Sono òmofòbia-fòbo

Solitudine, emarginazione, discriminazione, omofobia...
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Sciamano
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Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da Sciamano » giovedì 2 giugno 2011, 1:59

Non è una stupidaggine, è una cosa molto seria questa. Io mi sono accettato, molti si accettano, in fondo non è poi così difficile, perché non c'è proprio nulla di sbagliato nell'amore gay, però accettarsi è un primo passo, indispensabile, ma ovviamente non è il solo che si possa compiere.

Riflettevo su questo perché io mi sono accettato, ma allora perché ho ancora tanto disagio? Non me la sentirei di prendere un libro a tema gay (anche se specie i saggi potrebbero interessermi...); in famiglia non posso parlare di queste cose; ho fatto CO con una mia amica (tutto ok) e lei mi ha "spronato" a chiedere apertamente ai ragazzi che mi attraggono, se loro sono gay, dicendomi che ci sono altri ragazzi come me (e non parlava solo dell'orientamento), io gli ho detto che la cosa non è così semplice... ma lasciamo stare... il punto è che quello che lei lo vedrebbe come naturale, per me è disagio; e poi tante cose che devo far "di nascosto" dalla famiglia o "filtrarle" tra amici...

Tutto questo perché? Perché ho paura delle conseguenze, praticamente di un incondizionato coming out, cioè di fatto ciò che fa paura sono gli omofobi (òmofòbo-fobìa), se questi non ci fossero, non ci sarebbe alcun problema, non si dovrebbe nemmeno fare "coming out"... non esisterebbe la necessità...

Dicevo, io mi sono accettato, ma sei poi assecondo e mi sottometto a chi non mi accetta (o credo che non mi accetterebbe), limitandomi e provando disagio per tante cose, a causa di omofobi (ma anche di fantasmi, chi mi dice che poi io vada incontro a chissà quale omofobia?), allora mi accetto ma poi pongo sopra di me la non accettazione degli altri... mi sono davvero accettato allora? Magari sì, anche se questo mantiene non poco disagio, però questa è òmofòbo-fobìa, una cosa apparentemente artificiosa, ma molto concreta.

Voglio anche dire: certo! ci sono ottimi motivi per aver paura in certe situazioni. Come al solito, più sei indipendente e meno problemi puoi avere, viceversa tutto può accadere: problemi con amici, rifiuto o forte disagio in famiglia, problemi con il lavoro e con i colleghi, in certi terribili contesti l'espulsione dalla scuola o anche la lapidazione... Insomma non voglio parlare di fobia in una accezione di debolezza, ma mettere in luce, evidenziare, come la paura possa compiere articolati percorsi...

Se accade che X ha paura di G, può anche accadere che G ha paura di chi ha paura di G (e questo crea le situazioni di disagio, nonostante l'accettazione, legate ovviamente ai contesti in cui ci si trova, o al limite anche a proiezioni e paure della nostra mente), ma non solo! ci sono anche G che hanno paura degli G che hanno paura di chi ha paura degli G (badate che entrano in gioco paure di volta in volta diverse, ma sempre edificate su altre paure): che paura è questa? La paura di un circolo vizioso. Se i gay più comuni, cioè normalissimi (meno eccentrici, lontani dagli stereotipi, ecc.) sono omofobo-fobi, allora rimarrano nell'ombra, e alcuni di questi gay (per esempio io, ma non solo, ricordo altre discussioni...) potrebbero aver paura che questa normalità dell'esser gay non emerga mai.

Un giorno mi stuferò della mia omofobo-fobia, perché mi fa un po' paura (sono anche òmofòbofobìa-fòbo XD ), spero che questo giorno sia domani...

P.S.
Wow! Potrebbero esserci alcuni etero omofobi che hanno paura di chi comincia ad aver paura della omofobo-fobia, ovvero sarebbero òmofòbofobìa-fòbia-fobi. E immagino che tra questi ci siano molti esponenti della Chiesa... ahimé.

