ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Il rapporto fra tematiche gay e religiose, nella vita di sempre
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ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da progettogayforum » giovedì 22 marzo 2012, 22:42

Il 16 dicembre dell’anno 342 gli imperatori Costantino e Costante approvarono una legge, inclusa nel codice teodosiano Cod.Theod. IX, 7, 3 (Cod. Justin IX, ix, 30), che così recitava:

"Gli imperatori Costantino e Costante al popolo:
Quando un uomo si concede sessualmente come una donna, cioè come una donna si concede agli uomini, che cosa dovrebbe cercare? Quando il sesso ha perso il suo significato ed è divenuto un delitto che è bene che non si conosca, quando Venere cambia in un’altra forma, quando l’amore è cercato ma non trovato? Noi ordiniamo che le leggi insorgano e che si armino della spada vendicatrice, affinché gli infami colpevoli che ci sono o che ci saranno siano sottoposti alle pene previste."


CTh.9.7.3
Impp. Constantius et Constans aa. ad populum. Cum vir nubit in feminam, femina viros proiectura (quum vir nubit in feminam viris porrecturam) quid cupiat, ubi sexus perdidit locum, ubi scelus est id, quod non proficit scire, ubi venus mutatur in alteram formam, ubi amor quaeritur nec videtur, iubemus insurgere leges, armari iura gladio ultore, ut exquisitis poenis subdantur infames, qui sunt vel qui futuri sunt rei. Dat. prid. non. dec. Mediolano, proposita Romae XVII kal. ianuar. Constantio III et Constante II aa. conss. (342 dec. 4).

CJ.9.9.30: Imperatores Constantius, Constans
Cum vir nubit in feminam, femina viros proiectura (quum vir nubit in feminam viris porrecturam) quid cupiat? ubi sexus perdidit locum, ubi scelus est id quod non proficit scire, ubi venus mutatur in alteram formam, ubi amor quaeritur nec videtur: iubemus insurgere leges, armari iura gladio ultore, ut exquisitis poenis subdantur infames, qui sunt vel qui futuri sunt rei. * constantius et constans aa. ad pop. * <a 342 pp. romae xvii k. ian. constantio iii et constante ii aa. conss.>


Nonostante questi accenti di sdegno morale, consta comunque che gli imperatori romani abbiano continuato a riscuotere tasse per la prostituzione maschile fino all’imperatore Anastasio (imperatore d’Oriente 491/518).
La legge di Costantino e Costante citata sopra venne poi aggravata da Teodosio (imperatore del 379 al 395). Quanto Teodosio fosse politicamente succube di Sant’Ambrogio, che lo umiliò pesantemente, è fatto noto.

“Tutti coloro che hanno la vergognosa abitudine di condannare il proprio corpo maschile a dover subire il sesso altrui, facendogli svolgere un ruolo femminile (essi difatti in apparenza non sono diversi dalle donne) dovranno espiare un così grave crimine nelle fiamme vendicatrici davanti agli occhi del popolo.
Questa legge non ha bisogno di interpretazione.”

CTh.9.7.6 [=brev.9.4.5]
Iidem aaa. Orientio vicario urbis Romae. Omnes, quibus flagitii usus est, virile corpus muliebriter constitutum alieni sexus damnare patientia (nihil enim discretum videntur habere cum feminis), huius modi scelus spectante populo flammis vindicibus expiabunt. Pp. in foro Traiani VIII. id. aug., Valentiniano a. IV. et Neoterio coss.
Haec lex interpretatione non indiget.


Si tratta in pratica di comminare il rogo agli omosessuali. La norma si presenta “laica” perché viene da Teodosio che non usa linguaggi di tipo ecclesiastico per non apparire troppo palesemente succube di Sant’Ambrogio.
Non va dimenticato che con l’editto di Tessalonica (di Teodosio) del 380 il Cristianesimo è diventato la religione dello stato romano e dopo il 390 sono cominciate le persecuzioni del Paganesimo. Nel 393 l'imperatore Teodosio dichiarò ufficialmente l'illegalità del Paganesimo in tutto l'impero e fece chiudere definitivamente gli ultimi templi rimasti in attività; la pena di morte divenne esplicitamente la condanna riservata a coloro che rifiutavano la conversione al Cristianesimo. La data del provvedimento che commina il rogo agli omosessuali è il 6 agosto del 390, come si deduce dal riferimento ai consoli. L’intervento di Sant’Ambrogio contro Teodosio per la questione dell’eccidio di Tessalonica è proprio dell’estate del 390, ed è molto probabile che le norme giuridiche che prevedono il rogo per gli omosessuali siano il primo di una lunghissima serie di tributi pagati da Teodosio alla Chiesa a pochi anni dalla sua morte, si tratta nella sostanza della nascita della subordinazione del potere imperiale alla Chiesa, anche se formalmente la legislazione teodosiana riecheggia ancora lo stile dell’antica legislazione romana.
Molto interessante è vedere come le cose siano cambiate un secolo e mezzo dopo, quando ormai il potere ecclesiastico era saldamente consolidato. Riporto per intero il testo della Novella 77 di Giustiniano, probabilmente dell’anno 538. Vi invito a riflette sul sostanziale cambiamento di tono.

