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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: lunedì 27 agosto 2018, 18:59 
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Iscritto il: domenica 10 dicembre 2017, 20:30
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Mmm non sono sicuro di aver capito la domanda.
Se intendi in astratto, allora è la tipica domanda che mi confonde: in teoria ti direi che è il destino che costruisce, non io, ma poi in pratica che si fa? L'unica è togliere, nell'agire concreto, quella "d" di cui dicevi dalla parola "dio" e quindi procedere con: indagini conoscitive, progetto, realizzazione conforme al progetto salvo varianti in corso d'opera. E, per quello che a questo punto conta, quest'operazione può essere anche coerente col la teoria: anche la risoluzione ad agire la si può vedere come decisa dal destino.
Se invece era una domanda più pratica, direi che so più o meno cosa vorrei, ma devo ancora pensare a come procedere.
In ogni caso, ci vuole anche un po' di fortuna perché nella vita non su tutti gli aspetti della realtà che vorremmo modificare si può intervenire personalmente, per quanto ci si impegni.
Insomma, un po' sta all'attore ottenere la parte, ma un po' sta al regista dargliela.


Ultima modifica di Davide94 il martedì 28 agosto 2018, 11:46, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: lunedì 27 agosto 2018, 19:38 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
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Ah ok no Davide la domanda era più semplice mi riferivo a cosa facciamo mentalmente quando costruiamo la diade significante/significato.
A me pare - ma non ci mettere la mano sul fuoco perché è una sensazione mia - che quando uso la parola "destino" mi riferisca ad un'effetto come già programmato come quando diciamo:

è/era destino che...

è per questo che il concetto di homo faber sembrerebbe più carino per la figura del regista perché se l'effetto fosse già programmato in un destino non sembra che tu ci possa fare granché nel trovare o non trovare il tuo ragazzo ma che ti tocchi subire una sorte già preordinata una... predestinazione. Tanto varrebbe trovarselo per caso che potrebbe essere l'inverso del destino cioè un effetto a cui riferire un programma successivo. :?:

Chennepenzi? ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: lunedì 27 agosto 2018, 20:24 
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Iscritto il: domenica 10 dicembre 2017, 20:30
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Non so se si poteva evincere anche dalla mia precedente risposta, che - lo ammetto - consisteva in un ragionamento piuttosto sconnesso (sul destino mi inceppo), ma anch'io credo di dare alla parola "destino" all'incirca lo stesso significato che le dai tu. Per me è sinonimo di "necessità": le cose vanno in un modo perché è l'unico possibile e non possono andare altrimenti. Più che in modo programmato, quindi, direi in modo obbligato. Ma a mio parere ciò non impedisce, comunque, di continuare ad associare il concetto di homo faber all'individuo e non al destino. Però bisogna precisarne il senso, indebolendolo un po' rispetto all'accezione comune: se le cose stanno come ho detto, è evidente che non posso essere certo io "artefice del destino", ma - forzando un po' la traduzione di fortuna - posso essere comunque l'artefice delle specifiche vicende della mia vita, o almeno l'artefice apparente. Mettiamola così: era destino che tu mi facessi notare che in italiano "io" si ottiene togliendo una "d" dalla parola "dio" ed era destino che io collegassi questo fatto al motto latino e che rafforzassi almeno un po' in me la convinzione dell'importanza di agire per vedere esauditi i propri desideri (dove per agire possiamo intendere anche un semplice predisporsi a cogliere le occasioni), era tutto destino, non poteva non accadere e non è dipeso da noi. Se darò seguito a questa convinzione pure sarà destino. Ma ciò che conta è che io faccia mio il concetto di homo faber e lo metta in pratica: ai fini pratici poco importa se ciò accade per mia volontà o, come credo, perché non può succedere diversamente.
Siccome mi pare poco chiaro quello che ho scritto, proverò a chiarire con un'analogia: il destino è il programmatore, l'agire avendo in mente il concetto (anche se illusorio) di homo faber è il programma. Ovvio che in realtà a decidere è il programmatore, ma poi i risultati si ottengono (almeno apparentemente) perché esiste il programma. Insomma, agis, vediti come uno strumento nelle mani del destino ché questa cosa del "dio" che diventa "io" non l'avevo mai notata e, sebbene non la creda vera nella sua accezione "forte", come norma pratica sono contento che il destino mi stia "obbligando" ad agire come se fosse vera.


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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: martedì 28 agosto 2018, 0:31 
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Davide94 ha scritto:
Siccome mi pare poco chiaro quello che ho scritto, proverò a chiarire con un'analogia: il destino è il programmatore, l'agire avendo in mente il concetto (anche se illusorio) di homo faber è il programma. Ovvio che in realtà a decidere è il programmatore, ma poi i risultati si ottengono (almeno apparentemente) perché esiste il programma. Insomma, agis, vediti come uno strumento nelle mani del destino ché questa cosa del "dio" che diventa "io" non l'avevo mai notata e, sebbene non la creda vera nella sua accezione "forte", come norma pratica sono contento che il destino mi stia "obbligando" ad agire come se fosse vera.


