La calunnia è un venticello

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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Nemesis

La calunnia è un venticello

Messaggio da Nemesis » domenica 8 maggio 2011, 19:07

Il pettegolezzo nasce dalla chiacchiera sociale ed infatti è una “verità” non verificabile, la cui infondatezza non rappresenta un limite, ma addirittura un fascino per la possibilità che offre di immaginare.
In genere qualche particolare del pettegolezzo è vero e magari lo è anche molto di più; il suo obiettivo è quello dello svelamento di una doppia vita fasulla, di un segreto esistenziale o comportamentale inesistente che riguarda qualcuno non perfettamente inserito nella società o nel proprio gruppo, oppure una persona di potere, temuta, che viene così “smontata”.
Attraverso il pettegolezzo si riesce perfettamente a demolire una persona o almeno ad insinuare dubbi nell'opinione pubblica sull'immagine che un individuo vuole dare di sé. Dalla notte dei tempi le dicerie sono l’arma più efficace per distruggere qualcuno.
Dati gli strepitosi effetti della diceria e del pettegolezzo sulla credulità popolare, non è escluso che molte persone o gruppi sociali interessati possano mettere in giro delle dicerie “ad arte”, per raggiungere obiettivi concreti come il discredito di un avversario o la crescita di consenso rispetto ad una determinata idea o tendenza.
Non soltanto il pettegolezzo resiste, ma è fiorente. Fino ad ora, nessuna legge e nessun metodo umano è stato capace di stroncare i suoi effetti devastanti. È dappertutto, lo si trova nelle famiglie come nelle comunità, nei circoli elitari come negli ambienti popolari, nella politica e perfino nell'ambito religioso. È comune quasi quanto il respirare.
Certamente, la maldicenza rivela un aspetto ripugnante della natura umana, quando ci si alletta nell'offuscare la reputazione di chi ci circonda, nel distorcere la verità e nel frantumare la serenità dell'esistenza altrui.
Addirittura l’amicizia fra due persone, così si dice, spesso nasce allo scopo di danneggiare una terza.
La maldicenza è un mezzo pratico per iniziare ad intrattenere una conversazione e di farsi così accettare dall'interlocutore. Infatti, è dimostrato dall'esperienza che generalmente le persone provano un interesse molto più profondo nell'ascoltare delle dicerie negative che delle parole costruttive anche se sanno benissimo che le dicerie non sono vere.
Ed ecco che si costruiscono frasi come “Tizio è un…” oppure “Caio ha fatto questo” o “Sai cos’è successo a Sempronio?”, in poche parole il venticello della calunnia si insinua cominciando a demolire la vittima che quando viene a conoscenza dell’accaduto ben poco ha da fare: non bastano la sua reputazione, le sue azioni e le sue parole. Ormai il dubbio si è insinuato e lì rimane.
E agli autori del pettegolezzo non rimane che giustificarsi arrampicandosi sugli specchi per poi riprendere l’arte malvagia della maldicenza.
L'invidia e l'odio sono spesso all'origine della forma più distruttiva del pettegolezzo: la maldicenza, il pettegolezzo malevolo ovvero la calunnia. Certuni parlano dei loro simili con un’intenzione volutamente cattiva. Il motivo è talvolta un desiderio di vendetta nato dalla gelosia o da un'offesa ricevuta oppure dall'invidia opportunamente dissimulata o ancora da una naturale, insana predisposizione alla mistificazione della realtà.
Quale sia la causa, l'origine invece è certa, infatti “è dal di dentro , dal cuore degli uomini, che nascono cattivi pensieri... calunnia...” (Marco 7:21,22).
Chi si dedica alla diffamazione cerca comunque di favorire i propri interessi rovinando la reputazione altrui. Anche se la calunnia è indubbiamente la più
condannabile delle forme di pettegolezzo, ogni intenzione nefasta e maligna rivela mancanza di responsabilità e costituisce un danno alla morale.

