Gianluigi Nuzzi: PECCATO ORIGINALE

Il rapporto fra tematiche gay e religiose, nella vita di sempre
Rispondi
Avatar utente
Tom
Messaggi: 184
Iscritto il: sabato 21 luglio 2012, 20:23

Gianluigi Nuzzi: PECCATO ORIGINALE

Messaggio da Tom » venerdì 8 dicembre 2017, 6:33

Il terzo capitolo del vient de paraître "Peccato Originale" di Gianluigi Nuzzi è interamente dedicato al tema dell'omosessualità (e dell'ipocrisia) in Vaticano. Lascio qualche brevissimo stralcio per incuriosire i potenziali lettori.

Pag. 250 (tratto da un intervista ad un ex studente del preseminario San Pio X, che ha sede a Palazzo San Carlo, lo stesso in cui vivono diversi importanti cardinali e all'ultimo piano, l'ex segretario di Stato Bertone) C'era Antonio, protetto dalla gerarchia, che si approfittava di noi con soprusi, imposizioni psicologiche o atti sessuali.

Pag. 276 Una sera di aprile la polizia vaticana aveva suonato senza tanti preamboli a casa di monsignor Luigi Capozzi. Aperta la porta i gendarmi si erano imbattuti in un party gay a base di cocaina.

Pag. 288 (tratto da una intervista a David Berger, ex lettore della Congregazione per la Dottrina della Fede, ed ex docente della Pontificia accademia San Tommaso d'Aquino) In Vaticano mi capitava spesso di essere avvicinato per avere "contatti" con i religiosi. [...] Mi ricordo bene degli incontri fatti all'Hangar, un locale gay di Santa Maria Maggiore. E, all'aperto, nel parco di Monte Caprino, vicino al Campidoglio. Da lì un giorno sono anche finito in un appartamento di Monte Mario. Era una casa in cui ogni religioso aveva la sua chiave. C'era un viavai: si entrava e si usciva senza impegno.

Pag. 291 (tratto da una intervista all'ex cerimoniere pontificio Tony Adams, prima sotto il pontificato di Paolo VI e poi di Giovanni Paolo II) Quando ero giovane ed ero al Vaticano, tutti sapevano dell'omosessualità che regnava sovrana fra i preti; tutti sapevano delle relazioni fra cardinali e giovani sacerdoti, ma nessuno diceva o faceva niente. Si sapeva e si copriva tutto. E si faceva sesso anche per fare carriera in Vaticano, anch'io l'ho fatto con quell'arcivescovo polacco. Ma non feci carriera. Anzi, dopo quella storia capii che molti uomini che lì dentro portavano la tonaca, più che Dio amavano il potere.

Pag. 286 (tratto da una intervista al celebre monsignor Charamsa) Nei miei rapporti con il clero non ho mai fatto parte di nessuna lobby gay né di alcun circolo nascosto né sono mai entrato in contatto con gruppi del genere [...] L'unica lobby che io abbia mai incontrato è quella cattolica, tanto omosessuale quanto omofoba.
"La vita giusta è quella ispirata dall'amore e guidata dalla conoscenza"
(B.Russell)

Rispondi