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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: giovedì 17 maggio 2018, 23:55 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 144
Ciao Andrea, dalle righe che scrivi emerge subito la gentilezza dei tuoi modi. Questo tuo porti agli altri in maniera rispettosa, mi fa pensare che sei una persona molto attenta ai sentimenti altrui..cosa ben rara ultimamente :)
Partendo da questa considerazione, sono certo che sai bene se i tuoi comportamenti siano stati corretti e perciò non voglio tediarti con ulteriori retoriche (anche perchè siamo tutti bravi a parlare, ma poi ad agire...)
La cosa certa è che tu ora sei infelice. Se vuoi uscire da questo stato, devi cambiare qualcosa, atteggiamento. Probabilmente non sei pronto a fare una mossa importante, ma per andare lontano basta fare tanti piccoli passi. Sei una persona intelligente e capirai bene che se certe situazioni ti fanno soffrire, devi tenerle lontane e incentrare le tue attenzioni su qualcosa che ti fa star meglio.
Queste situazioni tanto dolorse, se affrontate nel modo giusto, ti aiutano a capire chi in realtà sei, cosa vuoi e quale percorso intraprendere...ora ti sembrerà tutto nero e difficile, ma man mano che andrai avanti inizierai a distinguere tanti colori e capirai che nulla (o quasi) è irrimediabile. Certo: bisogna avere il coraggio di guardare dentro sè stessi ed avere la forza di prendere scelte coerenti con ciò che si vede..

A tua disposizione, in bocca al lupo!


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: venerdì 18 maggio 2018, 1:10 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 343
Andre72 ha scritto:
Ovviamente la mia indescrivibile sofferenza risiede appunto nel vivere questa mia condizione nel più assoluto segreto.Tale condizione ha delle disastrose conseguenze psicologiche su di me che cerco di contenere assumendo farmaci di vario tipo (dietro controllo medico del mio psichiatra naturalmente)

Lo credo bene e posso immaginare.
Andre72 ha scritto:
Probabilmente non mi sarei mai sposato perchè non sono il tipo che se arreca dolore se ne infischia e continua il proprio cammino.

Oppure ci si può sposare con una donna che -oltre ad essere amata- sappia che il partner è un bisessuale: a prescindere che lei accetti o meno che lui abbia storie parallele, sarebbe enorme la fortuna di poter essere sinceri con lei! Magari litigando, discutendo, ma una coppia vera! Credo che ciò rinsalderebbe anche il legame (ma mai generalizzare).

Andre72 ha scritto:
E' anche vero che prima o poi questa mia natura dovrà in qualche modo essere emessa a conoscenza di chi mi sta vicino, ma come ho scritto nelle risposte precedenti, il contesto in cui vivo non è il terreno migliore per un outing.
Prima o poi, vivendo noi nel XXI secolo, è molto probabile che avrai bisogno di rivelare questa cosa. Deciderai tu quando, come e se, ma si spera con l'aiuto dello psichiatra che ti sta seguendo, quindi niente colpi di testa! Ricorda (ma certamente già lo sai) che oltre a te devi tutelare anche tua moglie e vostro figlio (piuttosto: è grande ? Lui pensi che potrebbe capirti, o temi che ne risentirebbe troppo ? Probabilmente quando avrà circa 20 anni - o forse anche di meno, ma l'adolescenza è delicata- sarà più facile parlare con lui che con tua moglie, essendo più giovane).

Andre72 ha scritto:
Però sono grato comunque a tutti voi perchè ognuno cerca di dare il proprio contributo a fini costruttivi e trovo che questa sia una dimostrazione molto affettuosa e nel contempo incoraggiante sotto certi aspetti.
Nell'attesa di compiere il tuo augurio finale ti ringrazio e ti saluto.
Andrea
Prego, non c'è di che: se non altro i forum servono a confrontarsi e a potersi aiutare, cosa che relativamente a certi argomenti delicatissimi quasi mai è possibile fare nel reale. Ci sarebbero un po' di cose che vorrei chiederti per capire meglio la tua storia ma forse è prematuro.
Che altro dire, se hai bisogno di una mano, noi per quanto ci è possibile siamo qui. Stacci bene!


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: venerdì 18 maggio 2018, 2:56 

Iscritto il: venerdì 10 marzo 2017, 21:43
Messaggi: 144
Spesso le canzoni in poche rime sono in grado di rendere chiaro un pensiero complesso.
Se te la cavi con l'inglese, spero coglierai le metafore che si nascondono tra le note del seguente brano e che cascano a pennello con la tua (e di molti altri) situazione...

