Un po' triste, lo so

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progettogayforum
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Re: Un po' triste, lo so

Messaggio da progettogayforum » martedì 16 giugno 2020, 1:37

Vorrei dire a Marco40 che quando ero ragazzo (50 anni fa) non avevo paura dell’omosessualità in sé ma la parola gay non la potevo sopportare, perché da quel poco che si trovava allora nei libri (non esisteva internet) avevo un’idea completamente sbagliata di che cosa fossero i gay. Poi col passare gli anni le cose sono cambiate radicalmente, adesso penso che la parola gay sia la più bella del vocabolario. Di gay ne conosco moltissimi ma non ne ho mai trovato uno che mi mettesse in difficoltà, ma non solo, ho conosciuto gay capaci di sentimenti profondi, capaci di amare anche se non erano stati amati. Ho conosciuto la bellezza e la serietà dell’essere gay, di avere amici gay. Il fatto che una relazione gay non è in genere un fatto sociale ma un fatto strettamente privato, del quale spesso non si parla neppure il famiglia, evita radicalmente l’interferenza di altre persone. Conosco coppie gay che potrebbero essere di esempio anche per tante coppie etero ma conosco anche tanti gay che preferiscono restare single anche se avrebbero tutte le possibilità di vivere in coppia. Vivere in coppia, tanto più in una coppia quasi matrimoniale, non è un fatto così scontato tra i gay. All’inizio si fa fatica a capire che ci possono essere tanti modi di volersi bene che non coincidono con la coppia monogamica, ma poi si arriva a capire che chiedere o peggio pretendere la rigida monogamia significa imporre condizioni che potrebbero benissimo non essere rispettate di fatto. Insomma, nel mondo etero volersi bene è una cosa e sposarsi è una cosa molto diversa e le due cose non è detto che debbano integrarsi. Prima di cercarsi un compagno, bisognerebbe crearsi una rete di amicizie serie destinate a durare, poi, trovare il compagno della vita potrà forse accadere, ma non è detto e nel caso accadesse, non è affatto detto che il rapporto si debba strutturare in modo quasi matrimoniale. Quello che ci riserva il futuro nessuno lo sa, ma è saggio non avere preclusioni di principio.

Marco40
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Re: Un po' triste, lo so

Messaggio da Marco40 » martedì 16 giugno 2020, 16:08

Grazie ancora per le ulteriori risposte.
Nelle ultime sere sono entrato un po' in chat e ho fatto qualche bella chiacchierata, nei prossimi giorni mi sarà un pochino più difficile farlo, almeno fino a domenica, poi cercherò di essere più presente perchè fare delle chiacchierate con alcuni di voi mi sta aiutando molto.
Grazie

gioandrew
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Re: Un po' triste, lo so

