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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: omosessualità e religione Dio ti vuole cosi come sei
MessaggioInviato: domenica 26 luglio 2015, 0:15 

Iscritto il: giovedì 23 luglio 2015, 22:21
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ciao a tutti sono nuovo e ci tenevo molto a scrivere questo post. Io sono gay da quando ero piccolo ma mi sono accettato solo a 27 anni ho sempre creduto fortemente in Dio che ci ama e che ci vuole cosi come siamo ho avuto forti conflitti in me stesso perche frequentavo gruppi cattolici dove dicevano di tutto sull'omosessualità, e io ci stavo malissimo... allora prima di dire la mia opinione devo fare due premesse.
1) Secondo la psicologia l'omosessualità non è una malattia ma una variante della natura.
2) La chiesa dice che non è peccato essere omosessuale ma è peccato avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso ossia fare l'amore.
Cosa penso io? Che se Dio ci ha creato cosi ci ama cosi e ci vuole cosi, credo che sia nel mondo etero sia gay dio benedica l'amore allo stesso modo. A mio avviso il peccato secondo Dio è di fare sesso occasionale o tradire perche si tradisce se stessi e si svende il proprio corpo che è tempio dello spirito santo. Ma ancora di più sono fermamente convinto che se 2 omosessuali si amino non ci sia nulla di male quello che è il peggior peccato è sposarsi o diventare sacerdoti quindi fare una scelta che comporta delle regole dove nessuno ti ha puntato la pistola ne per sposarti ne per diventare prete e trasgredirle per le coppie tradendo e per i sacerdoti facendo sesso con uomini o donne che siano. se proprio sentono il bisogno di farlo abbiano il coraggio di mollare la situazione in cui stanno e fare quello che vogliono. Inoltre la chiesa non è Dio ma è fatta di uomini che sbagliano e il loro giudizio per fortuna non è il giudizio di DIOe questo va sempre tenuto a mente fatemi sapere cosa ne pensate a presto


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 Oggetto del messaggio: Re: omosessualità e religione Dio ti vuole cosi come sei
MessaggioInviato: domenica 26 luglio 2015, 20:12 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Beh, posso risponderti solo da laico nel senso profondo del termine: massimo rispetto per i credenti, ma non riseco a vedere le cose in chiave teologica e quindi non saprei neppure parlare di Dio e meno che mai saprei dire che cosa Dio possa volere da noi. Da un punto di vista laico mi è molto difficile capire perché un omosessuale credente provi un bisogno così radicale di essere integrato in una comunità che lo considera un caso patologico. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha tolto ormai da decenni l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali, la Chiesa mantiene invece le sue posizioni. Si tratta della versione moderna della caccia alle streghe. La storia si ripete, per fortuna in tono minore, perché esiste anche una società laica che frena gli integralismi della Chiesa. Tu dici in chiave teologica che "Dio ci vuole come siamo realmente", in chiave laica il concetto si trascrive in "la libertà è un principio irrinunciabile. Ciò che si coglie nel tuo post è un tentativo ci delegittimare la Chiesa come interprete unico del messaggio cristiano e quindi come un tentativo di fondare la morale sulla coscienza individuale. In effetti sei in ottima compagnia in questo tentativo e la Chiesa stessa non fa che fornire frequenti motivazioni a questa delegittimazione. In effetti tra tutti coloro che si definiscono cattolici, solo una minima percentuale si sforza di mettere in pratica quello che la Chiesa predica, gli altri hanno ormai imparato a ragionare col proprio cervello.



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 Oggetto del messaggio: Re: omosessualità e religione Dio ti vuole cosi come sei
MessaggioInviato: mercoledì 29 luglio 2015, 1:03 