Quoto solo l'esempio ma anche il resto mi è parso chiaro e ben argomentato Davide. Tuttavia, se ciò che è in potenza è in potenza gli opposti, come nulla sembrerebbe ostare al fatto che, invece di sentirmi uno strumento nelle mani del destino per l'apparizione di questo dio che diventa io potrei sentirmi in pari modo strumento nelle mani del caso (sua categoria alternativa), sembrerebbe che tanto l'applicazione alla situazione dell'una quanto dell'altra dipendano sempre in realtà da (d)io/me e qui potrebbe riproporsi, a fianco del concetto di homo faber quello che fu già sofistico di homo mensura.

Di tutte le cose misura è l'uomo...
ma andiam di fratta in fratta
or congiunti or disciolti
chissà come, chissà come? ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: martedì 28 agosto 2018, 11:21 
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Il caso è però una categoria che non mi piace molto.
E' un fatto di visione generale del funzionamento delle cose:
- diciamo che siamo tutti più o meno d'accordo sul fatto che esiste una realtà, salvo credo gli estremisti dello scetticismo (ma non ci avventuriamo in questi discorsi ché in filosofia sono scarso);
- diciamo che possiamo immaginare che, "al tempo zero", l'Universo si trovasse in un certo stato (so che è una semplificazione, ma prendiamola per buona);
- diciamo che valgono certe leggi, quella della Natura;
- bene, in tal caso l'Universo tutto non può che evolvere a partire dal suo stato iniziale ed obbedendo alle suddette leggi: questo intendo per necessità;
- le vicende umane, che non credo abbiano qualcosa di speciale che consenta loro di derogare alle leggi di Natura, pure avvengono per necessità;
- se così stanno le cose, dato lo stato iniziale dell'Universo e date le leggi che lo governano, i giochi sono già fatti, è tutto già deciso, e non c'è spazio per il caso, solo che a noi non è possibile conoscere né davvero le leggi della Natura né le condizioni iniziali (oppure lo stato dell'Universo in un dato istante ché pure credo basterebbe), per cui il futuro ci appare incerto.

P.S. Per chi capisce di fisica: so di aver detto delle eresie, ma ad ingegneria civile la fisica si ferma alle equazioni di Maxwell, il resto è mistero.


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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: martedì 28 agosto 2018, 14:10 
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Ben detto Davide! e lo dico sempre anch'io che l'universo di progettogay funziona così abbiamo pure un primo motore che si chiama Help da me affettuosamente ribattezzato Motorino Helpino e così pure Aristotele a noi ci fa una pippa. :D
Sorge però una difficoltà, Hai mai provato a tradurre la parola "universo" in greco o in ebraico? :?


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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: martedì 28 agosto 2018, 14:28 
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L'ebraico mi sfugge, ma in greco credo potremmo dire per esempio τὸ πᾶν, il tutto. È neutro come significato, ma penso potrebbe starci. Perché?


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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: martedì 28 agosto 2018, 17:10 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
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Giusto Davide o anche, in greco moderno, σύμπαν (con il/insieme/relativo al tutto)
In ebraico si traduce invece con il termine olàm che ha il significato di "coprente" "celante", intendendo ciò che cela allo sguardo, alla consapevolezza, la percezione di dio.
Mi chiedi perché? Rispondo: ti pare che le parole usate per la traduzione esprimano esattamente la stessa attività mentale che noi associamo al termine "universo"? :)


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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2018, 18:01 
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Humm, humm ad una prima analisi superficiale sembrerebbe che abbia superato il limite di snervamento del povero Davide :?
Che peccato! Proprio adesso che avevo concepito questo amore incondizionato ed esclusivo solo per lui. Proprio adesso che lui era diventato il mio universo! :( :(
o anzi, per meglio dire, il mio coprente. 8-)

P.S. Il primo che salta su a dire che ho preso Davide per una termocoperta verrà dato in pasto al mio allevamento di vermi. Scherzo Davide neh ^_^


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 Oggetto del messaggio: Re: Si prega Trenitalia di accendere il riscaldamento
MessaggioInviato: mercoledì 29 agosto 2018, 18:16 
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No, agis, assolutamente no! :lol:
Ce ne vuole prima che io arrivi al limite di snervamento quando si tratta di conversazioni così interessanti: non ci capisco niente di questi argomenti, ma mi piacciono. È solo che sto preparando l'ultimo esame e volevo aspettare di avere un po' di tempo per proseguire con calma il ragionamento con te. Non ti preoccupare, a breve avrai la tua risposta. :)


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