Se un teologo è omofobo, è triste... ma al limite comprensibile (dato un certo contesto culturale, se si è ignoranti, ecc.), ma se qualcuno fosse òmofòbofobìa-fòbia-fòbo allora è proprio una brutta perversione, perché significa conoscere la normalità dell'esser gay e aver paura che questa sia conosciuta da tutti, ci vuole proprio cattiveria nera... e altri fini da assecondare... Mi immagino di gridare ad uno di questi "Sei òmofòbofobìa-fòbia-fòbo!" e questo magari mi esorcizza solo per la parola XD

P.P.S.
Certo che io di questa genta, se c'è, ho paura... è troppo perversa... sono
òmofòbofobìa-fòbia-fòbo-fòbo! E loro temeranno me...? Ok qui si va in un circolo all'infinito... mi fermo. Cmq se mi temono alla fine possono solo temermi già in qualità di òmofòbofobìa-fòbo, quindi credo che oltre non ci si spinge... anche perché non si capisce più niente XD
Cercare la felicità rispettando gli altri, sarebbe una grande conquista per l'umanità!

barbara
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Re: Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da barbara » giovedì 2 giugno 2011, 8:48

La paura è un meccanismo naturale , che appartiene alla nostra specie. Come ogni "dote" che possediamo, possiamo usarla in un modo che ci faccia crescere o in un modo che ci limiti. Provo a spostare il discorso dall'argomento omofobia.
Parliamo della mafia ad esempio. Anche qui al nord la mafia è ormai di casa.
Già possiamo avvertire come la cosa ci condizioni. Se in un ambiente di lavoro o di vita arriva qualcuno che conta e che "si sa" essere mafioso , che accade?
Accade proprio quello che dici tu. Molte persone iniziano ad abbassare la voce quando capita di dover dire la parola "mafia" . Oppure smettono di nominarla. Entra in gioco una rassegnazione anticipata, che rende molto potente quell'unica persona, che sarà pure importante , ma che è uno contro molti.
A quel punto la paura sconfina nell'omertà . C'è un eccesso di paura che produce comportamenti che a loro volta alimentano la paura e così via. Il cerchio si chiude.
Il caso dell'omofobia ha delle differenze, ma anche qui è centrale secondo me capire se tutte le paure che si hanno sono reali oppure no.
Bisogna capire quando il gioco vale la candela, perchè se permetto alla mia paura di impedirmi di vivere , ho rcevuto un danno che potrebbe essere assai maggiore di quello a cui (forse) andrei incontro osando di più.
Ogni situazione è a sè , certamente. Non si può mettere sullo stesso piano un ragazzo minorenne che è completamente dipendente da una famiglia omofoba in un paesino di provincia con un ragazzo che invece vive per conto suo in città.
Fai bene secondo me a porti certi dubbi, dal momento che forse un tempo credevi che avresti perso l'amicizia di questa amica e invece non è successo.
La prudenza è una cosa, l'ossessione un'altra.

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progettogayforum
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Re: Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da progettogayforum » giovedì 2 giugno 2011, 11:50

Ciao Sciamano! beh, se ti lanci a briglia sciolta puoi inanellare ragionamenti su ragionamenti ma sono tutte cose che non servono a nulla. E' chiaro che se vivi in situazioni difficili vivi anche in situazioni di disagio ma non è questione di comung out, che in situazioni oggettivamente difficili può solo fare danni, ma bi buon senso e di prudenza. Insomma se la situazione in cui vivi è difficile non sarai tu a poterla cambiare, l'unica cosa è cercare di lavorare per rendersi autronomi e per creare appena possibile un porprio mondo, anche in quello ovviamnete ci vuole molto buon senso ma almeno le paure sono molto più contenute.