Iscritto il: domenica 19 luglio 2015, 20:41
Messaggi: 80
Ciao Kapataz80.
In merito a questa questione condivido le parole di Project.
Pur avendo ricevuto un’educazione cattolica, con la Chiesa ho sempre avuto un rapporto conteso tra appartenenza e non appartenenza. Non sono praticante e sin da ragazzino, per temperamento critico, ho passato al setaccio i vari insegnamenti che mi venivano propinati. Spesso la cultura e l’educazione ricevute generano in noi dei sensi di colpa che spesso ritengo superflui, per quanto a volte sia difficile ignorarli, dato che sono ben radicati da millenni nella nostra civiltà e in noi da che siamo nati.
Ci sono passi della Bibbia che condannano apertamente l’omosessualità, ma oggi alcuni ritengono che non debbano essere presi alla lettera, bensì interpretati. Non bisogna infatti dimenticare che le Sacre Scritture nascono in un preciso contesto culturale e di quel contesto sono lo specchio; tra quei versetti emergono idee che sono fin troppo umane. Basare le proprie convinzioni accordando assoluta verità ad un testo senza il filtro del pensiero e della coscienza può diventare pericoloso o sinonimo di ottusità. Si può arrivare a temere che Dio, per l’ira dovuta all’immoralità dilagante, invii dei cataclismi sulla Terra per punire gli uomini. Senza contare che in Italia alcuni gruppi religiosi radicali legati alla Chiesa hanno organizzato dei corsi per “guarire” dall’omosessualità (di questo tema si parla in “Save me”, un film statunitense di qualche anno fa).
Io non vedo peccato (“peccato” è una categoria religiosa) nel fatto che tu sia attratto sessualmente e provi sentimenti per un altro uomo. Non vedo peccato in un eventuale atto sessuale con una persona del proprio sesso quando la si rispetta e quando c’è consenso e libertà da ambo le parti. L’omosessualità non è una perversione, è semplicemente un modo di amare condiviso da milioni di persone al mondo. L’essere umano è molto più complesso di quanto le ideologie vogliano farci credere; nella stessa distinzione tra l’identità maschile e femminile sono in ballo molti elementi di carattere culturale.
Nel fatto che uomini sposati o sacerdoti cerchino del sesso gay (con adulti) vedo una profonda incoerenza con lo loro scelte e, nel caso di uomini di Chiesa, con le parole che ipocritamente dispensano alla loro comunità. Tuttavia dietro ogni storia ci sono aspetti così complessi che a volte è meglio ritrarre il proprio indice levato. La società non costringe, ma spesso incoraggia ad intraprendere carriere di facciata nel rispetto delle convenzioni, perché almeno così nessuno mormora. Decidere in partenza di deragliare dai binari stabiliti sarebbe più difficile da sopportare. Non sto giustificando nulla, al contrario. Personalmente non condivido il doppiogiochismo, sia perché non è un comportamento nobile, sia perché in questo modo si tradisce la fiducia delle persone con cui a diverso titolo si è preso un impegno.
Non so se un ipotetico Dio ci voglia così come siamo, eppure il cristianesimo insegna che Dio è amore. Dunque quale modalità migliore di partecipare, vivificare e amplificare quest'amore se non amando in prima persona gli altri uomini, che siano dello stesso sesso o meno. Nel momento in cui ami qualcuno in modo puro e sincero è l’altezza di quell’amore che invera quello che sei e che dissipa ogni condanna. Di certo non è una giustificazione logica, ma è un buon inizio.


Ultima modifica di Lao il mercoledì 29 luglio 2015, 21:39, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: omosessualità e religione Dio ti vuole cosi come sei
MessaggioInviato: mercoledì 29 luglio 2015, 14:54 

Iscritto il: venerdì 6 marzo 2015, 20:44
Messaggi: 39
Questo argomento mi tocca molto da vicino in quanto sono un credente. Sostanzialmente condivido tutto quello che dici, kapataz80. Qualche anno fa ho avuto la fortuna di conoscere un monaco e psicologo buddista e una delle sue straordinarie frasi che mi ha colpito riguardo a sessualità e religione è questa: "la sessualità non è mai sbagliata, in qualunque forma non è mai sbagliata, l'importante che ci sia amore. La sessualità è sbagliata quando c'è violenza e mancanza di rispetto". Penso che sostanzialmente una frase del genere sintetizzi, in qualche modo il tuo pensiero.
Personalmente per molti anni ho fatto molta fatica a condividere la pratica religiosa cattolica, quella dettata dalla Chiesa, e il mio essere per quello che sono. Per un periodo di tempo, fino circa a 25 anni, mi sono decisamente allontanato tanto da ritenermi ateo. Poi, per fortuna, ho avuto la possibilità di conoscere qualche sacerdote e religioso cristiano-cattolico ma "alternativo", diciamo sul genere di don Gallo. Persone queste, che davano e danno molto fastidio alle autorità ecclesiastiche.
Purtroppo quello che ci ha propinato e ci continua a propinare la Chiesa cattolica è il senso di colpa. In maniera quasi subdola lo fa sentire e provare anche a persone non praticanti. Questo è uno dei punti deboli della Chiesa, lontanissima dalla quotidianità, talmente lontana che non si rende conto, in questi casi, in che epoca vive. Senza parlare dell'ipocrisia al suo interno... (a tal proposito vi consiglio la lettura del libro "Sex and the Vatican. Viaggio segreto nel regno dei Casti" di Carmelo Abbate).
Ma c'è anche da dire che all'interno della Chiesa, come avevo accennato prima, esistono le "mosche bianche", ovvero religiosi coraggiosissimi che invece sollevano e affrontano con molta intelligenza queste tematiche. Sono pochissimi, appunto come "mosche bianche" all'interno di un oceano nero.
Sono arrivato al fatto che per me un conto è il Vangelo, l'insegnamento biblico e soprattutto la spiritualità (indipendentemente dalla religione a cui si crede), e un conto è la casta della Chiesa, che come tutti i mondi piccoli e circoscritti difendono il loro potere propinando paura e senso di colpa perfino nell'intimità delle persone (niente di più meschino, secondo me).
L'amore è amore, ed è la cosa più bella che esista fra due persone. L'atto sessuale è uno degli apici della manifestazione affettiva.
Probabilmente, considerando ciò che subiamo dalla società per il nostro essere gay, per chi ci crede, Dio ci ama ancora di più (forse come degli "Eletti", mi passi il termine..., un po' come nel caso del popolo più odiato, gli ebrei, che poi è diventato appunto il popolo eletto..., ma questa è una mia digressione di fantasia... prendetela per quello che può valere...).
Amare è una cosa bellissima, peccato che l'uomo molte volte ha più paura dei suoi desideri, della sua gioia che dei veri problemi. Ma in questa anche la Chiesa cattolica - ahimé - ha messo la sua parte.
Io, al momento, conto solo sulle mosche bianche...
Un caro saluto


