: giovedì 6 aprile 2017, 21:36 
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Capitolo V

(in chat con il Marchese)


@Donatien Marquis De Sade:
Dovessero anche fremerne gli uomini, bisogna che, ad un certo punto, la filosofia dica... TUTTO.

agis_mole:
Come è difficile, Marchese, sospettare in Lei una ingiunzione morale, ancorché beffarda, doveva trattarsi di qualcosa di più elevato: una "necessità ontologica"?
Ma, sul serio, si può davvero dire o fare tutto con il suo metro... da filosofo? E' forse per questo che, alla fine della sua vita, taceva contentandosi di strappare, uno ad uno, i petali alle rose, di gettarli, uno ad uno, su un cumulo di braci? Voleva strapppppareh il segreto della rosa? ^_^

@Donatien Marquis De Sade: has left IRC


Ed ora Progettino attendeva. Attendeva, con fastidio malcelato, che il padre gli spiegasse il motivo di quella visita inattesa. L'uomo accennò ad accostare al tavolo una sedia ma finì col rimanere in piedi sicché lui fu forzato ad alzare, infine, gli occhi.
-Allora papà, suvvìa... ho da fare, vedi? Dovevi dirmi qualcosa?-
Sul viso, avvizzito ormai dagli anni, Gelsomino mostrava i segni dissepolti di un passato ed inedito tormento.
-Ho ricevuto stamane una notizia che ho esitato a darti fino ad ora...perché comporta tante cose...anche per te...mi son chiesto...arrovellato tentando di capire se avessi il diritto di chiederti...-
Progettino finì per sorridere. Beffardo.
- Non mi dirai che qualche tenera spasimante di un buon partito considererebbe la mia mano?-
-Ti prego, non scherzare. Stamane ha chiamato mia sorella, tua zia Margherita... sai che non ci sentiamo quasi mai...-
-Che inattesa coincidenza - lo interruppe Progettino - che è successo?-
L'uomo sembrò urtato dalla domanda troppo rapida, diretta e, quando parlò, fu come se, afflosciato, si arrendesse.
-Tua nonna Iris è mancata. All'improvviso-.
-Tua madre?- ribattè tagliente Progettino senza più contenere l'impulso di ferirlo.
-Sì, mia madre- agitando la testa come se cercasse di svincolarsi da un senso di strangolamento -...io non posso andare là, non posso, non ci riesco...-
-Perchééééh!? - sibilò Progettino in un'algida eruzione di violenza - non so niente dei tuoi problemi con la famiglia. Non me ne hai mai parlato in vent'anni ed ovviamente mi è ormai del tutto chiaro che non ti deciderai mai a farlo! -.
Cereo, Gelsomino si passò le mani sulla faccia. -Tua nonna è sempre stata ostile a mia moglie. L'ha sempre avversata, tormentata, avvilita. La ritengo tuttora responsabile del suo stato di depressione ed anche, in buona parte, - ansimò prima di terminare in un sussurro - della sua morte.

Coro:
in un attimo fugace di silenzio
si spegneva la bollente ribellione
in oceano squisito di disprezzo


-Volevi chiedermi che andassi io al tuo posto a Scarole-Catalogne per i funerali della vecchia? Va bene, ci andrò. Ma andrò perché mi garba e non certo per lenire i disgustosi, ripugnanti rovelli di un vigliacco.


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: sabato 8 aprile 2017, 19:46 
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Promenade avec Jacques.


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: sabato 8 aprile 2017, 19:50 
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Capitolo VI


Alle esequie d'una foglia
Se ne van due lumaconi
Hanno il guscio nero a lutto
Nero crespo tra le corna
Se ne van che si fa sera
D'un bel vespero d'autunno
Ma accidenti quando arrivan
S'è già fatta primavera
E le foglie ch'eran morte
Son già tutte rianimate
Le due grosse lumacone
Seriamente contrariate
Ma ecco il sole all'improvviso
Quel bel sole che lor dice
Che 'l fermarsi un pochettino
E' davvero ciò che lice
E un bicchiere buon di birra
Rende i cuori più felici
Si può prender poi se piace
La corriera per Parigi
Partirà proprio stasera
E vedrete che paese
Non prendete questo lutto
Sono il sole e ve lo dico
Fa incavare l'occhio tutto
Ed è roba che abbruttisce
Queste storie di sepolcri
Sono tristi e dan dolore
Riprendetevi il colore
Il colore della vita
Ed allor tutte le bestie
Tutti gli alberi e le piante
A cantare a squarciagola
La più gran canzon vivente
La canzone dell'estate
Quando tutti stanno a bere
Tutto un mondo di trincate
E' una sera proprio bella
Ed i lumacon sì grossi
Se ne vanno un po' commossi
Se ne tornano da loro
Titubanti, questo è vero,
Perchè molto hanno bevuto
Ma dall'alto, su nel cielo,
C'è la luna a dare aiuto.

