Luca di Tolve

Il rapporto fra tematiche gay e religiose, nella vita di sempre
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N1c0L4s
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Luca di Tolve

Messaggio da N1c0L4s » giovedì 24 marzo 2011, 5:31

http://www.uccronline.it/2011/03/20/%C2 ... ato%C2%BB/
(non so se è la sezione adatta)

Guardate questo bellissimo articolo dei "serissimi cattolici razionali" di Luca di Tolve...ovvero se non sbaglio quello del "Luca era gay"(la canzone che ha portato Povia nella Black List di molti omosessuali dove già dimorava Berlusconi).
Che dire??l'articolo si commenta da solo!Certo all'inizio potrebbe sembrare "beh forse hanno ragione, hanno studi scientifici ecc. ah mannaggia che sfigati che siamo ad essere omosessuali"...ma non è così e adesso ve lo spiego io che sono il Dio in terra ahahah.

Primo punto: "guarire dall'omosessualità". Non so, voi cosa pensate col guarire?Non vi sembra che l'articolo parta già con un piede che sbatte contro lo spigolo di qualche oggetto?
Prima di tutto la normalità non esiste a meno che tu non voglia credere ad un mondo EGOista dove tu sei perfetto e puoi avere il vantaggio sugli altri di dire che sono sbagliati(così pensi di avere più diritti a non essere giudicato(FALSI FALSISSIMI OVVIAMENTE)), poi cosa dovresti guarire??
Per gli psicologi tu guarisci solo se assumi atteggiamenti uguali agli altri...accettabili socialmente. Voi questo lo definite "guarire"?
Questo non è guarire perché qua nessuno è superconsapevole da poter dire "I tuoi atteggiamenti sono sbagliati"(ma non ci vanno neanche vicino, questo è da sottolineare), nessuno ha avuto la consapevolezza divina, NESSUNO! ognuno può ricercare solo la propria consapevolezza divina(il massimo che puoi fare è aiutare gli altri a realizzarsi ma non imporre il tuo universo, non puoi dire "no, questo non lo puoi diventare" perché alla fine fa comodo a te)...le persone pensano che dato che tanta gente dice così, allora è così...ma non è vero!Non c'é bisogno neanche di dimostrare quanta gente dice che tante cose sono vere senza neanche sapere di cosa si sta parlando!La gente dice "sì è così" poi sotto sotto non ha capito un cazzo, ha solo assecondato il pensiero di un altro perché gli faceva comodo.

Purtroppo però QUELLE ROGNE dei cattolici pensano che agiscano per consapevolezza divina, questa è assurdità ma lo fanno egoisticamente neanche per fede!

Una persona una sola cosa non può tollerare: il fatto di veder togliere tutte le speranze ad un altro essere vivente, punto, solo questo! Questa è volontà divina, t'immedesimi e non vuoi che il mondo che ti sei costruito in testa venga distrutto.
NON padre,madre e figli battesimati e tanti altri dogmi che la CHIesa t'impone!Dai ma stiamo scherzando?questa è ciò che loro definirebbero PAZZIA!


Va beh, andiamo nel punto 2, poi non penso ci siano altri punti xké è lunga se no! Alla fine il caro Luca dopo aver vissuto nel paese dei balocchi dove tutto sembrava bello finalmente finisce in depressione dicendogli che sarebbe morto di HIV. Allora TAC trova un rosario e ha un improvvisa fede cristiana che sembra tanto derivata da Dio e che i cattolici hanno ragione...ERRIATA CARRIAGE.
La verità è che lui era sotto stress emotivo con una gran paura di morire(perché è evidente che è uno che si fa poche domande) e per togliersi questo stress...cambia punto di vista e diventa cattolico, facendo in modo che, credendo a tutte queste puttanate cattoliche e seguendo il cattolico modello, la sua paura insormontabile della morte diminuisce. Infatti così funziona...ma non è perché i cattolici hanno ragione ma perché gli era essenziale togliersi questo peso emotivo!(penso che a tutti capiti nella vita prima o poi e più volte, ma è un semplice cambio di punto di vista del TUTTO...per questo D'io è dentro di noi)
Ritornando a prima perché la gente non vuole che le altre persone perdano tutte le speranze?perché se il mondo in cui erano e che credevano si distruggesse riaffiorerebbe la paura....e la paura è esattamente l'inverso della cosa più importante di tutte:l'amore.
Tutto gira per amore altrimenti non girerebbe nulla!

