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 Oggetto del messaggio: COSA C’È DI VERAMENTE SBAGLIATO NEL SESSO GAY
MessaggioInviato: sabato 2 marzo 2013, 15:05 

Iscritto il: mercoledì 29 settembre 2010, 1:06
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COSA C’È DI VERAMENTE SBAGLIATO NEL SESSO GAY

Questo testo è una traduzione mia, con varie modifiche, aggiunte e tagli, di un brano del filosofo inglese Stephen Law. Lo sto ancora rivedendo, potrebbe esserci qualche errore banale. So che Luca di Povia non è Luca di Tolve, ma l'ho scritto per rendere la cosa più mordace.

Luca, l’uomo di cui parla la celeberrima canzone di Povia “Luca era gay”, dopo aver passato anni nei locali frequentati dagli omosessuali, si è convertito al Cattolicesimo e grazie alla fede è diventato eterosessuale. Egli è attualmente dedito alla conversione degli/delle omosessuali al Cattolicesimo e ad uno stile di vita sano, tramite la preghiera e la lontananza da tutto ciò che abbia potuto rendere omosessuali, come gli amici, i conflitti familiari, la musica, i libri, i profumi, la carne, i film e i vestiti. Egli è sposato con una donna, anche ella ex-omosessuale, che insieme a lui gestisce il suo centro di recupero per omosessuali che vogliono guarire.

Egli si ritrova davanti a Dio per il Giudizio Universale. Dio aveva appena finito di giudicare gli ubriaconi, che lentamente si stavano trascinando verso l’uscita sulla sinistra. Gli angeli ora stavano raggruppando una folla di uomini e donne che parevano molto nervosi, e questi ultimi sostavano vicino all’entrata a destra. Mentre il gruppo si avvicinava, Dio e Luca cominciarono a parlare.

Dio: Chi è il prossimo? Ah gli omosessuali non casti. Dimmi, Luca, cosa devo fare di loro?
Luca: Li punirai, no?
Dio: Perché lo dici?
Luca: Perché il comportamento omosessuale è sbagliato, è immorale. Ovvio.
Dio: Sbagliato? È sbagliato?
Luca: Sì, è scritto nella Bibbia.
Dio: Ah, la Bibbia.
Luca: Sì, proprio qua, Levitico xviii, 22 : “Non giacerai con un uomo come con una donna, è un abominio.”
Dio: Beh, potrei essere stato un po’ frettoloso. Non sono tanto sicuro riguardo quel passo, ora
Luca: Non è sicuro? Lei è Dio! Lei non commette errori.
Dio: Forse non sono il vero Dio, forse sono solo frutto della tua immaginazione.
Luca: Oh.
Dio: Inoltre, perché assumi che la Bibbia sia affidabile al 100%?
Luca: Sta dicendo che non lo è?
Dio: Non l’ho detto. Ma vedi, se vuoi basare la tua moralità interamente sui contenuti di un solo libro, faresti meglio ad essere certo che si tratti di quello giusto. E sarebbe meglio che tu fossi sicuro riguardo alla fiducia da riporvi; tu lo sei?
Dio puntò il dito verso la Bibbia che giaceva nel grembo di Luca.
Dio: Gira un paio di pagine, leggi un po’ meglio. Ecco. Levitico xi, 7-8. Cosa dice?
Luca: “ Il porco, perché ha l'unghia spartita e il piede forcuto, ma non rumina; lo considererete impuro. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro corpi morti; li considererete impuri.”
Dio: Mai mangiato un panino alla pancetta? Allora hai peccato! Ora scendi un po’.
Luca impallidì.
Dio: Se continui a leggere dopo il passaggio sull’omosessualità, scoprirai che è anche sbagliato indossare un soprabito fatto di lana e lino insieme. Inoltre, nella Bibbia c’è anche scritto che è un peccato mangiare aragoste.
Luca: Non avevo notato questi passi prima d’ora.
Dio: Successivamente, dice che è peccaminoso prestare soldi per interesse. Ciononostante tu non condanni nessuna di queste cose, vero?
Luca: No.
Dio: Ma tu citi con fiducia quel particolare passaggio del Levitico per giustificare la tua condanna dell’omosessualità. Sembra che tu stia scegliendo a tuo piacimento.
Luca: Ma di certo questi passi sui crostacei, sul prestito di denaro, sui soprabiti non sono più rilevanti, sono obsoleti. Lei non vuole più che siano rispettati.
Diò guardò Luca con un’aria severa.
Dio: La parola di dio? Obsoleta? Va bene, io non ti incolperò per non aver condannato coloro che indossano soprabiti di lana e di lino. Ma tu stai usando il tuo senso di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato, i tuoi criteri morali, per decidere quali passaggi della Bibbia accettare e quali rigettare, non è vero?
Luca: Sì, penso di sì.
Dio: Quindi, poiché la moralità della Bibbia è generalmente in accordo con ciò che tu già ritieni giusto e sbagliato sei pronto ad accettare la Bibbia come la mia parola, no? Se la Bibbia raccomandasse di rubare, di mentire e di uccidere, difficilmente la prenderesti come la parola di Dio, vero?
Luca: Credo di no.
Dio: Allora penso tu debba essere onesto. Piuttosto che scegliere quei passi della Bibbia che ti piacciono e rigettare gli altri, e poi sostenere che la tua particolare selezione abbia la mia approvazione divina, penso tu debba semplicemente dire che pensi che l’omosessualità sia sbagliata, e lasciarmi fuori dalla questione.
Luca: Molto bene.
Dio: Beh, allora, se pensi che l’omosessualità sia sbagliata, puoi spiegarmi perché è sbagliata? Perché queste persone meritano di essere punite?

