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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Cosa fare/ cosa sono?
MessaggioInviato: martedì 2 maggio 2017, 19:07 

Iscritto il: venerdì 16 settembre 2016, 21:16
Messaggi: 3
Ciao a tutti.
Mi iscrivo per chiedere un aiuto, una consulenza perchè non ne vengo ancora a capo.
Sono 40enne per cui non giovane e ho la fortuna di poter seguire il mio percorso con un analista, ma ciò nonostante non riesco a capire e/o ad accettare.
Apprezzo molto le risposte di questo forum e spero che mi aiutino ad avere un ulteriore aiuto.
Sono andato in analisi per capire chi sono/cosa sono.
La storia è lunga non parto dalla notte dei tempi. Ho esperienze con maschi, mi attraggono anche se ci sono momenti in cui mi pare di no, di confronto non vado con ragazze. Ho avuto con donne un discreto carnè di esperienze sessuali anche soddisfacenti dal punto erotico ma non sono mai stato fidanzato con nessuna, ma avuto relazioni amorose.
Da quando sono ragazzo ritengo in coscienza di aver avuto 3 amori con ragazzi, rapporti unilaterali ( nel senso che provavo segretamente questi sentimenti senza esternarli) , instauravo amicizie profonde ma sempre nell'equivoco di fingermi il migliore amico.
Con altrettanta sincerità confesso che alcuni tipi di donne mi eccitano, ma non ho da riportare coinvolgimenti amorosi ( nemmeno unilaterali) con ragazze ed infatti non ho mai avuto una fidanzata. Sono un ragazzo ( o meglio uomo) maschile e di bell'aspetto, se avessi voluto credo che avrei sicuramente trovato una ragazza con cui "accompagnarmi" ma non sono capace di forzarmi , non ho mai avuto quella molla per corteggiare e conquistare una donna. Anni fa ritenevo ( eludendo ciò che affronto in questa fase della vita) che ciò dipendesse perchè non trovavo quella che mi faceva innamorare oggi, ammetto che al momento in definitiva non mi è mai interessato altrimenti avrei agito per ottenere quello che mi interessava come ho fatto quando erano i ragazzi a piacermi.
Con i ragazzi vi ho già raccontato dei tre amori ( unilaterali) e dopo ho praticamente vissuto rapporti esclusivamente sessuali ( spesso mercenari) piacendomi tipi assolutamente maschili e attraenti.
Quindi nessuna relazione nè in campo maschile nè in campo femminile.
Sono in piena crisi esistenziale , lo ammetto. La mia mente come in un ping-pong mi alterna momenti in cui vedo la realtà e l'oggettività dei miei comportamenti e ne deduco "sono gay" ma poi continuo a dubitare di questa convinzione che mi appare sinceramente impossibile.
Vi chiederete a cosa mi serve l'analisi?. A molto vi rispondo. A distanza di tempo mi sono stati dati elementi di riflessione e mi è stata anche spiegata l'omofobia interiorizzata.
Ne capisco la portata cognitiva e ammetto che ne sono certamente afflitto. Una grande delusione per me , che mi considero una persona di cultura e di apertura mentale.
Evidentemente ero ipocrita con me stesso.
Ancora oggi per quanto lentamente cerchi di contrastare queste sensazioni sono intimamente convinto di essere eventualmente condannato ad una vita di serie B. Non giudicatemi male , ma non amo i clichè gay, razionalmente sono a favore di riconoscere ogni diritto civile e legale ma poi è chiaro che per è molti aspetti è come dicessi "l'importante è che non capiti a me".
Nel mondo gay che ho visto e frequentato ( sto cercando di fare esperienze che mi facciano mettere in discussione le mie certezze) non posso che confermare che ho visto
quegli eccessi che continuo a non amare o farmi piacere. Ho conosciuto anche ragazzi più maschili degli standard ma alla fine avevano sempre un "quid" che non mi tornava.
Ora, o la mia mente osservatrice è divenuta un Torquemada che cerca conferme ai suoi pregiudizi o forse ho realmente ragione e quindi ciò che mi aspetta non mi piacerà mai.