Messaggio da gioandrew » martedì 16 giugno 2020, 16:12

progettogayforum ha scritto:
martedì 16 giugno 2020, 1:37
Vorrei dire a Marco40 che quando ero ragazzo (50 anni fa) non avevo paura dell’omosessualità in sé ma la parola gay non la potevo sopportare, perché da quel poco che si trovava allora nei libri (non esisteva internet) avevo un’idea completamente sbagliata di che cosa fossero i gay. Poi col passare gli anni le cose sono cambiate radicalmente, adesso penso che la parola gay sia la più bella del vocabolario. Di gay ne conosco moltissimi ma non ne ho mai trovato uno che mi mettesse in difficoltà, ma non solo, ho conosciuto gay capaci di sentimenti profondi, capaci di amare anche se non erano stati amati. Ho conosciuto la bellezza e la serietà dell’essere gay, di avere amici gay. Il fatto che una relazione gay non è in genere un fatto sociale ma un fatto strettamente privato, del quale spesso non si parla neppure il famiglia, evita radicalmente l’interferenza di altre persone. Conosco coppie gay che potrebbero essere di esempio anche per tante coppie etero ma conosco anche tanti gay che preferiscono restare single anche se avrebbero tutte le possibilità di vivere in coppia. Vivere in coppia, tanto più in una coppia quasi matrimoniale, non è un fatto così scontato tra i gay. All’inizio si fa fatica a capire che ci possono essere tanti modi di volersi bene che non coincidono con la coppia monogamica, ma poi si arriva a capire che chiedere o peggio pretendere la rigida monogamia significa imporre condizioni che potrebbero benissimo non essere rispettate di fatto. Insomma, nel mondo etero volersi bene è una cosa e sposarsi è una cosa molto diversa e le due cose non è detto che debbano integrarsi. Prima di cercarsi un compagno, bisognerebbe crearsi una rete di amicizie serie destinate a durare, poi, trovare il compagno della vita potrà forse accadere, ma non è detto e nel caso accadesse, non è affatto detto che il rapporto si debba strutturare in modo quasi matrimoniale. Quello che ci riserva il futuro nessuno lo sa, ma è saggio non avere preclusioni di principio.
Io sono un sostenitore abbastanza convinto della monogamia. Non so, magari il tempo e l’evidenza dei fatti mi costringeranno a cambiare idea (e tutti sappiamo come vanno oggi le cose, soprattutto nel mondo gay). Ma per il momento io, tendenzialmente, credo in questo valore.
Sono assolutamente d’accordo sul fatto che “ci possono essere tanti modi di volersi bene”, così come sul fatto che “volersi bene è una cosa e sposarsi è una cosa molto diversa”. Ma parliamo, appunto, di cose diverse. Secondo la mia concezione la non-monogamia non si concilia molto con un “rapporto di coppia”, con l’”essere compagni” e, meno che mai, con l’“essere sposati”. Si puo’ parlare, forse, di un altro modo di “volersi bene”, ma, a questo punto, è davvero “ALTRO”.

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Re: Un po' triste, lo so

Messaggio da progettogayforum » martedì 16 giugno 2020, 18:01

Mi aspettavo che il mio intervento avrebbe suscitato qualche reazione, che è più che comprensibile, ma il fatto è che talvolta i cosiddetti principi irrinunciabili portano a rinunciare alle persone in nome dei principi. C’è qualche rischio che nel sottolineare il valore della monogamia ci sia un implicito giudizio morale verso quelli che non ne fanno un principio irrinunciabile. Tanti formulano un giudizio morale negativo sui gay basato sul principio irrinunciabile della eterosessualità, ma chi conosce i gay sa benissimo che l’essere gay non ha in sé nulla di negativo; analogamente tanti formulano un giudizio morale negativo su quanti non praticano la monogamia, ma quando poi si viene a contatto con le persone che non la praticano ci si rende conto che, se lo fanno alla luce del sole e senza sotterfugi, possono essere comunque persone ottime. Io non sto difendendo il tradimento, cioè l’illudere il partner che si sta vivendo una relazione esclusiva mentre si intrattengono, all’oscuro del partner, altre relazioni. È ovvio che un comportamento del genere è immorale, ma non perché non è monogamico, ma perché si basa sulla mala fede. Non so se qualcuno di voi ricorda il Romanzo di Pasternak: “Il dottor Zivago”, che è anche la storia di un uomo diviso dall’amore per due donne e che le ama entrambe. Zivago non è un donnaiolo a caccia di avventure, è un uomo che ama due donne e non mi sentirei proprio di condannarlo per questo. Ovviamente situazioni analoghe esistono anche nel mondo gay. Se Zivago avesse respinto Lara, in nome del rapporto monogamico con la moglie, avrebbe fatto stare male Lara, avrebbe vissuto lui stesso una situazione di frustrazione e di disagio tremendo e avrebbe finito per rovinare anche il rapporto con la moglie. La moglie di Zivago sa come stanno le cose e le accetta perché ama il marito e pensa che se il marito ha amato anche un’altra donna, quella donna non può essere una donna qualsiasi. Non so se si capisce il senso del mio punto di vista, ma forse è un po’ più chiaro.

