MAIL DI UN OMOSESSUALE CATTOLICO

Il rapporto fra tematiche gay e religiose, nella vita di sempre
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MAIL DI UN OMOSESSUALE CATTOLICO

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 5 agosto 2020, 1:18

Caro Project,
ho esitato molto prima di mettermi al pc a scrivere questa mail ma non per i soliti motivi tipo il fatto che fatico ad accettarmi o cose del genere, le perplessità vengono dal fatto che io mi ritengo Cattolico e lo scrivo volutamente con la C maiuscola. Ho letto i tuoi post nella sezione gay e religione e sella sezione dedicata alla laicità. Prima di tutto condivido molte delle cose che dici ma ci sono cose che sono assolutamente al di fuori della tua possibilità di capire, perché la Fede non è un ragionamento ma un dono, che tu ovviamente non hai avuto. Tu vedi le incoerenze della Chiesa, la sua difficoltà ad adattarsi al mondo moderno, che non è di questi anni, perché all’inizio del ‘900 era più o meno lo stesso, e tu non capisci come un ragazzo gay si possa sentire Cattolico e soprattutto perché invece di sbattere la porta in faccia alla Chiesa, cerchi comunque un dialogo con le Comunità e con i Pastori. Io vorrei che si svegliassero, che guardassero la realtà delle cose e mettessero da parte i preconcetti che di evangelico non hanno proprio nulla, tu non capisci che anche se pure io penso che in tante cose la Chiesa sbaglia, non mi sentirei mai felice mettendomi fuori dalla Chiesa. Sapessi quante volte mi sono chiesto che cosa volesse dire essere un gay Cattolico. Che l’essere gay sia una realtà oggettivamente disordinata non lo posso credere perché io non la vivo così, ma non è una questione di definizioni o di parole, io cerco di vivere la mia sessualità in modo molto sublimato per stare nella Legge di Dio, mi costa moltissimo, non sempre ci riesco e l’istinto di ribellarmi ce l’ho anche io ma so che non lo devo seguire. Io ho un padre spirituale che mi dà buoni consigli ma se deve rimproverarmi lo fa. Ho cercato di pensare ad altro, di fare tanto volontariato, noi coi ragazzi della parrocchia, perché non sarebbe una cosa che va bene per me, ma soprattutto con gli anziani e ne ho ottenuto soddisfazioni grandissime, perché quando vado a trovarli mi abbracciano e mi baciano (non adesso, ma prima del Covid) e mi trattano come un figlio. Io cerco di mettere in pratica quello che dice il Catechismo, cioè cerco di fare una vita di castità. Mi rendo cono di fare parte di una sparuta minoranza ma non voglio cambiare strada, non la sento come una forma di repressione o peggio di violenza ma come una sublimazione che può portare anche me a fare qualcosa di buono. Ho visto che tutto sommato hai un occhio di riguardo per Papa Francesco. Lui è il Papa e quindi è il primo dei Pastori, ma io penso che certi suoi atteggiamenti possano indebolire la dottrina, lui è molto buonista, molto conciliante, però quando bisogna dire di no, bisogna farlo in modo deciso. La Chiesa ha bisogno di Pastori che tengano ben saldo il timone se vuole dare a noi una guida sicura. Project perché non provi a capire che la Chiesa non è una matrigna ma una madre e anche una maestra che ti insegna la strada. La Chiesa ha una saggezza di duemila anni. Tu hai pubblicato il 30 Settembre 2007 una storia intitolata “O Cristiano o gay”. La storia è rispettosa e l’avevo letta con piacere già allora, ma perché metterci un titolo come quello? Come se le due cose fossero inconciliabili. Certe volte usi toni trionfalistici nell’esaltare la libertà, come se la Chiesa reprimesse la libertà. Ti sei mai chiesto perché esiste un movimento di omosessuali Cattolici? Se le due cose fossero inconciliabili non avrebbe senso alcun movimento del genere. Tu pensi ai valori laici e ne sottolinei l’universalità, ma guarda che quelli sono pure valori evangelici, non è che il mondo laico è libero e quello Cattolico è asservito a chissà che cosa. Io mi sento libero, non voglio uscire fuori della MIA Chiesa, perché mi ha dato la felicità della Fede. Project, c’è tutto un mondo che tu non puoi capire ma che ha un senso profondo e io mi sento veramente libero solo quando riesco ad obbedire alla Legge di Dio con tutte le mie forze. Chissà che tu pure, un giorno o l’altro non possa ritrovare la felicità che io vivo adesso! Te lo auguro con tutto il cuore! Avrei piacere se tu pubblicassi la mia mail, sarebbe almeno una voce diversa, ma naturalmente mi farebbe piacere avere una tua risposta.
Carlo