Voi cosa ne pensate del pettegolezzo, delle dicerie e delle calunnie? Avete mai sparlato di qualcuno, origliato discorsi calunniatori? Siete mai intervenuti per difendere la persona calunniata o dentro di voi avete pensato “ben le sta in fondo se lo merita”?
La discussione è aperta e come diceva De Andrè “la maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo…”

Torrismondo
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Re: La calunnia è un venticello

Messaggio da Torrismondo » domenica 8 maggio 2011, 20:39

Citi bene da Marco, Nemesis, inoltre, nel libro dei Salmi troviamo il salmo 7 contro un calunniatore e il salmo 120 (119) contro le lingue maldicenti; interessante no?
Ho sentito discorsi calunniatori verso persone di cui mi fidavo e che ho difeso, peccato però che poi, queste persone calunniate si siano alleate con le loro maldicenti per calunniare me, e questo solo per un loro guadagno...
La cosa mi ha deluso parecchio :|
Velle parum est: cupias ut re potiaris oportet (Ov. Ex Ponto I 1, 35)

Nemesis

Re: La calunnia è un venticello

Messaggio da Nemesis » lunedì 9 maggio 2011, 21:25

Torrismondo ha scritto:Citi bene da Marco, Nemesis, inoltre, nel libro dei Salmi troviamo il salmo 7 contro un calunniatore e il salmo 120 (119) contro le lingue maldicenti; interessante no?
Ho sentito discorsi calunniatori verso persone di cui mi fidavo e che ho difeso, peccato però che poi, queste persone calunniate si siano alleate con le loro maldicenti per calunniare me, e questo solo per un loro guadagno...
La cosa mi ha deluso parecchio :|
Che bello sapere che qualcun altro legge Bibbia e Vangelo, di solito c'è sempre lo stereotipo che omosessuali e teologia sono agli antipodi. Meno male che l'hai smentito anche tu! :mrgreen:
Sì posso capirti benissimo, anche a me è successa la tua spessa esperienza (anche recentemente devo dire purtroppo) e quello che più mi rammarica è dire che quando cogli le persone in flagrante si giustificano dicendo sempre "eh, no, hai capito male" e poi si offendono.
Per me che dico sempre ciò che penso è quasi impossibile capire questo comportamento, ma ho smesso di chiedermi perchè succede: ci sono persone che calunniano per il gusto di farlo, punto e basta.
E quando le scopri, la sola cosa da fare è allontanarle.

Rayden
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Re: La calunnia è un venticello

Messaggio da Rayden » lunedì 9 maggio 2011, 23:56

Il pettegolezzo è un po' come un virus contagioso: si diffonde in modo incontrollabile, serpeggiando invisibile fra le strade di città e i selciati di paese, insinuandosi nel pensiero e nelle parole della gente al primo cenno di debolezza, mietendo vittime spesso inconsapevoli di essere state contagiate. Quel che è peggio è che finora nessuno è stato in grado di trovare una cura adeguata, tanto che il morbo ha resistito al decorso dei millenni, andando via via rafforzandosi e assumendo sempre nuove forme, talvolta anche particolarmente aggressive e coriacee.

Non c'è una vittima più esposta di altre né soggetti maggiormente "a rischio". Tutti possono essere ugualmente colpiti, perché nessuno ha sufficienti difese immunitarie: uomini e donne, giovani e vecchi, belli e brutti, alti e bassi, magri e grassi, ricchi e poveri, di campagna e di città, colti e ignoranti, eleganti e rozzi, intelligenti e tonti, forti e fragili, gay e non.

Metafore a parte, ciò che è straordinario è che il pettegolezzo parla un linguaggio che tutti possono comprendere, come la musica, e ne è la riprova l'innumerevole elenco di riviste e giornali che, indipendentemente dagli scopi che perseguono e dai gusti che si propongono di soddisfare, sul gossip hanno costruito un futuro dorato, talvolta saccheggiando quello degli altri.

Chissà cosa sta alla base del pettegolezzo? La consapevolezza di un vuoto interiore da colmare, il piacere di assaporare la sensazione di avere tra le mani la vita del prossimo, la voglia di sentirsi un po' meno soli o almeno di contare un po' di più in una società in cui troppo spesso si fatica a trovare un proprio ruolo.

In ogni caso, non tutti i mali vengono per nuocere, perché a volte anche essere oggetto di diceria può costituire motivo di soddisfazione e far nascere un sorriso, se è vero che "essere oggetto della mormorazione di alcuni si deve considerare un segno di stima, soprattutto quando si tratta di coloro che sogliono dire male di tutti i buoni" (Graciàn)..