NickElf
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Re: Un po' triste, lo so

Messaggio da NickElf » lunedì 22 giugno 2020, 13:30

Ciao Marco40!
Mi fa piacere che ti sei presentato e quindi anche tu approdato a Progetto Gay, così il numero dei 40enni aumenta… visto che anche io ne faccio parte.
Infatti per prima cosa ti dico che secondo me non sei per nulla “venerando”: se avrai avuto modo di leggere la mia presentazione, ormai di qualche anno fa, noterai che abbiamo più di qualche punto in comune. Per esempio la consapevolezza maturata proprio verso i 40 anni dell’essere gay, l’ancora mancato coming out (anche se forse ci sto riuscendo a breve con il mio migliore amico), il fingersi etero (ma ora, nel mio caso, anche non più per certi aspetti…).
Ho letto la tua presentazione e mi ha colpito particolarmente: si percepisce la sofferenza che hai subito e anche una certa tristezza. Ma ho colto anche la tua voglia di riprendere in mano la vita e di cambiare rotta e tutto questo ti fa onore. Già il fatto che ti sei presentato in questa community ne è un segno. Possibilità di confronto non ne mancano come puoi ben intuire già dalle risposte che hai ricevuto. Infatti, per il momento, non aggiungo nient’altro, perché in buona parte sottoscrivo quello che ti hanno suggerito.
Spero che ci sia modo in futuro di confrontarci sulle nostre esperienze di vita, di sentimenti e sensazioni che sono alla base del nostro essere. Sicuramente parlarne in questo forum ci aiuta tutti reciprocamente.
Un saluto e un abbraccio anche da parte mia.
NickElf

Marco40
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Re: Un po' triste, lo so

Messaggio da Marco40 » lunedì 22 giugno 2020, 23:06

Ciao NickElf,

grazie per il lungo messaggio.
Ho letto la tua presentazione e anche con te ho visto che ci sono diverse cose in comune.
A un certo punto dici che c'è sempre il desiderio di fare una famiglia tradizionale, ma che purtroppo è impossibile.
Ecco, questo forse è il punto di maggiore sofferenza.

Marco40

NickElf
Messaggi: 53
Iscritto il: venerdì 6 marzo 2015, 20:44

Re: Un po' triste, lo so

Messaggio da NickElf » venerdì 17 luglio 2020, 19:24

Mah, guarda Marco, sulla famiglia tradizionale è vero che è il sogno di tanti, ma forse bisogna entrare nell'ottica che la famiglia felice con moglie e figli dove tutto è bello e fila liscio, secondo me non esiste. Dice un proverbio "La casa della felicità la devono ancora inventare"...
Un'altro punto è questo: essere sposati o single, avere o non avere figli, prima di tutto quello che conta è essere se stessi e vivere al meglio e fino in fondo la propria vita, visto che ne abbiamo una soltanto. Cercare di realizzarsi e valorizzare al massimo ciò che si è nei nostri lati positivi penso sia il primo compito di tutti, indipendentemente da tutto il resto o da chi ci sta (o non ci sta) accanto.
Un abbraccio

T4O
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Re: Un po' triste, lo so

Messaggio da T4O » venerdì 17 luglio 2020, 21:05

da NickElf » oggi, 19:24

Mah, guarda Marco, sulla famiglia tradizionale è vero che è il sogno di tanti, ma forse bisogna entrare nell'ottica che la famiglia felice con moglie e figli dove tutto è bello e fila liscio, secondo me non esiste. Dice un proverbio "La casa della felicità la devono ancora inventare"...
Un'altro punto è questo: essere sposati o single, avere o non avere figli, prima di tutto quello che conta è essere se stessi e vivere al meglio e fino in fondo la propria vita, visto che ne abbiamo una soltanto. Cercare di realizzarsi e valorizzare al massimo ciò che si è nei nostri lati positivi penso sia il primo compito di tutti, indipendentemente da tutto il resto o da chi ci sta (o non ci sta) accanto.
Un abbraccio

E' una bella risposta. Concordo!
ogni giorno qualcosa di bello ti è già successo e qualcosa di bello ti accadrà ancora.

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