Bona, non so che altro dire...i cattolici non hanno capito un cazzo, punto :) ^^ xD

P.S.
Bisognerebbe imparare poi che magari a volte la religione ti aiuta a cambiare il tuo punto di vista..ma poi non è che devi difenderla a vita e farti trascinare da essa.

barbara
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Re: Luca di Tolve

Messaggio da barbara » giovedì 24 marzo 2011, 8:45

Sulle terapie riparative ci sono altri post molto interessanti sul forum , se li vuoi leggere. Una cosa che non immaginavo e che mi ha detto un'esperta di omofobia è che i pochi casi di "guarigione" si riferivano probabilmente a persone bisessuali, le quali , scoprendo di essere attratti anche dall'altro sesso, hanno creduto che fosse il frutto della terapia riparativa, senza pensare che evidentemente erano già bisessuali da prima, solo che non se ne rendevano conto. Per gli omosessuali invece le conseguenze della terapia riparativa possono essere fatali. C'è chi si è suicidato infatti. E' bene ricordare che in Italia gli ordini professionali degli psicologi vietano ai loro iscritti di praticare terapie riparative , ritenendo che tale pratica sia contro la deontologia professionale. Infatti , poichè non c'è alcuna malattia da guarire, la terapia riparativa è , secondo loro, un danno alla identità della persona.
Quando dici che gli psicologi ritengono guarita una persona che si conforma alle regole della società, storicamente questo è avvenuto , come molti teorici hanno sostenuto (Foucault per esempio). E' pur vero però che sono stati fatti molti passi in avanti nella psicologia per mettere al centro della cura il benessere della persona. Quindi un bravo psicologo può e deve preoccuparsi per prima cosa di questo . Certo se la persona è molto "deviante" e per il suo comportamento viene emarginata , consegnata alla solitudine, allora la sua "devianza" diventa un problema per la persona stessa, una fonte di sofferenza e uno psicologo non può non occuparsene. Ma non stiamo parlando di omosessualità in questo caso, perché almeno ufficialmente non è da considerarsi una devianza .
Certo nella maggior parte degli ambienti cattolici è ancora così, perché sono ambienti dove c'è una repressione sessuale enorme e dunque l'omosessualità diventa un pò il simbolo del sesso proibito. Bisognerebbe ragionarci su questo.
Ma è un discorso lungo e anche un pò fuori dal regolamento... perciò mi fermo qui.

Alyosha
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Re: Luca di Tolve

Messaggio da Alyosha » venerdì 25 marzo 2011, 8:47

N1colas chissà perché credevo di averti risposto ieri. Sulle terapie riparative non ho molto da dire, mi paiono soltanto forme di violenza mentale initile, becera e come ossertvi tu a volte tanto ma tanto pericolose. Ho visto di recente una puntata di southpark sul tema molto graziosa. La psicologia non considera l'omosessualità un "sintomo" da anni ormai e che questi presunti psicologi sono "sconfessati" dalla stessa professione.
Per gli psicologi tu guarisci solo se assumi atteggiamenti uguali agli altri...accettabili socialmente. Voi questo lo definite "guarire"?
Non fare però di tutta l'erba un fascio, anche perché questa volta il fascio è davvero piccolo, oserei dire striminzito. Nessuno pisicologo ti sottoscriverebbe mai questa cosa. I primi psicogologi erano tutti degli rivoluzionari, ai fatti allora considerati "sconci" e inacettabili davano sempre seconde spiegazioni, che in definitiva inchiodavano la vecchia società prudescente alle sue responsabiulità. Prima di Freud i malati di mente si curavano con l'elettroshock non dimentichiamolo mai questo. Le sue teorie hanno dei limiti, ma se ne è fatta di strada da allora. Ti invito a vederti "prendimi l'anima" sulla storia di Jung e la sua amante inizialmente sua paziente. La tipa era finita in manicomio solo perché gli piaceva masturbarsi immagina un pò.
La cerchia di psicologi che la pensa come scrivi tu è davvero ristretta (discorso a parte per gli psichiatri, a quelli toglierei la possibilità stessa di fare colloqui pseudo-psicoanalitici col consultante, ciarlano a vanvera senza neanche studiare l'abc della psicologia e impaccano di medicinali). Sulla chiesa invece proprio non parlo più credo che le reciproche posizioni siano chiare e va più che bene così.
Per il resto la storia di sto famoso Luca non la conoscevo, ora si spiegano tante cose del perché "era gay". Ti dirò come la penso su questa canzone (se è di quella che parli, non ho avuto tempo di leggere cio che hai linkato). Infondo è solo una canzone, che racconta la personalissima vicenda di sto Luca, che è andata così. Insomma non ho come mio passatempo preferito stare a vedere se sto Luca era o non era gay. E' più subdolo l'effetto che si vuole ottenere con questa forma di comunicazione. Avere la mamma ossessiva e il padre stronzo rende gay il figlio, perché impedisce la piena maturazione della persona arrestando la sua crescita alla stadio omosessuale (stadio presente in tutte le persone). Vedi quanto è semplice questa teoria e quanto poco vale? Chi è che, almeno in italia (visto che si resta in famiglia almeno sino ai 30 anni) non ha almeno una mamma possessivo-compulsiva e un papà un attimino stronzo :)???
Insomma diffidiamo sempre dei ciarlatani.

