MATRIMONIO GAY: CHIESA CATTOLICA E REPUBBLICA FRANCESE

Il rapporto fra tematiche gay e religiose, nella vita di sempre
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MATRIMONIO GAY: CHIESA CATTOLICA E REPUBBLICA FRANCESE

Messaggio da progettogayforum » martedì 23 aprile 2013, 23:13

Questo post è dedicato al confronto tra le posizioni circa il matrimonio tra persone dello stesso sesso come emergono da una conversazione interreligiosa dell’allora cardinale Bertoglio, Arcivescovo di Bunenos Aires, e del rabbino Skorka, e da un’intervista di Mons. Juan Vicente Córdoba segretario della conferenza episcopale colombiana e le soluzioni legislative concretamente adottate oggi in via definitiva dall’Assemblea nazionale francese.
I commenti inseriti tra parentesi quadre all'interno di citazioni sono dell'autore del post.
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Bergoglio e l’omosessualità

Progetto gay ha pubblicato il 13/3/2013, data dell’elezione di papa Brgoglio, una sua lettera del 2010 alle monache carmelitane di Buenos Aires, in occasione della discussione della legge argentina sul matrimonio tra persone dello stesso sesso http://progettogay.myblog.it/archive/20 ... suali.html.
Il 29 marco 2013, per l’editore Mondadori di Milano, nella biblioteca di Repubblica-L’Espresso, è uscito il libro “Il cielo e la terra” di Jorge Bergoglio e Abraham Skorka, traduzione italiana di “Sobre el cielo y la tierra” (in spagnolo), Buenos Aires, Editorial Sudamericana, 2010.

In questo libro sono state raccolte le conversazioni che Abraham Skorka, rabbino e rettore Seminario Rabbinico Latinoamericano di Buenos Aires tenne con l'allora arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, poi divenuto Papa Francesco. Si tratta di una serie di conversazioni interreligiose su argomenti quali Dio, il fondamentalismo, gli atei, la morte, l'olocausto, l'omosessualità e il capitalismo. I dialoghi ebbero luogo alternativamente presso la sede vescovile e presso la comunità ebraica Benei Tikva e furono poi raccolti e pubblicati in un libro, appunto, “Sobre el Cielo y la Tierra”.

Nel XVI capito del libro dedicato “al matrimonio fra persone dello stesso sesso”, Skorka così esordisce: “il modo in cui è stato trattato il tema del matrimonio omosessuale è stato, a mio modo di vedere, lacunoso rispetto alla profondità che l’argomento meriterebbe. Le coppie conviventi dello stesso sesso sono un dato di fatto oggettivo e hanno diritto a una soluzione legale di problemi quali la pensione, l’eredità ecc. (che potrebbero inquadrarsi in una figura giuridica nuova), ma equiparare la coppia omosessuale a quella eterosessuale è un’altra cosa. Non è solo questione di credo ma di essere consapevoli che il tema concerne uno degli elementi più delicati alla base della nostra cultura. …”

Bergoglio risponde: “La religione ha il diritto di esprimere la propria opinione poiché è al servizio della gente. E se qualcuno mi chiede un consiglio, ho il diritto di darglielo. A volte il ministro religioso richiama l’attenzione su certi punti della vita privata o pubblica perché è la guida dei fedeli”. Fin qui siamo alla solita riaffermazione dei doveri e dei conseguenti diritti che competono alle religioni, ma Bergoglio introduce un elemento di novità indicando quanto “non compete” al ministro religioso che “non ha il diritto di intromettersi nella vita privata di nessuno, certo. Se nella creazione Dio ha corso il rischio di renderci liberi, chi sono io per intromettermi? Condanniamo l’eccesso di pressione spirituale, che si verifica quando un ministro impone le direttive, la condotta da seguire, in modo tale da privare l’altro della sua libertà”. Queste affermazioni, però, non sono finalizzate all’apertura a scelte diverse da quelle proposte (e non imposte) dalla Chiesa, perché Bergoglio si affretta a precisare che “Dio ci ha lasciato addirittura la libertà di peccare. Occorre parlare con chiarezza dei valori, dei limiti, dei comandamenti, certo, ma l’ingerenza spirituale, pastorale, non è consentita”.