Liberamente tratto da Jacques Prévert (Chanson des escargots qui vont à l'enterrement)


-Vorresti la camera di quand'eri piccino?- Progettino scosse il capo d'impulso. - Non credo...voglio dire, non so -.
- Non ti devi preoccupare. C'è la stanza degli ospiti, ce ne sono tante altre...Primula provvederà -.La voce di zia Margherita, il viso delle donne francesi che, un filo di rossetto, si scambian cinguettii sedute il pomeriggio ai tavoli dei bistrots, era gentile e graziosa come la sua persona.
-Vieni, andiamo a vedere. Poi scenderemo a prenderci un tè -.
Dal centro dell'atrio Progettino guardava le due rampe di scale che salivano, spiraleggiando, per riunirsi sulla galleria del primo piano ed aveva impressioni puerilmente dissociate come se, invece di trovarsi in quei luoghi, li evocasse soltanto in una memoria che, lentamente, riaffiorava.
- E' già tutto finito, sai - aveva spiegato zia Margherita al suo arrivo. -Siamo tornati due ore fa dal cimitero. Tua nonna aveva espresso il desiderio che tutto fosse regolato molto rapidamente, nel modo più semplice. Non era tipo da fronzoli. Se proprio lo vorrai, potremo andare domattina insieme alla tomba di famiglia-.
-E' stato il viaggio, non credevo fosse così lungo... - si scusava Progettino - all'inizio ho odiato mio padre per non avermi consentito di venire in macchina ma poi...l'aereo fino a Parigi, il treno fino a Tours, la corriera per Chaumont, tutte quelle coincidenze improbabili, quelle attese interminabili sotto il cielo immenso, tizianesco, della campagna di Francia...-
Zia Margherita assentiva: - Certo, siamo così fuori mano, lontano dai grandi centri abitati -. E, fin dapprincipio, i suoi occhi avevano manifestato un interesse, un'autentica curiosità: -Allora sei tu, sei così, - aveva detto fissando il nipote con quello sguardo chiarissimo - hai esattamente la figura e il portamento di tua madre. Ma di viso e con quei capelli corti, neri e fini... no, naturalmente non assomigli a nessuno, neppure a tuo padre od a tua nonna. Se ti avessi incontrato per caso, dopo tanto tempo, non ti avrei certo riconosciuto-.
Salivano intanto verso la galleria e Progettino osservava le nicchie che vi si aprivano, le statue e, su ogni lato, le porte decorate da semplici avvolgimenti.
Avvertiva ad ogni gradino una piacevole leggerezza come quando, in certi sogni, si provi un moto che trascende le nostre capacità.
Zia Margherita spinse un battente ed una porta si aprì: -Ecco, guarda se questa stanza è di tuo gusto, entra -.
Progettino si guardò intorno contento, rasserenato. Attraverso le imposte socchiuse si vedevano gli alberi del parco. Le pareti eran ricoperte di un tessuto verde chiaro ormai un poco sbiadito. Si avvicinò ad un mobile intarsiato sfiorandone i contorni e... - Oh, che bella! Si direbbe una Phalaenopsis-.
-Lo è. - assentì zia Margherita, un lampo nello sguardo - Te ne intendi?-
-Lavoro da un giardiniere-.
-Ebbene, ne avevamo una volta di cose interessanti, ma, ancora oggi, ne potresti trovar qualcuna. Ti piace la camera? Vuoi vederne un'altra?-
-No, ti ringrazio -.
-Allora ti farò portare su le tue cose. Non sarai esigente per il servizio, vero? Ci sono, in tutto e per tutto, due persone che mi aiutano: Primula e Giaggiolo. Due vecchi sposi che abitano nella dépendance. Si va avanti così da un'eternità-.
-Ma sembra tutto perfetto!-
-Eh, perchè più della metà delle stanze sono chiuse. Magari sarai il primo a divertirti a visitarle dopo anni perché ti vorrai fermare un poco, spero -.
Progettino rispose senza riflettere: - Sì, mi piacerebbe!-
-Bene...- e sembrò che alla donna un nuovo colore rianimasse il viso - avremo tante cose da raccontarci ma, purtroppo, non potrò farti compagnia tutto il giorno. Lavoro sai? Ne sorriderai forse ma...scrivo, ecco ^_^. E' un lavoro come un altro.-
E perchè dovrei sorriderne? Mi pare persino più creativo del mio. Che cosa scrivi?-
-Te lo dirò. Forse avremo occasione di parlarne. Uso uno pseudonimo, naturalmente-.


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: martedì 11 aprile 2017, 1:38 
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Per El(i)sa


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: martedì 11 aprile 2017, 1:42 
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Capitolo VII


Dove andiam? dove ci portano?
Al paese di Pitchipoi.
Si parte che è ancora buio, e ci s'arriva che è già buio
E' il paese dei fumi e delle urla
Ma perchè le nostre madri ci hanno lasciato?
Chi ci darà l'acqua per la morte?