Patty Griffin - Top Of The World

I wished I was smarter
Wished I was stronger
I wished I loved Jesus
The way the my wife does

I wished it'd been easier
Instead of any longer
I wished I could've stood
Where you would've been proud
That won't happen now
That won't happen now

There's a whole lot of singing
That's never gonna be heard
Disappearing every day
Without so much as a word
Somehow

I think I broke the wings
Off that little songbird
And she's never gonna fly
To the top of the world Now
To the top of the world

I don't have to answer
Any of these questions
Don't have no God to
Teach me no lessons

I come home in the evening
Sit in my chair
One night they called me for supper
But I never got up
I stayed right there
In my chair

There's a whole lot of singing
That's never gonna be heard
Disappearing every day
Without so much as a word
Somehow

I think I broke the wings
Off a little songbird
And she's never gonna fly
To the top of the world
Now
To the top of the world

I wished I'd had known you
Wished I had shown you
All of the things I
Was on the inside
But I'd pretend to be sleeping
When you'd come in in the morning
To whisper goodbye
Go work in the rain
I don't know why
Don't know why

Cause everyone's singing
We just wanna be heard
Disappearing every day
Without so much as a word
Somehow?

Gonna grab a hold
Of that little songbird
And take her for a ride
To the top of the world
Right now
To the top of the world


Buon ascolto!


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: sabato 19 maggio 2018, 0:36 

Iscritto il: martedì 8 maggio 2018, 17:22
Messaggi: 19
ciao marmar77,
ti voglio ringraziare per i tuoi pensieri e vorrei farlo partendo dal tuo ultimo messaggio, ossia il testo della canzone di Patty Griffin in cui mi riconosco in molte strofe. Ma immagino che molte persone si possano identificare in una realtà in cui un ruolo importante lo hanno giocato le mancate aspettative della vita.

Sono consapevole che i passi che dovrò fare saranno tanti: a volte piccoli a volte grandi, e cerco di fare tesoro dei consigli che mi state dando tutti quanti.
Una sorta di outing prima o poi dovrò farlo e so che nonostante tutti gli airbag di cui potrò dotarmi, l'impatto non sarà meno violento Tuttavia un'esistenza come la mia, in cui si resta sospesi fra due mondi (e pure una famiglia sulle spalle), non può avere una durata eterna. Si, certo, se mia moglie accettasse la mia bisessualità sarebbe già un passo avanti, ma poichè dubito fortemente che un tale prodigio si avveri, conto in tempi migliori, conto in momenti in cui le circostanze potranno farmi almeno credere che la dichiarazione del mio orientamento non scatenerà un'apocalisse.

Per quanto riguarda eventuali particolari che vuoi sapere puoi chiedermeli senza problemi, io cercherò di risponderti nella maniera più consona. Non è detto che sia sempre prematura una domanda, d'altronde anche alcune risposte possono essere spiazzanti.
La prima volta che andai dallo psichiatra gli dissi tutto di me, per filo e per segno (tralasciando per pudore solo i particolari intimi che interessano me ed il mio "compagno"). Per essere un professionista devo dire che rimase piuttosto meravigliato da tanta schiettezza. Del resto, che dire...mi portai avanti col lavoro e non gli diedi modo di tirarmi fuori con le pinze ciò che avevo dentro :)