Skorka ricorda che vi sono diverse correnti nell’Ebraismo in cui prevalgono atteggiamenti più o meno precettivi ma sottolinea che nella Legge ebraica non c’è spazio per l’omosessualità, e aggiunge: “D’altro canto, io rispetto qualsiasi individuo che mantenga un atteggiamento di pudore e intimità sul tema”, quindi si riferisce alla legge argentina del 2010 sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso e sull’accesso all’adozione da parte delle coppie omosessuali e ricorda il valore che personaggi come Freud e Lévi-Strauss attribuiscono al divieto delle relazioni incestuose e all’etica sessuale e si dice preoccupato delle conseguenze che leggi come quella approvata in Argentina nel 2010 possono produrre in seno alla società.

Bergoglio considera la legge argentina del 2010 come un “regresso antropologico” perché va ad indebolire “un’istituzione millenaria che si è forgiata in accordo con la natura e l’antropologia”, ecco dunque che il rifiuto delle unioni gay equiparate al matrimonio perde l’aspetto del precetto religioso in nome del quale non si può in ogni caso privare l’altro della sua liberà, e assume quello di tutela della legge naturale in opposizione a ciò che è contro natura, e anche quello tutela di un principio dell’antropologia, secondo il quale l’eterosessualità è propria dell’uomo in quanto tale.

Bergoglio passa quindi ad un’altra apparente frase di apertura: “Cinquant’anni fa il concubinato non era comune quanto adesso. Era un termine chiaramente dispregiativo. Poi le cose sono cambiate. Oggi, convivere prima di sposarsi, sebbene non sia giusto dal punto di vista religioso, non ha più il peso sociale negativo di cinquant’anni fa. E’ un fatto sociologico che non ha senz’altro la pienezza né la grandezza del matrimonio, istituto millenario degno di essere difeso. … Anche per noi è importante quanto appena messo in evidenza da lei, ossia la base del diritto naturale menzionato dalla Bibbia, l’unione dell’uomo e della donna.” In sostanza Bergoglio ritiene che la Bibbia non faccia altro che recepire la “legge di natura” che, in materia sessuale, è identificata con l’eterosessualità.

Bergoglio prosegue: “l’omosessualtà è sempre esistita. L’isola di Lesbo, per esempio, era nota per ospitare donne omosessuali. Ma non era mai successo nella storia che si cercasse di darle lo stesso status del matrimonio. Veniva tollerata oppure non tollerata, era apprezzata o non apprezzata, ma mai equiparata”. Bergoglio non concepisce che l’omosessualità possa essere considerata alla pari della eterosessualità, perché a suo dire non incarna la legge naturale (strano concetto di natura!).

Bergoglio continua con un’affermazione: ”Sappiamo che durante alcuni cambiamenti epocali il fenomeno della omosessualità registrava una crescita” in realtà in quei periodi di cambiamento si allentava il potere repressivo di istituzioni come la Chiesa Cattolica e l’omosessualità non cresceva ma diventava più visibile.

Bergoglio aggiunge: “Ma nella nostra epoca è la prima volta che si pone il problema giuridico di assimilarla al matrimonio, cosa che giudico un disvalore e un regresso antropologico.”

Subito dopo emerge la motivazione di fondo alla quale Bergoglio si appella: “Di fronte a un’unione privata, non c’è un terzo o una società danneggiati. Se invece le si attribuisce la categoria del matrimonio e le si dà accesso all’adozione, ciò implica il rischio di danneggiare dei bambini. Ogni individuo ha bisogno di un padre maschio e di una madre femmina che lo aiutino a plasmare la propria identità”. L’idea che la omogenitorialità sia di per sé dannosa per i figli è assunta come postulato, ma molti e seri studi in proposito hanno dimostrato che si tratta solo di pregiudizi.