Elsa Morante (La Storia)


L'indomani mattina, dopo la prima colazione, zia Margherita si congedò.
-Devo andare in città, ho un testo da consegnare e discutere con l'editore. Ma troverò il tempo più tardi per farti compagnia. Intanto, magari, vai a fare il tuo giro d'ispezione. Ho detto a Primula e Giaggiolo di lasciarti girare a tuo piacimento e non ci son porte che sian chiuse a chiave -.
-Penso allora che dovrò telefonare a mio padre ed al mio datore di lavoro per dir loro che mi trattengo ancora un poco zia-.
-Ma certamente-.
Solo, nella antica dimora, spingeva le porte con precauzione, sporgeva un poco il naso all'interno esitando, prima di entrare, come se si sentisse un'intruso in quei luoghi di silenzio, di tempi trascorsi, di vite ormai consumate.
La camera più solenne con il letto a baldacchino, le pareti coperte da pannelli damascati, un accenno di profumo di Mughetto ad indugiare ancora nell'aria, doveva esser stata quella della nonna. C'era accanto uno spogliatoio e, di seguito, uno studiolo. Passato all'altro corridoio, Progettino trovò la stanza per la musica con un piano a mezza coda, una piccola biblioteca e un'altra camera da letto matrimoniale. Richiuse in fretta, chiedendosi se fosse stata la camera da letto dei suoi genitori gettando appena, a disagio, un'occhiata in quella piccola stanza accanto dove, forse, aveva dormito da piccino.
Cautamente prese a salire la rampa che portava all'ultimo piano. I gradini adesso si susseguivano su una più ampia e lasca spirale. Ritrovò una galleria che sembrava la copia dell'altra. Ma le porte che vi s'aprivano erano meno alte, più severe, più rade. Ne spinse una a caso. Nella semi-oscurità la stanza sembrava bellissima con mobili esili, poltroncine imbottite, un letto a baldacchino da cui piovevano cortine di velo semi-trasparenti. Ma bastò aprir le imposte perché la luce del giorno rivelasse l'antico abbandono: tessuti polverosi e laceri in più punti, mobili scrostati e fioriti, lo specchio, opaco come bianca cataratta.
Sulla cassettiera, un piccolo ritratto ovale. Progettino lo sollevò riconoscendovi i tratti di zia Margherita, giovanissima. Così, molto tempo prima, quella era forse stata la stanza di zia Margherita. Ma... ma... chi aveva parlato un tempo di un incidente di caccia? - si chiese ad un tratto stupito dall'irrompere di questo improvviso pensiero- Chi aveva usato, allora, queste parole parlando di Margherita?
Uscì in fretta, senza neppur richiudere le imposte. Prima che la galleria girasse in un corridoio in penombra c'erano ancora due stanze in stato di grande rovina e, in ultimo, un uscio sul fondo. Progettino girò la maniglia che resistette appena. C'erano due vani, uno più piccolo, tondeggiante, forse alla base di una delle torri ed uno più spazioso, rettangolare, che era stato, secondo ogni evidenza, dedicato al lavoro di un appassionato di giardinaggio. Progettino andò ad aprire una finestra ed i vasi, illuminandosi, affiorarono dalla penombra. Ve n'eran d'ogni tipo: d'umile coccio, di nobile faïence, vuoti alcuni, ancor ripieni di terriccio ed aridi resti di piante disseccati altri. Sulla parete di fronte alla finestra, un'immagine di donna priva di cornice, gli occhi enormi, un poco sporgenti, la bocca forte e carnosa su un volto consumato, impressionante per la bellezza ed il tratto un po' naïf.
Cercando di decifrare una firma in fondo al quadro, vide scritto solo, in caratteri minuti, Dionea, il nome di sua madre.

Coro:
Come innalzato da onda potente
si libri e sospenda il respiro,
così, ricadendo nel ventre,
ivi sprofondi l'animo suo.


Non sapeva cosa lo tenesse lì, immobile a guardare, assorbito da un'immagine dipinta quasi brutalmente, senza sfumature, un desolato aggrumarsi di colori contro il pallore livido di uno sfondo. Era questo aspetto di persistenza assoluta che lo colpiva tanto o un'angoscia profonda e senza rimedio che, forse, era soltanto lui ad avvertire? Distolse infine lo sguardo, s'affacciò alla finestra e, per un momento, osservò lo stagno brillare, di là dagli alberi. Si sollevò sulla punta dei piedi ma non riuscì a coglierne i limiti. Sulla riva più vicina si scorgeva una barca.
Semiaffondata.


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 Oggetto del messaggio: Re: Progettino (feuilleton a puntate)
MessaggioInviato: giovedì 13 aprile 2017, 8:16 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
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Nannarella... ^_^

Da wiki: La bambina non conoscerà mai il suo padre naturale. Da adulta, effettuando delle ricerche sull'identità del padre, Anna scoprirà le sue origini calabresi e quello che avrebbe dovuto essere il suo cognome, Del Duce; dirà poi, con la sua consueta ironia, di essersi fermata nelle ricerche perché non voleva passare come "la figlia del Duce".


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