Luca: Non ho detto che Lei dovrebbe punirli. Forse potrebbero essere perdonati, ma hanno peccato. Posso giustificare la mia affermazione con molte buone ragioni.
Dio: Quali ragioni?
Luca: La prima è che l’omosessualità è innaturale.
Dio: Ah. Questa forse è la giustificazione più comunemente addotta per condannare gli atti omosessuali. Ma in che senso l’omosessualità è contro natura?
Luca: Beh, la maggior parte delle persone non sono omosessuali, ma eterosessuali. Quindi l’omosessualità è un’aberrazione della normalità.
Dio: In un certo senso sì. Ma la maggior parte delle persone non ha i capelli rossi, e non è mancino. Quindi, secondo il tuo ragionamento, avere i capelli rossi o essere mancini è un aberrazione della norma. Però non c’è nulla di innaturale riguardo queste due cose, e tu non condanni chi è mancino o chi ha i capelli rossi. Non più, almeno.
Luca: Questo è vero. Ma ciò che io intendo è che gli atti omosessuali sono contro natura perché non costituiscono ciò che la natura vuole e richiede.
Dio: Ma cos’è che la natura richiede? Ancora, devi essere più chiaro. Intendi che gli atti omosessuali sono contrari a quelle tendenze che sono più naturali per gli esseri umani, a ciò che la natura ha instillato in essi?
Luca: Sì, suppongo di sì.
Dio: Quindi, perché sei così sicuro che l’omosessualità sia contro natura in questo senso?
Luca: Beh, non si vedono animali allo stato brado che compiono atti omosessuali, no? Chiaramente, questo implica in qualche modo una corruzione delle nostre naturali inclinazioni.
Dio: Tu assumi che gli animali non compiano atti omosessuali. Come fai a saperlo? In realtà li compiono.
Luca: Davvero?
Dio: Assolutamente sì. Il problema è che quasi nessuno prima d’ora si è preso il disturbo di studiare l’incidenza dell’omosessualità nelle altre specie. Le persone assumono che essa non esista. Ma studi recenti hanno dimostrato chiaramente il contrario, mostrando che in centinaia di specie l’omosessualità è comune, e inoltre che circa l’8% degli individui di queste specie sono consistentemente interessati soltanto al sesso omosessuale.

Un’espressione shockata passò sul viso di Luca.
Luca: Non ne avevo idea.
Dio: Ma il problema è , anche se l’omosessualità fosse innaturale nel senso che tu dici, cosa che non è, questo non la renderebbe sbagliata, no?
Luca: Perché no?
Dio: Beh, che mi dici della pulizia? “La pulizia va a braccetto con la devozione”, dicono. Tuttavia difficilmente è naturale per la maggior parte degli uomini essere sempre puliti, no? Ai bambini sembra piacere lo sporco. Uomini e donne, per la maggior parte, sono abbastanza sporchi, e non sembra che se ne preoccupino. La vostra ossessione umana con l’igiene è uno sviluppo moderno. Ma allora, secondo il tuo stesso ragionamento, l’igiene è qualcosa di sbagliato
Luca: Oh mio Dio.
Dio: In realtà, molto di quello che è naturale per l’uomo è sbagliato. Uomini e donne sembrano anche naturalmente portati verso l’avidità, l’avarizia, l’egoismo, l’infedeltà e l’aggressività. Gli umani devono sforzarsi di controllare queste inclinazioni naturali. Solo coloro che riescono a contrastare queste ripugnanti tendenze naturali sono considerati virtuosi. Ora tu potresti ribaltare ciò che ho detto, e dire che queste tendenze, essendo naturali, sono giuste e ciò si oppone a loro è sbagliato. Lascia che ti presenti una persona.