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progettogayforum
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Re: MAIL DI UN OMOSESSUALE CATTOLICO

Messaggio da progettogayforum » mercoledì 5 agosto 2020, 7:53

Caro Carlo,
ti sei mai chiesto perché sul forum non ci sono mail come la tua? La risposta è semplice, perché non ho mai ricevuto mail come la tua, chiediti tu il perché. Ricevo sistematicamente Gionata News di Progetto Gionata, portale su fede e omosessualità. Più volte ho cercato di capire il senso e il modo di procedere di queste associazioni per le quali ho il massimo rispetto. Leggo il portale ma ci trovo punti di vista lontani dai miei. Vorrei aggiungere che ho il massimo rispetto anche per te e che proprio per questo ho il dovere di dirti quello che penso senza edulcorare nulla. Mi dici e mi ripeti che ci sono molte cose che non capisco e su questo concordo. La Fede è un dono, in un certo senso posso capirlo, ma nell’ambito della Chiesa e della miriade di gruppi che le ruotano intorno ci sono troppe cose che non capisco e che appartengono a dimensioni che mi sono sconosciute. Posso capire che tu non voglia uscire della TUA Chiesa che ti ha portato alla Fede, ma anche io ho una Fede, una Fede in principi molto laici, senza catechismi e senza pastori. Non è vecchia di 2000 anni ma è cresciuta con me. Vedo le cose in un altro modo, non lo posso e non lo devo nascondere. Non so se questa risposta potrà sembrarti una chiusura ma è l’unica che mi pare onesta.

Lao
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Re: MAIL DI UN OMOSESSUALE CATTOLICO

Messaggio da Lao » mercoledì 5 agosto 2020, 8:55

Io scorgo nell'e-mail di Carlo un atteggiamento di scarsa umiltà quando più volte rimarca al suo interlocutore che "ovviamente" non è in grado di capire. Il messaggio è perlopiù impostato nella dimensione dell'"io". La vera felicità consisterebbe nella libertà sublimata di obbedire a regole che sarebbero espressione di una saggezza millenaria e di soffocare gli istinti che fomenterebbero una ribellione deleteria.
La vita è un cammino e ciascuno fa la propria strada, segue ciò in cui crede, ciò che ha compreso vivendo e sbagliando o che gli sembra ragionevole e auspicabile. Volerlo insegnare agli altri è ben altro discorso. La consapevolezza non nasce da un formalismo farisaico per mero adeguamento (non sto insinuando che la fede di Carlo sia di questo genere; è una constatazione generale). La saggezza bimillenaria è diventata un'istituzione umana che, come spesso accade, ha in gran parte compromesso la rivoluzionaria semplicità dell'esordio. La spiritualità è una ricerca che anche l'ateo intraprende fuori dall'ortodossia, al di là del rimbrotto a non seguire tale o talaltro impulso.

T4O
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Re: MAIL DI UN OMOSESSUALE CATTOLICO

Messaggio da T4O » mercoledì 5 agosto 2020, 14:13

Rispondo anche io al tuo interlocutore project.

Mi piace tantissimo la sua visione,ai miei occhi fa parte del gruppo di quelle persone che nonostante le leggi siano contro di loro le rispetta come Socrate che beve la cicuta per dire, o l'ebreo che rispettava le leggi del lagher di cui parla Primo Levi. Chiamare questo fede mi pare un grande atto di fede, un gesto che arriva a intendere la fede come sacrificio di sè. Preferirei però riflettere sulla logica facendo questo esempio:chi nato che so, daltonico, si sentisse dire che è per questo intrinsecamente disordinato e che quindi non può guidare anche se ci vede benissimo, dieci decimi,sarebbe in una condizione equa? Troverebbe che a ciascuno è dato il suo?(Ma neanche una Tesla che abbia l'autopilota?)
Cito alcuni passi della lettera.
1)"io cerco di vivere la mia sessualità in modo molto sublimato per stare nella Legge di Dio, mi costa moltissimo, non sempre ci riesco e l’istinto di ribellarmi ce l’ho anche io ma so che non lo devo seguire. "

Nel caso specifico non posso fare a meno di registrare che la parola "sublimare" non significa altro qui che trasferire i desideri sessuali e le energie sessuali per sfogarle su altro: adorazione di Gesù? Attività di volontariato in chiesa ma con anziani? Tutto pur di non "esporsi alla tentazione" cioè provare amore per un altro in senso genitale e sessuale.