N1c0L4s
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Re: Luca di Tolve

Messaggio da N1c0L4s » sabato 26 marzo 2011, 3:29

Ma sta teoria gliela troncano i fratelli di cui il medio è gay...gliela tronca qualsiasi cosa. Mah! tipo se uno nasce senza padre inevitabilmente è gay???
Ah fortuna che c'é la psicologa a dircelo...dai, ma se ne vada a cagare e eviti di generalizzare che fa ancora più danno...
Poi non so se hai visto i video "Ognuno deve essere libero di essere quello che vuole" e per loro la libertà da quel che ho capito sta nell'eterosessualità perché l'omosessualità è una malattia derivata dal padre poco assente e madre più presente -.-(fortuna che ci sono loro ad aver capito tutto dalla vita) va beh, va beh no-comment amen.

Alyosha
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Re: Luca di Tolve

Messaggio da Alyosha » sabato 26 marzo 2011, 9:44

Si N1colas sono teorie abbastanza strampalate, ma ti ripeto che l'omosessualità non è più considerata un "sintomo" da tempo ormai. Non sono un esperto in materia e meglio non so dirti. So per esperienza diretta che gli psicologi non lavorano mai a "correggere" le tue tendenze naturali, ma anche che bisogna stare molto attenti, perché, anche se pochi, quei soggetti prevenuti che circolano possono fare molto danno. Mi sento di insistere perché è un brutto pregiudizio quello nei confronti degli psicologi, che ci porta a pensare o che per andare da uno psicologo bisogna essere matti o che gli unici veri matti siano loro. Il risultato è che poi si va dai preti, dai cartomanti e dai ciarlatani, perché quelli fanno meno impressione. Bisogna fare questa cosa con consapevolezza e con convinzione e certamente senza che ci sia alcuna pressione esterna, ma se uno sente
Ecco secondo me bisogna sempre saper distinguere nelle cose. Ti ho già detto che prima di Freud i malati li curavano con l'elettroshock e bello proprio non era. Tra l'altro non so perché non ti piacciono, visto che fuorno i primi a disinnescare certe mine messe apposta dalla morale clericale di allora. Probabilmente c'è qualche "leggerezza" nel trattare il paziente omosessuale come tutti gli altri, a non riconoscergli una sua specificità. Ma ti ripeto quelle teorie che hai letto NON rappresentano la posizione principale e in più di un'occasione sono state prese posizioni chiare contro di essa. Sono teorie davvero pasticciate, che premettono un punto d'arrivo prestabilito deciso ancora prima che inizi la terapia. E' proprio tutto l'approccio strampalato e lontano anni luce dalle premesse di qualsiasi percorso terapeutico.