"NOVELLA LXXVII
AFFINCHE’ NON SI COMMETTANO ATTI DI LUSSURIA CONTRO NATURA … E NON SI BESTEMMI CONTRO DIO.
L’Imperatore Giustiniano agli abitanti di Costantinopoli.
PREMESSA. Riteniamo essere cosa manifesta a tutti coloro che hanno una giusta sapienza che Noi molto ci diamo da fare e preghiamo affinché coloro che ci sono stati affidati dal Signore Iddio vivano rettamente e incontrino la sua pace, poiché la misericordia di Dio non vuole la perdizione ma la conversione e la salvezza e Dio accoglie i delinquenti che si correggono. Per questo motivo invitiamo tutti a tenere ben presente il timore di Dio e ad invocare la sua pace, sappiamo infatti che tutti coloro che amano Dio e sostengono la sua misericordia così si comportano.
Capo I.
Dunque, considerato che alcuni, animati da istigazione diabolica, si lasciano coinvolgere in gravissimi atti di lussuria e che quelli stessi fanno cose contro natura, Noi ingiungiamo a costoro di tenere ben presente il timore di Dio e il futuro giudizio e di astenersi da diabolici e illeciti atti di lussuria di questo genere, affinché a causa di atti empi di tal fatta non siano colti dall’ira di Dio e non mandino in rovina le città con tutti i loro abitanti. Siamo infatti a conoscenza dalle divine scritture del fatto che a causa di atti empi di questo tipo andarono in rovina città insieme con i loro abitanti.
1 -Omissis - Infatti a causa di questi delitti vengono le carestie, i terremoti e le pestilenze, pertanto vi ammoniamo affinché vi asteniate da predetti illeciti per non perdere le anime vostre. Se poi alcuni, dopo questa nostra ammonizione, saranno trovati ancora ad insistere in questi delitti, essi si renderanno prima di tutto indegni della misericordia di Dio e saranno per giunta assoggettati ai tormenti stabiliti dalle leggi.
2 Ordiamo infatti al gloriosissimo prefetto della città imperiale di arrestare e di sottoporre ai più estremi supplizi coloro che permangono in questi atti illeciti ed empi dopo la nostra ammonizione, affinché non accada che per il disprezzo di tali individui la nostra città e il nostro Stato si trovino a dover subire danno. Se poi, dopo questa nostra esortazione, alcuni troveranno individui di questo genere e non li puniranno, saranno condannati anche essi allo stesso modo dal Signore Iddio. E lo stesso gloriosissimo prefetto, se avrà trovato qualcuno commettere qualcosa di simile e non lo avrà perseguito secondo le nostre leggi, prima di tutto sarà vincolato al giudizio di Dio e per di più dovrà sostenere la nostra indignazione."


Idem Aug. Constantinopolitanis.
<Praefatio> Omnibus hominibus qui recte sapiunt manifestum esse putamus, quia omne nobis est studium et oratio, ut crediti nobis a domino deo bene vivant et eius inveniant placationem, quoniam et dei misericordia non perditionem sed conversionem et salutem vult, et delinquentes qui corriguntur suscipit deus. Propter quod omnes invitamus dei timorem in sensibus accipere et invocare eius placationem, et novimus quia omnes qui deum diligunt et eius misericordiam sustinent hoc faciunt.

CAPUT I.

Igitur quoniam quidam diabolica instigatione comprehensi et gravissimis luxuriis semetipsos inseruerunt et ipsi naturae contraria agunt, et istis iniungimus accipere in sensibus dei timorem et futurum iudicium et abstinere ab huiusmodi diabolicis et illicitis luxuriis, ut non per huiusmodi impios actus ab ira dei iusta inveniantur et civitates cum habitatoribus earum pereant. Docemur enim a divinis scripturis, quia ex huiusmodi impiis actibus et civitates cum hominibus pariter perierunt.

- omissis - Propter talia enim delicta et fames et terrae motus et pestilentiae fiunt, et propterea admonemus abstinere ab huiusmodi praedictis illicitis, ut non suas perdant animas. Sin autem et post huiusmodi nostram admonitionem inveniantur aliqui in talibus permanentes delictis, primum quidam indignos semetipsos faciunt dei misericordia, post haec autem et legibus constitutis subiciuntur tormentis.

