INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

L'impegno dei Gay per una morale autenticamente laica
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INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da progettogayforum » martedì 13 agosto 2013, 16:31

Il ministro francese dell’Educazione, Vincent Peillon, ha mantenuto la promessa di avviare, a partire dall’anno scolastico 2014-2015, l’insegnamento di “morale laica” ad ogni livello di istruzione, dalla scuola primaria ai licei.

Peillon parla esplicitamente di “morale laica” e di “insegnamento laico della morale” a partire dai grandi ideali di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, che sono le fondamenta della repubblica francese. (http://www.lemonde.fr/ecole-primaire-et ... 73688.html)

Il 91% del francesi si dichiara favorevole all’iniziativa e il 48% addirittura molto favorevole. La Repubblica Francese vuole impegnarsi ad essere il primo attore nella trasmissione della morale laica sulla quale essa stessa si fonda, non una morale antireligiosa, ma una morale non dogmatica, di integrazione e di uguaglianza.

Il ministro è molto chiaro nell’enunciazione degli obiettivi che si propone, in sostanza bisogna legittimare anche legalmente gli insegnati a trasmettere valori e principi che possano essere generali, rispettosi di tutti e scevri da ogni forma di confessionalità.

Quando ho provato ad illustrare il senso della proposta del ministro Peillon ad alcuni insegnanti Italiani mi sono sentito rispondere che anche in Italia c’è qualcosa di simile e precisamente il nuovo insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”.

Assai incuriosito di questa novità sono andato a documentarmi sugli atti ufficiali e ho trovato la nota PROT. N. AOODGOS 2079 DEL 4 MARZO 2009 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, a firma dell’allora Ministro Maria Stella Gelmini (http://iostudio.pubblica.istruzione.it/ ... 20def..pdf), un ponderoso documento di 26 pagine che prende in esame tutti i precedenti legislativi e, dopo un profluvio di parole, arriva finalmente a definire nuclei tematici e obiettivi di apprendimento relativi a Cittadinanza e Costituzione.

Per la scuola primaria (scuola elementare), con un orario di un’ora alla settimana, si prevede di trattare tra l’altro:
- gli enti locali (comune, provincia, città metropolitana, regione) e gli enti territoriali (asl, comunità montane ecc.)
- i segni costituzionali dell’unità e dell’indivisibilità della Repubblica
- la distinzione tra Repubblica e Stato e alcune sue conseguenze
- la tutela del paesaggio e del patrimonio storico del proprio ambiente di vita e della nazione
- i segnali stradali e le strategie per la miglior circolazione di pedoni, ciclisti, automobilisti
- elementi di igiene e di profilassi delle malattie

Per la scuola media si sale di livello e le cose si fanno ancora più serie e si prevede di trattare argomenti come:
- il processo di revisione costituzionale e le leggi costituzionali secondo il Titolo V, sez. II del testo del 1948
- la nuova disciplina degli Statuti delle Regioni
Ecc.ecc.

Per la scuola superiore il livello sale ancora e si prevede di trattare argomenti come:
- le revisioni costituzionali apportate dal 1948 ad oggi
- il processo di formazione, di emanazione e di perfezione delle leggi ordinarie e dei decreti legge
- l’introduzione delle Regioni nel testo costituzionale del 1948 e le ragioni del loro primo avvio solo negli anni settanta

Tutto questo sempre con un carico orario di un’ora alla settimana per un insegnamento che prevede una specifica valutazione disciplinare di ciascun alunno e quindi idonei mezzi di verifica.

Nel ponderoso documento del Ministro Gelmini non compare mai la parola laico né la parola laicità, non compare mai la parola omofobia. Dal documento emerge anche una nota di consapevolezza, quando si dice:
“Il rispetto della legalità, l’osservanza di diritti e di doveri devono essere compresi in termini di valori essenziali e fondanti la possibilità di essere interlocutori protagonisti nell’ambito di un progetto comune e solidale volto allo sviluppo della società più estesa” e si prosegue: “L’ora settimanale dedicata a Cittadinanza e Costituzione non è certo sufficiente a produrre, sulla mera base dei temi che affronta e dei metodi di lavoro coinvolgenti che sappia adottare, risultati di questo tipo. Essi vanno considerati come compito comune ai docenti e ai dirigenti scolastici, nel dialogo allargato con forze potenzialmente educative.”

