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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: lunedì 22 aprile 2013, 19:11 

Iscritto il: venerdì 6 maggio 2011, 0:25
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Probabilmente esiste anche una sorta di piacere e orgasmo spirituale, testimoniato anche da diversi santi che hanno sperimentato l'estasi (quella mistica) che eccezionalmente possa sostituire il fisiologico orgasmo ottenuto con la stimolazione genitale.
Mi piacerebbe anche conoscere quali sono i passi del Vangelo che vincolano l'esercizio della sessualità alla sfera matrimoniale tra eterosessuali, per poterli leggere e cercare di capire se questo è un vincolo esplicito o un'interpretazione della parola di Gesù.

Dopo questa premessa, vorrei spiegare, con un ritardo del quale mi scuso, la mia allusione al fatto che l'astinenza completa dall'eiaculazione indotta rappresenti uno stress per la ghiandola prostatica. Non intendevo certo affermare che non fare sesso e non masturbarsi provochi inevitabilmente l'esplosione della povera prostata ignorata nel suo grido di bisogno; come ben dice Prometeo, essa è in grado di regolare le funzioni di secrezione e di riassorbimento dei fluidi che ininterrottamente produce. Trattandosi tuttavia di ghiandola esocrina, il destino dei suoi secreti è di essere espulso all'esterno del corpo, in risposta agli stimoli adeguati, le polluzioni notturne e il riassorbimento sono meccanismi atti ad evitare la congestione della ghiandola che non espelle all'esterno le sue secrezioni, condizione che, a lungo termine, provocherebbe uno stato infiammatorio che tende alla cronicizzazione. A volte (e nemmeno così infrequentemente), la pratica dell'astensione da qualsivoglia attività sessuale che coinvolga i genitali, protratta per molti mesi o anni, provochi un importante stress per la ghiandola prostatica, la quale non riesce a compensare la produzione di secreti col riassorbimento e le polluzioni, specie quando lo sperma presenti di partenza determinate caratteristiche. Si tratta di una condizione non troppo dissimile da quanto accade alla mammella in allattamento qualora non sia possibile attaccare il figlio al capezzolo. Ho conosciuto personalmente alcuni pazienti affetti da prostatite cronica congestizia instauratasi dopo anni di completa astensione dal sesso.
Ora, non siamo animali, e abbiamo imparato (qualcuno non ancora) a gestire con una certa razionalità gli stimoli erogeni che svegliano i nostri impulsi, senza l'impellenza di inseminare ogni individuo potenzialmente fertile che ci capiti a tiro, tuttavia è dato ormai noto e certo che una regolare e sana attività sessuale rappresenti una componente importante per la salute psicofisica dell'uomo.

Ciò non significa che io non rispetti la scelta di Prometeo, che ha un suo chiaro razionale dal punto di vista filosofico-dottrinale, anche se credo che, sul piano fisiologico, si tratti di una sorta di autolesionismo.

Torno a ribadire la mia convinzione che l'esercizio della sessualità, sia un bel dono che il buon Dio ci abbia fatto, a tutti indiscriminatamente, a coloro che si sposano, a coloro che per qualche motivo sono impossibilitati a farlo, a coloro che amano una persona dello stesso sesso, a coloro che hanno disagi fisici o condizioni sindromiche che rendono lontana la possibilità di una vita di coppia.
A tal proposito, vorrei chiedere a Prometeo come la chiesa si pone nei confronti della sessualità di quelle persone che per problemi fisici vorrebbero, ma non riescono a trovare una persona da sposare... castità e purezza assoluta in vista del paradiso? E il matrimonio consacrato sarebbe possibile tra un maschio e un individuo fenotipicamente femmina che solo tardivamente scoprisse di essere un XY affetto da di sindrome da insensibilità agli androgeni di tipo completo?
In conclusione farei un'ultima considerazione, se una secolare cultura di repressione del sesso non avesse affondato in acque torbide questa espressione corporea dell'uomo, probabilmente intorno ad essa ci sarebbero oggi molti meno pruriti e molte meno perversioni. Mi pare che le comunità aborigene/indigene ecc vivano il sesso in modo più sereno e naturale di quanto si faccia da noi! La naturalità dei comportamenti sessuali infatti, ci deve essere spiegata con complesse argomentazioni...