Bergoglio aggiunge; “Insisto, la nostra opinione sul matrimonio fra persone dello stesso sesso non ha un fondamento religioso ma antropologico” e proprio per questo si giustificherebbe la limitazione della sfera della libertà dei singoli e la non parificazione piena degli omosessuali agli eterosessuali.

Bergoglio ricorda che ha dovuto, per la prima volta in 18 anni da vescovo, richiamare l’attenzione di un pubblico funzionario quando il sindaco di Buenos Aires, Mauricio Macri, si rifiutò di proporre appello contro una sentenza di primo grado che aveva autorizzato delle nozze omosessuali. Ma Bergoglio fa presente, per ben due volte, di non aver mai parlato di omosessuali e di non aver mai usato termini dispregiativi nei loro confronti e rimarca di essersi solo limitato ad una questione legale.

Skorka allarga quindi il discorso sulla legge naturale e ricorda che ”nel dibattito precedente all’approvazione della legge, qualcuno ha invocato la “legge naturale” in base alla quale la natura ha in sé una normativa che regola il comportamento umano. Ne discende che Dio stesso ha infuso questo messaggio nella creazione. Ora, un omosessuale potrebbe obiettare, a buon diritto, che è stato Dio o comunque la natura a crearlo in questo modo. D’altra parte qualcuno ha dichiarato che l’amore tra omosessuali è di natura molteplice poiché vivono l’amore femminile e maschile insieme, sebbene questo non significhi che sia una condizione adatta a creare una famiglia.” Queste ultime affermazioni del rabbino riferibili a un generico “qualcuno” sono in realtà quanto meno curiose, ma passiamo oltre.

Skorka introduce la questione delle figure genitoriali in ambito educativo e Bergoglio gli risponde che “in genere si sostiene che par un bambino sarebbe meglio essere cresciuto da una coppia di persone dello stesso sesso, piuttosto che vivere in un orfanotrofio o in un istituto per minori. Va da sé che nessuna delle due situazioni è ottimale.”

Bergoglio cerca una soluzione diversa che permetta di evitare l’adozione da parte di coppie omosessuali. A suo dire “Il problema è che lo Stato non fa ciò che dovrebbe, … occorre guardare i casi dei bambini che vivono in enti o istituti dove si fa tutto salvo recuperarli. Devono essere le ONG, le diverse confessioni religiose o altri tipi di organizzazioni a farsi carico di questi minori” ma, conclude Bergoglio, “una mancanza da parte dello Stato [eccesso di burocrazia e corruzione] non giustifica un’altra mancanza da parte dello stesso Stato [la legittimazione dall’adozione da parte di coppie omosessuali]” In questo senso se le norme e le procedure per le adozioni fossero snellite e fossero eliminate le pastoie burocratiche “la cui attuale applicazione favorisce la corruzione” non ci sarebbe alcuna giustificazione per l’adozione da parte di coppie omosessuali.

Skorka si lascia andare a citare la Bibbia e Maimonide alla ricerca di immagini che paragonino il rapporto di Dio con l’uomo a una rapporto matrimoniale tra un uomo e una donna, poi conclude: “L’omosessuale ama qualcuno che conosce, un suo pari. È facile per un uomo conoscere un altro uomo, laddove conoscere una donna è molto più complesso perché occorre decifrarla. Un uomo può sapere alla perfezione quello che prova un altro uomo, o una donna quel che succede nel corpo o nella mente di un’altra donna. Scoprire l’altro sesso, invece, è un’autentica sfida.”

Bergoglio conclude così il discorso: “Di solito, nell’omelia per il matrimonio dico allo sposo che deve rendere lei più donna e alla sposa che deve rendere lui più uomo.”
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Mons. Juan Vicente Córdoba e le adozioni da parte di persone Gay

Riporto qui di seguito una mia traduzione di un articolo comparso su giornale colombiano “El Tiempo” http://m.eltiempo.com/gente/iglesia-rec ... s/10913132
L’articolo è intitolato: “Mons. Juan Vicente Córdoba crede che sia stato un errore affidare due ragazzi maschi a un omosessuale”.