Praecepimus enim gloriosissimo praefecto regiae civitatis permanentes praedictis illicitis et impus actibus et post haec nostram admonitionem et comprehendere et ultimis subdere suppliciis, ut non ex contemptu talium inveniatur et civitas et respublica per hos impios actus laedi. Si enim et post hanc nostram suasionem quidam tales invenientes hos subtercelaverint, similiter a domino deo condemnabuntur. Et ipse enim gloriosissimus praefectus in invenerit quosdam tale aliquid delinquentes et vindictam in eos non intulerit secundum nostras leges, primum quidem obligatus erit dei iudicio, post haec autem et nostram indignationem sustinere.

Lascio questi documenti alla riflessione di ciascuno.

Blueboy
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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da Blueboy » venerdì 23 marzo 2012, 0:45

Questi uomini antichi sembrano così moderni. Siamo abituati a pensarli come personaggi astratti, archetipi sognati sui libri di scuola o desunti in fondo a qualche aforisma. Eppure questi uomini sono tanto umani quanto noi: avevano una barba, uno sguardo, erano corpulenti, abominevoli. L'evoluzione non ha concesso vistose trasformazioni all'uomo in soli due millenni, sia nel male che nel bene; se quegli uomini agivano con la medesima spregevolezza dei nostri noti contemporanei, questi non hanno maturato nessun percorso in buona parte dei casi.
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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da marc090 » venerdì 23 marzo 2012, 11:22

Questi uomini antichi sembrano così moderni. Siamo abituati a pensarli come personaggi astratti, archetipi sognati sui libri di scuola o desunti in fondo a qualche aforisma. Eppure questi uomini sono tanto umani quanto noi: avevano una barba, uno sguardo, erano corpulenti, abominevoli. L'evoluzione non ha concesso vistose trasformazioni all'uomo in soli due millenni, sia nel male che nel bene; se quegli uomini agivano con la medesima spregevolezza dei nostri noti contemporanei, questi non hanno maturato nessun percorso in buona parte dei casi.
Secondo me rispetto all'era antica non si può parlare di evoluzione, casomai di esperienza guadagnata dall'umanità tutta (e considerando che non siamo perfettamente consapevoli del passato...). Alla fine chi governava l'impero romano, anche sul calare della sua influenza, era esattamente uguale agli uomini che vediamo oggi al governo (vabbè, differenti usi e costumi).

Comunque l'argomento è veramente interessante, ma il perchè di quelle leggi quindi è da attribuire ad una chiesa che stava inziando a diventare un'istituzione?
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da Blueboy » venerdì 23 marzo 2012, 12:24

Ho inteso parlare specificamente di evoluzione per lasciar ironicamente trasparire una radicale diffidenza nella capacità del genere umano di imparare soltanto dall'esperienza, cosicché si rendono necessarie trasformazioni sostanziali dell'animale tutto affinché qualcosa muti nei suoi atteggiamenti; difatti ho discolpato madre natura perché duemila anni sono veramente pochi per avere il tempo di riprogettare l'essere umano con qualche cambiamento significativo.

Lo sdegnato denunciare magno clamore e l'iroso troncare ogni discussione ("Haec lex interpretatione non indiget") sono atteggiamenti molto moderni. Viste le trasformazioni di quelle leggi e la loro disposizione cronologica nell'insieme contestuale, sembra evidente la crescente influenza della Chiesa sulle questioni temporali. Tuttavia so che l'omosessualità era mal vista anche in tempi precedenti, e un buon substrato di quei provvedimenti deriva direttamente dalla Roma antica.
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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da marc090 » venerdì 23 marzo 2012, 13:00

Putroppo sull'argomento non sono molto informato.. comunque avevo letto qua e la per la rete che l'obbiettivo della chiesa, al tempo della sua formazione (intesa come quel gruppo di uomini che avevano influenza sui cristiani di allora) , era quello di porsi in maniera nettamente contraria rispetto alle tradizioni e ai costumi romani, per guadagnare anche una certa base di consenso. Faceva poi proprie tutte quelle cose che di per se non riusciva a demonizzare.