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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: lunedì 22 aprile 2013, 19:34 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Prometeo ha scritto: Non è questione di chiusura mentale o di devozione assoluta verso la Chiesa, ma è questione di coscienza, di Gesù che ci fa sentire la Sua voce, siamo su un altro piano. Sai che pecchi non perchè te lo dice la Chiesa, ma perchè la tua intimità con Gesù ti ha insegnato cosa si aspetta da te il Signore.

Scusa ma Gesù quando mai ha parlato contro gli atti omosessuali? Oppure l'ha fatto pure lui ? :shock:


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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: lunedì 22 aprile 2013, 20:30 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
Messaggi: 4796
Prometeo,
mi ero ripromesso di non intervenire più in questa discussione perché le diatribe infinite non portano a nulla. Mi stupisce che tu accenni alle terapie riparative, questo vuol dire che vivi proprio in un mondo separato in cui le terapie riparative e le teorie psicoanalitiche di Nicolosi, di Cantelmi e di altri simili personaggi possono trovare credito.
Sono stati scritti moltissimi libri anche sulla Befana e su Cappuccetto rosso, se uno vuole dare retta alle favole, faccia pure. Ho scritto decine di articoli sulle terapie riparative e come risposta ho collezionato una serie impressionante di insulti soprattutto da esponenti di gruppi ultra-religiosi americani, per fortuna in Italia non è accaduto nulla d simile! L’Organizzazione Mondiale di Sanità si è espressa molto nettamente sulle terapie riparative e altrettanto ha fatto in Italia l’ordine degli psicologi, non stupisce affatto che il prof. Cantelmi, Presidente dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici e professore di Psichiatria presso l’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana di Roma, non sia d’accordo con l’Organizzazione Mondiale di Sanità, anche se si nota che di recente il prof. Cantelmi ha abbassato nettamente i toni sulla questione delle terapie riparative. Chi ha orecchio per intendere intenda! Non si tratta di polemizzare opponendo teoria a teoria, il giudizio della comunità scientifica mondiale sulle terapie riparative è nettamente negativo. Poi la fanta-scienza può escogitare mille teorie per dire che il bianco è nero e viceversa, ma per rendersi conto della verità basterebbe semplicemente aprire gli occhi.



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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: lunedì 22 aprile 2013, 21:10 

Iscritto il: venerdì 6 maggio 2011, 0:25
Messaggi: 162
Sono d'accordo con project...
Giusto questo sabato sera ho portato il mio ragazzo a visitare la chiesa del mio paese, a noi piace l'arte.. Stava concludendosi la Santa Messa celebrata da quel sacerdote che non troppo tempo fa, durante un tentativo di confronto da me ricercato sul tema "rapporto fede cattolica-coppia omosessuale", mi aveva proposto affabilmente la lettura del libro "ero Gay" di luca di Tolve...
Chissà quanta pena avrà provato vedendoci in chiesa ed intuendo il nostro rapporto.. Forse un po' di rammarico per non essere stato troppo convincente


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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: lunedì 22 aprile 2013, 21:12 
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Le idee alla base delle terapie riparative sono fra le più antiscientifiche che riesca a concepire. Non è molto, ma molto sospetto che tali "terapie" siano sempre praticate, motivate e/o sostenute da ideologie e/o associazioni religiose?
Propongo un video inerente: http://www.youtube.com/watch?v=ri1gr0yW-BI



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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: lunedì 22 aprile 2013, 21:26 
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Iscritto il: mercoledì 14 aprile 2010, 9:22
Messaggi: 2861
Mentre aspetto di sapere cosa disse Gesù....

Ecco il Vangelo (per come l'ho capito e per come cerco di viverlo) .... è tutto qua, in una straordinaria intervista a Padre Alberto Maggi Teologo e biblista cattolico.

http://www.gionata.org/index.php?option ... mid=100452

Vi lascio alcuni brani, ma se potete leggetela integralmente!

Pietro negli Atti degli Apostoli dice: “Dio mi ha mostrato che nessun uomo può essere considerato impuro” (Atti 10,28). 

Nel vangelo di Marco, Gesù ha compassione del lebbroso ma poi lo tratta male, lo caccia fuori e lo rimprovera, lo rimprovera di che cosa? E’ il lebbroso che ha creduto di essere stato emarginato da Dio: “Come hai potuto credere che Dio non ti volesse bene, che Dio fosse escluso da te?”. Il lebbroso di per sé non aveva bisogno di essere purificato, era già puro, perché Dio il suo amore lo rivolgeva anche a lui, ma era l’oppressione dell’istituzione religiosa che l’aveva convinto di esser impuro.