Un affettuoso saluto
Andrea


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: sabato 19 maggio 2018, 11:10 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5254
Ciao Andrea,
rileggendo tutta la discussione mi viene spontanea una riflessione. Ok, è ovvio che un bisessuale possa innamorarsi di un uomo, anche di un altro bisessuale, ma tra l’innamorarsi e il pensare di costruire qualcosa di stabile, non dico di esclusivo, ma fi affidabile e duraturo, c’è purtroppo un abisso. Permettimi di allargare un po’ il discorso. I gay, cioè quelli esclusivamente gay, e i bisessuali o gli etero hanno modelli di sessualità significativamente diversi. Il modello si sessualità etero, e anche quello dei bisessuali, è di tipo matrimoniale, non perché sia naturale per un etero (e meno ancora per un bisessuale) mirare al matrimonio, ma perché l’uso sociale è oramai talmente radicato che lo si assimila inconsapevolmente giorno per giorno e lo si considera una cosa assolutamente naturale e ovvia. Spesso anche per i gay, specialmente all’inizio il modello quasi matrimoniale rappresenta quanto di meglio si possa sognare, ma devo sottolineare la parola “sognare”, la realtà è molto diversa, specialmente nei tempi lunghi. Alcuni gay arrivano a creare coppie stabili che funzionano proprio secondo il modello quasi matrimoniale, altri non realizzano questo modello, molto spesso non per mancanza di opportunità concrete ma perché non lo sentono loro, lo sentono troppo teorico e fragile, quando viene applicato alla realtà gay senza nessuna sanzione legale e senza il vincolo dei figli. Oggi moltissimi gay preferiscono restare single e questo non per disperazione ma per scelta. Ovviamente la scelta di rimanere single non equivale affatto ad una scelta di castità, anche i single hanno una vita affettiva e sessuale, ma è quella che si definisce sessualità leggera. La “sessualità leggera” non è neppure una sessualità senza affettività, perché l’affettività può benissimo esserci, anche se in questo caso non è condizionata da attese troppo importanti. Due amici possono vivere una forma di sessualità leggera quando, pur avendo essi una relazione sessuale, ciascuno dei due si sente sostanzialmente libero di vivere la sua sessualità anche con altre persone perché è cosciente che questo fatto non sarà vissuto dal suo amico come un tradimento. Non si tratta di avere un amico allo scopo di fare sesso con lui, ma della possibilità di condividere la propria sessualità con un amico, in modo limitato e senza la pretesa di costruire una relazione importante destinata a durare. La leggerezza di questi rapporti si identifica con la mancanza di aspettative strutturate, con la sostanziale accettazione della libertà del rapporto e con l’assenza di pretese, dichiarate o non dichiarate, circa la fedeltà del proprio compagno. Questo tipo di sessualità è lontanissimo dal modello classico “quasi matrimoniale” che è invece una tipica forma di sessualità pesante, strutturata se non per legge almeno attraverso la legittimazione di aspettative derivanti da un modello di comportamento ben definito e ritenuto generalmente vincolante. Nella sessualità pesante esiste l’obbligo o almeno la pretesa della fedeltà e quindi esiste anche il tradimento, nella sessualità leggera non si ritrova nessuna di queste due cose. Nella sessualità leggera manca quindi una struttura a priori e se ne crea di volta in volta una leggera, con obblighi soprattutto di correttezza reciproca ma non certo di fedeltà. Nella sessualità leggera sussiste un solo obbligo reciproco, almeno a livello morale, ed è quello della prevenzione, che consiste nel preoccuparsi non solo della propria salute ma anche di quella del partner evitando di porlo in condizioni di rischio e informandolo di eventuali rischi di cui si è a conoscenza. Va sottolineato che la sessualità leggera, proprio perché comporta una certa promiscuità, presenta profili di rischio nettamente più alto di quelli della sessualità della coppia strettamente monogama. La sessualità leggera è, comunque, ancora oggi, una realtà decisamente rara, perché richiede dei presupposti difficili da realizzare, richiede cioè l’assenza di aspettative e di proiezioni a distanza, cioè l’assenza di un progetto sulla persona del proprio compagno. Quando aspettative e progetti veramente non ci sono, allora la sessualità leggera si può realizzare in tutte le sue potenzialità, senza produrre danni come frustrazioni e delusioni. Per chi è cresciuto assimilando modelli di sessualità quasi matrimoniale l’idea di una sessualità leggera appare impensabile perché contraddice radicalmente il modello quasi matrimoniale, in questi casi la “scelta” di una sessualità “apparentemente” leggera è di fatto un ripiego, mancano alla base i presupposti tipici della sessualità leggera e le aspettative strutturano il rapporto dall’inizio. Ovviamente un individuo che cerca veramente una sessualità leggera può realizzarla soltanto con un altro individuo che abbia un interesse analogo per quel tipo di sessualità. Perché solo in una coppia di questo tipo possono non scattare i meccanismi di pretesa, attesa, frustrazione, che derivano dal fatto di identificare sessualità vissuta in coppia e amore di coppia, realtà che molto spesso sono profondamente diverse. Il senso di frustrazione che può provare in una relazione sessuale leggera un ragazzo che proietta sul sesso le sue esigenze affettive non deriva solo dalla mancata accettazione sostanziale della leggerezza dei comportanti dell’altro, ma anche dalla mancata accettazione dei propri comportamenti leggeri. In pratica ci si può sentire traditori dei propri ideali, incoerenti, disposti accettare un compromesso al ribasso come la sessualità leggera perché incapaci di realizzare il proprio modello quasi matrimoniale.
Tanto premesso, se la sessualità leggera sta diventando un modello ampiamente diffuso in campo gay, là dove ci potrebbero benissimo essere coppie di tipo quasi matrimoniale, essa è quasi sempre la regola per i bisessuali, perché in un certo senso soddisfa la necessità di una presenza maschile ma non la assolutizza e, in qualche modo è molto meno dirompente verso il matrimonio. Ho visto più volte uomini sposati bisessuali che avevano un amico speciale col quale avevano talvolta anche rapporti omosessuali. In vero problema in questi casi non è quello del bisessuale sposato, ma quello della moglie, perché per mantenere in piedi un matrimonio, e oggettivamente per rispetto della moglie, è indispensabile che lei sappia e che capisca, qualche volta questa improbabile situazione si è anche realizzata ma non è certamente la regola. Un discorso chiaro con la moglie spesso è assolutamente impossibile e allora il matrimonio è vissuto come una trappola da parte del marito e come un inganno da parte della moglie. Mi rendo conto che quello che dico può sembrare un volgare compromesso per tenere comunque un piede in due scarpe, ma quello che ho descritto rappresenta un po’ la realtà più comune tra i bisessuali sposati, anche perché la sessualità leggera può avere anche forti componenti affettive ed è molto meno rischiosa e molto più accettabile del sesso occasionale fatto con sconosciuti trovati in chat e del tutto privo di risvolti affettivi.