Avevo letto, in particolare, che era da questo processo che nascevano ad'esempio satana e il peccato nel sesso per dire, in contrapposizione col culto di bacco e le famose orgie rituali che si facevano in in suo onore.. E per rimanere in tema, da quello che sapevo, nasce anche da questo la contrapposizione con l'omossessualità, che nella roma antica era vissuta in maniera abbastanza normale (non ho mai ben capito se però fosse malvista in quanto associata alle influenze della grecia)
Per prima cosa portarono via i comunisti, e io rimasi in silenzio perché non ero un comunista. Poi se la presero coi sindacalisti, e io che non ero un sindacalista non dissi nulla. Poi fu il turno degli ebrei, ma non ero ebreo.. E dei cattolici, ma non ero cattolico... Poi vennero da me, e a quel punto non c'era rimasto nessuno che potesse prendere le difese di qualcun altro.
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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da konigdernacht » venerdì 23 marzo 2012, 23:19

Un articolo estremamente interessante: complimenti per la compilatio, project!
A me colpiscono molto la scarsa sensibilità e il poco rispetto per la vita umana che queste leggi vere e proprie trasudano: inasprimento dovuto all'instauramento sempre più profondo del Cristianesimo (Cattolicesimo in nuce) che iniziava a "dettare" legge per conquistare il mondo, in una commistione di potere spirituale e temporale che non per niente genererà tanti scontri politici della storia sotto mentite spoglie spirituali.
[Nota storica: non per niente, il compricapo papale fino a Paolo VI era il triregno, ossia una tiara cinta da tre corone, secondo talune interpretazioni a significare il triplo potere della chiesa sul mondo: potere spirituale, potere temporale, potere giuridico - se non ricordo male. La sua rimozione e la sostituzione con quello che noi oggi tutti conosciamo come copricapo papale (la mitra) è stato un grande bagno di umiltà per la Chiesa stessa, che dovrebbe ridimensionare il suo potere ad unico potere spirituale, in quanto la fede è un fatto privato!]
C'è quindi da essere felici del contemporaneo e dei passi avanti che si sono fatti!
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Alyosha
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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da Alyosha » sabato 24 marzo 2012, 6:20