Improvvisamente, Luca sentì che c’era un’altra persona seduta vicino a lui. Si girò e vide un uomo serioso, calvo e vestito in un abito scuro.
Dio: Questo è John Stuart Mill, che visse dal 1806 al 1873. Il nostro Mill è stato un po’ sorpreso di incontrarmi, vero?
Mill sorrise nervosamente.
Dio: Ma effettivamente ha qualcosa di interessante da dire riguardo ciò che è naturale. Vero, Mill?
Mill: La conformità con la natura non ha legame di alcun tipo con ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Per illustrare questo punto, consideriamo la parola tramite cui si comunicano i sentimenti di condanna più grandi, in connessione con l’idea di natura: “innaturale”. Che una cosa sia innaturale, in qualunque significato preciso possa essere attribuito alla parola, non è un motivo per giudicarla biasimevole, dal momento che le azioni più criminali sono, per un essere come l’uomo, non più innaturali che la maggior parte delle virtù.
Non appena finì di parlare, Mill svanì in un soffio di fumo.


Dio: Una mente molto fine, quel Mill. Quindi, che mi dici ora?
Luca appariva un po’ irritato. Era ancora convinto che ci fosse qualcosa contro natura nell’omosessualità, qualcosa che la rende moralmente sbagliata. Si stava sforzando molto per identificare quale esattamente fosse questa caratteristica innaturale ed immorale. Poi, dopo qualche minuto, Luca ebbe un’idea.
Luca: Ecco! Gli organi genitali hanno una funzione specifica, no? Sono stati creati per la procreazione, per produrre bambini. L’omosessualità è un cattivo uso di quella particolare parte del corpo. Si usa una parte del corpo contrariamente a ciò che la natura richiede.
Dio: Capisco. Ma allora la maggior parte delle attività sessuali sono immorali. Infatti, quasi tutta l’attività sessuale, anche eterosessuale, non ha nulla a che fare con la procreazione. La masturbazione sarebbe peccaminosa: non può dare luogo a procreazione. Il sesso orale sarebbe peccaminoso. L’uso di qualunque tipo di contraccettivo sarebbe peccaminoso. È questo ciò che credi?
Luca: Non è ciò in cui molti Cattolici credono?
Dio: Vero. Ma vedi, se condanni queste cose dicendo che sono contrarie a ciò che vuole la natura, allora che mi dici dell’indossare orecchini? Non sembra proprio un uso naturale delle orecchie, no? Far ciondolare masse di metallo da esse. Cionondimeno, non è considerato peccaminoso. Non più almeno.
Luca: Non sono più tanto sicuro.
Dio: In ogni caso, rimane la domanda: perché è sbagliato usare una parte del corpo contrariamente alla sua funzione naturale? Non vedo perché, se qualcosa ti sembra innaturale, la giudichi immorale.

Luca non riusciva rispondere adeguatamente alla domanda di Dio. Così decise di provare un approccio diverso.
Luca: Va bene. Supponiamo che io accetti che Mill abbia ragione. La moralità non ha alcun legame con ciò che è naturale o innaturale. Comunque, c’è un’altra ragione migliore e più ovvia per condannare le pratiche omosessuali. Spero Lei non si offenderà se parlo francamente.
Dio: Sii franco quanto vuoi, anche se ti chiami Luca.
Luca: Molto bene. L’omosessualità è sporca, no? Alcuni atti omosessuali possono implicare sporcizia.
Dio: Ciò che dici è vero riguardo alcuni atti omosessuali, ma questo significa che tutte la pratiche omosessuali sono immorali? No. Secondo il tuo ragionamento, dovrei condannare solo gli omosessuali che praticano atti sporchi, no?
Luca: Sì, questo è vero.
Dio: Inoltre, ci sono anche coppie eterosessuali che praticano atti che implicano sporcizia, no?
Luca: Ci sono?
Dio: Credimi sulla parola. Ma, in ogni caso, se un’attività è sporca non è immorale.
Luca: Perché no?
Dio: Tu sei un appassionato giardiniere, vero?
Luca: Sì.
Dio: Beh, il giardinaggio è un’attività alquanto sporca, no? Raramente passa giorno in cui un giardiniere non si sporca le mani con le feci di qualche animale non identificato, no?
Luca: Direi che è vero, Lei ha ragione. Il giardinaggio è sporco, ma non è immorale. Quindi non posso dire che l’omosessualità è immorale perché è sporca. Giusto?
Dio: Cominci ad afferrare, ragazzo mio.

