Diego Fusaro e la tutela della famiglia tradizionale

L'impegno dei Gay per una morale autenticamente laica
Nicomaco
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Diego Fusaro e la tutela della famiglia tradizionale

Messaggioda Nicomaco » martedì 20 gennaio 2015, 13:17

Buon giorno a tutti gli utenti di questo bel forum e a Project in particolare! ;)
Mi rifaccio vivo a distanza di molto tempo per segnalarvi una breve lettura.
Dopo avere letto sui giornali dei recenti fatti di Milano relativi al convegno-congresso sulla famiglia tradizionale organizzato dalla Regione Lombardia, spero di fare cosa gradita riportando qui di seguito un articolo di Diego Fusaro, comparso nell’ottobre scorso su internet e dedicato al problema della tutela della famiglia tradizionale e al riconoscimento delle coppie omosessuali.
Per chi non lo sapesse Diego Fusaro è (da quel che mi consta....) ricercatore di Storia della Filosofia presso l’Università Vita Salute San Raffaele di Milano ed ha costruito la sua formazione e la sua “fortuna” di studioso sui testi di Carlo Marx.
Da persona omosessuale debbo dire che mi è parso un articolo molto interessante (io stesso ho sempre nutrito forti riserve sulla qualificazione giuridica del rapporto tra persone dello stesso sesso come matrimonio come avevo scritto in altri topic).
Buona lettura.

QUELLO SCONTRO SULLA FAMIGLIA TRADIZIONALE

In questi giorni la manifestazione delle “Sentinelle in piedi” contro il “ddl Scalfarotto” sull’omofobia e transfobia ha suscitato non poco clamore. Come è noto, un gruppo di cittadini è sceso in piazza per rivendicare l’intoccabilità “biblica” della famiglia naturale. I cittadini si sono piazzati in silenzio e in fila nel bel mezzo delle piazze italiane, con i libri alla mano. Nel mentre, è sopraggiunto un altro gruppo di cittadini che ha espresso il proprio disappunto: e l’ha fatto organizzando una contro-manifestando e sostenendo che la sola famiglia è quella ove vi è amore. Da un lato, dunque, le “sentinelle” che leggevano in biblico silenzio i loro libri, e, dall’altra, i contromanifestanti che urlavano scompostamente, tra bandiere policrome.
Al di là della carnevalata della divisione in tifoserie calcistiche pro e contro la famiglia tradizionale, occorre rilevare un aspetto: il fanatismo economico aspira a distruggere la famiglia, giacché essa – Aristotele docet – costituisce la prima forma di comunità ed è la prova che suffraga l’essenzanaturaliter comunitaria dell’uomo. Nasciamo in comunità e – con buona pace della Thatcher e dell’individualismo robinsoniano dei neoliberali – l’individuo è già sempre collocato in una comunità originaria, senza la quale non sarebbe possibile. L’individuo si sviluppa e può pensarsi come individuo solo all’interno di un processo di soggettivazione la cui base è sempre e comunque comunitaria. La comunità viene prima. Ora, come anche ho cercato di mostrare nel mio recente “Il futuro è nostro” (Bompiani, 2014), il capitale vuole vedere ovunque atomi di consumo, annientando ogni forma di comunità solidale estranea al nesso mercantile.
Essere per la famiglia tradizionale non significa essere necessariamente omofobi: anzi, si può benissimo pensare che la famiglia esista e vada tutelata e, insieme, che le coppie gay abbiano tutto il sacrosanto diritto di esistere e di instaurare rapporti in forme legalmente tutelate. Chi ha detto che una cosa esclude l’altra? L’opposizione tra famiglia e coppie omosessuali è falsa e, di più, gravida di quell’ideologia capitalistica che mira a dividere per comandare.
Del resto, l’abbinamento famiglia-omofobia è ideologicamente funzionale allo smantellamento della famiglia, come se essa fosse, in quanto tale, “omofoba”. Si può benissimo ritenere che la famiglia esista (in buona compagnia, peraltro, con Hegel e Aristotele) e, insieme, che gli omosessuali abbiano tutto il diritto di esprimere liberamente i loro sentimenti. L’omofobia e la distruzione della famiglia in nome della lotta all’omofobia sono, del resto, due poli complementari, ugualmente sotto il segno dell’integralismo economico: il primo consiste nell’oscena violenza contro l’omosessuale; il secondo nella non meno oscena violenza ai danni della famiglia tradizionale in nome della difesa dell’omosessuale.
Da contestare è, appunto, tale logica del “tertium non datur”: si può, infatti, tranquillamente riconoscere l’esistenza della famiglia tradizionale e, insieme, la piena legittimità del rapporto omosessuale. Questa è, almeno, la posizione che a me pare più di buon senso, al di là delle sempre in voga tifoserie di marca calcistica.
Ragazzi che andate a protestare contro la famiglia quando non potete concretamente farvene una (a causa del precariato, della disoccupazione, dei tagli alla spesa pubblica): quando capirete che state facendo il gioco del capitale? Quando capirete che state lavorando per il re di Prussia? È il capitale che, in nome della flessibilità e della precarietà, sta distruggendo la famiglia come luogo della stabilità affettiva e sentimentale. E voi - che lo sappiate o no - siete dalla parte del capitale.
”.
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Re: Diego Fusaro e la tutela della famiglia tradizionale

Messaggioda progettogayforum » martedì 20 gennaio 2015, 19:45

E' difficile non essere d'accordo. D'altra parte in un video pubblicato dal Corriere della sera si vedeva un ragazzo che ha rivolto una domanda al convegno chiedendo quante famiglie si rendono conto di avere figli gay, prima lo hanno ridicolizzato e poi lo hanno portato a viva forza fuori dalla sala, evidentemente questa è la tutela della famiglia. In questi comportamenti c'è molta miseria morale. D'altra parte non possiamo aspettarci nulla da chi strumentalizza tutto. C'è ancora una enorme battaglia di civiltà da combattere e l'Italia non è certo il paese con le situazioni peggiori. Rimbocchiamoci le mani e diamoci da fare perché la strada verso la civiltà è molto lunga e c'è il concreto rischio che il mondo cominci a percorrerla a rovescio.


p.s.: ... più aristotelico di Nicomaco c'è solo Aristotele!

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Re: Diego Fusaro e la tutela della famiglia tradizionale

Messaggioda barbara » giovedì 22 gennaio 2015, 21:25

E' un punto di vista interessante, che allarga il dibattito per così dire al significato di famiglia e anche alla reale sopravvivenza del concetto di famiglia.
Però ci sono anche risvolti pratici, che vanno prima di tutto risolti.
E' innegabile ad esempio che i figli delle coppie omogenitoriali non hanno le stesse tutele degli altri bambini .
E in questo c'entra molto il fatto che le loro famiglie non sono considerate tali dalla legge.
Credo che siano problemi come questo a preoccupare i manifestanti che sono scesi in piazza contro il convegno.
In un paese come l'Italia tutti i disegni di legge per trovare forme di riconoscimento alternative al matrimonio per le coppie gay sono naufragati, e non a caso.
Credo che alla gente prema trovare soluzioni veloci , perché non possono più aspettare i tempi biblici del parlamento.


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