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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: sabato 19 maggio 2018, 12:10 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2393
Quello che sinceramente non capisco è perché tirare le somme in modo così netto. Proect ha a mio giudizio un approccio troppo rigido e divisorio che finisce col negare la fluidità della sessualità umana e alla sua complessità.
Per come la vedo sarebbe da capire come prima cosa quanto un bisessuale sia "puro" abbia cioè una preferenza autentica e reale paritaria per entrambi i sessi. Occorrerebbe poi capire quanti eterosessuali non siano in realtà bisessuali e, mi spingo oltre, quanto la sessualità autentica non sia in realtà bisessuale. Dove l'omosessualità non esisteva e non veniva punita di fatto i maschi avevano rapporti omosessuali, senza che questa attentasse alla loro vitalità, né alla loro vita di coppia. Se la sperimentazione sessuale fosse lasciata libera di esprimersi, quasi certamente il numero delle esperienze sessuali omo crescerebbe, anche oltre quello occulto e non dichiarato che già esiste intendo. Questo trasformerebbe il soggetto in questione in un gay? Quello che dico è che se il concetto di gay non esistesse nemmeno non si trasformerebbe in un bel niente. Questi sono però tutti discorsi teorici, me ne rendo conto benissimo.
Dai tuoi discorsi tuttavia emerge una differenza quasi ontologica tra i bisessuali e tutti gli altri. Mentre chiarisci bene che l'esclusività coniugale ha più ragioni sociali che non sostanziali, per i bisessuali pare che piuttosto sia la loro natura in sé insofferente all'esclusività del rapporto.

Intanto credo che non sia possibile fare discorsi generici. tutto dipende dalla persona che si incontra e dal modo con il quale ci si lega ad essa. Questo credo sia il limite delle coppie etero: un solo modello di coppia (teorico) per tante situazioni particolari. Poi vai a vedere nello specifico questo famoso modello di coppia e dentro ci trovi di tutto, ma quello è un'altro discorso.

Anche nelle tue riflessioni, se astratte dalle posizioni di principio, si nota una sostanziale identicità di comportamenti tra i gay, i bisessuali e gli etero. Il modello coniugale esclusivo è chiaramente poco seguito un po' a tutti i livelli della società. E un modello di società che non esiste più e che ha bisogno di essere superato anche e sopratutto per gli etero. Perché pensare un istituto così asfittico come il matrimonio, quando poi divorziano tutti e non pensare ad un sistema di diritti e doversi che aumenta con l'aumentare della convivenza?

Che un bisessuale possa essere più infedele è tutto da dimostrare. Una persona innamorata, ma innamorata per davvero, ha in testa una esclusività del rapporto quasi fisiologica. Quanto questo stato di grazia duri nel tempo è questione da discutere, ma credo al di là dell'orientamento sessuale.
Tutte le relazioni poi arrivano per loro natura ad un normale esaurimento e ci si divide, oppure si cambia pelle. Nessuno si illuda che si possa stare una vita insieme ad una persona restando sempre la stessa e lasciando che il rapporto non cambi pelle.

E' vero e su questo sono completamente d'accordo che il problema del bisessuale è più legato al pregiudizio del gay o dell'etero di turno. E' più il fatto che venga assimilato ad un gay se il partner è dello stesso sesso o ad un etero se il partner del sesso opposto che crea il problema. Attorno alla propria sessualità viene infatti costruita buona parte della nostra identità specifica e certe censure possono risultare castranti.
Un gay che sta con un bisessuale deve accettare il fatto che non sta con un gay. Con lui non condivide la visione esclusiva della sessualità, il modo di ragionare e di guardare al mondo. Un bisessuale ha una storia e un vissuto non assimilabile a quello del gay. Detto ciò deve mettere in conto che un bisessuale si possa semplicemente stancare di lui o accettare un rapporto non esclusivo. Cosa che a quanto dici preferisce di suo.
Il problema è piuttosto quanto il bisessuale sia consapevole della propria bisessualità, quanto credendosi volta per volta o gay esclusivo o etero esclusivo, la propria sessualità non gli scoppi per le mani. Insomma io non ci vedo troppe differenze di principio.
Non bisognerebbe mai sottovalutare le differenze specifiche. Voglio dire non si può dire in astratto faccio una coppia aperta o chiusa, molto dipende dalla persona che si incontra e da modo con il quale si costruisce quella relazione lì in particolare.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: sabato 19 maggio 2018, 23:55 