barbara
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Re: Luca di Tolve

Messaggio da barbara » sabato 26 marzo 2011, 12:41

vero boy-com, cominciamo a informare correttamente:

questa è la presa di posizione degli ordini degli psicologi CONTRO le terapie riparative:

del lazio

http://www.ordinepsicologilazio.it/h_ra ... na455.html

della lombardia
http://www.psicologiagay.com/la-posizio ... iparative/

liguria
http://www.mosinforma.org/2011/non-si-r ... e-a-rigon/

ordine nazionale degli psicologi

http://www.gaynews.it/view.php?ID=76518

I clienti che andando da uno psicologo dovessero notare atteggiamenti che tendono a fargli cambiare orientamento sessuale hanno il diritto di segnalare la cosa all'ordine perché richiami il professionista al rispetto della deontologia professionale.

http://www.opsonline.it/psicologia-2268 ... olosi.html

N1c0L4s
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Re: Luca di Tolve

Messaggio da N1c0L4s » sabato 26 marzo 2011, 23:00

Io ho fatto 2 anni e mezzo con una psicoterapeuta e qualche mese con un'altra tizia...so come ragionano, se una cosa non può accadere non può accadere e basta.
A volte è come se sei tu che devi risolvere i problemi suoi perché non accetta alcune realtà...e intanto sborsi 50 euro all'ora, abbastanza cretina come cosa dato che non ti risolve praticamente nulla ma al massimo ti mette ordine all'inizio.

P.S.
Infatti sono molto più per l'ipnosi regressiva...ma sti stronzi rubano sempre un pacco di soldi...avessero una cura diretta...non hanno neanche quello, proclamano malattie di cui non hanno una cura. Va beh assurda anche la cosa degli psicologi...infatti ho fatto una gran cazzata ad andarci...l'unica cosa che mi hanno saputo dare(poi avevo sui 13-14 anni tipo) è stato il "non-giudizio" e bona...ma quello perché han visto un botto di persone. Ma gran cazzata, io non suggerisco di andare da uno psicologo, più che altro da qualcuno bravo che ti faccia ipnosi regressiva...con quella almeno dei problemi te li risolvi veramente.

Alyosha
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Re: Luca di Tolve

Messaggio da Alyosha » domenica 27 marzo 2011, 10:23

Il problema di quando sono i genitori che mandano i figli dallo psicologo è che dovrebbero andarci i genitori e non il figlio e in questo purtroppo non tutti la pensano come me. Non stavo facendo lo spot agli psicologi, per come la penso può essere uno strumento a patto che chi ci va lo faccia con consapolezza e per una scelta volontaria, senza ricevere pressioni di nessun tipo. Le "patologie sociali" sono sempre a carico dellae relazioni "malate" non dei singoli individui. Scaricare il problema su un solo soggetto che è "malato" (sopratutto nel contesto familiare) è una remissione di responsabilità del gruppo che carica sul malato la patologia della relazione. Come notavi correttamente tu nella maggior parte dei casi si tratta di ripristinare un comportamento accettato socialmente, in questo senso la psicoanalisi è una scienza sociale.
Non mi sento di dire ne che è l'unico strumento a disposizione per assumersi la responsabilità del cambiamenteo, ne che è infallibile e comunque sei tu che devi fare le cose non lo psicologo che le fa per te. Il problema purtroppo è che si associa la piscoterapia alla cura sanitaria rispetto alla quale il soggetto ha un atteggiamento passivo. Ecco perché mi scrivi "non ti curano" o non "ti aiutano". Le persone si aiutano da sole è che a volte gli serve un pò d'aiuto (non sto giocando con le parole devono essere aiutate ad aiutarsi da sole). Mi rendo conto che questa è solo la mia fisione. Di tecniche per la terapia ne esistono milioni come pure milioni di orientamenti psicoterapeutici. Non è male (a che uno paga quelle cifre di cui parli) informarsi un pochettino prima di andare, sulle tecniche che usa ecc. ecc. e sopratutto vedere se ci fa "simpatia" la persona. Ovviamente quando tutto questo non si può fare e ti "costringono" ad andare dallo psicologo magari per "guarirti" da una malattia che non hai, li secondo me commette un grave illecito lo psicolgo che accetta questa situazione (sopratutto per capirci quando si tratta di genitori che mandano i figli dallo psicoterapeuta per farli guarire dalla loro omosessualità). Insomma se uno ne sente l'esigenza, perché no, male non può fare di certo al massimo si rivela una pratica inutile.