Luca provò con un’altra idea.
Luca: L’omosessualità è malsana. Per questo è sbagliata.
Dio: Malsana? Intendi dire che fa male alla salute?
Luca: Sì. Prendiamo l’HIV per esempio. Si tratta di un’infezione che risulta nell’AIDS. Uccide milioni di persone. E l’HIV si diffonde tramite gli atti omosessuali, giusto?
Dio: Parzialmente corretto. L’HIV si può diffondere tramite varie forme di attività sessuale. Infatti, anche molti eterosessuali sono infettati.
Luca: Questo è vero.
Dio: Inoltre, gli omosessuali possono praticare sesso sicuro. Gli eterosessuali anche. Pratica sesso sicuro ed il rischio è pressoché nullo.
Luca: Ehm… anche questo è vero, suppongo.
Dio: Forse è vero che gli atti omosessuali trasmettono più probabilmente il virus, ma questo li rende sbagliati? Se bere vino fosse un po’ più salutare che bere birra, condanneremmo i bevitori di vino che rifiutano di passare alla birra?
Luca: Non credo.

Luca: E quegli omosessuali che vanno a caccia di giovani uomini innocenti? Questo è sbagliato, no?
Dio: Ma non è più sbagliato di uomini che seducono innocenti ed impressionabili ragazze, ovvio no?
Luca: Beh sì, anche quello è sbagliato. Ma i seduttori omosessuali sono più immorali.
Dio: Perché?
Luca: Beh, perché può accadere che il giovane uomo coinvolto adotti anch’egli uno stile di vita omosessuale. Potrebbe essere corrotto.
Dio: Tu stai assumendo, penso, che omosessuali si diventa, non si nasce. Questa cosa è un po’ controversa, non trovi?
Luca: Beh, non può essere plausibile che un uomo che abbia una certa predisposizione all’omosessualità cominci a praticarla solo se, ad una certa età, incontra qualcuno che lo indirizzi su quella strada? Altrimenti quest’uomo potrebbe intraprendere un sano stile di vita eterosessuale.
Dio: Può essere plausibile. A parte che ti ricordo che lo stesso discorso può valere per donne lesbiche. Ma nota che stai ricorrendo ad una giustificazione circolare, stai assumendo quello che vuoi dimostrare per tentare di dimostrarlo. Se non c’è nulla di sbagliato nell’omosessualità, allora che differenza fa se una giovane persona finisce per adottare uno stile di vita omosessuale o eterosessuale? Perché continui a dire che il ragazzo/a in questione è corrotto?
Luca: Beh, gli omosessuali vivono vite misere. In molte società continuano ad essere insultati e discriminati. Quindi, come risultato di un’esperienza omosessuale, un giovane uomo potrebbe avere una vita infelice. L’omosessuale che inizia il giovane a questa vita dovrebbe saperlo. Quindi ciò che l’iniziatore fa è moralmente sbagliato.
Dio: Forse. Ma anche se ciò che dici è vero, chi deve essere incolpato per la miseria del giovane ragazzo iniziato all’omosessualità? L’uomo che lo inizia a questo stile di vita?
A questo punto Dio puntò un dito accusatore verso Luca.
Dio: Non sarebbe più giusto incolpare persone come te, che rendono la vita degli omosessuali misera, discriminandoli e facendoli sentire in colpa?
Luca non si preoccupò di rispondere alla domanda dell’Altissimo. Invece, mise in luce una cosa riguardo gli uomini omosessuali che effettivamente sembra essere vera.