Ci si chiede a questo punto che cosa debba vedersi dietro il sibillino “forze potenzialmente educative”, certo non si tratta di restituire allo Stato e ai docenti una capacità di trasmettere valori laici al di fuori di qualunque pregiudiziale confessionale. Bisogna ricordarsi che siamo in Italia e non in Francia e che qui la parola laicità non ha pieno diritto di cittadinanza.
Sarebbe ora di girare pagina e di restituire alla Repubblica Italiana un suo carattere di laicità. Non contro qualcuno ma per l’uguaglianza di tutti.

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orachefaccio
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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da orachefaccio » martedì 13 agosto 2013, 19:39

Bello questo passaggio:

Ensuite, la morale laïque n'est pas non plus une morale d'Etat, une "orthodoxie à rebours". Elle est le contraire du dogmatisme et fait le pari de la liberté de conscience et de jugement de chacun : elle vise l'autonomie.

Presenta appunto la morale laica non come un ulteriore insegnamento ad obbedire ciecamente all'ennesima autorità imposta. E' il contrario del dogmatismo e scommette sulla libertà di coscienza e di giudizio di ognuno. Punta all'autonomia.

Una lettura forse un po' superficiale ma non troppo surreale del programma che hai riportato fa immaginare che i nostri ragazzi debbano invece apprendere a recitare leggi a memoria! Mi ricorda di un altro posto dove le formule vanno recitate a memoria, senza pensare.
"E non vi è niente di più bello dell'istante che precede il viaggio, l'istante nel quale l'orizzonte del domani viene a renderci visita e a sussurrarci le sue promesse." (Milan Kundera, traduzione mia)

Lz_90
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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da Lz_90 » giovedì 15 agosto 2013, 11:55

Concordo sull'importanza di trattare questi temi nelle scuole. In passato nelle scuole italiane c'era stato qualche timido tentativo di introdurre l'ora di "Educazione civica". Come dice Project gli argomenti discussi sono fondamentali per la crescita della persona e della propria libertà. Da qui l'importanza di reintrodurre questa materia (o "Morale laica" che dir si voglia).

Nel caso francese invece ritengo che l'"educazione civica" o la "laicità" attuata nelle scuole non promuova la libertà. Vietare a uno studente di indossare la kippah o la hijab, il velo che non copre il volto, è una limitazione della libertà di pensiero/religiosa (mentre si parla di ostentazione religiosa!?!). Sarebbe un pò come vietare a un ragazzo di vestirsi di rosa...
Sono convinto che la libertà, che si accompagna al rispetto, debba essere promossa dallo Stato non tanto imponendo divieti quanto promuovendo il confronto e appunto il rispetto.

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orachefaccio
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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da orachefaccio » giovedì 15 agosto 2013, 14:28

Interessante punto quello che poni Lz_90! Sono molto probabilmente influenzato dal fatto che ritengo le religioni in generale deleterie (attento: non le culture o i valori). Concordo con te sulla libertà di indossare cosa si vuole, che sia un velo o vestiti rosa. Il punto però è che per molti (di certo non per tutti, ma per molti) la libertà religiosa è strumento per imporre la non-libertà altrui. Ben vengano quindi i vestiti tradizionali e l'espressione di cultura (che non è ostentazione religiosa), ma che per piacere questa "libertà religiosa" non sconfini nell'imposizione (che è lo strumento quotidiano dei cattolici con la loro "libertà religiosa"), morale, psicologica o fisica! Quindi mi trovi pienamente d'accordo sull'idea del garantire libertà (che si accompagna al rispetto, come dici), ma quando veniamo alla "libertà" religiosa si tratta di un concetto a mio avviso MOLTO precario.
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progettogayforum
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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da progettogayforum » giovedì 15 agosto 2013, 18:08