Iscritto il: martedì 8 maggio 2018, 17:22
Messaggi: 19
progettogayforum ha scritto:
Ciao Andrea,
rileggendo tutta la discussione mi viene spontanea una riflessione. Ok, è ovvio che un bisessuale possa innamorarsi di un uomo, anche di un altro bisessuale, ma tra l’innamorarsi e il pensare di costruire qualcosa di stabile, non dico di esclusivo, ma fi affidabile e duraturo, c’è purtroppo un abisso. Permettimi di allargare un po’ il discorso. I gay, cioè quelli esclusivamente gay, e i bisessuali o gli etero hanno modelli di sessualità significativamente diversi. Il modello si sessualità etero, e anche quello dei bisessuali, è di tipo matrimoniale, non perché sia naturale per un etero (e meno ancora per un bisessuale) mirare al matrimonio, ma perché l’uso sociale è oramai talmente radicato che lo si assimila inconsapevolmente giorno per giorno e lo si considera una cosa assolutamente naturale e ovvia. Spesso anche per i gay, specialmente all’inizio il modello quasi matrimoniale rappresenta quanto di meglio si possa sognare, ma devo sottolineare la parola “sognare”, la realtà è molto diversa, specialmente nei tempi lunghi. Alcuni gay arrivano a creare coppie stabili che funzionano proprio secondo il modello quasi matrimoniale, altri non realizzano questo modello, molto spesso non per mancanza di opportunità concrete ma perché non lo sentono loro, lo sentono troppo teorico e fragile, quando viene applicato alla realtà gay senza nessuna sanzione legale e senza il vincolo dei figli. Oggi moltissimi gay preferiscono restare single e questo non per disperazione ma per scelta. Ovviamente la scelta di rimanere single non equivale affatto ad una scelta di castità, anche i single hanno una vita affettiva e sessuale, ma è quella che si definisce sessualità leggera. La “sessualità leggera” non è neppure una sessualità senza affettività, perché l’affettività può benissimo esserci, anche se in questo caso non è condizionata da attese troppo importanti. Due amici possono vivere una forma di sessualità leggera quando, pur avendo essi una relazione sessuale, ciascuno dei due si sente sostanzialmente libero di vivere la sua sessualità anche con altre persone perché è cosciente che questo fatto non sarà vissuto dal suo amico come un tradimento. Non si tratta di avere un amico allo scopo di fare sesso con lui, ma della possibilità di condividere la propria sessualità con un amico, in modo limitato e senza la pretesa di costruire una relazione importante destinata a durare. La leggerezza di questi rapporti si identifica con la mancanza di aspettative strutturate, con la sostanziale accettazione della libertà del rapporto e con l’assenza di pretese, dichiarate o non dichiarate, circa la fedeltà del proprio compagno. Questo tipo di sessualità è lontanissimo dal modello classico “quasi matrimoniale” che è invece una tipica forma di sessualità pesante, strutturata se non per legge almeno attraverso la legittimazione di aspettative derivanti da un modello di comportamento ben definito e ritenuto generalmente vincolante. Nella sessualità pesante esiste l’obbligo o almeno la pretesa della fedeltà e quindi esiste anche il tradimento, nella sessualità leggera non si ritrova nessuna di queste due cose. Nella sessualità leggera manca quindi una struttura a priori e se ne crea di volta in volta una leggera, con obblighi soprattutto di correttezza reciproca ma non certo di fedeltà. Nella sessualità leggera sussiste un solo obbligo reciproco, almeno a livello morale, ed è quello della prevenzione, che consiste nel preoccuparsi non solo della propria salute ma anche di quella del partner evitando di porlo in condizioni di rischio e informandolo di eventuali rischi di cui si è a conoscenza. Va sottolineato che la sessualità leggera, proprio perché comporta una certa promiscuità, presenta profili di rischio nettamente più alto di quelli della sessualità della coppia strettamente monogama. La sessualità leggera è, comunque, ancora oggi, una realtà decisamente rara, perché richiede dei presupposti difficili da realizzare, richiede cioè l’assenza di aspettative e di proiezioni a distanza, cioè l’assenza di un progetto sulla persona del proprio compagno. Quando aspettative e progetti veramente non ci sono, allora la sessualità leggera si può realizzare in tutte le sue potenzialità, senza produrre danni come frustrazioni e delusioni. Per chi è cresciuto assimilando modelli di sessualità quasi matrimoniale l’idea di una sessualità leggera appare impensabile perché contraddice radicalmente il modello quasi matrimoniale, in questi casi la “scelta” di una sessualità “apparentemente” leggera è di fatto un ripiego, mancano alla base i presupposti tipici della sessualità leggera e le aspettative strutturano il rapporto dall’inizio. Ovviamente un individuo che cerca veramente una sessualità leggera può realizzarla soltanto con un altro individuo che abbia un interesse analogo per quel tipo di sessualità. Perché solo in una coppia di questo tipo possono non scattare i meccanismi di pretesa, attesa, frustrazione, che derivano dal fatto di identificare sessualità vissuta in coppia e amore di coppia, realtà che molto spesso sono profondamente diverse. Il senso di frustrazione che può provare in una relazione sessuale leggera un ragazzo che proietta sul sesso le sue esigenze affettive non deriva solo dalla mancata accettazione sostanziale della leggerezza dei comportanti dell’altro, ma anche dalla mancata accettazione dei propri comportamenti leggeri. In pratica ci si può sentire traditori dei propri ideali, incoerenti, disposti accettare un compromesso al ribasso come la sessualità leggera perché incapaci di realizzare il proprio modello quasi matrimoniale.
Tanto premesso, se la sessualità leggera sta diventando un modello ampiamente diffuso in campo gay, là dove ci potrebbero benissimo essere coppie di tipo quasi matrimoniale, essa è quasi sempre la regola per i bisessuali, perché in un certo senso soddisfa la necessità di una presenza maschile ma non la assolutizza e, in qualche modo è molto meno dirompente verso il matrimonio. Ho visto più volte uomini sposati bisessuali che avevano un amico speciale col quale avevano talvolta anche rapporti omosessuali. In vero problema in questi casi non è quello del bisessuale sposato, ma quello della moglie, perché per mantenere in piedi un matrimonio, e oggettivamente per rispetto della moglie, è indispensabile che lei sappia e che capisca, qualche volta questa improbabile situazione si è anche realizzata ma non è certamente la regola. Un discorso chiaro con la moglie spesso è assolutamente impossibile e allora il matrimonio è vissuto come una trappola da parte del marito e come un inganno da parte della moglie. Mi rendo conto che quello che dico può sembrare un volgare compromesso per tenere comunque un piede in due scarpe, ma quello che ho descritto rappresenta un po’ la realtà più comune tra i bisessuali sposati, anche perché la sessualità leggera può avere anche forti componenti affettive ed è molto meno rischiosa e molto più accettabile del sesso occasionale fatto con sconosciuti trovati in chat e del tutto privo di risvolti affettivi.