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 Oggetto del messaggio: Re: omosessualità e religione Dio ti vuole cosi come sei
MessaggioInviato: giovedì 30 luglio 2015, 1:46 
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Bellissimo post NickElf!!



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 Oggetto del messaggio: Re: omosessualità e religione Dio ti vuole cosi come sei
MessaggioInviato: giovedì 30 luglio 2015, 2:14 
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Iscritto il: giovedì 11 aprile 2013, 18:46
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Beh, da ex-credente potrei solo aggiungere ai post precedenti che la religione cristiana ha come base, ancora prima dell'insegnamento della Chiesa, la Buona Novella, nella quale non si fanno riferimenti (correggetemi se sbaglio) all'omosessualità. Tutto ciò che è stato aggiunto dopo, contro quella che veniva chiamata 'sodomia' è opera di San Paolo, Sant'Agostino o San Tommaso D'Aquino i quali, nell'ottica cristiana, sono pur sempre uomini. E quanto all'Antico Testamento, beh, contiene anche cose scritte, come diceva Galileo, per il volgo vissuto più di duemila anni or sono. Inoltre esso costituisce la Vecchia Alleanza, che Cristo viene proprio a rinnovare. Ciò che la Chiesa ha costruito sull'omosessualità è quindi assai poco giustificabile alla luce del messaggio di Cristo, o almeno di ciò che di esso è giunto a noi.
Per il resto, analizzare la realtà, anche da credenti, senza tenere in conto il metodo sperimentale non è più possibile ai giorni nostri, se non si vuol cadere nel ridicolo, almeno secondo me. Che l'omosessualità esista e sia sempre esistita è un dato di fatto, come anche che esista in diverse specie animali e che non costituisca un pericolo per la società, come mostrano i cambiamenti in materia di diritti nelle società più avanzate di quella italiana. Chiedersi come conciliare dottrina della Chiesa e omosessualità è come cercare di conciliare, almeno finché le cose non cambieranno nel catechismo, eliocentrismo e Sacre Scritture. Non si può. Molti cattolici se ne sono accorti, così come molte 'mosche bianche' e hanno iniziato a ragionare con la propria testa, visto che ciò non cozza con l'insegnamento fondamentale del Vangelo.


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 Oggetto del messaggio: Re: omosessualità e religione Dio ti vuole cosi come sei
MessaggioInviato: martedì 14 febbraio 2017, 20:41 
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Io mi sono riavvicinato alla Chiesa e come NickElf per alcuni anni non ci sono andato più, in quanto mi ritenevo offeso dall'opinione che tutt'oggi la Chiesa ha su di me, essendo bisessuale, quindi non conforme alle sue "regole".