Rayden

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Cagliostro
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Re: La calunnia è un venticello

Messaggio da Cagliostro » martedì 10 maggio 2011, 8:52

Il pettegolezzo, questa strana fenomenologia che ha radici profonde. Si mormora che persino Abramo venne colpito dal pettegolezzo.
Ritengo che il pettegolezzo non sia altro che una forma di esibizionismo per potersi garantire dieci minuti di gloria sulle spalle degli altri.
Come diceva Oscar Wilde: "parlatene bene, parlatene male purchè ne parliate", e questo chi fa del pettegolezzo uno stile di vita lo sa fin troppo bene.
“Danneggiando la reputazione tramite il pettegolezzo, cioè riportando un'opinione non a titolo personale, bensì attribuendola al pensiero diffuso, la fonte evita di assumersi la responsabilità di quanto dice e, di conseguenza, si sottrae a eventuali rappresaglie e faide che potrebbero a loro volta produrre altri comportamenti aggressivi, reciproci e reiterati".(CNR)
Questo accade perchè la reputazione è, fra le istituzioni sociali primordiali, quella più universale e il pettegolezzo mina le sue basi.
Persino Fabrizio de Andrè nella sua famosa Bocca di Rosa accenna al pettegolezzo:
"E fu così che da un giorno all'altro Bocca di Rosa si tirò addosso l'ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l'osso; ma le comari di un paesino non brillano certo di iniziativa, le contromisure fino a quel punto si limitarono all'invettiva".

Anticamente chi si macchiava di diffondere il pettegolezzo veniva severamente punito, a volte anche con il taglio della lingua.

Potremmo dire che il pettegolezzo avrebbe valenza sociale se non andasse a intaccare la credibilità delle persone che lo subiscono, a tal proposito linko una poesia di Franca Canfora e una canzone di Ivan Graziani proprio sul pettegolezzo:

http://scrivere.info/poesia.php?poesia=59575

http://www.youtube.com/watch?v=0foRY-JP-kw
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Torrismondo
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Re: La calunnia è un venticello

Messaggio da Torrismondo » martedì 10 maggio 2011, 13:34

Cagliostro ha scritto:Ritengo che il pettegolezzo non sia altro che una forma di esibizionismo per potersi garantire dieci minuti di gloria sulle spalle degli altri.
Perché? Non sono d'accordo, non credo ne venga una qualche gloria a chi spettegola... Questo potrebbe capitare nel caso in cui si danneggi economicamente o in campo lavorativo (etc. etc. esempi altri a non finire) l'altro al fine di prenderne il posto. Ma di solito più che esibizionismo è cattiveria vòlta a danneggiare gratuitamente l'altro a causa dell'invidia: A non spettegola su B per dimostrare di essere un dio, ma per rovinarlo e solo per il gusto di vederlo a terra, o quantomeno macchiato e stigmatizzato.

edit: questa discussione dimostra che la calunnia NON è un venticello, ma una bora, altrimenti non staremmo qui a discuterne e a parlarne... :D
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barbara
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Re: La calunnia è un venticello

Messaggio da barbara » martedì 10 maggio 2011, 18:00

Bisognerebbe anche definirlo meglio da ciò che non lo è. Confidarsi con qualcuno sul rapporto difficile che si ha con qualcun altro ,per esempio , coincide col pettegolezzo? e se no ,quando diventa pettegolezzo e quando è un semplice confidarsi?

Torrismondo
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Re: La calunnia è un venticello

Messaggio da Torrismondo » giovedì 12 maggio 2011, 13:14

Secondo me è semplice: confidarsi con qualcuno non è pettegolezzo anche perchè si presuppone che il confidente non diventi improvvisamente un chiacchierone ma si tenga le cose per sè. Diventa pettegolezzo quando ne parlo con malizia a più persone possibile con la volontà di far del male.

Così interpreto il dilemma.
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Nemesis

Re: La calunnia è un venticello

Messaggio da Nemesis » giovedì 12 maggio 2011, 15:34

Io il dilemma lo interpreto così:

-se devo confidare qualcosa non lo dico a chiunque ma a quelle poche persona davvero fidate che so non apriranno mai bocca e potranno consigliarmi, ascoltarmi e confortarmi senza giudicare;

-lo dico una volta sola, non di più altrimenti diventa pettegolezzo.

Se poi proprio una persona arriva a chiedersi "non è che per caso ho spettegolato" allora secondo me è la volta buona che l'ha fatto.

Per Cagliostro: mi è piaciuta moltissimo la canzone di Graziani che hai postato, è una delle mie preferite. Se ti interessa nella Roma antica gli spergiuri e le malelingue venivano privati delle mani e della lingua e gettati giù da uno dei sette colli ma ora non ricordo ahimè quale.

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