Luca: Gli uomini omosessuali tendono ad essere più promiscui degli eterosessuali. Questo, almeno, non fa sì che meritino la tua condanna morale?
Dio: A limite, mi darebbe un motivo per condannare quegli omosessuali che sono stati promiscui. Non giustificherebbe una condanna degli atti omosessuali in sé. In realtà, molte coppie omosessuali rimangono fedeli per tutta la vita. E, ancora, molti eterosessuali sono promiscui.
Luca: Vero. Ma gli omosessuali tendono ad essere più promiscui.
Dio: C’è una spiegazione scientifica. I maschi sembrano naturalmente più predisposti verso il sesso senza implicazioni rispetto alle donne. Chiedi a uomini eterosessuali single se accetterebbero l’offerta di sesso senza rischio, senza implicazioni di alcun tipo, con un attraente membro del sesso opposto e più del 90% dirà : “sì”. Poni a donne single ed eterosessuali la stessa domanda e la stragrande maggioranza dirà: “no”.
Luca: Interessante.
Dio: Sì. Quindi vedi, nelle relazioni eterosessuali le donne agiscono come un freno naturale sull’impulso maschile a fare sesso in maniera abbastanza selvaggia e indiscriminata. Per gli uomini omosessuali, questo freno viene a mancare. Non sorprende, quindi, che essi possano essere più promiscui degli uomini eterosessuali. Non si tratta di avere una minore moralità, è solo che hanno più opportunità di fare quello che la quasi tutti gli uomini, qualunque sia il loro orientamento sessuale, farebbero , se ne avessero l’opportunità. Inoltre, non credi che gli omosessuali che si reprimono, quando sono con persone come loro, siano più portati ad esprimere la loro vera natura anche in campo sessuale? Non sarebbe a questo punto ancora più importante condannare chi incita gli omosessuali a reprimersi e li convince di essere malati?
Dio guardò Luca con aria di rimprovero.
Luca: Tuttavia, tu ammetti che i gay tendono ad essere più promiscui, e la promiscuità non deve essere incoraggiata. Quindi l’omosessualità maschile non deve essere incoraggiata, giusto?
Dio: Innanzitutto, nota che hai completamente lasciato da parte le donne omosessuali. Comunque, il tuo ragionamento si basa sull’assunzione che la promiscuità è in sé qualcosa di sbagliato, ma lo è?
Luca: Non lo è?
Dio: Puoi spiegarmi perché pensi che lo sia?
Luca: Beh, prendi per esempio le saune di Milano. Quelle in cui si dice abbiano avuto luogo delle orge omosessuali. Uomini che facevano sesso con dei perfetti sconosciuti. Questi uomini trattavano gli altri uomini non come dei fini, ma semplicemente come dei mezzi per raggiungere un fine, il quale era la loro immediata gratificazione sessuale. Ora, questo è moralmente sbagliato, ovvio no? Fu il filosofo Immanuel Kant a dire: “Agisci in modo tale da trattare l’umanità, sia nella tua persona che in quella di altri, sempre come un fine e mai solamente come un mezzo”. E questo è giusto, no? Bisogna trattare gli altri come dei fini, piuttosto che come i mezzi tramite i quali ottenere un labile fremito sessuale. Questo, sicuramente, rende il comportamento promiscuo moralmente sbagliato.
Dio: Ah argomento ingegnoso, lo ammetto. Ma non persuasivo. Prima di tutto, nota che stai ammettendo che negli omosessuali non promiscui non c’è nulla che non va. Ora lascia che io evochi per te un altro filosofo, Lord Quinton, che ha cose interessanti da dire al riguardo.
Ora un'altra figura si materializzò alla destra di Luca, Lord Quinton. Egli, tra l’altro, somigliava misteriosamente a Dio.
Dio: Ah, Lord Quinton. Luca sostiene che i gay sono da condannare perché è meno probabile che vivano storie d’amore lunghe e stabili, cioè sono più portati alla promiscuità, e quindi usano gli altri uomini come mezzi e non come fini. Questo è un problema, da un punto di vista morale?
Lord Quinton: Certamente è vero che alcuni uomini gay tendono alla promiscuità. Che importanza ha? Se io gioco a calcio regolarmente con qualcuno, ma non lo incontro mai se non sul campo –se, in altre parole, sono interessato a lui solo come compagno di gioco- sto ignorando il suo status come fine in sé stesso? Ancora, se gioco a calcio ogni volta con persone diverse, in maniera del tutto casuale, sto agendo in modo moralmente sbagliato?
Luca: Ma aspetta. Il sesso non è come il calcio, no? Il sesso è una parte della vita molto più importante.
Lord Quinton: Eccetto che per un piccolo numero di persone, il sesso è molto più importante del calcio nella vita. Una vita in cui il sesso sia soltanto una fonte di gratificazione a breve termine e non un’inseparabile parte di un’intera esistenza insieme, è, in questo senso, banalizzata. Si tratta, piuttosto, di un’opportunità mancata, che , in realtà, molti omosessuali non perdono affatto.
Dio fece un cenno con la mano, e Lord Quinton cominciò a smaterializzarsi. Quando si fu scomparso completamente, Dio guardo Luca intensamente.
Dio: Quindi, vedi, può essere vero che alcuni omosessuali, essendo promiscui, usano gli altri come mezzi e non come fini. Ma, come Quinton ha appena spiegato, è difficile vedere perché c’è qualcosa di sbagliato in ciò.
Luca si grattò il capo. Ora appariva molto confuso.
Luca: Ma io ero certo che tu avresti condannato l’omosessualità.
Dio: Se due adulti consenzienti vogliono avere una relazione sessuale, perché no? Finora non ni hai dato una sola ragione convincente per cui ciò dovrebbe ricevere la mia condanna. Il sesso omosessuale non fa danno agli altri. Né sembra che faccia danno agli individui coinvolti. Perché le persone non dovrebbero praticarlo se è quello che vogliono?