2)"Io ho un padre spirituale che mi dà buoni consigli ma se deve rimproverarmi lo fa."
Il problema che pongo è : cosa succede se invece provasse il gay cattolico a dire di voler far famiglia con un altro ragazzo? Come diventerebbe la faccia ora mi sembra di capire benigna del padre spirituale?
Ma il problema si pone proprio perché, mi sembra, questo che scrive è un cattolico che nella chiesa ci crede al punto di non nascondersi e dire chi è invece di vivere nascosto. Anche accettando delle condizioni di vita che lo privano della possibilità di esprimere la pienezza del proprio essere in quanto omosessuale.

3) "Ho visto che tutto sommato hai un occhio di riguardo per Papa Francesco. Lui è il Papa e quindi è il primo dei Pastori, ma io penso che certi suoi atteggiamenti possano indebolire la dottrina, lui è molto buonista, molto conciliante[...]."

il vescovo di Roma Francesco è un teologo. Perché faccio questa distinzione, perché ha scritto che fa dichiarazioni buoniste.
Non è una questione di essere buoni.
Il vescovo di Roma non parla in base ai suoi sentimenti o alla sua fede ma in base alla teologia e al magistero della Chiesa.
Conoscere magistero teologia e soprattutto diritto canonico può salvare da alcuni facili compromessi che quando si fa leva sui sentimenti si può passare sottogamba...

4)"Ti sei mai chiesto perché esiste un movimento di omosessuali Cattolici? Se le due cose fossero inconciliabili non avrebbe senso alcun movimento del genere. "
I movimenti di solito non campano di avemarie ma hanno bisogno di soldi.
Il mio consiglio per questo uomo di fede, per questo gay Cattolico, se gli è possibile che non si trova in qualche movimento che lo pratichi, è di MANTENERE SEPARATI I BENI MATERIALI che saranno l'unica cosa che in caso di fine rapporto gli rimarranno. A parte la fede, ovviamente, che quella viene da dio e non dagli amministratori (parabola dei talenti).
Evitasse inoltre qualsiasi forma di professione che gli venisse proposta extra del battesimo e legata a qualche promessa c, ciò che serve per la fede e che gli ha già dato un coraggio da leone ce l'ha già in se e nel suo rapporto bellissimo con Dio, non gli serve alcun ulteriore passo. Parere personale. Stia il più libero e svincolato possibile.

5) " Certe volte usi toni trionfalistici nell’esaltare la libertà, come se la Chiesa reprimesse la libertà. "

Mi resta un problema ma è di logica e quindi non credo che lo accetterebbe. Che libertà ha di scegliere la castità e l'astinenza un gay all'interno della chiesa cattolica, che scelta è, se non c'è alternativa se vuoi stare lì e non essere dannato?Mi sembra quindi illogico dire a tutti gli altri ci sono due strade ma ai gay ce n'è una sola e fattela piacere.Sublima.
Tenendo presente che per i peccati di omosessualità -se ricordo bene la teologia morale ma chi voglia, controlli- NON c'è l'assoluzione. Quindi un etero può andare con le prostitute o anche con le capre, assolto, un gay che si innamori di un altro gay, mi dispiace fiamme dell'Infermo e fuori dal paradiso. Non sembra tanto libero.

Quando scrive"Io vorrei che si svegliassero, che guardassero la realtà delle cose e mettessero da parte i preconcetti che di evangelico non hanno proprio nulla" poi mi fa molta pena.
Non si può cambiare la testa degli altri ma si può essere il cambiamento che si vuole,parere personale...beati* gli uomini che Dio ama e quelli di buona volontà se a Dio piaccia che si diano da fare. Si traduca il passo come meglio si creda.

Iumperat. (scritto con la i, IUMPERAT)
Prima charitas incipit ab ego.

T4o

*
https://www.youtube.com/watch?v=ZEf_vVq0xMk
ogni giorno qualcosa di bello ti è già successo e qualcosa di bello ti accadrà ancora.

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