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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: domenica 19 marzo 2017, 20:34 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Ci sono momenti in cui anche un gay laicissimo ha bisogno di Dio, ha bisogno di non sentirsi solo e di potersi affidare totalmente ad un Principio più grande. Si sente il bisogno di chiedere aiuto, di trovare risposte che non vengono meno. Ci si sente smarriti travolti, spaventati da cose troppo grandi che non si possono controllare, si avverte che coloro che amiamo corrono un pericolo serio, e si provano momenti di angoscia profonda, di incertezza. Quando seguire un binario prestabilito è impossibile, quando si finisce per smarrire il senso di quello che si sta facendo, allora si avverte il bisogno di Dio, non saprei definirlo perfettamente, è una specie di ansia, una improvvisa svalutazione di sé, una incertezza totale sul proprio agire, l’impressione che nessuna buona volontà possa bastare, che le cose sono troppo difficili, troppo più forti di noi… allora si sente il bisogno di Dio, il bisogno di una guida vera, al di là dei mille perché e dei mille errori commessi nonostante la buona volontà. Allora si svaluta tutto il resto e si compie quel salto metafisico, allora quasi si prega, ci si affida e si resta in silenzio, di fonte al proprio vaniloquio, si resta in silenzio aspettando la risposta di Dio, si cerca una fiducia che non c’è o forse è debolissima. Si ha paura del silenzio di Dio, del proprio smarrimento, di vedere le persone amate invase dal dolore, si cerca un’altra speranza, una speranza più grande che possa cancellare l’angoscia delle persone che amiamo, che possa restituire loro una serenità profonda. Il bisogno di Dio è il riconoscimento della propria debolezza è un chiedere aiuto di fronte ad uno smarrimento profondo. Il non sapere, il non capire, il dovere solo assistere deve essere accettato, deve trovare un valore al di là dell’individuo: il senso di Dio per la salvezza di chi si ama, il senso di Dio per ritrovare la pace.



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: domenica 19 marzo 2017, 20:57 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
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Quand'anche dovessi vivere tremila anni, o anche dieci volte tanto, ricorda che non vivi alcuna vita se non quella che vai perdendo e non perdi alcuna vita se non quella che vai vivendo.

Marco Aurelio

Giusto perché sui sistemi dualisti più eleganti à la Parmenide/Einstein/Popper/Severino onestamente... ormai... con te...


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: lunedì 20 marzo 2017, 13:21 

Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24
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Project, che sorpresa leggere questo post!
Credo che il senso di ciò che vuoi comunicare vada ben oltre la speculazione razionale o filosofica. È a un livello più profondo e le parole stesse fanno difetto. Ma lasciandosi attraversare da questa condizione di bisogno, di insufficienza, rimanendo in essa con calma e in ascolto, qualcosa accade, può accadere. Ma non si può descrivere...

Ma già quel solo stare è preghiera. Ne sono convinto!



_________________
E ti vengo a cercare con la scusa di doverti parlare, perché mi piace ciò che pensi e che dici, perché in te vedo le mie radici.
...
E ti vengo a cercare perché sto bene con te.

Perché sei un essere speciale
ed io avrò cura di te


(F. Battiato, E ti vengo a cercare/La cura)
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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: lunedì 20 marzo 2017, 22:50 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 833
Felix ha scritto:
Project, che sorpresa leggere questo post!
Credo che il senso di ciò che vuoi comunicare vada ben oltre la speculazione razionale o filosofica. È a un livello più profondo e le parole stesse fanno difetto. Ma lasciandosi attraversare da questa condizione di bisogno, di insufficienza, rimanendo in essa con calma e in ascolto, qualcosa accade, può accadere. Ma non si può descrivere...

Ma già quel solo stare è preghiera. Ne sono convinto!


No Felix. Questo post non mi ha minimamente sorpreso. Lui si potrà anche definir laicissimo ma, per vedere quale sia stato l'ambito della sua formazione e, conseguentemente, della sua forma mentis, non è che si debbano fare scavi archeologici. Basta degnarsi di leggere almeno qualcosina delle cose che ha scritto. Visto che io le ho lette tutte ora s'attacca povero ^_^. Me lo leggo come un libro aperto :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: martedì 21 marzo 2017, 0:31 

Iscritto il: giovedì 25 novembre 2010, 16:24
Messaggi: 225
Cita:
No Felix. Questo post non mi ha minimamente sorpreso. Lui si potrà anche definir laicissimo ma, per vedere quale sia stato l'ambito della sua formazione e, conseguentemente, della sua forma mentis, non è che si debbano fare scavi archeologici. Basta degnarsi di leggere almeno qualcosina delle cose che ha scritto. Visto che io le ho lette tutte ora s'attacca povero ^_^. Me lo leggo come un libro aperto :lol:


Agis, conosco personalmente Project dal 2 dicembre 2010, praticamente una settimana dopo il mio ingresso nel forum e, forse - insieme al mio compagno - sono uno di quelli che lo incontra più spesso perciò non mi occorre più leggere qualcosa per comprendere la sua forma mentis. E nonostante questo dico che questo suo post mi sorprende.