Project provo a dire la mia, premettendo che di difendere la chiesa cattolica non me ne importa nulla. Purtroppo la storia è una disciplina molto complessa e nessun fatto storico è realmente utilizzabile se non è inquadrato da un'interpretazione. Le interpretazioni non sono mai oggettive nel senso di inequivocabili o incontrovertibili, ma sono più o meno aderenti ai fatti presi in esame e sempre revedibili. Dico questo perché so già che la lettura dei fatti che propongo scontenterà praticamente tutti. Fatte queste brevi premesse provo a incorniciare un pochetto i fatti sconcertanti di cui parli, perché qualcosa successe in quel periodo così confuso e caotico. Procedo per punti nel modo più sintetico che posso.
- Innanzitutto va considerato che Roma era l'impero del mondo di allora e che la sua crisi ebbe il sapore di un giudizio universale di Dio, robba che l'attuale crisi economica mondiale è acqua fresca.
- Il Dio ebraico era profondamente diverso da quello cristiano. Gli ebrei erano convinti che l'unico Dio che esistesse fosse il loro ed erano così orgogliosi della loro origine che quando perdevano grandi battaglie, quando venivano schiavizzati non ipotizzavano nemmeno che ciò potesse dipendere da una superiorità del loro nemico (e delle loro divinità?), ma necessariamente la "colpa" doveva essere la loro, che erano stati infedeli al loro Dio, unico titolare della piazza delle superpotenze di allora. I loro re erano tali perché erano stati grandi condottieri e avevano reso prospero Isdraele. Quello che combinarono re Davide e Salomone sui proprio nemici interni ed esterni oggi farebbe raccapponare la pelle. Gesù non poteva essere "il re degli giudei", il messia, proprio perché il loro messia avrebbe dovuto essere il grande condottiero, colui che avrebbe fatto grande Isdraele, un autentico guerrafondaio che doveva aiutarli a riconquistare la terra professsa. Lui era troppo calmo, un pezzente in pratica, figlio anonimo non si sa bene neanche di chi, figlio antelitteram dei fiori, pacifista per disposizione d'animo.
- La grande rivoluzione cristiana la fece Pietro che cominciò a battezzare anche i non ebrei, sostenendo che lo Spirito Santo scendesse anche in loro e i primi apostoli furono perseguitati innanzitutto dagli ebrei e poi dalla grande Roma dei Cesari. La religione cristiana fazione debole dell'ebraismo diviene allora la religione universale, capace di guardare al mondo e ammaliata dall'unica struttura universale in terra, la cosa che allora più rappresentava il regno di Dio (da ristrutturare un pochetto certo, ma pur sempre grande abbastanza).
Che succede dopo?
- La teologia cristiana comincia a consolidarsi emergono i grandi Patristi, Filolao, Origene ecc. ecc. La vera svolta arriva però con Sant'Agostino che finalmente riesce a chiudere il cerchio del grande mistero della trinità, ovvero del cuore del cristianesimo che voleva Gesù figlio dell'unico Dio. Quali sono i codici teorici che prendono? Aristotele poco pochetto (di dovette aspettare S. Tommaso per una sua interpretazione in chiave cristiana), ma sopratutto Platone e Socrate. Anzi meglio ancora il Platone di Plotino. Chi sono costoro? Gli esponenti di punta di una Grecia morente. Aristotele è maestro di Alessandro Magno, Platone e Socrate conobbero l'apice della gloria di Atene, quella vetta sublime che tuttavia preannunciava la disfatta. Sono i cristiani che furbescamente scelgono i noiosissimi Platone e Socrate anziché i più giocherelloni Gorgia e Protagora? Neanche per idea: i primi due avevano culturalmente e storicamente vinto la battaglia già tempo prima. Infine c'è la vera pietra miliare del precristianesimo, ovvero, Plotino, che già il nome suggerisce il fatto che si tratta di un Platone letto male. Neanche a dirlo lui che senza conoscere assolutamente il cristianesimo scriveva da chirichetto era greco e non cristiano. Insomma il cuore portante della teologica cristiana e dei suoi dogmi, da cui deriva per cascata diretta anche la visione abberrante della sessualità, è udite udite greco e non ebraico (pur condividendo con l'ebraismo l'atteggiamento sessuofobo e omofobo che quello non manca mai in nessuna religione).
Questo da un punto di vista teologico e storicamente invece a cosa deve il cattolicesimo la sua evoluzione a religione universale? Ancora una volta a Roma e non di certo allo sparuto popolo ebraico.
- Quando succede che il cristianesimo diventa grande? Perché Roma perseguita per secoli i cristiani che nel frattempo dilagavano a macchia d'olio e poi decide improvvisamente di farsi carico del problema? Cosa facevano esattamente i cristiani nel frattempo? Loro davano pane e vino in piena crisi economica tanto per cominciare, assecondarono il processo di ammodernamento della società romana incoraggiando l'emancipazione dello schiavo e capendo per primi che il rinnovamento di Roma poteva passare soltanto dalla collaborazione con "lo straniero", con i Barbari. La Roma che decide di cedere al cristianesimo è una Roma debole rispetto ad una Chiesa sempre più forte. Cosa cede ai cristiani e cosa gli chiede in cambio? Gli cede consenso, riconoscimento e potere, gli chiede di diventare la religione del grande impero e di contribuire all'ordine pubblico.
- Do un ultimo elemento: E' risaputo che il primo grande teologo è San Paolo e basta dare una lettura qua e la per capire da dove viene tutta la sessuofobia e il maschilismo della chiesa cattolica, quello che dice sulla castità, sul ruolo della donna e sulla sodomia. Chi era costui? S. Paolo era mente fine, il più accanito persecutore degli apostoli di Gesù, probabilmente uno dei pochi seguaci del Maestro istruiti e di qualche cultura, integerrimo difensore degli interessi di Roma. La storia ci dice che fu colpito dall'ispirazione divina o probabilmente successe solo che fu il primo ad intuire le grandi potenzialità del messaggio cristiano. Comunque sia, fatto sta che è l'unico cittadino romano, tant'è che è l'unico che non muore crocifisso, il più probabile erede di una cultura moralizzante romana.