ciao Project, si certo, lo so bene che c'è un abisso. Sono consapevole che non cii potrà mai essere una vita insieme a lui. Gli obeittivi che ci poniamo del resto non sono quelli di una coppia gay per cui va da se che le relazioni come le nostre fondamentalmente si basano sulla frequentazione. Ora, diciamo che come coppia bisex, forse quello che ha più tendenza gay sia io (se tale definizione può essere accettata - ho fatto il test della mia sessualità che ho trovato qui sul forum ed è saltato fuori bisessuale tendente al gay...bhe l'ho fatto perchè ero curioso e poi mi sembrava un test ben fatto -) ma di fatto questo sentimento che è nato probabilmente è più intenso in me che in lui.
All'inizio la mia necessità era aprire la gabbia e fare uscire il bisessuale che mi abitava dentro. Una forza troppo potente da contenere. Nessun discorso, nessuna meditazione o cura avrebbero potuto impedire questo. Probabilmente sarei arrivato a farmi del male se non fossi sceso a compromessi con me stesso. Il passo successivo fu appunto la conferma di quello di cui avevo bisogno e che tu definisci come "sesso leggero" se non ho capito male. Io non credo che vi sia una schematizzazione precisa nei rapporti fra bisessuali, come credo che non vi sia fra le coppie gay. Ci sono troppe variabili, come tu stesso scrivi sopra. Il mio caso non può essere il caso di tizio o di caio. Le mia storia la conosci quindi sai l'evoluzione che ha avuto dal primo incontro ad oggi.
Il tormentato alla fine sono solo io mentre lui è single (o comunque in procinto di prendere una compagna) e non ha il senso di colpa che ho io.
Si torna comunque di nuovo al tema dell'outing con la moglie. Rivelarle una realtà che per quanto ci faccia immaginare le persone aperte di mentalità o comprensive, alla fine si concretizza con una separazione.
Io l'ho anche scritto che se avessi saputo che la mia nave avrebbe urtato un iceberg avrei cambiato rotta molto tempo prima, ma non lo sapevo. Colpa mia e colpa della sorte. Non credo vi siano soluzioni indolori per casi come il mio.
Il quadro della situazione, così come lo hai descritto, rappresenta comunque un panorama abbastanza ampio sul quale ragionare. Grazie.
Un abbraccio
Andrea