WhiteSephir
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Re: Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da WhiteSephir » giovedì 2 giugno 2011, 13:25

Sciamano ha scritto: P.S.
Wow! Potrebbero esserci alcuni etero omofobi che hanno paura di chi comincia ad aver paura della omofobo-fobia, ovvero sarebbero òmofòbofobìa-fòbia-fobi.
Sciamano, sappi che sei appena diventato il mio mito per il neologismo che hai coniato!!!!!
:D :D :D
E immagino che tra questi ci siano molti esponenti della Chiesa... ahimé.

Se un teologo è omofobo, è triste... ma al limite comprensibile (dato un certo contesto culturale, se si è ignoranti, ecc.), ma se qualcuno fosse òmofòbofobìa-fòbia-fòbo allora è proprio una brutta perversione, perché significa conoscere la normalità dell'esser gay e aver paura che questa sia conosciuta da tutti, ci vuole proprio cattiveria nera... e altri fini da assecondare...
Personalmente ricordo un'intelligentissima puntata dei Simpsons in cui Cattolici e Protestanti (americani, ovviamente) iniziano a litigare per inezie e differenze di vedute finché alla fine non trovano un accordo decidendo di focalizzare il loro odio verso "cellule staminali e omosessuali monogami"


Tornando un po' più seri e "on topic", devo dirti che comprendo bene quando parli della paura di quelli che hanno paura/diffidenza riguardo i gay. Durante l'adolescenza l'ho provata anche io.
Poi man mano questa paura è diventata... quasi pena nei confronti di quelle persone. Perché più li osservavo più mi rendevo conto che la loro non era "semplice" omofobia, ma una vera e propria paura del diverso, di qualunque cosa non sia conforme allo standard, di ogni cosa che abbia l'ardire di uscire dagli schemi. E per quanto l'atteggiamento omofobo di quelle persone possa aver(mi) causato dolore, non posso fare a meno di dispiacermi perché con quel tipo di atteggiamento, non potranno mai godere della bellezza e della varietà di un mondo ricco di differenze. Non riusciranno mai a cogliere l'intimo significato di frasi come "Infinite diversità in infinite combinazioni".
E pensando questo, non ho paura di loro... solo pena...

Rayden
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Re: Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da Rayden » sabato 11 giugno 2011, 20:54

Omofobia-fobia...vediamo :ugeek:

Sicuramente l'omofobia è fonte di disagio e difficoltà non indifferenti, perché impedisce al ragazzo (o alla ragazza) omo di essere se stesso, costringendolo a vivere nell'ombra e spesso sdoppiando la sua esistenza in una vita interiore piena e vera e ed una vita esteriore vuota e finta.

Allo stesso tempo, però, non confonderei il disagio di fronte all'omofobia con la fobia dell'omofobia. Un conto è la difficoltà di rapportarsi serenamente con una persona omofoba, non trovando punti di contatto con essa e magari sentendosi "diversi", un conto è averne paura e percepire la non accettazione altrui come una minaccia costantemente sopra di sé.

Il fatto che si rimanga nell'ombra deriva semplicemente dalla consapevolezza che la società è ancora culturalmente troppo arretrata perché si possa vivere in pieno alla luce del sole. Si può parlare di prudenza, difficoltà, disagio, ma non di paura o di fobia. L'omofobia, benché di fatto abbia riflessi notevoli sulla nostra vita e non di rado riesca a condizionarla, è prima di tutto un problema degli omofobi, un loro limite, e, anche se a volte sembra pesare sopra di noi come un macigno, in realtà si trova anni luce sotto di noi, perché prima di raggiungerci deve ancora fare molta strada, imparando ad affrontare e a vincere quella barriera di ignoranza di cui essa stessa è espressione e con la quale si autoalimenta e che ognuno di noi - chi prima, chi dopo, chi con semplicità, chi con maggiori dubbi - ha già superato o sta superando.