Luca: Lei dice che l’omosessualità non è dannosa per gli altri. Ma forse lo è. Forse ha un effetto corrosivo sull’intera società. Non mina alla base l’istituzione che sta a fondamento dell’intera società: la famiglia?
Dio: Perché lo dici?
Luca: Beh, per cominciare, se tutti fossero degli omosessuali esclusivi, allora non ci sarebbero famiglie, no? La razza umana si estinguerebbe!
Dio: Questo rende l’omosessualità sbagliata? Penso di no. Perché, allo stesso modo, se tutti fossero sacerdoti cattolici, non nascerebbero più bambini. O almeno così dovrebbe essere secondo le regole. Quindi, c’è qualcosa di immorale nell’essere un sacerdote cattolico? Spero di no.
Luca: No, ma veda Signore, le società che non condannano l’omosessualità crollano. Considerata l’omosessualità accettabile, il risultato sarà uno sfacelo della famiglia. E la famiglia è la colla che lega insieme la società, no?
Dio: Sembra che tu stia suggerendo che l’omosessualità sia come un qualche tipo di malattia che inevitabilmente divorerà le parti vitali della famiglia, a meno che non sia fortemente contrastata.
Luca: Sì, infatti.
Dio: Ma perché una società che tollera l’omosessualità dovrebbe crollare? In realtà, mi sembra che le società tolleranti nei confronti dell’omosessualità fioriscano allo stesso modo, se non maggiormente, di quelle intolleranti. E perché credi che l’omosessualità sia una minaccia per la famiglia? Perché non possiamo avere sia famiglie forti, magari anche omosessuali, che tolleranza? In effetti non hai giustificato nessuna di queste conclusioni, no? Devo evocare i primi ministri di tutti le nazioni che consentono agli omosessuali di avere famiglie? Sono molti, ti avviso.
Il viso di luca si contrasse in una smorfia disgustata, ed egli rimase senza parole.
Dio: In realtà, mi sembra che il tuo atteggiamento verso l’omosessualità sia guidato dall’emozione, più che dalla ragione: da sentimenti di disgusto e di repulsione.
Luca: Sì. Nutro forti sentimenti verso l’omosessualità. Mi ripugna; la società non dovrebbe tener conto delle convinzioni morali di una maggioranza che prova tali sentimenti?
Dio: Ma è chiaro, no, che la moralità non è semplicemente una questione di emozioni? Anche se molte persone pensano che una certa cosa sia disgustosa o aberrante, certamente essa non è sbagliata solo per questo motivo. D’altra parte, molte persone hanno forti sensazioni riguardo l’inferiorità morale degli Ebrei. Molti si sentono allo stesso modo riguardo ai neri. Molti sono disgustati dagli stranieri. Ciononostante, tutte queste sensazioni sono senza alcuna giustificazione. Questo tipo di sentimento, che vi porta a dividervi in “voi” e “noi”, si impadronisce di voi umani molto facilmente; forse dovreste essere più vigilanti per impedirgli di prendere il controllo. O almeno, come Dworkin fa notare, non dovreste scambiare tali sentimenti per convinzioni moral. Non è giusto, Ronald?
Un’altra sagoma presa forma alla destra di Luca, era il filosofo Ronald Dworkin. Egli cominciò a parlare.
Dworkin: Se io basassi le mie opinioni sugli omosessuali su una reazione emozionale personale, allora li allontanerei da me. Ma noi distinguiamo le posizioni morali dalle reazioni emozionali, non perché le posizioni morali debbano essere prive di passione o di emozione –proprio il contrari, anzi- ma perché la posizione morale dovrebbe giustificare la reazione emozionale, e non il contrario. Se qualcuno è incapace di produrre ragioni per cui sostiene una certa posizione morale, non neghiamo la questione del suo coinvolgimento emozionale, che può avere importanti conseguenze sociali o politiche, ma non consideriamo questa sua reazione emozionale come una giustificazione della sua convinzione morale. In realtà, è proprio questo tipo di posizione- una violenta reazione emozionale ad una pratica o ad una situazione che non si riesce a spiegare – che viene descritta come ossessione o fobia.