Però ho sentito il bisogno di riavvicinarmi, nonostante tutto, senza fare pressione su me stesso. Prima di Natale mi è successa una cosa felice e triste allo stesso tempo: ho passato un brutto periodo di stanchezza, stress, tristezza che è cominciato a Settembre ed è finito a Dicembre: le cause sono state l'elaborazione del mio passato che è talmente grande che in certi momenti è ancora dentro di me, molto doloroso ovviamente, poi stress dovuto a studio, tensioni familiari che mi hanno buttato giù, ciò nonostante non ho mollato nemmeno questa volta. Infatti dall'inizio di questo mese mi sento più in forma fisica e mentale.
Comunque dicevo, dopo una lezione all'uni ho sentito un bisogno urgente di pregare, quel giorno ero davvero stremato, triste. E così mi sono rintanato nella prima chiesa che ho trovato, non c'era la messa in quel momento e mi sono seduto davanti all'altare. Ho cominciato a piangere tanto... ma tantissimo... ho versato tantissime lacrime in quel momento e dicevo in mente "Dio, aiutami!".

Io sono tornato in chiesa perchè magari non sarò conforme dal punto di vista dell'orientamento sessuale, ma credo di essere una persona che non fa del male nemmeno a una mosca, sono molto buono e generoso e odio chi predica il sentimentalismo, che dice "DEVI fare del bene, DEVI aiutare gli altri".
Molte persone interpretano quel "devi" come un obbligo, non come un dovere naturale. E poi si etichettano come "bravi cristiani", poi magari parlano male degli altri.
Io invece sono naturalmente una persona buona, corretta, ho applicato tutto ciò che la Chiesa dice anche in questi anni in cui non ci andavo, in cui dicevo di essere ateo.
Quindi alla fine penso che la Chiesa ha ragione su alcuni argomenti, torto su altri.
Io penso che merito di entrarci lì dentro, e penso che altri che ci entrano ogni Domenica ne dovrebbero essere completamente fuori per la cattiveria che hanno.

Almeno io quando sbaglio lo riconosco e questo non può nemmeno essere considerato un "peccato".

Sono tornato dopo alcuni anni ma cambiato, non più col senso di colpa verso me stesso per essere bisessuale, pratico l'autoerotismo senza più sensi di colpa, e credo che Dio vedendo ciò è felice. E' questo il vero Cristianesimo.



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Non ho mai capito se tra credenti e non credenti ci sia qualche differenza veramente sostanziale, al di là del fatto che gli uni si professano credenti e gli altri no.

Dichiararsi credenti o non credenti vuol dire solo appiccicarsi un’etichetta, che ben poco dice di quello che c’è veramente nella scatola.

Credenti in che cosa: in un vago senso del mistero, in una particolare rivelazione o magari portati a dare un valore metafisico alla propria tendenza mistica, del tipo: se io lo penso, un dio c’è!

Vorrei evitare il classico discorso sui Massimi Sistemi. Accettare una religione, con tutto ciò che essa comporta di incrostazioni storiche, mitiche, ecc. ecc. mi risulta una strada impraticabile. Di fronte alle cose che vanno oltre l’esperienza, al di là delle fedi, che in fondo sono degli entusiasmi individuali, non c’è che una risposta seria: non lo so! Capire il senso di fondo delle cose è al di là del possibile, e per quanto riguarda la religione come fondamento della morale, beh, francamente la morale si regge anche da sola, la religione può fondare una speranza metafisica, questo è vero, ma è un atto di fede assolutamente soggettivo e questo non è nemmeno la cosa che la religione, intesa in senso serio, considera fondamentale.

Nel Vangelo di Giovanni si parla del giudizio universale e si dice che le cose sulle quali saremo giudicati sono molto semplici e molto “umane”: dare da mangiare all’affamato, da bere all’assetato, assistere l’infermo ecc. ecc.. Sono proprio le cose che sono la base di qualsiasi morale laica. Non so se ci sia un Paradiso né quanti laici ci siano in Paradiso, ma penso che potrebbero essercene parecchi!



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Project, io invece non ho capito la tua risposta;
la differenza tra credenti e non credenti è che i primi credono in una divinità assoluta, che mettono in pratica , anche se non al 100% , ciò che dice il Vangelo e i non credenti non credono in una divinità assoluta ma comunque se li guardiamo sotto ottica di stile di vita, di tratti personali (bontà, generosità, altruismo, comprensione dei bisogni altrui) comunque possono essere definiti in un certo senso credenti, ma di fatto non lo sono perchè non praticano la chiesa.

La differenza è sottile ma c'è!



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E' una po' la storia del buon Samaritano, che era un eretico rispetto alla fede giudaica ortodossa, ma quando un poveretto fu assalito dai briganti e fu lasciato mezzo morto per strada, il sacerdote e il levita (che erano credenti ortodossi) lo lasciarono dov'era mentre il Samaritano se lo portò a casa e lo curò... Sono le azioni delle persone che contano e che hanno uno spessore morale, non le motivazioni che adducono.



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