 Sono degli episodi ancora più sconvolgenti perché queste persone commettono quello che agli occhi della religione è un sacrilegio, mentre agli occhi di Gesù è un’espressione di fede. Queste persone avevano paura di trasgredire la legge, di avvicinarsi al signore, pensavano di commettere sacrilegio, mentre Gesù gli dice “coraggio figlia, la tua fede ti ha salvato”. Questa è la grande novità che forse ancora non è ancora compresa.

Riguardo al cieco nato, è clamoroso quell’episodio, perché lì si confronta la dottrina, il dogma e l’esperienza personale. Quando c’è un conflitto tra la dottrina e l’esperienza personale, l’esperienza personale è più forte della dottrina.
Loro, i capi (religiosi), vogliono convincere l’uomo che per lui era meglio rimanere cieco piuttosto che essere stato curato da un peccatore. Allora l’uomo, con grande ironia, dice, io di teologia non capisco nulla, e se sia peccatore o no questo lo sapete voi, io so solo che prima non ci vedevo ora ci vedo e per me va bene così. 
Quindi la propria esperienza personale, insegna quel brano, la potenza di vita è più forte del dogma, della dottrina che ti hanno insegnato. È un episodio clamoroso…..


Nei confronti della prostituta "scandalizza che Gesù non le chieda di cambiare il mestiere. Molti confondono e aggiungono le parole che Gesù invece ha detto all’adultera: “Vai e non peccare più” ma alla prostituta non le ha detto “vai e non peccare più”, ma l’ha dette all’adultera, perché certo faceva parte di un matrimonio e quindi…. Ma alla prostituta Gesù non dice “vai e non peccare più” perché lei non aveva alternative. 
I capelli poi, i capelli sciolti erano un richiamo erotico fortissimo, e Gesù lascia fare, perché questa donna vuole esprimere il suo ringraziamento nella maniera in cui ne è capace. Gesù non si ritrae: è il fariseo che giudica secondo le categorie morali e religiose e dice: “se questo fosse un profeta … chi è questa razza di donna, una peccatrice…”. Ma Gesù non vede una peccatrice, Gesù vede una donna e quindi il ringraziamento di questa donna Gesù lo accetta per quello che lei può fare. 

Nella prima lettera di Giovanni, l’autore dice “Figlio, anche se il tuo cuore – che significa la tua coscienza - ti rimprovera qualcosa, magari, Dio è più grande del tuo cuore! 
Questo significa qualcosa di straordinario: che il mio comportamento sia buono o no, io non lo devo fare consultando la mia coscienza, perché la mia coscienza è condizionata dalla legge e dalla morale corrente e magari mi sento in colpa. 

Gesù ci ha lasciato un unico comandamento: amatevi tra di voi come io vi ho amato, non dice come vi amerò, un dono d’amore futuro, ma proprio come io vi ho amati, e come vi ho amati? Lavando loro i piedi, servendo e questo è valido per tutti e per tutte le categorie di persone, non ci sono categorie escluse… nessuno si deve sentire escluso da questo comandamento. 

Allora giudichiamo le situazioni in base alla dottrina o in base al bene dell’uomo? E tutte le volte che c’è un conflitto tra la dottrina e il bene dell’uomo Gesù non ha avuto esitazione, a rischio della propria pelle.

La chiesa non la guidano gli uomini, la guida il Signore, è lui il pastore e noi siamo il suo gregge. Nel vangelo di Matteo c’è l’immagine della famosa pecora, che si dice perduta, ma Matteo usa un altro termine, dice ingannata, che scappa dal gregge perché si è sentita ingannata. Ebbene quando il pastore la va a prendere non la riporta nel gregge, causa della sua defezione e del suo inganno, ma entra in relazione con questa pecora, e quindi si può appartenere al Signore anche senza essere nel gregge, senza entrare in un gregge che può essere fonte di scandalo e di espulsione.In Luca c’è la pecora perduta, che simboleggia il peccatore, ma in Matteo la pecora è ingannata, non è una pecora smarrita ma ingannata e il discorso è proprio l’inganno, lo scandalo.Ecco lì Gesù ha parole terribili, quando dice che è meglio che si metta una macina al collo perché questo scandalo è stato causato dall’ambizione dei suoi che litigano continuamente per sapere chi sia il più grande e il più importante.