Dworkin svanì. Luca sembrava molto a disagio.
Dio: Vedi? Sei dominato da una fobia o da un’ossessione. Dovresti ricorrere ad un aiuto psicologico o psichiatrico.
Luca: Oh cielo.
In una nuvola arrivò un altro uomo, dall’aspetto molto gioviale. Si trattava di Alfred Kinsey, che, senza nemmeno guardare Luca negli occhi cominciò a parlare.
Kinsey: Il mondo non è diviso in pecore e capre. Non tutte le cose sono bianche o nere. È fondamentale nella tassonomia che la natura raramente ha a che fare con categorie discrete. Soltanto la mente umana inventa categorie e cerca di forzare i fatti in gabbie distinte. Il mondo vivente è un continuum in ogni suo aspetto. Prima apprenderemo questo a proposito del comportamento sessuale umano, prima arriveremo ad una profonda comprensione delle realtà del sesso.
Subito, lo psicologo risalì sulla nuvola che volò via, mentre il passeggero guardava con interesse alle anime degli omosessuali e prendeva delle note su un taccuino che aveva estratto dalla giacca.
Dio: Vedi, dovresti cominciare a ragionare così, invece di chiuderti nel tuo manicheismo. Non vorrai diventare un eretico vero e proprio? Comunque, non trovi che la tua visione fosse un po’ limitata?
Luca: Ma in ogni caso, l’omosessualità è qualcosa di vergognoso. Non è vero? Questo è forse il principale motivo che mi ha aiutato a diventare eterosessuale: provavo una profonda vergogna a vivere in quel modo, odiavo me stesso.
Dio: Oh figliolo, diventato eterosessuale? Continui nel tuo manicheismo … pensavo che Kinsey fosse stato chiaro. E poi vergogna di cosa? Il mio amore infinito di padre mi impone di aiutarti: ti presento il nostro ultimo ospite, qualcuno che non ha avuto rapporti tanto buoni con me. Si chiama Friedrich Nietzsche.
Un uomo dall’aspetto trasandato e dallo sguardo perso si materializzò tra Dio e Luca, in modo che la sua sagoma impediva la vista del Signore a Luca. Quest’ultimo, quasi spaventato, si spostò per poter vedere Dio.
Dio: Il nostro Friedrich, qui presente, mi aveva dato addirittura per morto. È certamente stata una grande sorpresa per lui vedermi.
Nietzsche: Ma la mia idea era metaforica e …
Dio: Basta. Lo so, parlavo per incuriosire Luca a leggere i tuoi libri. Proprio non capisci che sono onnisciente? Piuttosto, ora che puoi aiutare il nostro Luca, digli quello che io voglio che tu gli dica.
Nietzsche: Bisogna, per vergogna della propria "onestà" che parla sempre imperiosamente, disimparare la vergogna che vorrebbe negare e proclamare inesistenti gli istinti naturali.
Dio: Vedi, Luca? Qualcosa di buono ce l’ha da dire anche lui. Ora, Friedrich, per favore lasciaci, e cerca di non atteggiarti troppo da superuomo.
Mentre il filosofo stava per cominciare a dire qualcosa riguardo a un equivoco tra “super” ed “oltre”, e a lamentarsi per qualcosa che sua sorella aveva fatto, la sua sagoma si volatilizzò e le sua parole si confusero nei mormorii delle anime là radunate. Luca sembrava alquanto scosso dalla fugace apparizione di Nietzsche, che aveva osato provare a contraddire Dio.

