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 Oggetto del messaggio: LAICITA' E RELIGIONI
MessaggioInviato: mercoledì 20 luglio 2016, 20:06 
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Iscritto il: sabato 9 maggio 2009, 22:05
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Lucrezio, il poeta-filosofo epicureo del primo secolo a. C., nel suo De Rerum Natura, dopo aver raccontato come il re Agamennone giunse a sacrificare sua figlia Ifianassa agli dei, spinto da un timore religioso, commenta lapidario: “La religione poté indurre a mali così grandi!” Un padre è indotto in angoscia dagli dei che gli chiedono di sacrificare sua figlia, il padre è dilaniato dal dubbio, ma poi il timore religioso ha la meglio su di lui ed egli decide di obbedire alla volontà divina e di uccidere la figlia. Se vogliamo la storia di Agamennone e di Ifianassa è l’esatta replica di quella di Abramo e Isacco. Dio chiede ad Abramo di sacrificare suo figlio e Abramo decide di obbedire e di uccidere suo figlio. Sia Ifianassa che Isacco saranno salvati miracolosamente dalla morte, ma questo espediente non sminuisce l’idea che la religione comporti l’assoluta obbedienza a ciò che si ritiene volontà di Dio, anche se questo dovesse significare uccidere i propri figli. Da un lato c’è l’amore paterno, che è amore umano, e dall’altro c’è la religione, che è amore divino, e la religione, che comporta un legame, un vincolo, un’obbedienza, una sottomissione, può chiedere al credente di mettere del tutto da parte la propria coscienza umana in nome del vincolo dell’obbedienza religiosa.
L’asservimento dell’intelligenza, del libero arbitrio, della coscienza individuale in nome dell’obbedienza e della sottomissione è stato storicamente e in molti casi è tuttora la cifra tipica della religione.
Essere laici non vuol dire rigettare ogni forma di religione, ma preservare sempre e comunque l’intelligenza, il libero arbitrio e la coscienza individuale. Questo significa che quando la religione mi richiama al rispetto della mia coscienza, alla coerenza della mia vita con i valori che ritengo migliori, e mi induce ad andare più a fondo in quella direzione, allora la religione può essere laicamente accettata e onorata come una guida per una maggiore conoscenza di sé, ma significa anche che quando la religione confligge con la coscienza individuale, il primato spetta certamente alla coscienza individuale. L’essenza della moralità sta nella libertà non nell’obbedienza, in particolare quando l’obbedienza ci porterebbe in conflitto con la nostra coscienza. La laicità insegna che l’asservimento dello spirito è il peggiore dei mali, perché spegne ogni capacità di pensare e ogni istinto morale. La laicità insegna che la libertà è il centro della vita umana e che la vera libertà si conquista progressivamente attraverso la conoscenza e l’esperienza, insieme con gli altri e mai contro gli altri.



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