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Re: Luca di Tolve

Messaggio da progettogayforum » martedì 9 agosto 2011, 12:06

Ho visto il video di Luca Di Tolve. Che posso dire? Un ragazzo sieropositivo che ha vissuto di sesso e di discoteche per anni e ha visto i suoi amici morire di aids e poi si è innamorato di una donna e l’ha sposata … questo ragazzo dice che l’origine della omosessualità è stana, che ha visto padre pio in confessione ecc. ecc. beh, mi limito a dire ha un’immagine molto degradata della omosessualità come vizio e come peccato, ma dire che l’omosessualità è fatta di sesso e di locali gay è come dire che l’eterosessualità è fatta di prostitute. L’omosessualità è un modo di amare e non ha niente a che vedere con certi aspetti degenerati con i quali la gente e gli stessi gay la identificano. Quanto poi alla origine diabolica della omosessualità, alla bandiera gay fatta da una maga o ad altre affermazioni del genere, beh non credo che valga la pena di spenderci commenti.
Per avere un’idea delle posizioni della Chiesa sulle terapie da applicare ai gay si può leggere un articolo ormai introvabile che ho conservato in una pagina del sito del progetto:
http://progettogaysito.altervista.org/g ... rative.htm
è il resoconto di un cronista che ha frequentato per mesi un corso organizzato da un gruppo ultracattolico per la terapia della omosessualità.
Consiglio anche di leggere GAY TRA MORALE VERA E TERAPIE RIPARATIVE
http://nonsologay.blogspot.com/2007/12/ ... rapie.html
e per avere l’idea d che cosa è la morale gay DUE RAGAZZI GAY (sono solo fatti assolutamente veri)
https://sites.google.com/site/progettog ... agazzi-gay

Nemesis

Re: Luca di Tolve

Messaggio da Nemesis » martedì 9 agosto 2011, 13:06

Si, credevo di essere io lo sfortunato che non trovava l’anima gemella. Poi mi sono reso conto che attorno a me tutto era impostato in modo frivolo, superficiale, che ero circondato da infelici, molti dei quali ossessionati dalla pornografia e dal sesso. E poi la morte: l’ho vista consumarsi negli amici attorno a me e alla fine ho dovuto farci i conti anch’io dopo aver scoperto di essere sieropositivo. Altro che gaiezza tra gli omosessuali.

Perché se uno da etero passa a gay viene salutato come un eroe e se un omosessuale compie il percorso inverso viene tacciato di falsità e ipocrisia? (UCCR, 20 Marzo 2011)

Non credevo che anche questo Forum potesse venire intaccato dalla piaga Tolve e invece sì, purtroppo è accaduto.
Come ha già scritto Project, è veramente triste e meschino descrivere in modo così basso la vita di noi omosessuali. Non passiamo tutto il giorno a drogarci, vedere video porno, riempirci di frivolezza e tantomeno siamo così stupidi da non praticare sesso sicuro e ammalarci di AIDS volontariamente.
Sembra strano ma anche noi gay dobbiamo mangiare, lavorare, dormire, avere un tetto sopra la testa...
L’idea che ha Luca della vita è distorta e mi dispiace molto per lui perché, che sia etero o gay non importa, sarà comunque una persona infelice.
Ho riportato poi l’altra frase perché mi ha colpito molto, in senso negativo.
Essere gay o etero non è una condizione intercambiabile, come molti pensano, né esiste uno stato di mezzo in cui transitare prima di decidere se essere l’uno o l’altro. Gay o etero si nasce, accettarsi e riconoscersi tali è poi tutt’altra storia e non è detto che sempre riesca; ecco perché ci sono mille maschere e facciate dietro cui nascondersi.
In ultimo vorrei fare un appunto: se anch’io avessi assunto tutti gli stupefacenti che ha assunto Luca avrei sicuramente visto Padre Pio ma anche i Sette Nani, il Mago Zurlì, Topo Gigio, Darth Vader e l'Imperatore Cos (magari!) e avrei ricevuto i nuovi Dieci Comandamenti Gay.
Forse è meglio che Luca cominci a disintossicarsi sul serio, sia dalle droghe che dalla stupidità che lo pervade.

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