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: martedì 21 marzo 2017, 8:01 
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Iscritto il: sabato 28 dicembre 2013, 22:27
Messaggi: 833
Felix ha scritto:
Agis, conosco personalmente Project dal 2 dicembre 2010, praticamente una settimana dopo il mio ingresso nel forum e, forse - insieme al mio compagno - sono uno di quelli che lo incontra più spesso perciò non mi occorre più leggere qualcosa per comprendere la sua forma mentis. E nonostante questo dico che questo suo post mi sorprende.



Davvero? ^_^ Bene son contento per voi. D'altra parte, che ci siano aspetti contraddittori all'interno del suo discorso è cosa che rileva di tanto in tanto anche lui stesso. A beneficio di coloro che, magari per banali motivi logistici, non hanno l'identico privilegio di questa frequentazione a tre dimensioni, sarebbe interessante a questo punto che precisassi/aste meglio il motivo di questa sorpresa. Due o tre righe non un trattato per carità :lol: .
Ma se, per caso, la consideraste una vostra cosa privata, un vostro piccolo hortus clausus, basta dirlo che mi ritiro in buon ordine ci mancherebbe. :D
A proposito di privato, su una nota lievemente off topic, faccio notare al topic starter che la mia proposta, credo ragionevole, di liberalizzare i messaggi privati non ha ottenuto risposta alcuna. Passi il controllo all'entrata che può avere motivazioni più condivisibili ma, una volta in convento, non mi consta che neppure le monache di clausura debbano chiedere ogni volta le chiavi alla madre superiora per recarsi alla toilette :) .


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: martedì 21 marzo 2017, 10:00 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Agis non conosce la storia del precedente Forum di PG e quindi non mi stupisco della metafora della madre superiora ecc. ecc.. Diversi anni fa, il Forum di PG era ospitato su gratisforum, che offriva un servizio di buon livello ma con forti limitazioni. Al fine di permettere i contatti tra gli utenti dei forum esistevano i profili dei singoli utenti ed erano accessibili a tutti, comprese la mail e anche i numeri di telefono, se l’utente li metteva nel profilo, e qualsiasi utente poteva contattare in privato qualsiasi altro utente, ma un forum gay, frequentato anche da minorenni, non è un forum di giardinaggio o di cucina e finisce per attirare, oltre che la normale utenza, anche persone poco raccomandabili. In breve, aumentava a dismisura il numero degli utenti “a post zero” cioè degli utenti che si registravano e non postavano mai, segno questo di pericolo. Ho avuto qualche sospetto, ma restava un sospetto, a un certo punto uno dei ragazzi mi manda la copia di un messaggio ricevuto da un utente (ovviamente da un utente a post zero). Dopo 5 minuti il forum non esisteva più. Mi è arrivata una valanga di proteste, alcune molto determinate, ma sono arrivate solo dagli utenti storici, quelli veri, di quelli a post zero nessuno si è fatto vivo, ed erano tanti. Torno alla metafora della madre superiora, se la madre superiora si fida delle monache non c’è bisogno di regole, ma con 2284 persone iscritte al Forum fidarsi significherebbe rendere il Forum una riserva di pesca al gay (anche minorenne) e questo su PG non deve assolutamente essere possibile. Il sito non deve essere assolutamente pericoloso per gli utenti, che, d’altra parte, di mezzi per incontrarsi ne hanno moltissimi e di ben nota efficienza. Che penseresti tu, Agis, di una madre superiora che lasciasse aperte le porte del convento di giorno e di notte?



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: martedì 21 marzo 2017, 12:27 
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progettogayforum ha scritto:
Agis non conosce la storia del precedente Forum di PG e quindi non mi stupisco della metafora della madre superiora ecc. ecc.. Diversi anni fa, il Forum di PG era ospitato su gratisforum, che offriva un servizio di buon livello ma con forti limitazioni. Al fine di permettere i contatti tra gli utenti dei forum esistevano i profili dei singoli utenti ed erano accessibili a tutti, comprese la mail e anche i numeri di telefono, se l’utente li metteva nel profilo, e qualsiasi utente poteva contattare in privato qualsiasi altro utente, ma un forum gay, frequentato anche da minorenni, non è un forum di giardinaggio o di cucina e finisce per attirare, oltre che la normale utenza, anche persone poco raccomandabili. In breve, aumentava a dismisura il numero degli utenti “a post zero” cioè degli utenti che si registravano e non postavano mai, segno questo di pericolo. Ho avuto qualche sospetto, ma restava un sospetto, a un certo punto uno dei ragazzi mi manda la copia di un messaggio ricevuto da un utente (ovviamente da un utente a post zero). Dopo 5 minuti il forum non esisteva più. Mi è arrivata una valanga di proteste, alcune molto determinate, ma sono arrivate solo dagli utenti storici, quelli veri, di quelli a post zero nessuno si è fatto vivo, ed erano tanti. Torno alla metafora della madre superiora, se la madre superiora si fida delle monache non c’è bisogno di regole, ma con 2284 persone iscritte al Forum fidarsi significherebbe rendere il Forum una riserva di pesca al gay (anche minorenne) e questo su PG non deve assolutamente essere possibile. Il sito non deve essere assolutamente pericoloso per gli utenti, che, d’altra parte, di mezzi per incontrarsi ne hanno moltissimi e di ben nota efficienza. Che penseresti tu, Agis, di una madre superiora che lasciasse aperte le porte del convento di giorno e di notte?