Non sono d’accordo, penso che non ci sia nessun bisogno di segni esterni della religione e di nessun’altra appartenenza, se qualcuno crede il contrario è libero di portarli ma in una istituzione pubblica come una università si va per una finalità che non ha nulla a che vedere con la religione, il senso delle istituzioni dello stato e quindi anche delle scuole e dell’università dovrebbe essere nel trovare un terreno comune, non nel sottolineare i particolarismi. Il discorso vale anche per il ragazzo vestito in modo sgargiante, può andare vestito come vuole ma non in luoghi dove si va per fini che non hanno nulla a che fare con i particolarismi individuali di qualsiasi genere essi siano. Io sono gay ma non andrei certo in chiesa con un segno di riconoscimento gay, proprio per rispetto di quel luogo che per altri ha un significato importante e non andrei con un segno distintivo gay nemmeno in un ambiente di lavoro, perché si va in un luogo di lavoro per lavorare, non per manifestare la propria omosessualità. Io penso che il rispetto debba essere reciproco, dell’ambiente per il singolo ma anche del singolo per l’ambiente.
Aggiungo che in uno stato veramente laico l’educazione di base dovrebbe essere integralmente laica. La libertà di religione dei genitori non dovrebbe condizionare la libertà di scelta dei figli attraverso una scuola confessionalmente orientata o una cultura ambientale strettamente confessionale. Qui il principio di libertà religiosa dei genitori verrebbe chiaramente in conflitto con la libertà sostanziale dei figli.
L’idea che i figli siano proprietà dei genitori che possono educarli come vogliono, togliendo loro la possibilità di avere uno sguardo aperto sul mondo e quindi togliendo loro la possibilità di decidere in modo autonomo e consapevole, confligge radicalmente con il principio di libertà.

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los
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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da los » giovedì 15 agosto 2013, 18:27

Se non si parte da una scuola dove ti possano insegnare l'educazione morale, credo sia molto ma molto difficile passare ad altri ambiti.
Non potrà mai esistere una seconda possibilità.

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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da Lz_90 » sabato 17 agosto 2013, 12:52

@orachefaccio
quando dici "che questa libertà religiosa non sconfini nell'imposizione", concordo con te ma permettimi di aggiungere che lo stesso deve valere per le culture, le tradizioni, i valori. Secondo me le religioni, così come culture, tradizioni e valori, possono essere più o meno deleterie. Tutto dipende da come avviene il confronto, si pensi ad esempio alla Lega Nord o ai campanilismi tra città o paesi, che talvolta fanno delle tradizioni un cavallo di battaglia per cercare lo scontro... la libertà è un concetto molto precario in ogni campo e addirittura difficile da definire, visto i pareri diversi che esistono a riguardo. Forse è solo una mia convinzione, ma la libertà fonda le sue basi sul rispetto.

@progetto (che ringrazio per la possibilità di discutere liberamente questi temi nel forum).
Sono dell'idea che scuole e università, essendo frequentate da giovani, abbiano non solo la possibilità ma il dovere di promuovere il dialogo e il confronto. Infatti lo scopo principale di questi luoghi (a differenza di altri) è educare al rispetto e diffondere la cultura. Penso che indossare un crocefisso, un vestito rosa, ecc. in una scuola non sia mancanza di rispetto per l'ambiente, anzi, sia un importante segno che in quella scuola si cresce con la consapevolezza che il mondo è vario (se non lo si impara da giovani poi difficilmente lo si impara dopo). Quindi, se il rispetto per queste diversità non lo si apprende in famiglia, lo si faccia almeno nelle scuole. In conseguenza di ciò, se si oscurano religioni, pensieri, culture (come si faceva quando tutti indossavano il grembiule identico) sono convinto che la conoscenza e il rispetto dell'altro vengano ostacolati.