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: domenica 20 maggio 2018, 16:31 
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Iscritto il: domenica 19 giugno 2016, 17:31
Messaggi: 343
Andre72 ha scritto:
ciao marmar77,
Per quanto riguarda eventuali particolari che vuoi sapere puoi chiedermeli senza problemi, io cercherò di risponderti nella maniera più consona. Non è detto che sia sempre prematura una domanda, d'altronde anche alcune risposte possono essere spiazzanti.

Mi sa che non devi usare il forum a tarda ora, poiché hai risposto ad una questione tirata in ballo da me pensando che provenisse da marmar77! :lol:
Onestamente fatico a credere che determinate tue risposte possano essere spiazzanti, voglio dire: hai spiegato quasi tutto in questa discussione, quindi non dovrebbe essere nulla che un interlocutore non possa già avere intuito. Ritengo però sbagliato penetrare troppo nella tua sfera personale, mi limiterò dunque a dirti che personalmente trovo difficile -ma molto difficile- che negli anni precedenti a fidanzamento/matrimonio/2013 (perchè mi sembra di ricordare che sia scoppiato tutto nel 2013)- tu non avessi un' esigenza omosessuale elevata. Non mi riferisco praticamente per nulla al lato sentimentale, piuttosto a quello banalmente fisico. Da come parli sembra che quest'ultimo fosse rimasto in sordina per un sacco di tempo (ed il primo proprio inesistente, ma su questo ti capisco benissimo).
Mi domando: è possibile ? Non ti sto assolutamente dando del bugiardo: ciò che è possibilissimo per l'individuo A non lo è (o lo è poco) per l'individuo B (che quindi stenterà a crederci), pensieri ancora diversi elaborerà l'individuo C, ma proprio per questo il confronto è importante (ciò naturalmente riguarda qualsiasi aspetto umano, mica solo la sessualità!). Ti ho anche scrItto un mex privato per vedere se fosse attiva la tua messaggistica appunto privata ma mi sa di no, o comunque non lo hai notato.

Andre72 ha scritto:
La prima volta che andai dallo psichiatra gli dissi tutto di me, per filo e per segno (tralasciando per pudore solo i particolari intimi che interessano me ed il mio "compagno"). Per essere un professionista devo dire che rimase piuttosto meravigliato da tanta schiettezza. Del resto, che dire...mi portai avanti col lavoro e non gli diedi modo di tirarmi fuori con le pinze ciò che avevo dentro :)
Hai fatto benissimo: più materiale si dà a queste figure professionali e meglio possono capire e lavorare sul paziente. Probabilmente si sarà stupito perché ancora ben poca gente riesce ad essere diretta e sincera su certi aspetti delicati (di nuovo non per forza sessuali), a parte (FORSE!) gli abitanti giovani delle grandi città... Diciamo che hai fatto un favore sia a te che a lui, così puoi andare subito alla radice di altri casini senza perdere troppo tempo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: domenica 20 maggio 2018, 19:10 

Iscritto il: martedì 8 maggio 2018, 17:22
Messaggi: 19
Hospes91 ha scritto:
Andre72 ha scritto:
ciao marmar77,
Per quanto riguarda eventuali particolari che vuoi sapere puoi chiedermeli senza problemi, io cercherò di risponderti nella maniera più consona. Non è detto che sia sempre prematura una domanda, d'altronde anche alcune risposte possono essere spiazzanti.

Mi sa che non devi usare il forum a tarda ora, poiché hai risposto ad una questione tirata in ballo da me pensando che provenisse da marmar77! :lol:
Onestamente fatico a credere che determinate tue risposte possano essere spiazzanti, voglio dire: hai spiegato quasi tutto in questa discussione, quindi non dovrebbe essere nulla che un interlocutore non possa già avere intuito. Ritengo però sbagliato penetrare troppo nella tua sfera personale, mi limiterò dunque a dirti che personalmente trovo difficile -ma molto difficile- che negli anni precedenti a fidanzamento/matrimonio/2013 (perchè mi sembra di ricordare che sia scoppiato tutto nel 2013)- tu non avessi un' esigenza omosessuale elevata. Non mi riferisco praticamente per nulla al lato sentimentale, piuttosto a quello banalmente fisico. Da come parli sembra che quest'ultimo fosse rimasto in sordina per un sacco di tempo (ed il primo proprio inesistente, ma su questo ti capisco benissimo).
Mi domando: è possibile ? Non ti sto assolutamente dando del bugiardo: ciò che è possibilissimo per l'individuo A non lo è (o lo è poco) per l'individuo B (che quindi stenterà a crederci), pensieri ancora diversi elaborerà l'individuo C, ma proprio per questo il confronto è importante (ciò naturalmente riguarda qualsiasi aspetto umano, mica solo la sessualità!). Ti ho anche scrItto un mex privato per vedere se fosse attiva la tua messaggistica appunto privata ma mi sa di no, o comunque non lo hai notato.