Bè... vedi... ^_^
Al limite ne sarà comunque valsa la pena per essere stati graziosamente gratificati da questa istruttiva rievocazione storica. Ovviamente capita a noi tutti di sentirci "costretti" e limitati da una "oggettività" e, in questo senso, una delle difese più eleganti ed intellettualmente coinvolgenti del nostro amato realismo è stata quella di chi ha affermato che una "realtà" compare alla nostra consapevolezza mentale appunto dove le nostre costruzioni falliscono ^_^.
Se ne potrebbe disquisire lungamente ma, su un piano più pratico, questa attuale piattaforma condivide, secondo te, i rischi della prima? E, se per caso così non fosse, non potremmo trovarci di fronte ad un caso di overreaction? ^_^

P.S. Poi, di una madre superiora che lasciasse aperte le porte del convento di giorno e di notte non potrei pensarne che tutto il bene possibile ^_^

Povera... povera monaca di Monza... :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: venerdì 24 marzo 2017, 12:42 
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Il senso della fragilità propria e altrui, dell’effimero, del labile, dell’incontrollabile, si traduce in un bisogno di certezze, di una guida, postula o ipotizza che quella guida ci sia, che la regola aurea esista, che ciò che la coscienza percepisce come migliore sia affettivamente migliore, che esista una oggettività, una giustizia, una equità sostanziale, ma l’osservazione smentisce tutto questo e ci ripiomba nel caos, nell’arbitrarietà del male e del dolore. Qui è il senso dell’umana impotenza o meglio della dimensione umana delle possibilità, il senso della limitatezza, della parzialità, della relatività dell’essere e dell’esserci. Solo un criterio di valore resiste, l’esserci pervicacemente per seminare tranquillità, per fare emergere il positivo quando sembra oscurato dalle circostanze, per trasmettere un po’ di pace, quando se ne sente urgente la necessità.



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 Oggetto del messaggio: Re: GAY E BISOGNO DI DIO
MessaggioInviato: sabato 25 marzo 2017, 0:07 
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progettogayforum ha scritto:
Il senso della fragilità propria e altrui, dell’effimero, del labile, dell’incontrollabile, si traduce in un bisogno di certezze, di una guida, postula o ipotizza che quella guida ci sia, che la regola aurea esista, che ciò che la coscienza percepisce come migliore sia affettivamente migliore, che esista una oggettività, una giustizia, una equità sostanziale, ma l’osservazione smentisce tutto questo e ci ripiomba nel caos, nell’arbitrarietà del male e del dolore. Qui è il senso dell’umana impotenza o meglio della dimensione umana delle possibilità, il senso della limitatezza, della parzialità, della relatività dell’essere e dell’esserci. Solo un criterio di valore resiste, l’esserci pervicacemente per seminare tranquillità, per fare emergere il positivo quando sembra oscurato dalle circostanze, per trasmettere un po’ di pace, quando se ne sente urgente la necessità.


E' innegabile che tu parli qui con proprietà di un atteggiamento antico e, in quanto tale, di grande classicità project ma, a mio avviso, quando, come spesso capita ancora anche a me, usiamo le parole prescindendo da ogni possibile analisi semantica costruttiva, finiamo col non essere più sufficientemente consapevoli del come le coppie significante/significato siano costituite dal nostro operare mentale e, così, col ritenere che questi sensi di fragilità, impermanenza, labilità, assenza od insufficienza di saperi più o meno normativi non siano dipendenti da un operare nostro ma effetto dell'intervento di vincoli esterni che ci facciano trovare già fatto ciò che possiamo vedere e pensare sotto la condizione di poterli recepire.
In questo senso, anche se le riflessioni consecutive di Emanuele Severino relative alla necessità dell'immutabile metafisico-morale a sanatura della incoerente fede nichilista d'occidente sono senz'altro godibili, può essere che, insieme ad una miriade di pensatori, concordiamo almeno sul fatto che, in un tale contesto, sia sufficiente per la genesi del "divino" l'attribuzione di una costruzione e giustificazione di questa "realtà".
Ne nascono però, purtroppo, facilmente effetti collaterali. Ad esempio che dire di un "positivo" che sembrerebbe eistere per seipsum e svincolato dalla sua oppisizione logica in una realtà circostanziale da cui sembrerebbe doversi tirar fuori come si tirerebbe fuori una talpa dalla sua tana? ^_^


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