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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: lunedì 22 aprile 2013, 23:27 

Iscritto il: domenica 17 marzo 2013, 18:34
Messaggi: 54
E' abbastanza tardi e non sono più molto fresco, ma siccome domani sarò via tutto il giorno e non potrò scrivere nulla, mi preme, tra le tante cose che dovrei dire e rispondere, precisarne almeno una, senò parte poi un'altra polemica infinita.
Ho solo citato la questione della teoria riparativa, solo per dire che nel mondo della psicologia esiste anche qta corrente, per dire che non tutti pensano la cosa nella stesso modo. Detto qto, non ho detto altro, anche perchè su qto preciso argomento non so quasi niente, quindi non posso dire nulla nè a favore nè contro. Mi è venuta in mente qta cosa perchè ho ricordato che qualcuno me ne ha parlato, tutto qui. Quindi non c'è bisogno di alzare subito gli scudi anche su qto, era solo una citazione vera perchè realmente esiste qta corrente, basta, tutto qui. Sarò pure fuori tempo, fuori tutto come dice Project, ma comunque mi sembra che qta corrente sia ancora in corso. Però ripeto, non l'ho citata per sostenerla o per difenderla, ma solo per citarla. Su qto non fatemi domande perchè non saprei rispondere, non mi ha mai interessato approfondire qto aspetto.
Per il resto, abbiate pazienza, spero di avere nei prossimi gg un po' di calma e rispondervi. Grazie.


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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: martedì 23 aprile 2013, 1:13 
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Iscritto il: giovedì 25 giugno 2009, 0:27
Messaggi: 939
Caro Prometeo, anche sui pianeti ci sono diverse opinioni: quelle degli astrologi e quelle degli astrofisici. Per quanto possa rispettare entrambe le posizioni, gli astrofisici mi danno dati oggettivi (e sopratutto gratuiti), mentre gli astrologi me ne danno diversi ad ogni individuo che consulto (e sopratutto pagando tanti dindini). La verità - che non è mai Verità - in questo campo mi sembra dei primi piuttosto che dei secondi! Se a qualcuno non piace il termine verità si può usare il termine "meno soggettivo possibile" in quanto un'oggettività purissima non esiste mai: anche la più scientifica delle dimostrazioni soddisfa delle condizioni iniziali relative poste dagli sperimentatori.
Questo quindi in risposta alle aberranti ed inumane pretese delle teorie riparative di cui project e barbara hanno pienamente e largamente parlato mostrandone la loro insulsità da un punto di vista scientifico, visto e ricordando che la psicologia lotta sempre più per avere lo stato di scienza.

Infine ho apprezzato molto la prolusione di Ilex in merito alla fisiologia della prostata, che possiamo riassumere in: "se non usi gli arnesi che ti vengono dati, vanno in malora". Cervello non escluso ;)

Ancora buona discussione a tutti, con pacatezza pur nel dissenso!



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Zerchmettert, zernichtet ist unsere Macht
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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: mercoledì 24 aprile 2013, 7:54 

Iscritto il: domenica 17 marzo 2013, 18:34
Messaggi: 54
Carissimi,
la giornata di ieri, molto densa, mi ha permesso di riflettere un po', di risentire nella mente le vostre voci, le vostre riflessioni e ho tentato di andare oltre l'immediata percezione, di andare oltre la reazione.
Dopo 2197 visite e 137 risposte in poco più di un mese a qto topic, tra l'altro il primo della mia "vita" con voi, mi sembra, almeno per me, più che doveroso fermarsi un secondo e fare un piccolo bilancio.
Da tutto quello che avete scritto ho imparato tantissimo, ho scoperto un mondo che non conoscevo, ho intravisto sofferenze che neppure immaginavo, ho capito che a causa della Chiesa e anche della Scirttura molti di voi hanno sofferto e soffrono veramente tanto. Fino ad ora tutto qto a me era sconosciuto e anche adesso credo di averlo solo intuito, ci vorrà del tempo prima che lo riesca a fare mio e interiorizzarlo, come ogni cosa nuova. Nessuna delle vostre parole mi è "passata sopra", abbiamo un po' schermato, ma ho capisco che da entrambe le parti non c'è mai stata cattiveria, nè voglia di ferire.
Vi ringrazio per avermi mostrato il vostro pensiero con tanta sincerità, per avermi fatto capire il vostro percorso interiore.
Ormai di cose "religiose" ne abbiamo dette tantissime, abbiamo trattato quasi tutti gli argomenti, andando ben oltre il topic, e li abbiamo trattati con estrema serietà, di qto vi do atto.
Se me lo permettete vorrei non parlare più di Gesù, della Chiesa, della fede, della morale etc... perchè ho capito che sono tutte realtà che ci dividono, che impediscono un vero dialogo. Voi sapete, ormai, cosa penso, in cosa credo, cioè mi avete conosciuto, non rinnego nulla della mia fede, ma vorrei per un po', almeno, lasciarla a riposo.
E' proprio vero che si può parlare di tanto altro, pur rimanendo sempre se stessi.
Credo che il rischio, segnalato, di portare avanti discussioni infinite e inutili, possa essere reale e qto non mi sembra opportuno per nessuno.
Non so, magari, è anche giunto il tempo di concludere qto topic, che mi sembra abbia prodotto ben oltre le sue aspettative e potenzialità.
Spero che la vita mi suggerisca presto un altro bell' argomento da trattare con voi o forse, un altro bel topic, dove aggiungere qualche mio pensiero.
A prestissimo.