I tre ragazzi di cui mi sono invaghito erano infatti sempre tutti acclaratamente eterosessuali, mediamente anche corteggiati dalle donne.
La cosa curiosa è che in questa fase, credendo comunque nella onestà intellettuale, ho detto ai miei cari che sono gay, anche ad alcuni amici intimi e non vi nascondo che le reazioni anche positive mi hanno fatto piacere.
Tuttavia per l'età che ho e gli amici ormai quasi tutti accoppiati (eterosessuali) e con prole non posso che vivere con estrema frustrazione il mio stato.
Il mondo ( quello mio di provincia soprattutto) è fatto per gli etero non per i gay.
Posso andare avanti con questo schizofrenico dubbio che un giorno mi fa accettare il mio stato e l'altro mi porta ad avere quasi i conati di vomito ( e non esagero nella descrizione fisica) nel pensare di aver sbagliato tutto, di aver avviato un percorso che non accetterò mai, che non potrò mai togliermi l'etichetta che mi sto mettendo addosso e che il mio essere farà e darà scandalo. "Cosa sto facendo ??" mi ripeto in questi momenti di scoramento. Forse convinto di aver smosso qualcosa che poteva e doveva restare dov'era.
Può l'omofobia interiorizzata essere tanto pervasiva e convincente ed apparentemente genuina e sincera ???
Ci sono momenti che mi pare che gli uomini non mi piacciano ( e mi cadesse un fulmine se non mi apparisse una sensazione autentica), poi però la masturbazione e la pornografia è incentrata sui soggetti maschili particolarmente virili.
Allora torno ai miei amletici dubbi e mi interrogo sulla mia infanzia , dove forse mi sono ad un certo punto "deviato" ( non attribuisco alla parola il carico negativo ma quello puro etimologico) , deluso dal fatto che le bambine che mi piacevano ( 2 o 3) non mi ricambiavano preferendo i bulletti della classe. "Ho fatto baruffa con il genere femminile e hanno iniziato a piacermi quelli a cui avrei voluto assomigliare". Poi in verità il primo contatto con un ragazzo fu alle medie. Era più grande di me e un giorno facendo la lotta gli sfiorai il pene e ricordo un grandissimo eccitamento. Mi piaceva -eccome- andavo nella sua classe con ogni scusa per vederlo.
Ecco, per i ragazzi sono riuscito a fare certe cose mentre per le donne mai.....
Le attese, le sbirciate, l'andare in un posto sperando di incontrare il proprio "bello" l'ho sempre riservato per i maschi mai per le ragazze.
Oggi che sono cresciuto e forse più disincantato penso ( a livello teorico comunque) che potrei stare con una ragazza , potrei farci anche un figlio , ma poi penso a che pro? Per raccontare balle periodicamente ed andare con un uomo che mi piace appena ne ho voglia? E' vero che ci sono tanti mariti che tradiscono le mogli in fondo io mi differenzierei solo per il sesso dell'amante.
Ma lascio stare, in realtà ho la presunzione che vorrei vivere felice ed essere libero di fare ciò che mi va senza paure di essere scoperto senza mentire a nessuno o giudicato (e se sei etero nessuno ti giudica sessualmente parlando) ma oggi penso che il costo della scelta che sto per fare sarà troppo alta socialmente.
Ho voluto fare chiarezza con me stesso ma questo passera probabilmente per un prezzo molto alto che mi spaventa.
Inoltre a tutto questo grovigli di pensieri mi stupisco perchè arrivo alla conclusione della ipotesi di essere gay per via indiretta.
Mi dico " Non vuoi essere gay?? Bene , ottimo , anzi meglio meno casini....allora vai con donne. E qui mi sento spiazzato. Non provo attrazione "emozionale" per nessuna , potrei pagare una escort e farci del sesso ma non credo altro. Alcuni mi dicono che i gay per capire che sono gay hanno avuto relazioni anche sentimentali con donne. Ecco a me questa prova allora manca. Non so se per una forma di super coerenza o per qualche blocco interiore ( ricordate l'affermazione " forse ho litigato con il genere femminile?")
Ecco questo è un veloce riassunto che mi è venuto a getto.
Confido in qualche indicazione illuminante.
Un saluto.