Arrivo brevemente a tirare le somme, ma se Gesù era quello che entrava nei templi e li rivoltava sottosopra incazzato come un caimano, il tizio che combatté le gerarchie eclesiastiche del suo tempo, un cacacazzi che in buona sostanza si meritò la crocifissione, se Gesù, per la contentezza di tutte le donne, era quello che riabilitò Maddalena e che per primo cominciò a parlare di rispetto della donna, il primo che disse che era sbagliato che l'uomo ripudiasse la donna perché infertile o la tradisse, se gli apostoli erano tutti agricoltori e pescatori morti di fame che mangiavano solo grazie alla moltiplicazione di pani e pesci ecc. ecc. perché succede che questo messaggio fu completamente ribaltato? Quale virus entrò e pervertì realmente questo messaggio iniziale?
Se analizziamo l'impronta teologica del cristianesimo non v'è dubbio, furono proprio i Greci, non quelli dell'epoca d'oro, ma quelli dell'annuncio della crisi, i grandi moralizzatori come Socrate e Platone e San Paolo unico cittadino romano. Se guardiamo la storia fu invece Roma che sfrutto e pervertì il messaggio cristiano lo infettò con la sua idea di potere, lo contagiò per sempre.
Cosa succede poi? Il grande impero morente, invaso dai barbari lasciò in eredità le sue strutture di potere alla Chiesa. I senatori romani all'arrivo dei barbari entrarono fisicamente dentro le chiese e divennero vescovi, conservarono in un mondo ormai al tramonto, la cultura, le leggi e oggi diremmo l'intelligence di un impero. Parliamo degli astutissimi e strapotenti senatori del parlamento più potente di allora, coloro che di trama in trama avevano indebolito la figura dell'imperatore fino a determinare la fine dell'impero. Loro fondarono la chiesa che oggi conosciamo, non quei 12 sfigati degli apostoli che andarono in giro per il mondo solo per morire tra atroci torture. E' di quel periodo su per giù il grande scima d'occidente la nascita del papato romano ecc. ecc. Caduto l'impero d'occidente poi il vecchio senato romano, ammantatosi di crocifissi e mescolatosi tra i credenti, non fece altro che restituire l'eredità del grande impero ai barbari. Processo che terminò con la storica conversione di Clodoveo e anche stavolta la conversione forzata del suo popolo, che allora era poco più che un insieme troglodito di tribù seminomadi. Rinunciarono ai loro miti ed ebbero in cambio Roma. La chiesa rivoleva il suo impero, perché quell'impero aveva trovato rifugio in essa e da lì doveva risorgere, fu l'era del Sacro impero Romano. Fu così che il più grande malato terminale della storia dell'uomo fu tenuto in vita per altri 2000 e rotti anni. La chiesa (intesa come istituzione clericale e organo di potere e controllo sui fedeli) è la vera erede dell'impero romano e ancora ora trova modo di governare il mondo, non l'erede del messaggio del Cristo, che ha pervertito e tradito in più occasioni lungo la sua storia. Persecuzione dei pagani leggo... avevano appreso questo elegante metodo di sedare le rivolte dai romani, che di gente ne perseguitarono quanta ne dici tu.
Insomma quello spirito di morte che si impossessò di una chiesa che al terzo giorno risorge non era del cristianesimo e per come la vedo io non era neanche ebraico, ma era tutto romano e prima ancora era stato greco. Solo lo spirito di un popolo giunto al tramonto può far suo il simbolo della croce, dimenticandosi che la Chiesa di Cristo risorge il terzo giorno e risorge in terra non nell'al di là. Gli ebrei erano un piccolo popolo infondo e Gesù solo uno dei miliardi di crocifissi nel nome della grande Roma. Le religioni che fiorivano nel tempo della grande crisi romana avevano tutte caratteristiche simili a quelle del cristianesimo. Roma si scelse quella più diffusa e con il metodo che meglio conosceva trovo modo di fare piazza pulita della concorrenza. Ma se il cristianesimo allora era così diffuso non è certo perché fu imposto, ma perché i tempi erano maturi e la popolazione suscettibile a quel tipo di argomenti. Gesù morì in croce come era successo milioni di volte agli schiavi, era il loro Dio che si ribellava contro il potere. Cosa fa il potere? Si prende quello spirito di rivolta e lo istituzionalizza, lo ingoia letteralmente, così canalizza il dissenso e da forza centrifuga lo fa diventare strumento di controllo (furbo no?).
Perché gli apostoli che pure provarono escursioni per mezzo mondo non si allargarono per esempio dal lato della vecchia Persia? Forse perché da quelle parti di dei che morivano in croce non volevano neanche sentirne parlare?
Successivamente i tentativi interni e esterni di rifondare il cristianesimo riprendendo il suo messaggio originario ci furono, da San Francesco a Lutero, ma il potere ne sa una più del diavolo e un modo per anestetizzare questi attacchi e ristabilire la sua sovranità assoluta lo trova sempre, se non in questo mondo ormai perduto per sempre almeno nell'aldilà. I principati tedeschi di convertirono al luteranesimo la fecero religione di stato e di nuovo imposero la conversione forzata dei propri servi.
Ho fatto questa grande svolazzata solo per precisare una cosa, avercela, non si capisce perché, con un sentimento religioso, innovativo e rivoluzionario quale fu allora ed è tutt'ora il cristianesimo è un conto, prendersela con la violenza intrinseca del potere che cambiando forma ci domina da millenni è un altro. A conclusione di questa incursione grossolana sulla storia, uno se la dovrebbe prendere con un povero Cristo che non ebbe di meglio da fare nella sua vita che morire in Croce o con quei volponi dei romani che sui loro libri passano per civilizzatori cosmopoliti (esportavano già allora la democrazia) ed erano invece torturatori violenti, ladri di terra e schiavizzatori? Qual'è il vero problema, il sentimento religioso da sempre insito nell'uomo o il desiderio di potere, controllo e volontà di assoggettamento che da sempre sfrutta la religione e la piega ai sui squallidi interessi? Lascio anch'io a voi lo spazio per la riflessione ;).