Dio: Beh, abbiamo parlato abbastanza. Provvediamo al giudizio.
Dio premette un bottone rosso sul bracciolo della sua poltrona. Immediatamente, l’aria fu inondata da una luce rossa soprannaturale e cominciò a risuonare del suono assordante di un clacson. Luca notò che sulla sinistra della stanza molte porte si erano aperte, e che piccole creature cornute dall’aspetto demoniaco, con lunghe code che si agitavano, si riversavano al di fuori di esse. Questi piccoli diavoletti immediatamente cominciarono a pungolare gli omosessuali, spingendoli in direzione delle porte con le loro forche appuntite e annerite. Un uomo in barca si poteva intravedere al di là della porta centrale, la più grande. Molti di queste anime sventurate si tenevano per mano e piagnucolavano.
Dio: Tutto a posto quindi. Bruciate tutti.
Luca: All’inferno?
Dio: Temo di sì. Non hanno seguito le istruzioni, le quali non avrebbero potuto essere più chiare. Tu stesso hai indicato uno dei passaggi rilevanti delle istruzioni. L’omosessualità è un abominio. Secondo te, perché ho distrutto Sodoma?
Luca: Ma un minuto fa ha detto…
Dio: Ti stavo mettendo alla prova. Ho finto di essere un liberale al fine di testare la tua devozione e la tua fede nella Bibbia. Spesso metto alla prova. Non ricordi la storia di Isacco e Giacobbe, nella Genesi?
Luca: E la misericordia? Non basta per permettere a loro di entrare in paradiso?
Dio: Farli entrare in paradiso? Come potrei?
Luca: Ma io pensavo …
Luca: Ancora a pensare … lo hai fatto finora senza ottenere uno straccio di risultato… perché credi che vi abbia mandato il mio libro? Se vi avessi creato per pensare non ve lo avrei dettato, e magari senza di quello potreste pensare. Sta tutto là. Dai uno sguardo alla lettera ai Corinzi; lo dice chiaramente: “O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.
E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio.”
Dio: Questi uomini non sono stati lavati; non si pentono, anzi, ostentano la loro attività davanti a noi. Quello si è portato addirittura un cartellone da gay pride.
Infatti, c’era un uomo dall’aspetto preoccupato in prima linea, con un cartellone leggermente spiegazzato e floscio.
Dio: Tutto molto chiaro. Vanno all’Inferno.
Luca: Davvero?
Dio: Le regole sono regole. E non leggere assolutamente i libri di Friedrich Nietzsche, era un povero pazzo.
Nel pronunciare quest’ultima frase, Dio, fino ad allora imperturbabile, apparve leggermente stizzito. Il Signore ora si rivolse agli Angeli.
Dio: Chi è il successivo? Ah, le donne che non si sono sottomesse agli uomini. Fatele entrare! Scusi, dopo chi c’è in programma? Ah i mangiatori di aragoste … ottimo!

A questo punto Luca si risveglio dal sogno, le lenzuola madide di sudore. Si girò di scatto e vide che l’uomo che aveva dormito con lui se n’era andato. La moglie stava per tornare, dopo una notte con la sua compagna.


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 Oggetto del messaggio: Re: COSA C’È DI VERAMENTE SBAGLIATO NEL SESSO GAY
MessaggioInviato: domenica 3 marzo 2013, 23:17 

Iscritto il: giovedì 7 luglio 2011, 22:56
Messaggi: 385
Davvero un bel brano!
Gli omofobi sono effettivamente molto ripetitivi e molto poco convincenti, nel sostenere le proprie tesi!


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 Oggetto del messaggio: Re: COSA C’È DI VERAMENTE SBAGLIATO NEL SESSO GAY
MessaggioInviato: lunedì 4 marzo 2013, 11:17 
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Iscritto il: venerdì 9 luglio 2010, 0:27
Messaggi: 281
Mi ha senz'altro divertito questo topic, e sorpreso negli atti conclusivi!! Pensavo la 'storiella' fosse orientata in tutt'altra direzione.... :roll:
Per il resto, fortunatamente, non vi ho trovato niente di innovativo.... ;) ciao!


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 Oggetto del messaggio: Re: COSA C’È DI VERAMENTE SBAGLIATO NEL SESSO GAY
MessaggioInviato: venerdì 8 marzo 2013, 1:58 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 5241
Veramente bella storia, fa riflettere!!



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