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa fare/ cosa sono?
MessaggioInviato: mercoledì 3 maggio 2017, 1:54 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 4977
Benvenuto luckyve, ho letto ora il tuo post, che è interessantissimo, domattina cercherò di risponderti analiticamente.
Intanto benvenuto nel forum! :D



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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa fare/ cosa sono?
MessaggioInviato: mercoledì 3 maggio 2017, 11:29 
Amministratore
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 4977
Ciao e ancora benvenuto nel Forum.
Permettimi di prendere il discorso un po’ più alla larga e di mettere a fuoco alcuni concetti.
Prima di tutto, la sessualità individuale è quello che è, il mix di determinazione genetica, epigenetica, educativa, culturale, ecc. ecc. è talmente complesso e profondamente personale che individuare categorie generali e criteri precisi di appartenenza è di fatto impossibile. Quindi diamo per scontato che nessuno si ritrova mai perfettamente in uno schema astratto e perciò appiccicarsi cartellini e soprattutto dare a questi cartellini un significato molto netto significa cercare (inutilmente) di definire e di limitare la soggettività individuale.
Seconda questione: Il problema non è definirsi e identificarsi con questa o con quella categoria, cioè il problema non è nella diagnosi, nel capire in che categoria le cose possono essere collocate, il problema sta nel fatto che la sessualità rischia di diventare un problema o di essere vista come un problema e di perdere molto del valore positivo che dovrebbe avere.
Dalle cose che scrivi non sembra che tu abbia particolari inibizioni o particolari blocchi legati alla tua identità: parli di esperienze sessuali con donne di cui non ti sei innamorato, e parli anche di innamoramenti verso ragazzi e di masturbazione e di pornografia a tema gay. Cerco di spiegarmi. I ragazzi etero, nel senso stretto del termine non concepiscono neppure l’idea di innamorarsi di un ragazzo perché il loro interesse è un altro, per loro esiste un blocco di fronte alla omosessualità, che è un blocco di tipo identitario profondo. Per loro una fantasia omosessuale non è concepibile perché urta contro la loro identità personale. Nota bene che quei ragazzi etero in genere non sono omofobi, hanno anche amici gay, coi quali si sentono perfettamente a loro agio, ma sono eterosessuali e quindi è proprio la loro identità sessuale che impedisce loro di accostarsi ad altre esperienze. Questi ragazzi possono anche arrivare ad avere contatti sessuali con altri ragazzi, ma per loro quelle saranno solo forme di gioco e non di sessualità, ciò che conta non è quello che si fa ma come lo si interpreta. Lo stesso vale per i gay al 100%, che non odiano affatto le donne, ma non se ne innamorano, possono anche avere rapporti sessuali con una donna (e non è una cosa rarissima perché circa il 30% di quelli che finiscono per considerarsi gay al 100% viene da una vita etero, sesso compreso) ma ciò che desiderano veramente non è il rapporto con una donna.
Mi fermo un attimo su un aspetto particolare: la masturbazione, che sotto il profilo dell’orientamento sessuale è decisamente più importante della sessualità di coppia, perché è un fatto privatissimo che non è soggetto a un giudizio sociale. La masturbazione si orienta praticamente sempre verso le fantasie sessuali ritenute più eccitanti ed è l’indice fondamentale dell'orientamento sessuale. Per un ragazzo gay è del tutto innaturale masturbarsi pensando ad una ragazza, come per un ragazzo etero è innaturale masturbarsi pensando a un ragazzo. Quello che scrivi della masturbazione e della pornografia non lascia emergere argomenti a favore della eterosessualità. Puoi aver avuto rapporti con donne, anche soddisfacenti, ma quello che conta per capire l’orientamento sessuale non è quello che fa ma quello che si desidera e che emerge praticamente sempre nella masturbazione.
Tirando le somme, si può dire che hai un’affettività tipicamente gay, hai una masturbazione tipicamente gay, usi una pornografia tipicamente gay, il che significa che quando agisci in piena libertà, al riparo dal giudizio altrui, hai una sessualità tipicamente gay. Hai avuto rapporti sessuali anche gratificanti con ragazze, ok, ma devi tenere presente che ci sono ancora oggi parecchi gay che proprio per il fatto di poter avere rapporti sessuali gratificanti con ragazze, nonostante una masturbazione costantemente in chiave gay, sono arrivati anche al matrimonio, ma questi ragazzi, dopo il matrimonio si rendono conto di avere fatto una scelta per loro innaturale e si sentono in gabbia, il che rovina sia la vita loro che quella delle mogli, per non parlare dei figli. In buona sostanza non ci sono molti dubbi circa il fatto che il tuo orientamento di base sia omosessuale, anche se contro questa idea si leva tutto un esercito di pregiudizi di origine sociale e familiare che ti rende di fatto impossibile vivere in modo spontaneo la tua affettività e la tua sessualità. I pregiudizi trovano spazio perché molto probabilmente hai una visione parziale e distorta dell’omosessualità.