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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da progettogayforum » sabato 24 marzo 2012, 12:34

Non ho molto da aggiungere, mi pare che il discorso sia ampiamente condivisibile e d'altra parte la persecuzione degli omosessuali è esistita ed esiste tuttora anche in luoghi che col Cattolicesimo non hanno nulla a che vedere anche se una matrice "religiosa" mettendo la parola fortemente tra visgolette, in molte situazioni di persecuzione dei gay si ravvisa eccome, religione come potere, creto, non religione come amore del prossimo, è ovvio. E d'altra parte pensare che Sant'Ambrogio sia più erede del messaggio di potere dell'impero romano che del messaggio di Cristo mi pare una tesi sostenibilisisma. Quanto al fato che le vecchie famiglie senatorie finiscano per usare le nuove strutture del potere ecclesiaistico, questo è un fatto, basta pensare che papa Gregorio Magno, morto nel 604, ormai in età longobarda, discendeva dalla gens Anicia una delle più influenti famiglie senatorie romane, nota dal secondo secolo a.C..

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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da pavloss » domenica 25 marzo 2012, 8:09

Ringrazio sentitamente Project per avere messo on line queste citazioni storiche che aprono una prospettiva su quella che poteva essere la condizione gay e la mentalità che la riguardava alla fine dell'Antichità e agli inizi del Medioevo.

Normalmente un'attenzione storica di questo genere non esiste in Italia, troppo incline ad affrontare questi temi "di pancia" e non con fredda razionalità.
In Francia è molto più facile trovarla, ma i francesi, d'altronde, sono molto più analitici e scientifici rispetto a noi.

Proprio per questo, mi permetto di suggerire alcune osservazioni di metodo storico. Non voglio parervi uno che insegna e bachetta sulle mani degli altri ma, se non teniamo conto di queste osservazioni (che sono metodologiche per le fonti storiche in genere), finiamo per screditare il nostro stesso punto di vista.

1) Quando noi pensiamo ai gay, oggi, abbiamo un'idea abbastanza precisa di chi sono, cosa vogliono e come vivono. Possiamo dire che anticamente fosse così? C'era la stessa mentalità o, forse, le cose erano differenti? Un'interessante critica esegetica (relativa all'interpretazione biblica) ci dice, infatti, che il gay come noi oggi lo conosciamo non era neppure concepibile anticamente.
Ne consegue che gli atteggiamenti "omosessuali" stigmatizzati dal testo biblico e dai documenti qui citati, probabilmente, riguardano la prostituzione maschile. Queste sono ipotesi da tenere assolutamente in considerazione anche perché, in questo modo, le stesse condanne bibliche sulle quali oggi certi ambienti cristiani fanno leva per condannare i gay, sono prive di fondamento.

2) Quando si prende in esame un certo periodo storico (in questo caso la fine dell'antichità) è importante non mescolarvi altri periodi che con quello non c'entrano nulla. Rimango, infatti, abbastanza spiazzato leggendo qualche commento che mi parla di "triregno papale" e cose di questo genere. Il papato nella fine dell'antichità, non aveva nulla a che fare con quello che poi è divenuto nel basso medioevo. Sono periodi totalmente diversi, con uomini, pensieri e modi di fare totalmente diversi. Non sono per nulla un paladino del papato, bene inteso, ma penso che sia necessario distinguere esattamente le cose altrimenti prendiamo a ceffoni la storia.
Vorrei fare notare a Boycom che il termine "patristi" non esiste. Gli autori rappresentativi dei primi secoli cristiani vengono chiamati "padri". La letteratura relativa ai "padri" è detta "letteratura patristica". Anche la precisione dei termini citati indica la precisione della conoscenza e l'affidabilità di un ragionamento (non ne abbia a male boycom ma purtroppo o per fortuna è così e questo riguarda anche me, ovviamente).

3) Osservando le fonti citate, viene in mente un'idea. L'impero romano era una realtà di suo molto crudele. C'era un rapporto molto sommario con la vita e con le persone, la cui esistenza poteva essere considerata di ben poco valore.
Si dice comunemente che l'avvento del Cristianesimo umanizzo' assai questa situazione. Io che, con molti altri, sono dell'avviso che la natura non fa evoluzioni copernicane da un momento all'altro, penso che tale crudeltà continuo' a permanere, semplicemente trasferendosi in altri ambiti.
Uno di questi puo' benissimo essere stato l'intolleranza cristiana per i diversi (anche per i pagani, ad esempio) tra i quali possimo porre i cosiddetti "gay" di allora.
Questo c'impone una lettura non esclusivamente religiosa (altrimenti saremo abbastanza limitati) ma sociale e religiosa assieme. Il modo di essere di una società, precedente al Cristianesimo. determina un certo tipo di Cristianesimo da essa poi accolto. Ogni società differente puo' determinare un tipo diverso di Cristianesimo. Infatti, c'è un rapporto non neutro tra contenuto e contenitore, tra messaggio e uomo che accoglie quel tal messaggio.
Letto così, abbiamo un interessante modo di affrontare le cose, più complesso, ma di certo molto più legato ai fatti. Se non ne teniamo conto, pur con le migliori intenzioni, ci esponiamo al rischio e alla critica di fare pura ideologia.