Andre72 ha scritto:
La prima volta che andai dallo psichiatra gli dissi tutto di me, per filo e per segno (tralasciando per pudore solo i particolari intimi che interessano me ed il mio "compagno"). Per essere un professionista devo dire che rimase piuttosto meravigliato da tanta schiettezza. Del resto, che dire...mi portai avanti col lavoro e non gli diedi modo di tirarmi fuori con le pinze ciò che avevo dentro :)
Hai fatto benissimo: più materiale si dà a queste figure professionali e meglio possono capire e lavorare sul paziente. Probabilmente si sarà stupito perché ancora ben poca gente riesce ad essere diretta e sincera su certi aspetti delicati (di nuovo non per forza sessuali), a parte (FORSE!) gli abitanti giovani delle grandi città... Diciamo che hai fatto un favore sia a te che a lui, così puoi andare subito alla radice di altri casini senza perdere troppo tempo.


Ah ecco...sono sbroccato :D :D
ok, cerco di spiegarmi.
Non pensare che io possa sospettare che tu mi stia dando del bugiardo, perchè capisco che tu voglia capire bene la dinamica di questa vicenda di per se un po' intricata, quindi indaghi. E' giusto.
Ovviamente non c'è stata in me una metamorfosi nel 2013 che da etero mi ha trasformato in bisessuale. Da ragazzo ho avuto i miei periodi di fantasie, ma come ho scritto da qualche parte, sono sempre rimaste fantasie e, perchè no, sogni nel cassetto. Ma il tempo e le circostanze mi hanno fatto portare a compimento un altro destino. Io, come tanti bisessuali o tanti gay, non sono approdato subito alla consapevolezza del mio genere. E' un percorso talvolta lungo, e come sai le variabili della vita se ne infischiano delle tue problematiche. Forse il mio sbaglio è stato quello di non essermi mai posto troppe domande sulla vita e procedere giorno dopo giorno senza soffermarmi a fare un esame approfondito e di poter fare una scelta, ma, credimi, non vi erano gli elementi sufficienti per poter indurre in me il sospetto/consapevolezza del cambiamento.
Ovviamente poi ognuno elabora e metabolizza una propria tesi per poter spiegare un fenomeno.
Per quanto riguarda lo psichiatra, ho deciso di consultarlo per cercare il conforto ed una possibile guida in una situazione che mi stava sfuggendo veramente di mano. Io abito in una grande città ma non per questo si è più diretti in questi argomenti. Ho solo confidato nel suo segreto professionale :D
Per il futuro cercherò di stare più attento a selezionare le citazioni a cui rispondere, sono un po' pasticcione e distratto in queste cose eh eh
ciao e grazie
ANdrea


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 Oggetto del messaggio: Re: Storia di un bisessuale
MessaggioInviato: venerdì 1 giugno 2018, 18:01 

Iscritto il: lunedì 5 novembre 2012, 22:05
Messaggi: 254
Leggendo la tua storia e ciò che hai scritto, mi chiedo se ora, dopo tutto questo tempo, abbia senso raccontare la verità a tua moglie. Sia chiaro che non condivido affatto la linea di condotta che hai tenuto per tutti questi anni, è imperdonabile mentire e nascondere il proprio orientamento (avresti dovuto farlo a suo tempo). A tua discolpa esistono anche responsabilità sociali, la mancanza di accettazione che porta all'omofobia e quindi alla repressione, ma adesso raccontarle tutto equivarrebbe a sganciare una bomba atomica su di lei. Anche se le dicessi la verità, questo non cancellerebbe il passato e non servirebbe a rifarti una verginità dal punto di vista della credibilità.
A meno che tu non abbia intenzione di costruirti una storia con un ragazzo e ammesso che tu riesca a trovarne uno che possa avere ancora fiducia in te (non me ne volere, ma io onestamente avrei molta difficoltà ad averne :D), aspetterei che le intenzioni si chiariscano meglio, perché mi pare che tu non abbia ancora capito che direzione prendere. Mi sembri ancora irrisolto.


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