A ben vedere, il rapporto con gli altri, e in particolare gli omofobi, non ha a che vedere con l'accettazione di se stessi. Questo è un traguardo puramente interiore, che si raggiunge quando si arriva finalmente a comprendere il proprio essere e ad accettare la propria natura. Diversamente, la nostra accettazione dipenderebbe all'accettazione altrui e sarebbe ad essa subordinata, il che presupporrebbe che gli altri abbiano il diritto di accettarci o respingerci, di tollerarci o perseguirci, di stabilire se per noi c'è posto o se siamo di troppo, il che sarebbe un abominio.

Lasciamo che di fobia ce ne sia una sola, Sciamano, e soprattutto che se la tengano gli omofobi ;)

Rayden

Ilex
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Re: Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da Ilex » domenica 12 giugno 2011, 0:52

Il discorso di sciamano è quasi un virtuosismo filosofico,
(d'altra parte credo che di cose del genere se ne intenda parecchio se è chi credo), è quasi al limite di una psicosi... Mi piace!
Scherzi a parte, tutti temono in qualche misura di non poter piacere agli altri per qualcosa, ma nelle relazioni con gli altri non è detto che questo qualcosa debba essere risaputo. Conosco una prersona che se raccontasse alcune sue fantasie (in realtà già lo ha fatto in alcuni brevi e bellissimi racconti),
sarebbe ben presto vittima di TSO( trattamento sanitario obbligatorio, spedita in neuropsichiatria per intenderci), ma siccome è molto intelligente, si limita a scriverne, riscuotendo l'ammirazione dei lettori e continuando a mantenere un'immagine impeccabile.
In sostanza, se la tua sessualità la vivi, come credo, in una dimensione intima che non merita il pubblico dominio, non devi temere la pubblica aggressione di nessuno, se la normalità risaputa del tuo essere gay ti creasse in qualche modo sconcerto, pensa che la normalità di solito non merita l'attenzione delle masse....

Quando le lotte per la difesa dei diritti dei "diversi" saranno riuscite ad ottenere il bando dell'omofobia, allora saranno gli omofobi a sperimentare la omofobo-fobo-fobia perchè gli anormali saranno loro...
Per il momento ci dobbiamo accontentare dei carri di carnevale e di lady-Gaga ( di certo loro non si possono definire omofobo-fobici..)

Buone nuove elucubrazioni caro Sciamano.

Johnny
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Re: Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da Johnny » domenica 12 giugno 2011, 17:36

Io sapevo che l'omofobia è qualcosa che prova un etero, la paura di essere oggetto sessuale di un uomo, e la paura dell'omosessuale, o la discriminazione degli omosessuali. E' veramente giusto definirla cosi?

Non sei obbligato a dire il tuo orientamento sessuale, per gli etero è diverso perchè tutti danno per scontato che lo sei. Quello che dico io è questo: esiste una vita pubblica, una vita privata, ed una segreta. La prima è di tutti, la seconda è per pochi, e la terza la conosci soltanto tu.
Sinceramente io non sento ne la necessità ne il dover di dover dire che sono gay a qualcuno, di farne una vergogna o di farne un vanto. Come non sento la necessità di dire altre cose personali.

Quello che a me infastidisce di più, non è tanto la paura di essere picchiato o preso in giro, ma il fatto che se non dici vieni trattato da "maschio", se lo dici anche ad alcuni amici non pronti, per imbarazzo cominciano a tirare fuori argomenti strani come borsette varie, e allora li capisci che è stato un errore.

Ilex
Messaggi: 162
Iscritto il: venerdì 6 maggio 2011, 0:25

Re: Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da Ilex » domenica 12 giugno 2011, 23:52

Avevo fatto un casino ma vedo che Johnny mi ha tradotto...
Che figo! mi leva le parole di bocca..

wship_71
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Iscritto il: sabato 8 maggio 2010, 22:18

Re: Sono òmofòbia-fòbo

Messaggio da wship_71 » lunedì 26 dicembre 2011, 20:14

Geniale! :shock:
Questa reiterazione funziona anche con xeno-
... purtroppo! :evil:
Non accettarsi significa rifiutare di amare. Cosa può esserci di più sbagliato? (Sciamano)

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