Alyosha
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Re: ELEMENTI DI STORIA DELLA REPRESSIONE DEGLI OMOSESSUALI

Messaggio da Alyosha » domenica 25 marzo 2012, 9:04

Tagliare a quel modo storia del pensiero ed eventi non è semplice e non puoi pretendere, ne tu ne tutti gli altri, che mi metta lì a correggere con precisione meticolosa tutto quello che scrivo. Anche perché come è ormai risaputo scrivo tanto e non ce la farei sul serio a ripulire il tutto come se dovessi scrivere una tesi e d'altronde non mi sembra questo il contesto. Per queste ragioni Pavloss non volermene tu ma la lezioncina falla altrove e comunque non a me. Cerca di obiettare su contenuti e non su formulette astruse. Era chiaro come il sole che mi riferivo alla patristica e li ho chiamati patristi per analogia, so perfettamente chi soni i padri della chiesa. Avrei dovuto mettere le virgolette su "patristi"probabilmente visto che il termine in italiano neanche esiste e ti sarebbe stato chiaro in che senso usavo l'espressione. Il registro che ho preferito usare era chiaramente spicciolo e narrativo, pieno di espressioni colorite diciamo così, ma era volto ad alleggerire argomenti oggettivamente pesantucci da trattare. Ho chiavi di lettura assolutamente non in linea con la tradizione teologica, ma non guardo a quegli autori con gli occhi di un teologo e tuttavia nemmeno con quelli di uno sprovveduto. Per fortuna il pensiero è libero e il mio interesse su di loro è sempre stato laico. Non sono uno specialista di filosofia cristiana si vede anche solo dalle tesi che sostengo, ma comunque mi ero limitato a dire sui patristi (padri della chiesa è più lungo perdonami) che presero in prestito categorie filosofiche greche e inserito questo dato in un ragionamento che andava proprio altrove. Obietta su questo se hai qualcosa da obiettare. Ma non credo ci sia nulla da dire in proposito, perché ho scritto poco più che un'ovvietà che sanno anche i muri praticamente. Tutte le informazioni che ho dato le trovi in qualsiasi manuale del liceo, era interessante dal mio punto di vista il modo con cui intrecciavo fatti noti, non i fatti noti in sé. Se vuoi fornire informazioni più dettagliate fallo pure, che di imparare non si finisce mai, però non sostenere sulla base di una imprecisione minuta che è impreciso tutto il ragionamento senza spiegare poi il perché, questo è molto scorretto, direi quasi sofistico come modo di fare. Dimmi dove secondo ho dato informazioni sbagliate, che così se posso imparo pure qualcosa di nuovo, ma queste mezze allusioni che dicono tutto e niente danno troppo fastidio. Infine la tua posizione secondo me è vagamente insostenibile, forse non sbagli termini come me, ma questo non la rende più aderente alla realtà dei fatti di quanto non sia la mia di ipotesi. Anzi se mi permetti la mia idea di fondo che il messaggio cristiano fu pervertito dall'influsso romano (e per conseguenza greco) e che questo determino la deriva assolutista e tiranna della chiesa (non quella omofoba visto che ho scritto scherzosamente che l'omofobia nessuna religione se la fa mancare mai) mi pare molto più supportata e documentata della tua che sostieni che i primi cristiani ce l'avessero con "i prostituti" e non con l'omosessualità in quanto tale. Insomma se guardiamo alla sostanza di quello che uno dice, secondo me la spari molto più grossa tu.
Quello che scrive S. Paolo sull'omosessualità e da lì in poi praticamente tutti i teorici della sessualità cristiana è chiaro come il sole e difficile da reinterpretare in altro modo. Lo dice bello chiaro, parlando di rapporti omosessuali, che la punizione della colpa per il peccato è nell'atto stesso e non sta affatto parlando di prostituzione, ma di atto sessuale in sé. Per altro con il sesso fra etero non è meno clemente, quindi la tua ipotesi mi pare del tutto arbitraria. Va bene non prendere a schiaffi la storia ma neanche i testi.

Romani 1,26-27: «Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami: le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni verso gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento».

La chiesa per come la vedo interpreta correttamente e coerentemente il pensiero di S. Paolo e non l'ha frainteso per nulla, anzi sarebbe una forzatura fargli dire il contrario. Saranno anche omofobi i tuoi padri della chiesa ma non erano deficienti. Conosco molte tesi moderate sul punto, particolarmente bella la posizione di Don Tonino Bello, tuttavia, secondo me si fa prima a dire che S. Paolo ha scritto una cosa che oggi appare disumana e insostenibile, piuttosto che mettere pezze interpretative qua e la per ammorbidire le sue tesi. Così la penso.

Mi fermo qui.

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