Il segretario della Conferenza episcopale [colombiana], Juan Vicente Cordoba, uno psicologo di professione, ha contestato l'adozione di due fratellini che l’Istituto colombiano per il benessere familiare (ICBF) aveva autorizzato nei confronti di un americano gay. È il caso del giornalista Chandler Burr, nei confronti del quale era stata sospesa l'adozione quando si era venuti a conoscenza del suo orientamento sessuale, ma Burr aveva comunque recuperato i due fratelli dopo una dura controversia.

Cosa ne pensa di questo caso?
“Non voglio giudicare quel signore o la ICBF, e immagino che ci sia stata buona intenzione. Ma che indagine è stata effettuata sulla personalità del futuro papà? Per dare un bambino in adozione bisogna essere certi che gli adottanti siano una coppia formata da un uomo e una donna, o un uomo single o una donna single con una psicologia stabile.”

L'omosessualità è un problema psicologico?
“Non è una malattia ma è un disturbo dell'identità di genere, della identificazione di genere. Questo dice la psichiatria universale.” [L’omosessualità non ha oggettivamente nulla a che vedere con i disturbi dell’identità di genere come più volte ribadito dalla Organizzazione Mondiale di Sanità]

Di quali informazioni dispone su Chandler Burr?
“Non lo conosco e non lo sto accusando di niente, ma una cosa è chiara e cioè che ha una tendenza omosessuale e gli saranno affidati un ragazzo di 10 anni e uno di 13, e tra loro c'è un rapporto di padre e figlio, gli affidano due ragazzetti in un'età in cui possono essere attraenti per lui e possono essere una tentazione.”

I bambini sono a rischio?
“Uno dice: perché non dargli due ragazze? Perché mai proprio due maschi a un omosessuale? Con due ragazze non avrebbe alcuna attrazione verso di loro, se ci sono padri eterosessuali che abusano delle figlie, e perfino dei figli, tanto più c’è da temere da parte di un signore omosessuale. Sarebbe stato meglio dare un papà e una mamma.”

Così un uomo gay non può dare una casa a un orfano?
“Sì, ma deve essere una persona con capacità ben interiorizzate di controllare le sue tendenze, le sue pulsioni e passioni. È molto difficile non cadere in tentazione se uno ha il diabete e gli capita di vivere in un negozio di caramelle.”

Che cosa propone?
“Credo che si siano buttati avanti, che abbiano fatto le cose di corsa, ma si può invertire il processo perché c'era un fatto fondamentale del quale non si era a conoscenza. Perciò è necessario rivedere il processo e riportarlo a una fase precedente. Per questo signore sarà molto difficile essere imparziale e dare un affetto limpido e cristallino. La Colombia non può fornire i suoi cittadini ad un altro paese, come una merce.”

La Procura indaga la vita di coppia di Chandler Burr. L’ente di controllo ha emesso un parere negativo sul caso Burr "soprattutto circa il test di valutazione clinico-psicologica, prova da lui stesso allegata, secondo la quale ci sono evidenti incongruenze per quanto riguarda l’esistenza di relazioni di coppia con persone dello stesso sesso".
L’ente di controllo ha ribadito la sua richiesta al ICBF volta a ottenere la revisione delle richieste di adozione delle famiglie monoparentali e dei single e ha annunciato che seguirà il caso e impugnerà questo processo di adozione.
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Le scelte della Repubblica francese

In data 24 marzo 2013, Progetto Gay aveva pubblicato un articolo: MATRIMONIO GAY IN FRANCIA E LAICITÀ DELLO STATO http://progettogay.myblog.it/archive/20 ... stato.html
La legge francese ha finalmente chiuso la fase del doppio binario: il matrimonio solo per gli eterosessuali e le altre forme di convivenza anche per gli omosessuali. Senza dare alcune “definizione di matrimonio” è stata adottata semplicemente una nuova definizione dell’art. 143 del Codice Civile che ora recita:

«Art. 143 – Il matrimonio è contratto da due persone di sesso diverso o dello stesso sesso.»

Tutte le disposizioni in contrasto dovranno intendersi quindi modificate in tal senso. La Francia laica ha onorato così i principi di libertà, uguaglianza e fraternità.

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