E' vero che i genitori esercitano una certa influenza sui figli. E' altrettanto vero che i figli devono poter fare le scelte che ritengono più giuste per loro (iscriversi alla scuola che preferiscono ecc.). Penso che però in famiglia sia normale che i genitori manifestino il loro pensiero e indirizzino i figli almeno nei primi anni di vita (non credo che a quattro anni un bambino sappia fare scelte importanti in piena consapevolezza), facendo comunque attenzione alle loro naturali inclinazioni. Ciò che i genitori devono saper fare, secondo me, è insegnare al figlio l'esistenza di diversità (che vanno rispettate) e dargli la possibilità di fare scelte proprie all'incirca dopo la terza media. Se i genitori sono cattolici e il figlio ha fatto la cresima è giusto che sia lui poi a scegliere (qualcuno poi decide di abbandonare... alla faccia dell'imposizione!), stessa cosa se i genitori sono atei e il figlio trova una religione. Chiaramente il discorso può essere esteso ad altri ambiti.
Se tutto ciò risulta oppressivo verso i figli, allora si può pensare di farli crescere affidandoli a dei robot, tuttavia non sono sicuro che così facendo abbiano davvero la libertà...

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los
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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da los » sabato 17 agosto 2013, 13:04

...io credo di non aver capito il riferimento al gembiule identico per tutti..
Non potrà mai esistere una seconda possibilità.

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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da progettogayforum » sabato 17 agosto 2013, 17:30

Lz_90@ penso francamente che tu possa avere ampiamente ragione, però bisognerebbe capire che cosa significa educare e qui gli atteggiamenti possono essere molto diversi. Ai miei tempi a scuola si bocciava moltissimo. Di un gruppo di 40 ragazzi partiti insieme al primo anno sono arrivati alla maturità in undici. Nessuno si preoccupava del recupero o dei problemi personali dei ragazzi, un atteggiamento estremo in un senso, ma d’altra arte fare della scuola uno strumento di supporto psicologico dei ragazzi in cui tutto si valuta meno che le competenze disciplinari acquisite significa dare ai ragazzi un’immagine deformata della realtà sociale che è decisamente molto concorrenziale e molto poco finalizzata al supporto reciproco a livello psicologico. A maggior ragione questo vale per l’università dove non esiste praticamente nessuna possibilità di offrire un supporto psicologico allo studente. Educare vuol anche dire educare al senso della realtà e all’idea che il risultato dello studio non un elemento eventuale e secondario della scuola ma ne è la sostanza. Voglio dire che in una scuola più seria molti problemi psicologici si risolverebbero da sé attraverso l’inserimento in una struttura che educa allo studio, alla disciplina mentale, a non buttare via il tempo, a tenere i piedi per terra e a guardare al futuro in termini di prospettive concrete di lavoro e di autonomia economica individuale mettendo da parte in una dimensione progettuale sempre più adulta tanti problemi che sono spesso tali perché intervengono su persone non concretamente impegnate e poco abituate a dare il meglio di sé per finalità concrete. Leggevo oggi dei promettenti progressi realizzati da un gruppo di scienziati australiani nella terapia oncologica tramite lo studio delle anti-tropomiosine. Chi lavora ed è abituato fin da giovane a lavorare su cose importanti dando il meglio di sé sviluppa raramente problemi di carattere psicologico. Intendo dire che essere inseriti in strutture educative serie sarebbe la migliore terapia psicologica per molti problemi che invece si istituzionalizzano in situazioni in cui la noia, il disimpegno, il rendersi conto di essere inseriti in strutture di fatto assai poco selettive, non stimolano certo a dare il meglio di sé. Aggiungo un’osservazione: in un ambiente educativo “serio” non esiste nemmeno l’omofobia perché gli studenti hanno ben altro per la testa.

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Re: INSEGNARE NELLE SCUOLE UNA MORALE LAICA

Messaggio da 476 » sabato 17 agosto 2013, 23:57

Sono completamente d’accordo con l’ultimo post. Ammorbidirei di molto la competitività, per lo meno a scuola. Io non mi sono mai sentito in concorrenza con altri e il fatto che uno prenda un bel voto non impedisce a nessun altro di fare altrettanto. Credo di essere stato molto aiutato dai miei compagni e spero di aver fatto altrettanto per loro. Ma ai nostri tempi, non si diceva che era la scuola che ti doveva insegnare lo spirito critico e l’autonomia di giudizio? Se è così, che ci sta a fare un insegnamento di morale laica? E nell’89 si è arrivati alla libertà, fraternità ed eguaglianza senza i corsi di Peillon. Il problema è perché la scuola, tutta la società, è cambiata così tanto e, per molti versi, in così malo modo, ma è un problema difficile.

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