p.s. mi spiace molto che il Moderatore non abbia risposto alle domande-riflessioni che gli avevo posto lunedì 22 c.m., al di là dell'oggetto in questione, mi interessava il discorso d'insieme, il "nervo" che teneva su quell'apparato. Non gli chiedo di farlo adesso, probabilmente ci saranno state delle ragioni ben fondate per glissarmi, magari, un giorno se ci vedremo in chat mi potrai dire il tuo pensiero.


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 Oggetto del messaggio: Re: Spiritualità e omosessualità
MessaggioInviato: mercoledì 24 aprile 2013, 9:22 
Utenti Storici

Iscritto il: mercoledì 20 ottobre 2010, 0:41
Messaggi: 2335
Mi pare un'istanza leggittima la tua e un cammino pieno di sofferenza verso la ricerca della verità. Non sarà né semplice né scontato imparare a vedersi come uno di noi, pur nella differenza delle posizioni. Parlando di certi temi sembri estraniarti tante volte, come se certi discorsi non ti appartenessero, anche adesso ci scrivi che a causa della Chiesa e delle scritture "molti di voi" hanno sofferto, come se tu fossi altro da noi, come se la tua sofferenza, la tua "croce", fosse un'altra cosa rispetto alla nostra, come se non ci fosse una radice comune tra il tuo disagio e il nostro, al di là delle posizioni che ciascuno di noi ha sulla Chiesa. Invece c'è e scoprirlo ti causerà molte più sofferenze che dibattere, non sarà semplice ma siamo qui. Ai tempi quando cominciai a leggere questo forum, le tante storie i tanti dubbi; quando mi accorsi che tutti quegli stati d'animo, che prima di allora non sapevo neanche ben spiegare, erano espressi in quei post, presi una decisione chiara su tutta questa faccenda e mi fu chiarissima la grave ingiustizia che in quanto gay subivamo, chiarissime le pesanti vessazioni e discriminazioni che venivano avallate da certe istituzioni. Mi ricordo passai giornate intere a leggere e leggere voracemente. La coscienza di essere gay, cosa questo volesse dire, non esito a dirlo che l'ho acquistata qui dentro.

Mi piacerebbe seriamente dessi un'occhiata ai vari post emergerebbe molta più sofferenza di quella che hai letto qua, luogo dove la sofferenza s'è commutata in rabbia, molto più disagio, molta più solitudine, molte più perplessità sulla propria condizione, ma anche molta speranza, molta ingenuità, un profondo e autentico senso morale, molta voglia di innamorarsi e apertura verso il prossimo, molte informazioni e quando quella sofferenza, quella difficoltà, quella voglia di continuare a sperare la riconoscerai anche come la tua, quando sentirai che ti appartiene profondamente, che quello che hai sempre sentito dentro è molto simile a quello che abbiamo sentito noi le cose cambieranno radicalmente. Ci vuole tempo però me ne rendo conto e ti puoi prendere tutto quello che ti serve. Adesso più che i massimi sistemi sono in gioco le persone e mi auguro sul serio che sia come sia da questa scelta e questo incontro possa ricavare un arricchimento interiore.
Che altro dirti ti auguro una buona permanenza e spero sul serio continuerai a partecipare attivamente al forum, gradirei non essere più coinvolto nella discussione, questa volta voglio provare su serio a non intervenite ulteriormente.
Un abbraccio a tutti e buona prosecuzione.


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