Tu stesso parli di omofobia interiorizzata e questa sembra l’ipotesi più credibile. Può l’omofobia interiorizzata creare tutti questi problemi? Certo che può! Pensa che l’omofobia interiorizzata può spingere al matrimonio anche ragazzi gay che hanno una masturbazione al 100% in chiave gay.
Facciamo un altro passo avanti. Che cosa conosci della realtà gay? Si suol dire che l’omosessualità è come un iceberg, quello che si vede non è l’iceberg ma solo quel 10% dell’iceberg che emerge dal mare, la stragrande maggioranza dell’iceberg è sommersa ma c’è. Quello che vedi del mondo omosessuale è la parte pubblicamente dichiarata, visibile, la parte che frequenta i locali gay, che ha una vita gay pubblica, o perché se lo può permettere o perché non ha niente da perdere. La stragrande maggioranza dei gay non si dichiara pubblicamente, ma i gay non dichiarati non solo esistono, ma costituiscono la grande maggioranza dei gay, una maggioranza non visibile ma molto reale. Si stima che per un gay pubblicamente dichiarato ce ne siano più o meno 20 non dichiarati. In genere il modo di considerare l’omosessualità tra i dichiarati e i non dichiarati è significativamente diverso. Ti dico questo perché se vado in un locale gay in un giorno in cui c’è una festa a tema e mi guardo intorno non posso in nessun modo pensare di aver capito che cosa è l’omosessualità, come uno non capirebbe che cosa è l’eterosessualità andando ad una festa in maschera dove si va a cercare avventure. L’omosessualità ha poco o nulla a che vedere con le cose che sono etichettate come gay e che hanno finalità commerciali. Negli anni 70 i film erano pieni di personaggi omosessuali molto stereotipati che parlavano con la erre moscia e portavano il “boa fuksia”, ma anche se conosco centinaia di gay, non ne ho mai visto uno che corrispondesse nemmeno minimamente a questi stereotipi. Vado alla sintesi. Se mi trovassi calato di punto in panico in una sauna gay mi sentirei estremamente a disagio e credo che la stragrande maggioranza dei gay si sentirebbe nello stesso modo. La stragrande maggioranza dei gay non frequenta e non frequenterebbe mai locali o saune gay e non andrebbe mai con un ragazzo a pagamento. I gay che conosco sono persone serissime di tutte le età che hanno mille problemi seri da risolvere, come tutti, del resto, problemi di lavoro, di studio, problemi affettivi di coppia del tutto simili ai problemi delle coppie eterosessuali. Se tu conoscessi il vero mondo gay penso che molte delle tue paure sarebbero facilmente archiviate.
Capita che ogni tanto i ragazzi di Progetto Gay si incontrino e si conoscano di persona, alcuni si conoscono già da molti anni, la finalità non è quella di trovarsi un compagno, ma quella di creare rapporti di amicizia destinati a durare. Una volta un ragazzo che non aveva mai conosciuto altri gay, era molto agitato prima di conoscere gli altri ragazzi di Progetto perché si aspettava chissà quali cose strane, passati i tre giorni dell’incontro, quando è ripartito mi ha detto: “Non mi aspettavo una cosa simile, è stata una cosa assolutamente normale, è stato passare tre giorni con un gruppo di amici.” In sostanza penso che tu non abbia conosciuto la “normalità” del mondo gay. Pensa che quando ero ragazzo (troppi anni fa) pensavo che “gay” fosse un insulto terribile, ma allora non conoscevo nessun gay, adesso che ne conosco tanti, penso che “gay” sia la più bella parola del vocabolario.
Una volta conosciuta la realtà gay e messe da parte le paure indotte dalle false rappresentazioni dell’omosessualità, liberarsi dell’omofobia di origine sociale è molto più facile, perché ci si rende conto che deriva solo da pregiudizi e dalla totale ignoranza in tema di omosessualità.
Penso che non ci metterai molto ad andare oltre le tue perplessità. Resta però il fatto che una volta risolti questi dubbi rimarranno tutti i problemi veri della vita affettiva, che è una cosa difficile da gestire per tutti, anche se può essere una delle poche cose che danno un senso alla vita. Vivere in coppia può essere bellissimo se ci si vuole veramente bene, e le coppie gay esistono eccome e ne vedo di bellissime!
Un abbraccio.
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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa fare/ cosa sono?
MessaggioInviato: mercoledì 3 maggio 2017, 14:23 

Iscritto il: venerdì 16 settembre 2016, 21:16
Messaggi: 3
Grazie, le tue riflessioni mi aiuteranno di certo.
Mi riservo di ricontattarti per altri approfondimenti.
Un saluto


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 Oggetto del messaggio: Re: Cosa fare/ cosa sono?
MessaggioInviato: mercoledì 3 maggio 2017, 16:07 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 821
luckyve ha scritto:
Grazie, le tue riflessioni mi aiuteranno di certo.
Mi riservo di ricontattarti per altri approfondimenti.
Un saluto



Ma che piacere carissimo!
Tuttavia, se project fosse al momento indaffarato, puoi sempre rivolgerti a noi ^_^
Siamo pur sempre i suoi fedeli *cough* e leali *cough cough* segretari 8-)


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